Scienza on the road verso la terza edizione.

Si è svolta questa sera a Merkabaland, la land di Aquila Faulds e LaraGrace Rau, la serata conclusiva, della seconda annata, di “Scienza on the Road”. Questa importante iniziativa, esempio di uno dei progetti meglio riusciti nella SL italiana, ha contribuito a dimostrare che è possibile avviare, in SL, dei progetti culturali di ampio respiro, attirando un traffico di Avatar paragonabile a quello dei grandi concerti o delle iniziative artistiche meglio riuscite.

La competenza, la disponibilità e la passione dei docenti, guidati da Talete Flanagan, e supportato, di volta in volta, oltre che dalla bravissima Giovanna Delphin, anche da una nutrita schiera di collaboratori, tra cui Democrito Sands e Marjorie Fargis, ha ottenuto un grande risultato, di divulgazione scientifica e di impegno culturale in SL.

Una delle caratteristiche principali di tale progetto è il fatto che è stato reso “itinerante” dai suoi animatori. In tal modo si è contribuito a sviluppare, come pochi altri finora, una collaborazione molto intensa, non tanto tra le land, ma tra un progetto di successo e diverse land. E’ la dimostrazione che intorno ad idee forti, e di alto valore culturale, è possibile aggregare un numeroso pubblico e ottenere risultati concreti.

Una conferma in più anche del fatto che la collaborazione paga, in un ambiente in cui gli sforzi degli appassionati sono spesso concentrati nelle ore serali e nei ritagli di tempo lasciati liberi dal lavoro e dalla famiglia. La collaborazione tra molti protagonisti, la creazione di “team” integrati, come quello che stiamo sviluppando gradualmente per questo magazine, è sicuramente una chiave per ottenere risultati di rilievo in SL. Quelli che sono restii ad accettare tale modello di sviluppo, o perfino di business, sono anche quelli che pensano di poter essere i “leader” del nuovo mondo, senza rendersi conto, così, di perdere uno dei fondamentali effetti dell’utilizzo dei Mondi Virtuali, la collaborazione e lo sviluppo di comunità intorno a un progetto comune.

Auguriamo a “Scienza on the Road” di continuare la sua opera di divulgazione, contribuendo all’evoluzione, in Italia, delle modalità di utilizzo di SL.

Il link del blog, gestito da Marjorie Fargis, è il seguente: http://scienzaontheroad.blogspot.com/ .

In bocca al lupo per la nuova edizione, già in programma.

Il giro del Mondo in 800 giorni: decostruire Asian

In qualche modo, giorno più giorno meno, sono 800 i giorni nei quali Asian ha compiuto il suo giro del Mondo. Ovviamente sto parlando di Second Life. Questo se si contano i giorni a partire dal suo ingresso in SL – 18 Marzo 2007 – fino alla sua “uscita” ad Ars in Ara – 6 giugno 2009 – quando delega il suo emissario di portare in giro la valigetta dello spacciatore di mondi.

All’interno di questa valigetta c’erano i Fun To Rez, collectible contenenti il minimo indispensabile per rezzare un mondo virtuale: una land che ti dà il diritto di costruire, una shape e una texture. Tutta qui la magia del fare architettura in Second Life. Quello che manca sono le idee che le aggiunge chi immagina lo spazio.

In che senso “Asian ha compiuto il suo giro”?

Diciamo che ha fatto tutte le cose che aveva in mente di fare. Un poco come Phileas Fogg: ha conosciuto gente, ha incontrato mondi, ha fatto esperienze e ha vinto una scommessa con sé stesso.

Credo che ciascuno abbia diritto di entrare, stare e re-stare in SL indipendentemente dalle mode, dagli hype ma dipendendo da un proprio progetto individuale e dalla costruzione di una propria esperienza.

Questa stessa rivista, voluta da Aquiladellanotte, ha un senso non solo in relazione ad un valore di SL per il  mondo reale ma in una relazione diretta di chi ancora ci trova qualcosa da fare e da dire.

In relazione ai progetti di chi ci scrive.
Avrei dovuto parlare della costruzione di mondi in questo spazio.
Ma trovo che per me è difficile ora parlare con entusiasmo di SL. Non prima di fare un distinguo, una precisazione.
Non mi è possibile usare lo stesso entusiasmo di scoperta che potevo avere nel 23° giorno del mio viaggio o il 363° giorno – la data della mia prima “verifica in SL “ ai Cantieri Lednev.

E’ il tempo della storicizzazione di SL, della messa in ordine di quanto è accaduto al suo interno.
Mario Gerosa in Italia è stato il primo a farlo con il volume Rinascimento Virtuale, che nel titolo ha già il concetto di storia posto in chiave.
In questi 800 giorni ho sentito che il progetto di Asian aveva compiuto tutte le possibili rotte di SL, rotte che contengono strategie di costruzione di spazi di relazione tra avatar. Dal progetto di una semplice forma al progetto di conservazione di una land.
Come nei viaggi straordinari di Verne: tutte le strade erano state battute e lo spazio diventò per lui un insieme di combinazioni di rotte da seguire dove la meta era nota.
Ogni lavoro ora sarebbe una revisione di cose fatte, un lavoro combinatorio di esperienze compiute.
Ciò che resta sono le persone e il piacere di incontrale.
Prevale il desiderio e la necessità di portare fuori l’esperienza.

L’ultimo lavoro di costruzione fatto da Asian Lednev è in qualche modo un “manifesto” che rappresenta il fare le valigie, il cercare strategie per portare fuori il lavoro dell’avatar.
Un fare tesoro di quello che si è imparato facendo.
Che senso ha tutto questo? Perché tutto questo?
La prima architettura è la relazione costruita tra noi e l’avatar. E’ la serie di ponti che ci lega e ci tiene insieme. Col tempo viene voglia di percorrerla nei due sensi.
Non basta più lasciare lì questa esperienza. Ma non è razionale. Razionalmente si può solo smontare il proprio avatar e veder cosa ci restituisce dopo tanto lavoro.
Ed è la cosa che ho fatto e che mostrerò.

AL

http://slurl.com/secondlife/Adder/80/56/65

Giovanna Cerise: un’italiana sempre più internazionale

Uno degli aspetti più stimolanti dei mondi virtuali è senz’altro la possibilità di confrontarci con facilità e immediatezza con persone di tutto il mondo e nell’arte è una soddisfazione vedere come, sempre più spesso, oltre ad essere numerosi gli artisti stranieri che espongono in gallerie italiane, moltissimi artisti italiani sono considerati interessanti dalle principali realtà espositive internazionali.

Basta fare un giro per Pirats, New Carleon, Diabolus (per citare solo alcune delle più note locations espositive internazionali) e ci si rende conto immediatamente che nomi quali Solkide Auer, Shellina Winkler, Maryva Mayo, Zhora Meynard, Aloisio Congrejo, Gleman Jun, e altri sono ormai nel novero degli artisti “importanti” del Metaverso.

In piena ascesa in questo momento è Giovanna Cerise, artista più “giovane” dei su citati come data anagrafica della sua seconda vita (è entrata in sl nel dicembre 2008 e ha iniziato a “giocare con l’arte” nel marzo del 2009), semplice e modesta di carattere. Giovanna nell’arco di poco più di un anno ha collezionato una serie di mostre in gallerie internazionali prestigiose (Pirats, Art Maniacs, Omega, Studio 33, Shamen Galleries, Vertex, Pyramid, Diadem, Erato of Carleon, Benfica Lisboa, ecc).

L’ho incontrata per la prima volta al Diadem di Lion Igaly del luglio 2009, dove sembrava quasi intimidita nel vedersi a fianco di nomi tanto affermati. Da allora è cresciuta come artista, le sue sculture sono sempre più raffinate ed evocative e, senza che abbia fatto nulla per farsi notare, Giovanna è stata invece “scoperta”, tanto da ritrovarsi negli ultimi mesi impegnata nell’allestimento di una serie di mostre in giro per il Metaverso.

Giovanna in rl è un’insegnante ed è entrata in sl con l’idea di valutare eventuali applicazioni didattiche del mezzo, tuttavia sin dall’inizio si è sentita attratta dalle possibilità creative che questo mondo le offriva e con entusiasmo quasi infantile ha iniziato a plasmare prims e giocare con textures alla ricerca di qualcosa che riuscisse a esprimere le sue emozioni. “All’inizio è stata pura curiosità – racconta Giovanna. – Voglia di provare a capire come si poteva arrivare a fare le opere splendide che vedevo e così, prim dopo prim, ho iniziato a costruire le prime cose e, man mano che andavo avanti, ho capito che mi piaceva molto farle”. L’entusiasmo è arrivato quando, superate le prime difficoltà tecniche, si è resa conto che quei prims riuscivano ad esprimere le sue emozioni: “in quel momento ho capito che una nuova strada si era aperta per me ed è iniziata una sfida coinvolgente aperta sempre a nuove possibilità comunicative e in continua evoluzione”.

Le piace infatti sperimentare continuamente, non fermarsi mai in un’unica direzione, ma il filo comune delle sue creazioni è proprio l’espressione dei suoi stati d’animo, e, perché no, il suo sguardo emotivo sul Metaverso, e così si passa dalle prime opere più semplici e armoniose, dai colori solari e apollinei, alle creazioni più recenti, più scure a volte, più sfumate, più complesse, specchio della sua crescita personale e virtuale. Del resto chi non è nuovo in Second Life sa bene che, come nella vita reale, anche in questo mondo si cresce e allo stupore quasi infantile con cui lo esploriamo nei nostri primi mesi di vita piano piano si sostituiscono momenti di crescita per certi versi comuni a tutti.

Dal mese di marzo, poi, Giovanna ha anche aperto una propria galleria ad Itland, la Art’s Vision Gallery, nella quale non si è limitata ad esporre le proprie opere, ma ha organizzato esposizioni di colleghi come Kicca Igaly, Maryva Mayo e Daco Monday, convinta dell’importanza del confronto con gli altri per crescere. “All’inizio quando ho deciso di prendere una galleria, non avevo pensato a questa possibilità, ma poi mi è piaciuta l’idea di poter aver ospite qualche amico artista. E’ un modo per incontrarsi, per scambiarsi opinioni e anche per arricchirsi artisticamente”.

In questo momento è possibile ammirare le opere di quest’artista in diverse locations: Piramide, Vertex,  Shamen Galleries, Sun Escapes Arts Center, Baia do Golphino Azul. Ma Giovanna la si trova facilmente andando in giro per mostre e isole dedicate all’arte, vista la sua passione per questo mondo e le sue infinite possibilità espressive. “Penso che l’arte in Second Life sia una bellissima realtà – conclude, – una fucina continua di creatività, di sperimentazione, di confronto, di voglia di mettersi in gioco, di possibilità di espressione, di entusiasmo”. Come non condividere?

I Giganti di Monte Prama a Sardigna

by Trilli Lacombe

L’isola Sardigna si prepara a festeggiare alla grande i suoi tre anni in SL, ospitando a breve 3 grande eventi. Si comincia giovedi 27 maggio con Carla Denule, giovane cantante sarda, per proseguire il 1 giugno quando sarà ospite il grande poeta Michele Pio Ledda, autore dei testi sardi più famosi e il 3 giugno si esibirà nella land la cantante di Alghero Franca Masu.

Sardigna nasce in SL per la volontà dei due fratelli Marco e Mario Pireddu, che hanno egregiamente trasportato nel mondo virtuale tutto l’amore, la passione e la dedizione verso la loro terra. Sardigna è uno spazio privilegiato per la diffusione e la conoscenza della cultura millenaria sarda e il suo patrimonio identitario, una specie di “patria” virtuale per i sardi di SL e per tutti quelli che amano quest’isola speciale, magica e dalla cultura antichissima.

Il senso profondo del progetto Sardigna in Second Life è infatti quello di esaltare non solo la capacità del virtuale di farsi luogo di deposito ed esposizione del passato di una cultura, ma anche di divenire occasione per percorsi emotivi e conoscitivi originali, offrendo al visitatore – nel presente – l’esperienza di un futuro possibile che ancora non è accessibile nella dimensione “reale” rappresentando il passato della regione nella maniera più affascinante.

Il “turista virtuale” è accolto dagli owner, Barisone Sirbu aka Marco Pireddu e Ambrose Birke aka Mario Pireddu e portato a visitare la land seduto su un tappeto sardo di Isili o su una gigantesca, strepitosa pardula – il tipico dolcetto locale trasformato in tappeto volante.

Il valore della land sta soprattutto nell’aver ricreato alcuni dei luoghi più singolari ed importanti della Sardegna, arricchendola costantemente con sempre nuove ricostruzioni. Qui si possono vedere il pozzo sacro di Santa Cristina, che si trova nella Sardegna centro occidentale, ed è una delle più importanti aree sacre di età nuragica. Era un perfetto calendario astronomico e funzionava da osservatorio. Negli equinozi di primavera e autunno il sole illumina la scalinata e la fonte d’acqua. Questo effetto è stato reso perfettamente nella ricostruzione virtuale: si scende la scala al buio e giunti allo specchio d’acqua un raggio di luce filtra e ricrea l’effetto luminoso.

Molto interessante è l’altare preistorico di Monte d’Accodi, nei pressi di Sassari, che ricorda una grandiosa piramide a gradoni simile alle ziqqurath mediorientali, sulla cui sommità gli antichi abitanti eressero un tempio dedicato alla divinità ancestrale. Il nuraghe di Santu Antine, costruito durante l’Età del Bronzo, probabilmente nel corso del XVI° secolo a.C, è uno dei più maestosi di tutta la Sardegna ed è simile a un castello fortificato.

Punto di forza della land è il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini: vicino alla Giara, su un’altura che visivamente penetra in profondità l’est del medio Campidano, i Nuragici edificarono in più riprese un’imponente reggia-fortezza di basalto che è la più importante testimonianza monumentale della civiltà dei Nuraghi. Per la sua grandiosità la reggia-fortezza Su Nuraxi di Barumini è dal 1997       un       patrimonio       mondiale       UNESCO (http://whc.unesco.org/en/list/833). La reggia è stata ricostruita secondo le più recenti e affidabili ricostruzioni, e nella dimensione del virtuale torna ora a rivivere il suo antico splendore.

Da questa settimana il complesso di Barumini è stato momentaneamente tolto per far posto a un evento davvero eccezionale: la mostra dei Giganti del Monte Prama. Queste sculture di epoca nuragica sono state rinvenute nel 1974 nei pressi di Cabras. Gli scavi hanno portato alla luce 5172 frammenti appartenenti a 15 teste e 22 busti di statue gigantesche che superano i due metri di altezza, raffiguranti arcieri, guerrieri e pugili. La tipologia e il numero dei frammenti, così come il loro stato di conservazione, fanno di questo ritrovamento uno degli eventi culturali più importanti di fine millennio.

Questi monumenti sono la testimonianza di una civiltà che non ha uguali in tutto il bacino del Mediterraneo occidentale. Sono le più antiche statue a tutto tondo, antecedenti ai Kouroi greci e portano preziose informazioni sull’arte e la cultura sarda. Probabilmente risalgono al VII° secolo a.C. ma ci sono ipotesi che le fanno datare alla fine del primo millennio a.C.

Caratteristica comune alle statue è la resa del volto e in particolare degli occhi, formati da due cerchi concentrici, talmente perfetti da far pensare all’uso di un compasso, unitamente ad una fronte molto prominente che scende su un naso stilizzato e molto pronunciato. Nello stile si riconosce fortemente l’influenza dedalica dal marcato geometrismo. C’è un chiaro legame tra la decorazione fittile, i bronzetti coevi e queste statue gigantesche.

Ma chi sono questi giganti? Si potrebbe collegarli agli antichissimi popoli del mare, i Shardana, pirati mercenari che furono anche al servizio di Ramses II, poiché portano lo stesso modello di spada e sono similmente rappresentati in una stele fittile conservata al

Museo Egizio del Cairo. Bello pensare che questi antichissimi guerrieri rivivano oggi, se pur virtualmente, nella land di Sardigna. Chiunque può ammirarli nella loro perfetta ricostruzione e ottenere con un semplice click tutte le informazioni finora disponibili, in 5 lingue compreso il sardo, come in un agevole museo archeologico. Second Life può dunque essere un mezzo perfetto per mettere a disposizione di una vastissima platea internazionale informazioni preziose.

Noi che viviamo la Poesia

by Viola Tatham

Da questo numero il nostro giornale si arricchirà di una nuova pagina, dedicata alla poesia in Second Life. Autori, poesie, iniziative interessanti, tutto ciò che rappresenta l’arte poetica in Second Life e, forse, anche qualche piccola divagazione dal tema.

Si inizia, come sempre, pieni di aspettative e di entusiasmo, con tante idee da realizzare, ma anche con i consueti timori di non raggiungere l’obiettivo principale, quello di creare interesse nei lettori e, magari, far amare la poesia a qualcuno che non l’hai mai considerata.

Negli ultimi tempi ho notato, con grande piacere, un discreto aumento di eventi dedicati alla poesia, anche nelle lands italiane, prima poco interessate a questa materia e alla cultura in genere. Quando, con il mio gruppo, pensammo di proporre un modo diverso di usare il voice, appena inserito in SL, organizzando serate di lettura poesie,  fu una land libanese ad accoglierci e la partecipazione alle serate in  italiano era molto inferiore rispetto a quella in altre lingue. Ora, dopo quasi tre anni, sono felice di non aver ceduto allo sconforto, che mi spingeva ad abbandonare quell’idea non abbastanza condivisa.

Dal prossimo mese, inizieremo con il conoscere meglio qualcuno dei poeti che si aggirano per Second Life, forse alla ricerca di un’ispirazione per nuovi versi. Spesso sono timidi e schivi, anche in questa seconda vita. Si  sentono fuori posto, in mezzo alla confusione delle disco, e appaiono davvero assorti quando li vedi camminare in land semideserte, o seduti in riva al mare, come se un’immaginaria brezza marina potesse cullarli in un sogno.

Sognatori che riempiono pagine bianche con i propri pensieri, i sentimenti e gli stati d’animo, facendosi trasportare dalla fantasia, e quale posto migliore per sognare, di una Seconda Vita, dove tutto è possibile? Volare, camminare sotto il mare, o godere di un tramonto, mentre fuori dalla finestra di casa infuria un temporale?

“Noi, che il caffè della mattina

ce lo porta la malinconia

per togliere il torpore

delle notti insonni.

Noi, tra gli anni migliori

vissuti solo di illusioni

tra crocevia di contraddizioni

restiamo appesi ai ganci della vita

o funamboli tra fili di cotone

ma voliamo ad un palmo dalla luna

e sogniamo solo con il sole.

Noi, che abbiamo lacrime per tutti

ed un’offesa ci ferisce a morte

non abbiamo mai creduto nella sorte

perchè comprende anche la fortuna.

Noi, che viviamo la poesia

come una febbre, come una malattia,

in esilio volontario tra la gente…

Noi, se ci incontriamo non servono parole

c’è una scintilla che accende la simbiosi

e va oltre l’affetto e l’amicizia

in uno scambio di battiti del cuore

ed una volta accesa, più non muore.”

(Noi che viviamo la poesia, Viola Tatham)


La poesia è il mio principale interesse, che ho trasferito in SL, facendo venire a galla la parte migliore di me, quella che ancora sogna, si perde dietro un bel panorama, anche se di pixels, e si emoziona leggendo  parole, parole vere, intime, musicali…che si chiamano poesie.

Ma cos’è davvero la poesia? E’ una finzione, come recitava Pessoa o la “limpida meraviglia di un delirante fermento”, nella definizione di Ungaretti? Forse è solo un modo di comunicare, spesso più a sè stessi che al prossimo, di scoprire altri sè stessi, usando le sensazioni come veicolo e l’anima come punti di partenza e di arrivo. E’ davvero difficile dare una definizione certa. Se per poesia intendiamo qualsiasi manifestazione che provochi emozioni, anche un quadro, una musica, un cielo stellato sarebbero poesia, la bellezza in genere sarebbe poesia…

[…]La poesia

ma cos’è mai la poesia?

Più d’una risposta incerta

è stata già data in proposito.

Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo

come alla salvezza di un corrimano.

(“Ad alcuni piace la poesia” – W.Szymborska)

Io, come la poetessa polacca Wislawa Szymborska, non so bene cosa sia, e non mi interessa saperlo, preferisco goderne il respiro e il ritmo, quando diventano tutt’uno con i battiti del cuore. E se volete farvi trascinare come me dalle emozioni, se, per qualche minuto,  volete accantonare i problemi quotidiani e volare con la fantasia,  ci ritroveremo tra un mese qui, in quest’angolo di poesia .

Blender: Cominciamo a prepararci per la nuova progettazione 3D in SecondLife

Entro pochi mesi si potranno importare in SecondLife dei modelli 3D utilizzando la tecnica di modellazione tridimensionale a mesh, questo almeno è quanto è stato promesso come innovazione per la prossima estate o comunque entro la fine dell’anno.

Come vedete dall’immagine a sinistra,  gli oggetti vengono realizzati usando una intelaiatura di triangolini che permettono una definizione decisamente migliore rispetto a ciò che attualmente si può fare in secondlife.

In realtà già adesso in secondlife ci sono degli oggetti che sono visualizzati come mesh e hanno una qualità decisamente superiore agli oggetti assemblati con i prim:

* gli avatar (le shape, i visi),

* gli sculpted prim (un tipo particolare di mesh)

La modellazione professionale (o semiprofessionale) di oggetti 3D fatti con queste tecniche è realizzata attualmente utilizzando alcuni programmi a pagamento e gratuiti fra cui ad esempio Maya, SketchUp e Blender. (Ce ne sono molti altri, clicca qui  per una lista completa da Wikipedia.)

Questi programmi consentono di realizzare degli oggetti tridimensionali completi (dai corpi umani alle cattedrali) e perfino costruire film in animazione come ad esempio Shrek

esempio di animazione 3D fatta con maya

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Noi, il popolo della rete, … sulla libertà di espressione sul web

Vogliamo affrontare un argomento complesso questo mese: quello della libertà di informazione. E che c’è di nuovo, mi direte voi? Ne parlano tutti da sempre, e, negli ultimi tempi, la discussione si è fatta accesa a causa dello stretto controllo politico che, sulla nostra informazione audiovisiva, effettua quel mondo che gira intorno alla politica, e che sfrutta questo controllo per creare consenso e movimento di opinione. Non voglio toccare oltre questo controverso tema della politica, poiché nel nostro paese qualsiasi discussione di tal genere deve necessariamente partire dal tema principe, da cui discende tutta intera l’anomalia italiana: quello del conflitto di interessi e della sua regolamentazione. Non voglio addentrarmi in questa analisi. Molti, più qualificati di me, lo fanno ogni giorno e a loro rimando chiunque voglia seriamente affrontare questo tema, fuori da schematismi e da aperte partigianerie (http://www.disinformazione.it/liberta_di_stampa.htm). Vorrei affrontare insieme a voi, lettori di VWM (che spero contribuirete a quesa analisi) il tema della libertà di espressione in rete.

Partiamo da una questione di fondo: oggi, fino a prova contraria, chiunque può partecipare ai dibattiti in rete ed esprimere la propria opinione. Da un lato, questo garantisce, per la prima volta nella storia, una completa libertà di espressione, dall’altro, apre la questione delle “regole” di comportamento, per chiunque voglia partecipare a questo agorà in rete. Mettiamo per un attimo da parte la discussione relativa alle questioni aperte dalla stessa possibilità di partecipare alla discussione in rete, a causa del controllo e della censura che operano sulla rete, in forma più o meno aperta, i regimi totalitari o a parziale libertà di espressione (assumendo di non ricadere, noi italiani, in quest’ultimo caso).

Concentriamoci sulle modalità di espressione: oggi noi possiamo scrivere in rete ciò che ci pare. Il controllo è demandato ai gestori dei siti e dei blog, ammesso che si prendano la briga, e la responsabilità, di quello che altri scrivono. Ciò dà in mano, a chiunque voglia esprimere la propria opinione, uno strumento potente di democrazia diretta. Possiamo raccontare le nostre storie, le nostre esperienze, parlare a favore o contro qualunque cosa, del nostro gatto o di nostra nonna, o del politico del paesello e dei suoi comportamenti. Gli strumenti messi a disposizione di tutti, dal nuovo paradigma del WEB 2.0, hanno aperto una breccia nel controllo diretto dell’informazione. Non a caso, i regimi meno attenti ai comportamenti democratici, non hanno perso tempo ad attivare contromisure. Nei paesi democratici la questione è più complessa. Perfino in Italia, dove pure la libertà di informazione ci pone in classifica al 73mo posto su 195 paesi e al 24mo su 25 tra i paesi dell’Europa occidentale (www.freedomhouse.org), non è così facile imporre dei limiti alla libertà di espressione in rete.

Negli ultimi tempi e in diverse occasioni, si è cercato, nel nostro paese, di infilare appositi articoli sulla regolamentazione della rete, nell’ambito di complessi articolati di legge riguardanti tutt’altra materia da sottoporre al parlamento, che limitassero la libertà di espressione, sperando di farli così passare sotto silenzio. Ancora in questi giorni (http://www.repubblica.it/static/speciale/2010/legge-intercettazioni/index.html?Ref=HREA-1) si sta cercando di infilare la norma che obbliga i blogger a pubblicare le smentite entro 48 ore, nell’ambito della normativa in discussione riguardante la regolamentazione delle intercettazioni telefoniche (Dis.legge N° 1611, art.28, comma a, che recita “…Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»…). Non sappiamo, ad oggi, se quest’ennesimo tentativo avrà successo, vista l’ampia opposizione nella società civile a tutti i livelli, ma resta il fatto che il potere politico non intende rinunciare a inglobare anche la rete nell’ambito dei media già facilmente controllabili o condizionabili.

Il mio parere è che prima o poi ci riuscirà, nonostante le lotte che il popolo della rete sta conducendo, finora con successo, per opporsi a questi tentativi. Le leve di potere in mano ad un governo e a un parlamento sono tali che qualunque decisione in merito, anche la più impopolare, ha notevole possibilità di essere approvata, salvo poi presentarla come una vittoria del diritto alla privacy, e contro l’anarchia mediatica della rete.

Tale possibilità esiste, purtroppo, anche in quanto c’è un punto debole sull’intero sistema di pubblicazione delle notizie in rete: tali notizie non sono né controllate né controllabili, essendo possibile smentirle solo a posteriori.  Nulla di male, si dirà, è esattamente questo il senso del dibattito democratico. Se tu pubblichi una bufala, puoi essere smentito, corretto, contraddetto. Sta qui il valore aggiunto della partecipazione, la vera innovazione del Web 2.0. Quello che noi pubblichiamo in rete è disponibile in pubblica piazza, chiunque può alimentare il dibattito e contribuire a determinare una versione veritiera dei fatti.

Ma cosa succede se si pubblica un insulto, una diffamazione, o semplicemente una notizia riservata, arrecando danno, economico, morale o di immagine, e questo prima ancora, e nonostante, le smentite o le rettifiche? Chi tutela il singolo, l’azienda, il brand, sottoposto a citazioni fraudolente o erronee, o anche solo violandone la riservatezza, in pubblica piazza?

Non credo sia accettabile pagare tale prezzo ad una libertà di espressione anarchica e senza regole. Così come non è accettabile che la libertà di espressione venga condizionata e controllata dal potere politico o economico.

Eccoci quindi di fronte ai due termini della questione: dove finisce la libertà di espressione e comincia la libertà del singolo? Come posso tutelare me stesso e, allo stesso tempo, la libertà degli altri a parlare di me o criticarmi? Come possiamo salvaguardare il diritto di critica ed il diritto alla privacy?

Discutendo su questo tema entreremmo nell’ambito della filosofia del diritto e del dibattito sociologico: non ne usciremmo facilmente. Dovremmo ricorrere alle teorie, alla storia, alle esperienze passate e alle discussioni filosofiche, e tra un decennio saremmo ancora a discutere.

Alcune regolamentazioni sono state introdotte negli ultimi anni, e la legge sulla privacy italiana è, sulla carta, (http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/03196dl.htm)una delle migliori al mondo. Tuttavia, la questione è ben lontana dall’essere risolta e richiede una discussione e delle nuove iniziative, legate per lo più alla diffusione delle notizie in rete.

Io credo che dovremmo giocare d’anticipo, noi popolo della rete. Dovremmo dare un contributo in questo senso, prima che qualcuno, sfruttando tale debolezza di impianto, e tale carenza di regolamentazione, abbia gioco facile a far passare i limiti e i provvedimenti che, per scopi magari meno nobili, andrà proponendo in parlamento.

Credo che i tempi siano maturi per lavorare ad una sorta di autoregolamentazione, un “codice etico” da far sottoscrivere in forma volontaria, a quanti, blogger o operatori dell’informazione in rete, vogliano proporsi come protagonisti di tale forme di espressione e di informazione. La sottoscrizione di tale “codice etico” rappresenterebbe una sorta di “autocertificazione di lealtà” che, almeno moralmente, ci vincolerebbe al rispetto delle regole minime di base ed alla tutela degli altri. Non ci potrebbero essere, ovviamente, sanzioni dirette, non essendo questa autoregolamentazione una norma di legge da portare in tribunale (al di là ovviamente, di altre possibili forme di tutela legale), ma, come sappiamo, il valore più importante per chi opera in rete è la sua reputazione. Chi trasgredisse il codice etico, potrebbe essere a buon diritto, additato per comportamenti scorretti e informazione fraudolenta o illegittima. La perdita della reputazione e della propria credibilità rappresenterebbe un forte deterrente per quanti intendono operare in rete.

L’idea del codice di autoregolamentazione, non è nuova (http://punto-informatico.it/ 2784505/PI/Commenti/autodisciplina-sensibilita.aspx). E’ stato addirittura il governo a proporre una iniziativa del genere, coinvolgendo innanzitutto i grandi operatori dell’informazione in rete. Finora tale iniziativa non ha ancora portato risultati apprezzabili, anche perchè il punto di partenza, che vede una iniziativa di origine governativa, è in contrasto con il senso stesso che dovrebbe assumere tale codice di AUTO regolamentazione.  Inoltre, partire con la ricerca del consenso dei grandi operatori della rete, mette l’iniziativa su dei binari senza possibilità di sbocco. Forse un paio di tali operatori potrebbero aderire, per motivi di immagine, ma ci troveremmo di fronte alla classica montagna che partorisce il topolino.

Credo che una iniziativa dal basso, che dimostri come il popolo della rete tenga alla democrazia e alla libertà di opinione, ma nel rispetto dei diritti altrui, costituirebbe una dimostrazione tale di innovazione e di maturità democratica da convogliare su tale iniziativa l’attenzione e l’adesione di moltissimi operatori, e da indurre poi, i grandi operatori, a scendere a patti con la forza di trascinamento, e di consenso, di un tale movimento.

E’ un’utopia? E’ insufficiente? Certamente. Ma sarebbe un primo passo, in un paese civile e democratico come il nostro, che dimostrerebbe come la possibilità di esprimersi e di fare informazione in rete, dal basso, riguardi un movimento ormai maturo, che intende farsi carico di una reale esigenza di salvaguardia degli individui e del loro diritto alla privacy, pur nella valorizzazione e nell’espansione delle possibilità di espressione in rete e nell’ampliamento della democrazia partecipativa.

Il Machinima secondo me – 3

Ben ritrovati!

Oggi analizziamo l’oggetto principale, l’unità formale primaria del fare cinema, ovvero l’inquadratura. Secondo i manuali di cinema, ma anche i grandi registi, l’inquadratura è semplicemente un modo per mettere in ordine la visione. Mettere in ordine significa definire gli elementi del nostro vedere secondo alcune caratteristiche molto precise, e cioè:

– La grandezza. E’ l’unica caratteristica che resta invariata. Nel cinema, lo abbiamo visto, è quella della pellicola, ovvero – nel caso del 35mm – di 22x16mm. Nei formati digitali vi sono altre grandezze che abbiamo analizzato nei nostri precedenti articoli. Essendo la grandezza una costante, è un ottimo metro di misura per tutti gli altri oggetti dell’inquadratura.

– La distanza reale è quello spazio che intercorre dal punto di ripresa (la nostra camera) e l’oggetto di massimo interesse nell’inquadratura. Solitamente quest’ultimo è quello maggiormente a fuoco. Ma non sempre. Per questo interviene anche

– La lunghezza focale, ovvero l’impressione di distanza che ci viene data dal tipo di obiettivo che stiamo utilizzando. Urge un esempio. Se mi metto a 4 metri dall’oggetto della mia ripresa con un obiettivo da 120mm avrò un certo tipo di inquadratura. Se cambio l’obiettivo alla mia macchina da presa lasciandola nella stessa posizione, e monto un obiettivo da 20mm, avrò un’immagine 6 volte più piccola. Questo vuol dire che non solo nel campo entreranno molte, ma molte più cose, ma anche che le fughe di prospettiva presenti nell’inquadratura saranno molto più accentuate. Per ottenere una inquadratura simile a quella dell’obiettivo da 120mm, dovrò quindi mettere la macchina molto più vicina al mio oggetto di ripresa, e anche così le angolazioni prospettiche saranno differenti.

– La posizione si riferisce invece all’asse ottico dell’obiettivo, ovvero all’angolazione della macchina da presa rispetto all’oggetto del mio inquadrare. Può essere orizzontale, dal basso, dall’alto, verticale a piombo o supina, ecc.

– Il movimento: la macchina da presa può stare ferma, lasciando che gli oggetti si muovano nel campo visivo, o muoversi, attuando di fatto inclusioni ed esclusioni nel campo di ripresa. Ci sono diversi tipi di movimento, e li analizzeremo compiutamente più avanti.

– infine c’è la durata dell’inquadratura, elemento che parla da sé e che ci definisce una precisa fetta temporale dentro la quale si svolge la nostra ripresa.

Siete ancora lì? Facciamo una piccola pausa? Bene, vi faccio vedere un bel machinima da parte di uno dei nostri registi migliori, ovvero Luca Lisci. In questo caso Luca ha preso una delle più belle graphic novel di Guido Crepax, ovvero ‘Riflesso’ che ha come protagonista la mitica eroina del grande fumettista, ovvero Valentina, e l’ha trasformata in un sogno attraverso la piattaforma di Second Life. Questo è il trailer.

Adesso cerchiamo di classificare le inquadrature secondo lo schema classico in uso in tutto il mondo, che naturalmente utilizza come metro di misura la figura umana. Le inquadrature quindi saranno:

– Il dettaglio, (DETT) ovvero una singola parte del viso, una bocca, un occhio, che riempie completamente il campo. (Qualcuno ricorda l’inizio di LOST?)

– Il primissimo piano, o PPP, quando inquadriamo la testa dell’attore che riempie completamente il campo.

– Il primo piano, o PP, quando tagliamo l’attore appena più in basso del collo, sulla linea del petto.

Piano medio, o mezza figura, o mezzo primo piano, quando semplicemente abbiamo un mezzo busto dell’attore.

Piano americano, quando tagliamo la figura all’altezza delle ginocchia.

Figura intera, quando i piedi dell’attore sono sulla base della nostra inquadratura.

Totale, ovvero quando vediamo in campo tutti i gli attori di una data scena.

Campo medio, come il campo totale, ma con gli attori che hanno parecchia ‘aria’ sulle loro teste.

Campo lungo, la distanza aumenta, e le figure umane diventano piuttosto piccole.

Campo lunghissimo, le figure sono indistinte, parliamo di un panorama, o di una ripresa aerea, o di una scena di massa.

Bene, basta con la teoria. Adesso cerchiamo di capire qualcosa di pratico. Armiamoci del nostro nuovo viewer 2.0 di Second Life e facciamo un salto nel nostro mondo virtuale per cominciare a fare pratica con i movimenti della macchina da presa e alcuni trucchetti per rendere le riprese più ‘morbide’.

Il lato oscuro di Internet: quale realtà, quali prospettive

Phishing, furto di dati sensibili e di identità, spam, file sharing, modifica del contenuto degli archivi, diffusione di video dal contenuto diffamatorio: queste le frontiere del crimine on line, uno dei lati oscuri di Internet. Abbiamo parlato di questo e della possibilità di proteggersi dalle truffe in rete lo scorso 13 maggio in Second Life, nell’Auditorium I-Box dell’Isola Imparafacile, durante il terzo incontro del ciclo “Conversazioni sul futuro di Internet”, dedicato appunto ai crimini e alla sicurezza on line, con gli esperti Marcostrano Magic (aka Marco Strano), cyber-criminologo e Direttore Scientifico dell’ICAA, International Crime Analysis Association e Mind Clarity (aka Marco Longo), direttore di “Psychomedia.it” e cofondatore della “SipTech”, Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media.

Durante l’incontro, moderato da Imparafacile Runo (aka Giovanni Dalla Bona) e passato anche in diretta streaming ), si è cercato di rispondere alle domande più frequenti sui pericoli rappresentati dalla facilità con cui Internet, complice la possibilità di ‘nascondersi’, consente ad alcuni di esprimere il proprio ‘lato oscuro’ attraverso azioni illegali, di cui spesso si ha poca consapevolezza. Basti pensare al comunissimo file sharing, assolutamente legittimo nel momento in cui lo scambio peer to peer riguarda file non protetti da copyright, ma reato nel momento in cui lede il diritto d’autore, reato che spesso si commette in assoluta leggerezza, anche grazie alla facilità di accesso ai file che dovrebbero invece essere tutelati.

Grazie anche alla partecipazione di un folto pubblico interessato all’argomento, la discussione ha consentito di interrogarsi anche su  quale sia l’evoluzione del mondo del crimine on line e quali preoccupazioni dobbiamo avere per il prossimo futuro, oltre a quali precauzioni dobbiamo prendere per evitare di cadere nelle insidie più diffuse e soprattutto per proteggere i minori, spesso vittime di reati a sfondo pedopornografico. Sembrano centrali l’informazione e la formazione: gli utenti dovrebbero essere protetti da una rete di informazioni capillari, finalizzate alla presa di coscienza dell’evoluzione dei fenomeni  e dei comportamenti criminali, che si modificano anche in base alle innovazioni tecnologiche.

Un altro aspetto, più squisitamente psicologico, affrontato durante la serata ha riguardato in maniera più specifica Second Life e le personalità che si celano dietro gli avatar: quanto di noi c’è di reale e quanto invece è frutto di desiderio di apparire diversi e di vivere situazioni anche oltre limite che nella real life ci siamo dati? Non è anche questo un lato oscuro di Internet?

Resta aperto un forum di discussione nel ning Imparafacile ), che potrà continuare ad ospitare riflessioni, spunti di discussione, racconti.

[Helenita Arriaga]

Viareggio ART Project

L’esposizione “Viareggio ART Project” , che si svolgerà dal 28 Maggio al 13 Giugno, nei Musei Civici di Villa Paolina Bonaparte a Viareggio, prevede molteplici eventi collaterali, alcuni dei quali sono organizzati in Second Life, in collaborazione con artisti e gruppi di artisti che hanno trovato in World un ambiente tecnologico ideale per sperimentare le loro attività.
Grazie all ‘intesa e alla condivisione di obiettivi e interessi comuni con 2Lifecast, avremo lo streaming della giornata inaugurale dell’Expo, che ci permetterà di vedere da Second Life e dal web tutto quello che succederà a Viareggio.
Un ringraziamento sentito va agli organizzatori del Viareggio Expo per lo spazio riservato al Museo del Metaverso nei Musei Civici, ovvero una sala di mt 9×5. Un grazie particolare a Maurizio Marco Tozzi per la sensibilità e disponibilità dimostrata, nell’accogliere ogni nostra proposta.

Gli eventi che si terrano in Second Life e che saranno visti a Viareggio sono i seguenti:

(ENGLISH)
The exhibition “Viareggio ART Project, which runs from May 28 to June 13, in the Civic Museums of Villa Pauline Bonaparte in Viareggio, provides many events, some of which are organized in Second Life in collaboration with artists and groups artists who have found in World technological environment ideal for testing their activities.
Thanks to ‘understanding and sharing common goals and interests with 2Lifecast, we will stream the opening day of the Expo, which will allow us to see from Second Life and the web all that will happen in Viareggio.
Many thanks goes to the organizers of Expo Viareggio for the accommodation for the Museum of Metaverse in the Museum, or a room of 9×5 meters. Special thanks to Maurice Marco Tozzi for the sensitivity and willingness, in accepting each of our proposal.

The events to be held in Second Life that will be seen in Viareggio are:

8 giugno 2010 ore 21.00

AVATAR ORCHESTRA METAVERSE
Museo_METAVERSO_MUSICA->live performance

AVATAR ORCHESTRA METAVERSE

Bingo Onomatopoeia, aka Andreas Müller (Regensburg, Germany)
BlaiseDeLaFrance Voom, aka Biagio Francia (Agropoli, Italy)
Carolhyn Wijaya, aka Carolyn Oakley (Boulder, Colorado, USA)
Fernsing Llewellyn, aka Catherine Fern Lewis (Prospect Lake, BC, Canada)
Flivelwitz Alsop, aka Tim Risher, (Durham, North Carolina, USA)
Free Noyes, aka Pauline Oliveros (Kingston, NY, USA)
Goodwind Seiling, aka Sachiko Hayashi (Stockholm, Sweden)
Gumnosophistai Nurmi, aka Leif Inge (Oslo, Norway)
Humming Pera, aka Tina M. Pearson (Victoria, BC, Canada)
Lizsolo Mathilde, aka Liz Solo (St. John’s, Nfld., Canada)
Maxxo Klaar, aka Max D. Well (Regensburg, Germany)
North Zipper, aka Norman Lowrey (New Jersey, USA)
Paco Mariani, aka Chris Wittkowsky (Regensburg, Germany)
Saara Edring, aka Seidi Palonen (Helsinki, Finland)
Zonzo Spyker, aka Viv Corringham (Minneapolis, MN, USA / London, UK)

Design and Construction

DeThomas Dibou, aka Detlef Thomas (Regensburg, Germany)

9 Giugno 2010 ore 21,00

“Companionship” (2010) – A performance art mini-series by Qiezli Hixantapo (Jeremy Owen Turner, Canada).

Rappresentazioni:

“Reborn Again” (2010) by Liz Solo [Canada] & Qiezli Hixantapo [Canada]

“Leap of Doom” (2010) by DanCoyote Antonelli [DC Spensley, USA] & Qiezli Hixantapo [Canada]

“Homology” (2010) by Selavy Oh [Germany] & Qiezli Hixantapo [Canada]

” Soccer Pi” (2010) by Pyewacket Kazyanenko [Australia] & Qiezli Hixantapo [Canada]

“TBA” (2010) by Juria Yoshikawa [Japan] & Qiezli Hixantapo [Canada]

“TBA” (2010) by Parjad Sharifi (Iran) & Qiezli Hixantapo [Canada]

10 Giugno 2010 ore 21.00

NNoiz Papp Concerto

11 Giugno 2010 ore 21,30

Velazquez Bonetto and Josina Burges
for CARP Project
present

The Wall

Debbie Trilling (England)
Efrantirise Morane (Italy)
MillaMilla Noel (Italy)
Elfod Nemeth (England)
Velazquez Bonetto aka Lazlo Ourdough (Budapest Hungary)
Junivers Stockholm ( Stockholm Sweden)
Medora Chevalier (England)
Southern Riptide (Usa)
Aleeta Zelin ( Sweden)
Josina Burgess aka Josina den Burger (Amsterdam Netherlands)

ore 22,30

P_Art_Y
DJ Loop Luo

WEB SEMANTICO: cos’è e come ci aiuterà

Quarto appuntamento del ciclo “Conversazioni sul futuro di internet” e quarta serata speciale.
Un incontro per capire insieme cosa significhi “WEB SEMANTICO” e perché il suo sviluppo potrebbe essere la soluzione di molti nostri problemi legati alla ricerca di informazioni in rete. Con un obiettivo ambizioso: far fare domani alle macchine quello che oggi facciamo noi (… con sempre maggiore fatica).

Ce ne parlerà giovedì 20 maggio alle 22.00 Mau Messenger (aka Maurizio Caminito), docente di informatica per gli archivi e le biblioteche presso l’Università La Sapienza di Roma.

Relatore: Mau Messenger (aka Maurizio Caminito),
Conduzione: Imparafacile Runo (aka Giovanni Dalla Bona)

Quando: giovedì 20/05/2010, ore 22.00
In Second Life: Auditorium I-Box dell’Isola Imparafacile, SLURL: http://slurl.com/secondlife/imparafacile/187/187/57/
Diretta streaming su Web:
Il forum di discussione: .

Vi aspettiamo

Imparafacile Runo