Lo “stato delle mesh” in SecondLife: i viewer abilitati (compresi quelli sperimentali)

Licenza CC: by, nc, sa

E’ da almeno un anno e mezzo scrivo articoli aspettando l’arrivo delle mesh in SL (cfr, Mag-2010, Giu-2010, Giu-2011). Finalmente il 23 Agosto 2011 le mesh sono arrivate in tutta la grid.

Ci sono fondamentalmente due tipologie di utenti di questa tecnologia:

  • (1)  i builder, creatori e venditori di oggetti che costruiscono le mesh usando prodotti sofisticati come Blender e
  • (2) le persone normali che devono solo visualizzare od utilizzare oggetti meshed.
Come già detto in altri articoli se utilizzate un viewer non abilitato alle mesh quello che vedete potrebbe essere semplicemente brutto, o addirittura indecente (avatar vestiti con indumenti mesh possono apparire “ignudi”). Dovete allora dotarvi di un viewer che possa vedere le mesh. Al momento in cui vi scrivo ci sono solo pochi  viewer completamente autorizzati che hanno questa possibilità e lo vedremo nella tabella qui sotto.
Se siete un “produttore” di oggetti mesh quello che vi interessa è di avere un viewer che vi consenta di fare l’upload dei modelli collada (file con suffisso .dae). Al momento in cui scrivo solo i viewer Linden e Kirstens Viewer sono in grado di fare l’upload ma ci si aspetta che anche gli altri ci arrivino entro qualche settimana.
Per vostra informazione elenco i viewer (abilitati alle mesh) in 4 categorie a seconda che siano a) viewer distribuiti dalla Linden ufficialmente, b) “modding” della distribuzione Lindem, c) che siano nell’elenco dei viewer di terza parte ammessi, o d) che siano viewer non ufficiali da usarsi solo a scopo sperimentale.

a) Viewer Linden:

b) Modding dei viewer Linden: (per il concetto di “modding”: http://it.wikipedia.org/wiki/Modding)

Per chi si ostina ad avere dei problemi con i viewer 2/3, come ho già scritto in questo articolo http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/09/01/un-viewer-3-piu-accettabile-istruzioni-per-abbellirlo-con-le-skin-starlight/, usando la skin ottenuta da questo link http://wiki.secondlife.com/wiki/Viewer_Skins/Starlight e ricopiando i files nel direttorio di installazione del viewer ufficiale è possibile “taroccare” il viewer 3.0 in modo che possa essere utilizzato con i colori e con molte finestre disposte in modo meno artificioso di quanto imposto dagli ultimi viewer. nello zip scaricato si trovano fra le altre cose delle cartelle che si chiamano
  • StarLight ExtensionsFull Length Sidebar
  • StarLight ExtensionsLeft-hand Sidebar
  • StarLight ExtensionsVertical IM Tabs
Che contengono alcuni banali file .xml che devono essere ricopiati nella cartella app-settings della vostra installazione del viewer 3.

c) all’interno della lista TPVP dei viewer di terze parti che sono riconosciuti dalla Linden (http://wiki.secondlife.com/wiki/Third_Party_Viewer_Directory)

Phoenix e Singularity dovrebbero supportare le mesh entro poche settimane utilizzando il lavoro fatto da Henry Beauchamp per Cool VL, mentre Kirstens Viewer che supportava estremamente bene le mesh è stato ritirato dall’autore che ha smesso di sviluppare il viewer per sopraggiunti gravi problemi RL (cfr http://www.kirstensviewer.com/).

d) viewer sperimentali  non presenti nella lista

Pur non essendo nella lista dei viewer certificati nella pagina precedente questi viewer sperimentali sono stati provati da un folto gruppo di blogger specializzati (fra cui il sottoscritto) e sono fatti da persone che concorrono comunque ai viewer ufficiali, come ad esempio sviluppatori di Singularity o di Radegast o lo stesso Henry Beauchamp che probabilmente è entrato nella storia per avere creato il primo viewer alternativo (Cool VL).
Separo questi viewer in quelli con l’interfaccia 1.X che supportano le mesh ma NON le altre feature del viewer 3 come il prezioso MOAP (Media on a Prim) che consente di accedere a siti web in modo dinamico sulle superfici dei prim (utilissimi per vedere video e fare lezioni inworld).

Viewer 1.x solo mesh ma NON MOAP:

Viewer basati sulla versione 2/3 e con supporto MOAP

Come vedete la “giungla” dei viewer è destinata ad affollarsi sempre di più. Io personalmente utilizzo il viewer 3 ufficiale “moddato” con la skin nostalgia quando voglio pubblicare dei modelli mesh, e Firestorm Beta 3 per l’uso normale nella grid (esplorazione, building, scripting).
Consiglio a tutti gli “intossicati” da Phoenix (Imprudence od altri Viewer 1.x) di provare ad utilizzare i viewer della nuova generazione e di abituarsi. Nonostante che i viewer “vecchi” stiano per supportare le mesh, ricordate che le possibilità più avanzate di SecondLife (MOAP, Profondità di campo etc), possono essere veramente sfruttate al massimo soltanto con i viewer di nuova generazione.
Inoltre i nuovi arrivati tendono per forza di cose ad utilizzare i nuovi viewer ed è opportuno che se volete aiutarli impariate anche voi. 🙂
Salahzar Stenvaag

Corso di Blender di base 101-102-103 / Basic Blender Class 101-102-103

Per coloro interessati all’uso di blender per fare mesh, ecco una sequenza di 3 video che culminano con un video che insegna a fare una spada importata in SL. I video sono titolati in inglese ed italiano. Per seguirli basta scaricarsi la versione di blender 2.59 dal sito www.blender.org lanciarla ed eseguire passo passo i vari pezzi. Se avete un laptop o un mac è conveniente impostare nelle preferenze http://wiki.blender.org/index.php/Doc:Manual/Interface/Keyboard_and_Mouse come spiegato all’inizio del video 103.

For those interested in Blender usage to make mesh, here a sequence of 3 videos which terminates for now with a tutorial on how to build a Sword and import it in SL. Videso are titled in English and Italian. To follow them you just need to download blender 2.59 from www.blender.org run it and follow step by step various pieces. If you have a laptop or a mac it’s convenient to set up preferences as  http://wiki.blender.org/index.php/Doc:Manual/Interface/Keyboard_and_Mouse also explained at beginning of video 103.

Blender 101 le basi per muoversi:

Blender 102: le basi per editare i vertici:

Blender 103: costruiamo una spada con subsurf/crease e importiamo come mesh in SL:

I problemi dell’OpenSource, un esempio interessante…

http://it.wikipedia.org/wiki/Oreste_(mitologia) (esempio di dramma epico greco)

L’ OpenSource

Molti sanno che sono un evangelizzatore dell’OpenSource e della cultura associata (anche se dico sempre che l’OpenSource è un intero Universo e ha infinite sfaccettature e non è facilmente definibile ed individuabile).

Avevo scritto in proposito un articolo sul copyleft qui: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/04/03/sorgenti-aperti-e-copie-consentite/ e anche una discussione sul concetto di comunità aperta, copyright  e di censura qui: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/05/15/modelli-alternativi-e-leggeri-di-costruzione-di-comunita-virtuali/).

L’esempio più puro di OpenSource è quello associato alla licenza GPL http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License  (che è quella utilizzata da Linux e da molti pacchetti utili ad esempio vedi questo elenco di software per Windows disponibile fra cui spicca ad esempio Blender 3D: .

Si può vendere?

Un interessante problema associato all’opensource è se sia lecito “vendere” prodotti OpenSource, in particolare quelli coperti da licenza GPL, la risposta è SI (http://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html), anche se giustamente spesso si fa notare che la distribuzione di software aperto a pagamento è rischiosa perchè le persone a cui vendete possono ridistribuire gratuitamente il prodotto e rendere quindi vano il “profitto”, anche quando è inteso essere un investimento per lo sviluppo e il miglioramento dei programmi (cfr ad esempio: http://www.lambdassociates.org/blog/the_problems_of_open_source.htm).

Primstar, opensource “venduto” per gli sculpted prim in SL

Ora recentemente abbiamo avuto la concretizzazione di questo “problema” nel mondo di SecondLife, a proposito dei plugin di Blender 2.4/2.5 per la produzione di sculpted per SecondLife (strumenti chiamati PrimStar e Jass2). Questi strumenti sono sviluppati da Domino Marama (http://dominodesigns.info/) e sono stati in passato distribuiti liberamente con licenza GPL. Domino ha iniziato a partire dal 2009 una collaborazione con Gaia Clary (sito http://machinimatrix.org commercializzando una versione di primstar per Blender 2.49 con una suite di prodotti da utilizzarsi per installare o aggiungere plugin a Blender per consentire la produzione facilitata di sculpted, offrendo a pagamento con prezzi nell’ordine dei 6000L$ (circa 22$). Come abbiamo visto, non c’è nulla di male a vendere un prodotto OpenSource, ancorchè GPL, e la community non aveva avuto nessun problema perchè tutto sommato era sempre disponibile una versione di quel software gratuito (http://blog.machinimatrix.org/jass/jass-2-3-6-pub/).

Un faro per chi vuole imparare Blender e a fare opere sculpted

La versione Jass/Primstar distribuita da machinimatrix (e i tutorial gratuiti sul sito e su youtube) sono state negli ultimi due anni un vero e proprio faro per chi volesse amatorialmente o per avviare una attività di sartoria professionale in SecondLife.

Nel 2011 le cose erano diventate però un pochino più complicate perchè per poter finanziare lo sviluppo del plugin per la versione 2.5 di Blender, Domino e Gaia avevano cominciato a vendere una versione di primstar (chiamata primstar 2.0) della quale non era possibile rintracciare esplicitamente una versione gratuita. Nelle condizioni di vendita era però ampiamente consentito (così come da licenza GPL) il diritto dell’acquirente di ridistribuirlo gratuitamente ad amici e conoscenti (alla condizione che l’eventuale assistenza doveva essere fatta dai distributori). Cosa che in effetti tornava utile agli insegnanti come anche il sottoscritto, che facevano lezioni di Blender 2.5  per SecondLife, suggerivano l’acquisto, ma per evitare di essere venditori di prodotti chiusi, potevano farne “regalia” ai propri studenti disagiati che non potessero permettersi di spendere 6000 L$ (pari a circa 22$).

Il Problema della distribuzione Gratuita

A settembre 2011, è avvenuto l’evento che ha messo in crisi questo sistema. Albsalgar Magic è una persona che dopo avere imparato a fare sculpted ha iniziato a fare dei corsi per insegnare queste tecniche e come molti insegnanti ha deciso di insegnare primstar ai suoi allievi. A giudicare dalle decine di avvisi che ha pubblicato sul gruppo Blender in SecondLife  di cui è recentemente diventato owner (con la qualifica di “Dio Blender”  Blender God), pare che alcuni partecipanti ai suoi corsi si siano lamentati con lui perchè veniva richiesto di “acquistare” un prodotto opensource. Messo alle strette, Albsalgar avrebbe quindi inizialmente contattato Gaia Clary di machinimatrix ma dopo poche ore, spazientito, per rimuovere il problema ha cominciato a distribuire TUTTI i prodotti Jass e Primstar in un link ad un sito di upload di programmi, rendendolo di fatto gratuito e disponibile a tutti.

Il passaggio a licenza non opensource

A questo punto Gaia Clary e Domino hanno reagito (probabilmente a seguito di discussione con un avvocato) rimuovendo (a partire da una versione la 175 di Primstar 2.0) la qualifica di software GPL e vendendolo ora sotto la licenza Fair EndUser License Agreement, che di fatto blinda il software e ne vieta la ridistribuzione caratterizzandolo quindi da ora in poi come software non più aperto. Contestualmente hanno definito tutta una serie di modalità di riutilizzo dei loro tutorial e hanno inserito dei costi per accedere all’assistenza http://blog.machinimatrix.org/it/servizio/  per chi faceva sculpted (assistenza che prima veniva offerta gratuitamente spesso come volontariato nei forum o via IM) . A tutti coloro che avevano acquistato il prodotto Jass2 e Primstar è stato offerto su base volontaria la possibilità di richiedere il rimborso http://blog.machinimatrix.org/2011/09/23/refund-offer-for-primstar-2/.

La distribuzione “Albsalgar”

Per quanto riguarda Albsalgar, pare anche lui dopo avere consultato un avvocato ha rimosso il link di scarico precedente e ha costruito una versione di Primstar 2.0 rinominandola “distribuzione albsalgar” dove ridistribuisce solo le parti del software coperte esplicitamente dalla licenza GPL e ha affermato che avrebbe fatto ripartire uno sviluppo veramente opensource di questo strumento essendo orgoglioso di avere combattuto e vinto il “monopolio” di Jass su questi plugin.

Conclusioni

Questo  “drama”  purtroppo costituisce un esempio infelice di come possano evolversi le cose nell’ambito opensource. Albsalgar non ha torto nel momento in cui ha visto usare un software GPL per “arricchire” qualcuno (ai suoi occhi) e per costruire una sorta di “monopolio”. Un po’ di ambiguità nel progetto di machinimatrix era indubbiamente presente, ma per chi come me aveva visto la qualità e la simpatia e disponibilità di Domino e Gaia, e la quantità di lavoro da loro svolto per consentire questa diffusione di conoscenza (anche mediante interventi sui forum di SL), non posso apprezzare questo lavoro di demolizione che  toglie definitivamente questo prodotto dall’orizzonte  opensource. Per questo motivo non sto dando pubblicità alla distribuzione di Albsalgar (chi fosse interessato ad averla basta che si iscriva al gruppo “Blender” in secondlife e la rintraccerà in pochi secondi), e invito coloro che possono a manifestare appoggio a machinimatrix acquistando il software o facendo donazioni o iscrivendovi invece al gruppo inworld denominato “blender primstar/jass”.

PS. Ho cercato di seguire questa vicenda in modo neutrale e senza fare giudizi personali, ma mi sono imbattuto su alcuni post relativi ad Albsalgar che non possono non inquietarmi. Se leggete qui: http://theartdoor-onthedoor.blogspot.com/2010/10/show-n-tell-17th-of-october.html vedete che l’uso quantomeno disinvolto degli oggetti in suo possesso pongono delle serie riserve per la valutazione della sua serietà. (Per i non parlanti inglesi, pare che ad ottobre 2010 durante un concorso di arte blender in cui venivano portate opere di ingegno originale, Albsalgar avesse partecipato con una “casa da mezzo prim”, originariamente costruita da una sua insegnante e di cui lui non aveva nemmeno le texture ed era obbligato ad assegnarle via UUID usando uno script).

‘Back To Home’, il viaggio verso casa di Nessuno Myoo

Nella singolare ambientazione della sim Alaska, lo scultore Nessuno Myoo espone la sua nuova e originalissima installazione dal titolo ‘Back To Home’, che rimarrà a disposizione del pubblico fino a metà ottobre 2011:

http://slurl.com/secondlife/Sakharov/65/135/62

Il vero protagonista che occupa la scena, nel vero senso del termine, è un galeone spagnolo quasi stellare, d’ispirazione fantastica vagamente steampunk, che ci conduce nella metafora del viaggio, quello che tutti siamo chiamati a compiere, oggi come ieri. ‘Back To Home’ è un vascello in bilico tra sogno e realtà, che mescola particolari antichi e attuali, proprio come si presenta inclinato e ancorato a cime sospese nel vuoto… come in attesa di condurci verso mete immaginarie. Le cime che lo reggono sospeso suggeriscono una misteriosa scrittura musicale, tra luci e ombre; al suo interno vi sono 8 particolari nascosti, alcuni evidenti, altri meno ma in ogni caso non impossibili da trovare, in una caccia al tesoro  tracciata con segni impercettibili sospesi nel tempo e nello spazio.

Ascoltiamo i dettagli dell’opera dalla voce dell’autore:

Loredana Loring:Nessuno, questo splendido galeone spagnolo ci porta immediato il desiderio di navigare: come è nata l’idea di questa nuova e originale installazione?

Nessuno Myoo: – Il suggerimento di usare un’imbarcazione, come possibile soggetto per un mio lavoro, è arrivato dalla proposta di un’amica, Giada Cortes, che all’inizio di questa estate ha organizzato nella sua sim una grande esposizione di arte collettiva, dove il tema principale che faceva da filo conduttore a tutte le opere presentate era appunto ‘la barca’. Appena mi fu proposta la cosa pensai immediatamente di lavorare a un galeone, così ricco di mistero, di bellezza e di romanticismo. Sapevo già che avrei esagerato, sia nelle dimensioni che nel numero dei prim -sono circa 1200-, ma ne fui attratto così fortemente da decidere lo stesso di tuffarmi nell’impresa.-

Loredana Loring:“Vorrei essere vissuto al tempo dei viaggi veri, quando offrivano in tutto il suo splendore, uno spettacolo non ancora infangato, contaminato, maledetto…” scrisse Claude Lévi Strauss: vi è qualche relazione con la tua opera in bilico tra passato e futuro?

Nessuno Myoo: – Direi proprio di si. La metafora del viaggio è di sicuro fra le più utilizzate nel raccontare qualcosa del nostro percorso emotivo. A cui tutti siamo chiamati. Nessuno escluso. In realtà la decisione di trasformare -o trasfigurare- un’icona così classica e ben definita come quella di un galeone in qualcosa d’altro, che tenti di porre un ponte fra passato e futuro, è anche il tentativo, appunto, di offrire un’esperienza di viaggio assolutamente nuova ed inedita…

Loredana Loring:“Back To Home”: il titolo della tua opera indica un ‘ritorno a casa’… ma dove?

Nessuno Myoo: – Sono convinto che tutti noi abbiamo ben chiaro il concetto di ‘casa’. Un concetto spesso legato a delle situazioni impossibili da ristabilire, perché oramai inesistenti, se non nella nostra memoria. Nella mia opera qualche indicazione la offro. C’è ad esempio l’immagine di una famiglia, accanto alla figura accucciata in viaggio. O di un piccolissimo e solitario cuore rosso, imprigionato nella grata posteriore del vascello. Meglio ancora, di una lettera, appoggiata su uno dei barili alla deriva sul ponte… Delle altre non dico nulla, per non togliere il piacere della scoperta a chi vorrà cimentarsi nella ricerca ^^ –

Loredana Loring:Il galeone che hai creato è inclinato e sospeso nel vuoto, ci si sposta in modo instabile, le cime compongono la forma del rigo musicale: indicaci qualche traccia sui messaggi che intendi trasmettere al ‘viaggiatore’… .

Nessuno Myoo: – Innanzi tutto quella che da molti è stata percepita con estrema chiarezza: l’instabilità. Poi, paradossalmente, il senso di immobilità, e di sospensione del tempo e dello spazio. Lavoro molto sul movimento. O sulla assoluta assenza di movimento. Direi che gran parte della mia produzione, se non addirittura tutta -volendo banalizzare- si possa ridurre a questo. Nello specifico dell’opera poi, ho cercato di infondere anche quella che io chiamo -per semplicità- frammentazione dell’individuo. In altre parole, l’incapacità di saper apprezzare l’essere umano nella sua completezza. Nella sua interezza. E’ uno dei temi a cui sono maggiormente legato e che nei miei lavori ritorna in maniera costante da sempre.

Loredana Loring:Quale posizione assegneresti a “Back To Home” nel tuo percorso artistico?

Nessuno Myoo: – E’ un’opera matura. Ricca di dettagli e di  riferimenti che amo. Tutt’altro che semplice da leggere e da apprezzare fino in fondo. Credo esprima molto bene il livello di crescita e di complessità cui sono giunto in questi 4 anni di viaggio. Man mano che procedo in questa mia passione per la scultura digitale, mi accorgo di quanto in realtà sia complicato il lavoro dello scolpire, seguendo le proprie pulsioni, nella speranza -spesso nell’illusione- che queste vengano accolte con la giusta attenzione. La tua domanda mi da anche la possibilità di chiarire un equivoco che ritengo sia necessario venga chiarito: io non sono un artista. Sono uno scultore. Non faccio arte ma sculture. Se qualche volta sono ‘inciampato’ in qualcosa che qualcuno ha definito -bontà sua- ‘arte’, si è trattato solo di un incidente di percorso. Almeno, nelle mie intenzioni così è. Non dico questo per una falsa modestia che non mi appartiene. Dio sa quanta onestà, quanto amore, quanto rispetto e quanta dedizione metto in quello che realizzo all’interno di SL. E che alta opinione ho dei miei ‘manufatti’. Dico questo perché non mi sento in nessun modo equiparabile a chi fa dell’arte il motivo della propria esistenza. Nè tanto meno a chi ne fa sberleffo proponendo -in assoluta malafede- prodotti francamente imbarazzanti…

Loredana Loring:Programmi? Idee nel cassetto? Cosa ci riserva la tua instancabile creatività in questo scorcio di fine 2011?

Nessuno Myoo: Ho un paio di progetti a cui tengo molto, e di cui sento – inevitabilmente – la responsabilità. Il primo prevede una serie di omaggi legati ad un mondo che mi ha ‘cullato e benvoluto’ durante tutta l’ultima parte dell’adoloscenza, fino alla prima giovinezza. E sarà ospitato nella sim italiana del MiC, sotto la cura di Mexi Lane. Il secondo è una collaborazione a 4 mani con Kicca Igaly, che prevede la nostra partecipazione alla prima edizione della ‘LEA FULL SIM ART SERIES & UWA SKY SIM ART SERIES’, curata da Bryn Oh e Jayjay Zifanwe, con una installazione dal titolo ‘The Labyrinth Of Absurdity’. Poi ci sono gli appuntamenti imperdibili, come quello con la Piramide di Lion Igaly, e un paio di esposizioni in gallerie indiane e francesi in cui non ho mai esposto prima… insomma di roba da fare non ne manca proprio 🙂

Per concludere, volate con il bellissimo video di realizzato da LionIgaly sull’installazione, nel quale il viaggio è ancora più reale:

http://www.youtube.com/watch?v=pHpZ4UaikAA … e ricordo a tutti il LM dove visitare la scultura di Nessuno Myoo:  http://slurl.com/secondlife/Sakharov/65/135/62

Un consiglio fondamentale per poterne godere appieno la visione fantastica: settate un’alta qualità grafica della scheda video e muovetevi avvicinandovi con l’avatar alle varie parti del galeone, prima di iniziare ad esplorarlo con la cam 🙂

Buon viaggio e felice… “ritorno a casa” !!!

By Loredana Loring

 

Un esempio fortunato di “costruzione di comunità”: Gay Archipelago cosa potrebbe insegnare all’arcipelago Italiano? Un intervista al creatore

Sappiamo che la comunità SL  italiana è purtroppo litigiosa, legata a baronati e interessi particolari e provinciali e profondamente disorganizzata. Forse è per questo che non è riuscita finora ad agglomerarsi in una entità organica ed arricchente, ma rimane ancora fissata su “città stato” molto similmente a quanto avveniva nel tardo medioevo italiano prima e durante il Rinascimento.

I limiti e i problemi di questa comunità (italiana) si sono manifestati purtroppo con la solita dolorosa enfasi dopo l’articolo di Vogue di maggio, che ha spinto Aquila a scrivere questo articolo http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/05/28/la-second-life-italiana/, articolo nel quale non mi riconosco e la cui analisi ritengo approssimativa e altezzosa come se fosse possibile capire esattamente cosa accade in quanto persona “esterna” ed obiettiva quando in realtà siamo tutti realmente immersi e come succede sempre agli storici contemporanei che non riescono praticamente mai ad analizzare la propria storia in cui sono immersi, è sempre pericoloso atteggiarsi a giudici degli eventi di cui siamo parte in causa.

In particolare mi pare eccessiva ad esempio la seguente frase

“Molte persone che hanno accumulato esperienze e capacità professionali, fanno fatica ad “elaborare il lutto”, non riescono a riposizionarsi, vivono sul passato. L’idea del progetto di raccolta documentale, per quanto meritoria, è un esempio lampante di gente che cammina con la testa voltata all’indietro.”

Ora io credo che sia proprio questa voglia di giudicare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato l’errore fondamentale e la vera testa voltata all’indietro. Classificare le persone in persone di serie A che hanno capito tutto e tutto il resto come volgo informe di persone che ahiloro sbagliano sia IL problema. Apriamoci a nuovi modi di vederci e di apprezzarci e soprattutto di apprezzare il lavoro di tutti senza ergerci a giudici sulla “professionalità”, sulla “serietà” e sul “valore” di chi lavora in SecondLife (ma anche in OpenSim o perfino nella abietta Vita Reale). Sospendiamo il giudizio quindi e costruiamo un vero arcipelago di esperienze senza capi e con comunità leggere come da me prospettato ad esempio in questo articolo di qualche mese fa: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/05/15/modelli-alternativi-e-leggeri-di-costruzione-di-comunita-virtuali/.

Non è mia intenzione di dare ricette, perchè nessuno è in grado di darne. Quello che succederà dipenderà dall’interazione fra le varie persone e solo la psicostoria di Hari Seldon (http://it.wikipedia.org/wiki/Psicostoria) potrebbe forse consentire di prevedere il futuro, però potrebbe essere interessante l’osservare come una comunità di persone così differenti e di vari continenti e sensibilità come è quella GLBT (http://it.wikipedia.org/wiki/GLBT) sia riuscita a costruire un impianto di SIM omogenee, spesso di alto livello qualitativo (come ad esempio la sim Le Dome, propagandata dalla Linden ufficialmente:  http://secondlife.com/destination/le-dome), e soprattutto con un riconoscimento diretto da parte della Linden che segue l’arcipelago “Gay” http://wiki.secondlife.com/wiki/Gay_Archipelago).

Questa community che ha sviluppato notevoli propaggini anche nel web tradizionale e su opensim (http://www.gay-worldsnews.com/http://gay-archipelago.com/, http://www.gaysanfrancisco.us.com/index.php?page=login) ha subito nel tempo svariate problematiche devastanti http://gay-archipelago.com/2010/06/30/few-words-about-the-ga-history/ è tuttavia una community viva e ricca. Cercando di indagare sul funzionamento di questa comunità sono riuscito ad entrare in contatto con uno dei capostipiti “storici” Fabrice Snook che è stato così gentile da rispondere ad alcune domande che mi hanno convinto sempre più che (sarò prevenuto)  per costruire una community con un futuro occorre essere aperti, leggeri e soprattutto non giudicanti. Ecco nel seguito le risposte fornite:

a) Quale era il tuo progetto iniziale quando sei entrato in SL. Le tue intenzioni sono cambiate dopo che hai vissuto in questo mondo virtuale?

Dapprincipio ero molto concentrato sulla politica “reale”. Nel 2007 i candidati per le elezioni presidenziali francesi avevano uno staff che lavorava in secondlife. Sono andato per vedere, incontrare e per scambiare idee.

Casualmente, notai che le loro bandiere erano fatte male, e così per puro divertimento, ho cercato di farne di migliori. Dopo di che ho esplorato un modo per lanciare un business in SL. Il mio primo negozio fu chiamato “Fabbrica di bandiere”. A distanza di quattro anni, credo che questo negozio sia ancora il migliore per trovare bandiere in  Second Life.

A quel punto, ho aperto un negozio per fabbriche arcobaleno in un posto gay, e ho cominciato in quel modo ad essere coinvolto nella comunità. Ma il mio principale interesse è sempre stato quello di creare, vendere e fare affari in SL. Ho 3 “imprese” in questo momento: Flag factory, Crazy Garden e Kikoo Design. E in più possiedo 3 sim e affitto 2 homestead.      

 

b) Da quello che ho capito tu (e molti altri) avete molte sim e siete orgogliosi di averle. Visto che le tasse della Linden sono abbastanza alte. Come riuscite a gestirle senza perdere soldi. Avete dei redditi, o la Linden vi paga o vi offre degli sconti in modo che le perdite siano minime, o tutto questo è soltanto questione di passione e/o un hobby?

Le tasse sono incredibilmente alte, questo è vero. Oggi fortunatamente il mio commercio riesce a coprire le spese di tutte le mie 5 sim. La sfida maggiore è stata di aumentare il mio giro di affari in modo da ridurre al minimo le spese.

Però devo dire che ho comunque speso più di quello che abbia guadagnato in SL 😉 ho comprato complessivamente 12 sim, e le ho date ad amici con l’obiettivo di costruire dei posti unici in SL.  

 

c) Come può questo progetto così grande come il Gay Archipelago continuare a vivere dopo tutti questi anni. Come riuscite a tenere assieme persone che sono evidentemente così differenti? Il solo fatto di essere gay non è un legame così forte da aiutare a mantenere una comunità compatta.

Il concetto dell’Arcipelago è geografico, invece che una rete. In effetti è molto difficile da costruire: portare sim / estate nella stessa area “geografica” richiede un tempo incredibile di tempo, pazienza e dedizione. Se e quando, alla fine gli owner hanno accettato di traslocare è perchè hanno visto un vantaggio. Negli ultimi 4 anni, solo un piccolo numero di sim hanno lasciato l’arcipelago e comunque l’hanno fatto in modo gentile, dicendo che loro volevano essere distinti dalla comunità. Abbiamo anche avuto dei proprietari di sim che se ne sono andati e poi sono ritornati  😉 La nostra situazione geografica consente delle opportunità incredibili, come la possibilità di avere eventi comuni, portali di benvenuto per i newbie, etc.

Le persone e le loro motivazioni sono effettivamente molto differenti nell’arcipelago, è vero. Però, ancora una volta, il fatto di essere vicini ha aiutato a aprire delle efficaci porte comunicative.    

 

d) Forse l’arcipelago funziona così bene perchè non è una comunità FORTEMENTE connessa con statuti e regole fisse, ma è invece una federazione leggera dove ogni partecipante si sente a suo agio senza pressioni e forzature?

Ecco, questo è vero 😉 Ogni volta che qualcuno ha cercato di trasformare la gestione dell’arcipelago in una cosa “politica” con elezioni, statuti, etc… Bene, non ha mai funzionato. I proprietari di sim non voglio nessuna autorità fra loro e la Linden, vogliono in primo luogo aiuto e supporto, in modo facile ed amichevole. Questo è quello che gli “vendiamo” per convincerli ad unirsi all’arcipelago – se non fosse così attireremmo soltanto i proprietari più deboli pronti a sottomettersi ad una autorità intermedia quando invece noi vogliamo condividere l’area con le sim più forti e più famose. Abbiamo delle regole molto semplici per l’uso dei gruppi, e sulla tipologia di eventi. A questo proposito, il più grande errore che ho fatto è stato quello di chiamare “Il consiglio”  il gruppo di facilitatori che dovevano aiutare il gruppo, questo “pervertì” un paio di persone che pensavano ed agivano come se fossero in una istituzione politica. Abbiamo visto un altro gruppo di più di 40 sim crollare proprio a causa di problemi di questo genere. La politica virtuale in SecondLife può trasformare le persone facendole diventare veramente violente e isteriche, perfino più della vita reale. Per fortuna adesso funziona tutto bene. Ovviamente c’è sempre qualcosa da migliorare. Tutti sono benvenuti se vogliono portare aiuti concreti e dedizione all’arcipelago.  

 

e) Puoi dettagliare meglio come sono i rapporti fra l’arcipelago e la Linden? Hanno mai avuto dei problemi a trattare con una comunità omosessuale / gay così grande? Forse hanno cercato di segregarvi in un ghetto per evitare i contatti con i minori e le “famiglie”?

La Linden non si preoccupa minimamente delle “organizzazioni di rappresentanza”. Sono molto gentili e cercano di aiutare. La loro prima preoccupazione sono i loro clienti che sono proprietari di sim. Eppure nonostante la loro neutralità devo dire che hanno molto aiutato l’arcipelago, almeno 4 volte nel 2007,8,9,2010 ci hanno aiutato a costruire la nostra area geografica con quello che abbiamo chiamato “treno mobile”. Quest’anno non ci hanno aiutato, ed in effetti oggi è un problema: avremmo bisogno di spostarci perchè sta diventando sempre più difficile vedere i confini dell’arcipelago, circondato com’è da sim non LGBT. E’ un problema che è all’attenzione del gruppo corrente di facilitatori.  

Come si vede esistono delle modalità di gestione delle community che sono leggere, non giudicanti e che comunque consentono di ottenere ottimi risultati in termini di traffico, visibilità, gestione comunitaria e anche di guadagno per chi ha voluto investire. La separazione e il provincialismo (ma anche lo snobismo) in genere non pagano.

Salahzar Stenvaag


Una Business Card di nuova concezione.

Ho incontrato Cameleon Lethecus quasi per caso, e, come già altre volte in passato, ci siamo incontrati per parlare di sue nuove iniziative. Stavolta quello che mi mostra è qualcosa che può essere anche un’utile strumento di business o di promozione: la “BYB Business Card”. Questa card, una sorta di biglietto da visita tecnologico, è da lui definita il segreto finora meglio custodito di Second Life, ora che ha deciso di divulgare questa sua invenzione e di cederne la proprietà  a chi ne fosse interessato. La Card è la presentazione del proprio business o della propria attività, a qualcuno che incontrate per la prima volta. E’ un oggetto che, indossato, vi dà tutte le informazioni che vi servono sulla specifica attività volete pubblicizzare: una Landmark, la possibilità di inviare un messaggio tramite la chat locale, o la possibilità di vedere l’online status dell’interlocutore, pur senza esserne amico. Cameleon è un entusiasta, riporto quindi volentieri questa informazione, per chiunque fosse interessato alla sua invenzione, prima che lasci definitivamente Second Life.

Una cantante italiana di cui essere orgogliosi: Viviana Houston.

Quest’articolo vi parlerà di una cantante italiana. Si si, mi sembra già di sentirvi dire: ah, era ora neh! 🙂 A parere mio, penso che due “italian live singer ” si distinguono dagli altri, su Second Life.  Entrambi vivono in Sicilia, entrambi cantano in Real Life, entrambi hanno il sole e la simpatia nella voce, ed entrambi  sono molto, ma molto professionali. Sul primo cantante non potrò mai scrivere nulla, vista la lunga amicizia e il conseguente possibile conflitto di interessi. Di lei invece, vi parlerò a lungo adesso, perchè lei vale! Eccome se vale! Signori… Viviana Houston. Le ho chiesto come prima cosa: “Viviana, ma perchè canti cosi poco qui in Second Life?” E lei mi ha subito risposto: “Per diversi motivi, tra cui i numerosi concerti che faccio in Real Life con la mia band, e anche perchè ho altre passioni in Second Life: sono owner di due land dedicate a Michael Jackson, di cui sono una fan sfegatata. Inoltre, ho un negozio di shape e skin di cartoni animati. Come se non bastasse, organizzo anche diversi spettacoli.” E come un grido che esce dal cuore ho dovuto dirle: “ma che peccatooo uffàààààà!

Lei è una siciliana di  24 anni e, la prima volta, l’ho sentita cantare  al Festival Internazionale della Canzone di Incanto, dove ha vinto il primo premio. Ma non è con tre canzoni che si può giudicare il talento di un’artista  e devo dire che, sul momento, ho pensato che lei era molto brava ma non ero sicura che mi potesse piacere del tutto. Sono quindi andata a rivedere l’unico voto che ho avuto l’opportunità di darle (ero presidente della giuria nelle prime serate delle eliminatorie) ed il voto era 9,10/10 . Insomma, già mi piaceva, non c’è dubbio. Poi, una sera, ho preso un tp e mi sono ritrovata alla Nuova Metropoli, dove Viviana stava dando un concerto. Sono rimasta completamente sbalordita dalla potenza della sua voce, e dalla perfezione del suo canto. Un segno che non sbaglia mai, è quando mi viene la pelle d’oca ascoltando una canzone. E, con Viviana, la pelle d’oca l’ho avuta dall’inizio alla fine della serata.

 Ma presentiamo un pò questa nostra connazionale: Viviana Houston canta in Real Life da ben 10 anni, ma ha iniziato a cantare su Second Life aimè soltanto nel 2008. Lei predilige le voci nere. Ecco, adesso se vi dico che lei canta meglio della cantante stessa, voi direte : “esagerataaaa Francescaaa! ” Ok, ok , allora la prossima volta che andrete ad un suo concerto, chiedetele di interpretarvi “If I ain’t Got you ” di Alicia Keys, o ” I Will Always Love You ” della Houston, e poi mi direte se questa voce non è semplicemente sublime Poi, se vi canta il suo Caruso o “Semplice sai” della Jenny B, vediamo se non vi viene da pensare che il suo posto non è qui in Second Life ma sul palco di San Remo. Ed ecco la seconda esclamazione: “esagerataaaaa Francescaaa!”  No amici, non  sto esagerando, lei è unica,  lei è la cantante italiana più brava che io abbia sentito qui sul Metaverso. Lei ti emoziona, ti fa venire la pelle d’oca, ti fa trascorrere un’ora come se fossero 10 minuti. Non vi basteranno 60 minuti con la sua voce, credetemi, ne vorrete di più, e al suo prossimo concerto sarete i primi a correre a sentirla.

Viviana Houston fa parte dei grandi artisti che cantano su Second Life. La sua facilità nel parlare tre lingue (Italiano, Inglese e Francese) le permette di cantare ovunque, sia nelle land Italiane, che in quelle straniere. Se solo lei lo desiderasse, potrebbe, come altri grandi cantanti di Second Life, fare tre o quattro concerti a serata, ma, purtroppo per noi (egoisticamente parlando, hehe),  lei ci dice che la sua Real Life è fantastica  e non ha tanto tempo da dedicare ai numerosi concerti qui nel Metaverso.

 Hai ragione tu, Viviana, la tua carriera e la tua vita in Real Life vanno sicuramente privilegiati, ma ricordati quello che mi hai detto tu: l’emozione che il pubblico qui riesce a trasmetterti, è a volte più forte che in Real Life, perchè chi viene a sentirti ad un concerto, o ci capita per caso, in qualche modo esprime in pieno il suo divertimento e la sua emozione nell’ascoltarti. Allora dai, per favore Viviana, canta ancora e ancora… Non fermarti, perché ascoltarti è un piacere che non vogliamo assolutamente perdere. Ciao!

by Francesca Caeran

SL e RL: sono poi così distanti?

Anche solo venti anni fa nessuno avrebbe mai immaginato che il computer sarebbe diventato un mezzo per comunicare col mondo. In Italia, a differenza del resto del mondo, il PC rimane ancora per molti un mezzo diabolico, pieno di trappole virtuali capaci di sconfinare anche nel mondo reale. Sicuramente l’uso della rete da parte di minorenni o persone ingenue può comportare rischi, anche seri. Ma con i dovuti accorgimenti credo che la rete offra quello che in realtà si cerca. Quindi, libero arbitrio, a proprio rischio e pericolo. In rete si trova anche l’amore, ma nello specifico parlerò del Metaverso come filo conduttore sospeso tra “due mondi” che si camminano a fianco. Può una storia d”amore nata in SL valicare i confini del mondo virtuale e vivere nel mondo concreto e reale? Penso sia possibile, purché si sia fondamentalmente onesti. Onestà nel non mentire sul proprio aspetto fisico e sulla propria condizione … un domani nel mondo reale eventuali menzogne o esagerazioni potrebbero avere un effetto devastante sul nostro partner una volta divenuti di carne ed ossa. Tanto più che ci ‘costruiamo’ avatar esteticamente perfetti, capaci di creare straordinarie aspettative nei nostri interlocutori in un processo di reciproca identificazione della nostra persona con la fisicità dell’avatar. Da qui cocenti delusioni! A volte però non è solo questione di migliorare il proprio aspetto, ma anche il carattere e la personalità vengono mistificati per soddisfare desideri o creare modelli comportamentali ambiti. Sono davvero in pochi coloro i quali riescono a mantenere il giusto distacco dal proprio avatar ed a presentarsi con semplicità e come realmente sono, con i propri pregi e difetti. Ebbene, ho pensato di presentarvi una simpatica galleria di personaggi che, come avatar, tentano, più o meno abilmente, di presentarsi diversamente da quello che sono nella realtà, ci tengo a precisare che chi mente, se mente, non appartiene solo al genere maschile, gli esempi che leggerete si rivolgono ad entrambi i sessi, senza sconti per nessuno:  1) Mi è capitato il tipo che mi parlava in voice con un tono così basso che tentare di capirlo era un’impresa. Alla mia richiesta di alzare il tono della voce mi son sentita dire: ”Scusa, parlo piano perché ho il cane che dorme e non vorrei disturbarlo!” Ho riso per almeno un quarto d’ora 🙂 Pensate, insisteva per vedermi nel mondo reale… Non oso pensare che fine avrebbe fatto fare al suo “cane”! Ma, dico, ci fate così sceme!? Tra l’altro definire la propria ignara compagna un cane, è proprio di cattivo gusto. Quindi “ragazze e ragazzi” se qualcuno vi dice che ha un cane che dorme e non puo’ parlare come si deve, non abbiate tentennamenti, eliminatelo dai contatti subito!  2) Il finto separato…Si presenta come tale, in realtà è sposatissimo in RL. Dovreste accorgervene subito. Sparisce nei fine settimana e di sera difficilmente lo beccate. Chiude all’improvviso la comunicazione e torna come se nulla fosse nella propria finta rl. Ormai poveretto/a non distingue più la realtà dalla finzione. E’ disponibilissimo ad incontrarvi in RL , salvo sparire dopo aver consumato.  3) C’è poi l’uomo che si traveste da donna, e si finge lesbica, ed in questo alcuni sono diventati molto bravi , così bravi che sgamarli diventa sempre piu’ difficile. In genere sbagliano le proporzioni dell’avatar femminile che vanno a crearsi e il modo di porsi, usando spesso  esclamazioni non proprio da gentil sesso. Circolano persino programmini per modificare la voce, ma se possono evitano il voice come la peste adducendo scuse del tipo: Sono sposata, ho le cuffie che non funzionano, preferisco lasciare un alone di mistero … Ah! dimenticavo. Se riuscite a sentirne la voce, vi accorgerete se non siete già cotti che è totalmente diversa da una voce naturale, ma è piuttosto metallica e simile al verso di un tacchino che fuma troppe sigarette.  Se si innamorano di voi (caso rarissimo), pur di incontrarvi in RL si uccideranno come avatar donna e si ripresenteranno a voi con un avatar maschile nuovo di zecca capitato lì per caso.   4) Poi ci sono i pupazzi e le pupazze, che come ti immano chiedeno subito: Quanti anni hai? Sei fidanzata/o o sposato/a? Che lavoro fai e dove vivi. Sono tra quelli piu’ pericolosi, se te li metti addosso, sono peggio delle sanguisughe. Cercano disperatamente fidanzato o fidanzata da impalmare in RL . In realtà non gli frega una cippa di chi sei o cosa pensi. Vogliono solo sistemarsi e togliersi dallo status sociale di zitelli.  5) L’adulatore … Quello che ti dice che sei unica, talmente unica, che usa le stesse identiche frasi per conquistare la pupazza che ti sta accanto, ignorando sia la tua migliore amica 🙂 Questa categoria in realtà non pensa ad una RL , gli basta fare il conquistatore in SL, fuori da S L non avrebbe nessuna chance , nemmeno col lampione di fronte casa.  6) Il collezionista… Uomini, ma anche donne, che vivono il Metaverso e non solo quello come se andassero in macelleria. Cercano solo sesso. Hanno i ferormoni a mille e cercano emozioni forti. In SL come in RL … ma prosperano soprattutto nel virtuale. Se gli piaci si fingono interessati alla tua personalità, pur di averti. Disponibilissimi a incontrarti in RL per una toccata e fuga. Non li conquisterete mai. Sono così cinici che al posto del cuore hanno la foresta amazzonica. Al massimo li potete destabilizzare…  7) Attenti anche alle coppie sposate in RL, che vivono il metaverso o la realtà virtuale sempre in coppia, ma pascolando ognuno per i fatti propri. In realtà sono complici. Compensano la noia coniugale così. Ognuno si fà le proprie storie qui e altrove. Come i collezionisti, sono cinici e disposti ad inventarsi di tutto. Cercano solo evasione e gli va bene così… Raramente perdono realmente la testa. Se non state attenti potreste ritrovarvi in RL a letto in tre 😉  8) Gli Incompresi. Sono coloro che hanno coniugi o fidanzati in rl che li vessano e cercano tanta, tanta comprensione … Mi hanno raccontato alcune persone intervistate, che una volta conosciuti fuori dal Metaverso, si sono rivelati delle iene, salvo scoprire, persino, in alcuni casi fossero single.  9) L’uomo CAM. Ti cerca, ti sta col fiato sul collo, ti riempie di attenzioni, ma ha come scopo ultimo di convincerti ad aprire Messenger o Skype per far sesso. Ama le emozioni forti … Attenti! Potreste vedervi sputtanati su un qualsiasi sito di Video nostrani e casalinghi.  Ma esiste anche l’altra faccia del Metaverso. Non tutti gli avatar in giro sono così, fortunatamente. Ma non si può negare che simili personaggi siano piuttosto numerosi.  Il mondo virtuale è frequentato anche da tante persone per bene che non fingono nei propri sentimenti. Persone che ti parlano chiaro, che amano, soffrono e desiderano come te. Disposte a incontrarti e tentare di costruire. O anime che seppur affini per ragioni contingenti e reali non possono trasferire i propri sogni altrove. Gente che comunque non si nasconde e si presenta per quel che è e può offrire.  Ecco l’onestà di cui parlavo. Ho avuto l’impressione che le persone desiderose di costruire un rapporto oltre SL siano quelle che alla fine hanno più timore. Timore di soffrire o far soffrire. Timore di non piacere o di rimanere delusi … e anche paura. Solo chi cerca evasione e avventure in realtà si butta senza pensarci due volte, perché sa già cosa vuole in realtà. Chi ama o pensa di amare porta con sè la sensibilità propria di chi mette in conto tutto, compreso dover soffrire.

by Serena Domenici

L’aspetto “tecnologico” del BDSM in SecondLife…

Il simbolo del BDSM: un tipo particolare di "Triskelion"

Si parla sempre molto e spesso in modo morboso di pratiche di “sesso virtuale estremo” che sarebbero condotte in SecondLife. Spesso i giornalisti ne parlano con scherno e sufficienza, eppure c’è in effetti una fetta consistente di persone che entrano in SecondLife apposta per dedicarsi al BDSM (http://it.wikipedia.org/wiki/BDSM), che ha una specifica teorizzazione che non include aspetti patologici. Il fatto che molta gente ne sia inconsciamente affascinata sembra suggerire che le pratiche BDSM costituiscano una sorta di  “lato oscuro” della propria personalità che se represso può portare a patologie quelle sì pericolose.

Da Wikipedia:

“[il BDSM].. indica un complesso di pratiche relazionali e/o erotiche e/o preferenze sessuali. Queste pratiche, che considerate fuori da un contesto di piena consensualità delle parti coinvolte sono generalmente e di fatto da considerarsi spiacevoli e del tutto indesiderabili (in quanto non sarebbero più da considerarsi liberamente accettate, ma implicanti una costrizione, quindi violente ed illegali), sono invece all’interno del BDSM fonte di soddisfazione reciproca, oltre che strumento di costruzione d’un più profondo rapporto interpersonale”.

Anche qui in questo blog abbiamo parlato del BDSM in SL in questi articoli: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2010/06/30/introduciamo-il-bdsm/, http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/05/01/guida-turistica-al-lato-gay-dei-maschi-anche-per-donne/, http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/05/08/la-professione-piu-antica/

In SecondLife il BDSM si concretizza maggiormente nella vasta comunità Gor su cui ho nel cassetto in preparazione un articolo. Una introduzione alla vastità di questo “impero” che rappresenta di fatto una imponente cultura all’interno di SecondLife è descritta per i curiosi (in inglese) a questo indirizzo: http://nwn.blogs.com/nwn/2009/04/second-life-of-gor.html e ispira un commercio di case, mobili, sim, oggetti etc utilizzato anche da persone ignare di cosa sia il BDSM e vestono Gor per moda (la ricerca di gorean sul marketplace di sl offre ben 3178 pagine). Ma ci sono moltissimi esempi di esperienze “private” di coppie che si conoscono e si amano in questo modo.

In attesa di un articolo ed interviste più approfondite sull’argomento, volevo solo indicare il substrato “tecnologico” che consente di usare in modo ideale SecondLife per praticare il BDSM. Ricordando che essendo “strumenti” questi possono essere usati anche in contesti non BDSM come ad esempio giochi di ruolo in genere, giochi e strumenti didattici o semplicemente per aumentare l’effetto realistico offerto da SecondLife.

I viewer RLVa (Restrained Love Viewer API)

Il BDSM si fonda sul fatto che un avatar A (master) possa controllare quello che può fare un avatar B (slave), con particolare riferimento a “proibizioni”. Esempi lampanti di proibizioni sono:

  • non poter volare
  • non poter uscire da un recinto o una gabbia
  • non poter parlare
  • non poter muoversi liberamente (teleport compreso)
  • non poter sentire
Oppure di “obblighi”
  • Obbligo di assumere determinate pose
  • Obbligo di seguire il master (tramite ad esempio una sorta di guinzaglio)
  • Obbligo di indossare determinati abiti
Va da se che il viewer ufficiale di SecondLife non consente imporre queste limitazioni od obblighi, quindi ci va un viewer modificato che consenta queste cose. La tecnica impiegata si chiama RLV ed è descritta qui: http://wiki.secondlife.com/wiki/LSL_Protocol/RestrainedLoveAPI,   Praticamente quasi tutti i viewer alternativi TPVP http://wiki.secondlife.com/wiki/Downloads  hanno fra le proprie caratteristiche quella di poter abilitare la funzionalità RLV dal pannello preferenze. Fra questi indichiamo i seguenti:
  1. Phoenix Viewer
  2. Firestorm
  3. Singularity
  4. Restrained Love (il viewer originale BDSM creato dalla famosa Marine Kelley http://realrestraint.blogspot.com/)
  5. Dolphin Viewer

Il collare

Tecnicamente per poter “subire” gli obblighi e i divieti del master occorre indossare un oggetto scriptato che spesso assume la forma di un collare (ma potrebbe essere qualunque cosa, un anello, una maglietta, …) se si ha un viewer RLV E si abilita la modalità RLV  E si indossa questo collare E si accetta di essere slave di un avatar A (tipicamente il collare chiede autorizzazione e conferma), ALLORA partono i vincoli obblighi specificati.
Come si vede non correte il rischio di essere asserviti a qualcuno contro il vostro volere 🙂
Ci sono molti collari a pagamento e un ecosistema di oggetti BDSM a vari prezzi, anche altissimi, ma tenete presente che c’è un’ottima versione gratis e opensource qui: https://marketplace.secondlife.com/p/OpenCollar-free-and-open-source/494127
Per gli amanti dello script basti sapere che le attività BDSM vengono abilitate attraverso delle “llOwnerSay” ad esempio “@fly=n” per impedire di volare oppure da stringhe con sequenze di vincoli. Inoltre una possibilità interessante delle API RLV è la possibilità di indossare/disindossare automaticamente il contenuto di un folder cosiddetto shared di nome #RLV con i comandi @attach:<folder1/…/folderN>=force o di singoli indumenti.
Vedi anche questo articolo in inglese http://shuggi.wordpress.com/2009/02/05/the-magic-of-shared-folders/ per la “magia delle cartelle condivise”.

Estensioni delle possibilità di Scripting offerte dal BDSM

Come immaginerete, non essendo io un appassionato di BDSM, sono però incuriosito dalle possibilità di estensione del linguaggio di scripting e di possibilità di percepire la realtà di SL offerta da questi nuovi comandi.

In quanto scripter mi è stato spesso chiesto di fare degli script che consentissero ad esempio di organizzare giochi in SL tipo “guardie e ladri” dove le guardie catturavano avatar della squadra avversaria e li “imprigionavano” obbligandoli a seguirli durante il gioco. Questo è impossibile da farsi con SecondLife e i viewer ufficiali, ma relativamente banale (avendo un po’ di esperienza di scripting) con le API RLV.

Alcune lezioni possono essere organizzate come “caccia al tesoro” dove ad esempio rimanete chiusi in una stanza finchè non avete risolto un indovinello che vi apre magicamente la porta e vi consente di esplorare il castello e passare alla prossima tappa.

Insomma abbiam delle posssibilità interessanti in più da usarsi in modo intelligente e divertente, non vedo perchè non usarle.

E per chi è affascinato dalla propria parte oscura, a condizione ovviamente di trovare (non sempre impresa facile) persone intelligenti e sane, perchè no, il BDSM potrebbe aprire orizzonti interessanti di esplorazione di se stessi e degli altri..

Salahzar

2996 Flags in New York City

Una bandiera per ogni vittima, e le voci dell’11 Settembre, presso il WCT Memorial di New York (http://slurl.com/secondlife/New%20York%20NYC/114/180/24). Per non dimenticare l’intolleranza, l’odio, la volontà di distruggere dei fanatici, tra i peggiori della storia. Una voce, nel sottofondo, ripete i nomi delle vittime della peggiore tragedia che ha colpito l’America dopo la seconda guerra mondiale.

La donna dei libri: volando Amat

Volando Amat è una persona che dei libri ha sempre avuto grande cura e passione, nella sua vita quotidiana sono per lei dei compagni insostituibili. E’ questo il motivo per cui, in Second Life, il suo nome è legato a iniziative editoriali che, prima con la stamperia “Il Faro”, e ora con la sua nuova creatura “Edizioni Volando”, hanno sperimentato e creato dei progetti di “stampa” utilizzando gli strumenti presenti in Second Life.

 L’ho incontrata un pomeriggio, e le ho chiesto, come prima cosa, a che cosa servono i libri in Second Life, e se non sia più comodo e pratico leggerli sul web, in formato e-book. La mia domanda provocatoria è stata accolta, ho la sensazione, con un certo senso di biasimo. Siamo in Second Life, mi ha detto, e le cose che creiamo qui sono parte di questo mondo, come gli edifici, gli alberi e i paesaggi. Creare qualcosa in Second Life, utilizzando gli strumenti di Second Life, è il modo con cui i residenti fanno evolvere questo mondo. Non avrebbe senso dire che è meglio un albero vero, piuttosto che quelli costruiti dai builder nel Mondo Virtuale. Così per i libri: quelli in Second Life vanno creati e utilizzati nel Mondo Virtuale. Logica inoppugnabile.

Volando mi racconta di quando, capitata per caso in una gigantesca biblioteca di una land sudamericana, le sia nata la voglia di portare in Second Life la sua passione per i libri, proponendosi, un giorno, di creare una vera biblioteca con centinaia di libri. I primi passi con “Il Faro”, insieme a Rockerduck Bogdanovich, sono stati molto promettenti, arrivando a produrre qualche decina di libri. Questa prima esperienza si è poi conclusa per motivi indipendenti dal progetto, e Volando, dopo un paio di mesi di riflessione, è passata a progettare la nuova iniziativa delle “Edizioni Volando”, che, entro il mese di settembre, verrà presentata al pubblico.

Passo allora a farmi spiegare come vengono creati questi libri virtuali. In effetti, sono oggetti che, “indossati” dall’avatar, coprono quasi l’intero schermo, consentendo una certa facilità di consultazione e di lettura. Volando mi parla di una “Macchina” che, partendo dalle note originarie, produce come risultato l’oggetto-libro che andiamo poi a sfogliare. Ovviamente, le immagini hanno bisogno di un editing esterno, utilizzando uno strumento di ritocco tipo Photoshop. Devo dire che questa macchina misteriosa mi incuriosisce molto più delle altre cose che ho appreso sull’editoria virtuale, e mi riprometto di riparlarne col “tipografo” delle Edizioni Volando, Loick Beaumont, a cui proporrò di tenere delle lezioni per insegnare anche ad altri le alchimie della “Macchina Infernale”. A questo proposito Volando mi aggiunge che, a scopo didattico, Loick ha già creato, ovviamente in Second Life, un manuale in tre lingue, e che lei è assolutamente favorevole, una sorta di “istinto dell’anima” mi dice, a condividere con gli altri quanto sta imparando e producendo. Non ha alcun senso della proprietà o della concorrenza, ma solo una grande passione, forse in parte ereditata da sua madre (scrittrice nella vita reale), che la spinge portare avanti queste iniziative e a sognare che in futuro i libri verranno prodotti in tutta Second Life da molte iniziative indipendenti.

Mi racconta poi di come occorra una grande pazienza e competenza, come tutte le costruzioni complesse in Second Life, per produrre un volume della dimensione di circa trenta pagine. Un limite questo non tecnico, ma di puro equilibrio tra l’esigenza di produrre un’opera compiuta e la dimensione ridotta che un libro virtuale deve necessariamente avere. Questo per non annoiare il lettore, spesso frettoloso e impaziente, di Second Life. Nel caso di libri di dimensione maggiore, si creano necessariamente più volumi. I libri vengono poi veicolati alla vendita, sia da vendors che da distributori automatici, i quali accetteranno i pagamenti dirottando la percentuale dovuta direttamente all’autore (tramite gli script presenti nel libro). Alla casa editrice, essendo l’impresa assolutamente “no profit”, vanno delle fee per coprire i costi di produzione e di distribuzione. Devo dire che il prezzo di vendita di questi libri, che Volando mi anticipa, a me sembra assolutamente irrisorio, visto il lavoro che c’è dietro per la loro preparazione e la produzione, ma Volando insiste sul carattere culturale dell’iniziativa, sperando almeno di coprire le spese.

Volando non si definisce “Direttrice” della casa editrice, ma “soltanto” la fondatrice, anche se, a detta dei suoi colleghi, è lei la vera anima della stamperia; lascerà quindi ad altri la gestione operativa del progetto. I collaboratori che si è scelto, che l’hanno affiancata per amicizia (ci tiene a sottolineare) sono già pronti per avviare la nuova impresa, mentre per lei questa fa ormai parte della sua vita, e il ripartire con il nuovo progetto la riempie di gioia e di aspettative.

La saluto quindi dandole appuntamento alla serata di presentazione, che avrà sia lo scopo di far conoscere a tutti questa nuova iniziativa, che quello di illustrare questa modalità di fruizione dell’editoria virtuale.

Arrivederci Volando Amat, e in bocca al lupo.

by AquilaDellaNotte Kondor

English version

Volando Amat is a person who has always had books of great care and passion in her life for her companions are irreplaceable. And ‘this is the reason why, in Second Life, his name is linked to publishing initiatives that, first printing with “Il Faro”, and now with his new creation “Volando Editions” have experienced and created projects “print” using the tools in Second Life.

I met her one afternoon and asked, first, what are the books in Second Life, and whether it is more convenient and practical to read on the web, e-book format. My provocative question was received, I have a feeling, a sense of blame. We’re in Second Life, he said, and the things that we create here are part of this world, such as buildings, trees and landscapes. Create something in Second Life, using the tools of Second Life, is the way in which residents make evolve this world. It would not make sense to say that a real tree is better, rather than those built by the builder in the Virtual World. So for the books: the ones in Second Life are created and used in the Virtual World. Logic unassailable.

Volando tells me when, by chance ended up in a giant library of a South American land, the desire was born in Second Life to bring his passion for books, presenting one day to create a real library with hundreds of books. The first steps in “The Lighthouse”, along with Rockerduck Bogdanovich, were very promising, now produces a few dozen books. This first experiment was then terminated for reasons independent from the project, volando, after a couple of months of reflection, went on to design the new initiative of “Volando Editions”, which, by the end of September, will be presented to the public.

Pass me then to explain how you create these virtual books. In fact, objects that are “worn” by the avatar, covering almost the entire screen, allowing a certain ease of reference and reading. I flew about a “machine” which, starting from the original notes as a result produces the object, then go book-browsing. Obviously, the images need an external editing, using an editing tool like Photoshop. I must say that this mysterious machine intrigues me much more than other things I learned about publishing virtual, and I plan to talk about that with the “printer” of Volando Editions, Loick Beaumont, who propose to hold lessons for teaching others the alchemy of the “Infernal Machine”. In this regard I volando adds that, for educational purposes, Loick has already created, of course, Second Life, a manual in three languages, and that she strongly supports, a sort of “instinct of the soul,” he says, to share with As others are learning and producing. There is no sense of ownership and competition, but only a passion, perhaps in part inherited from his mother (a writer in real life), which prompts her to advance these initiatives and to dream of that future books will be produced throughout the Second Life many independent initiatives.

He tells me then how we need a lot of patience and skill, like all complex structures in Second Life, to produce a volume the size of about thirty pages. One limitation that is not technical, but of pure balance between the need to produce a finished work, and the small size that have to have a virtual book. This not to bore the reader, often hasty and impatient, Second Life. In the case of larger books, you necessarily create more volumes. The books are then conveyed to the sale, either by vendors that vending machines, which accept payments diverting the percentage due directly to the author (via the scripts in the book). The publishing house, being very firm “no profit” of the fees go to cover the costs of production and distribution. I must say that the selling price of these books, which I anticipate flying, to me seems absolutely ridiculous, given the work behind for their preparation and production, but insists on flying a cultural initiative, hoping at least to cover expenses.

Volando is not defined “Director” of the publishing house, but “only” the founder, even though, according to her colleagues, she is the real soul of the printing, then leave to others the operational management of the project. Employees who have chosen that year joined for friendship (we like to stress) are ready to start the new company, while her this is now part of his life, and share with the new project fills joy and expectations.

I greet you and then giving her an appointment at the presentation evening, which will be designed to let everyone know about this new initiative, to illustrate how to use this virtual publishing.

 Goodbye volando Amat, and good luck.

AquilaDellaNotte by Kondor