L’arte virtuale di Patrick Moya

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Se dovessimo domandarci che cosa per noi sia l’arte, cosa rappresenta per ognuno di noi, le risposte sarebbero molteplici. Che cosa proviamo guardando un quadro, una scultura, una rappresentazione qualsiasi di creatività? Ognuno risponda per se, ovviamente, perché una risposta “giusta” non esiste. Ognuno prova cose diverse, per alcuni c’è un totale disinteresse, nessuna reazione, altri invece sono capaci di andare in estasi, per ore, davanti ad un capolavoro, o ad una qualsiasi manifestazione artistica che lo colpisca in modo particolare.

Che cos’è quindi l’arte per ognuno di noi? Io credo che sia la capacità di avere delle reazioni emotive di fronte ad un messaggio artistico, in qualunque modo trasmesso. Il fatto che guardando un’immagine, ascoltando una melodia musicale, guardando un’esplosione di colori, si possa reagire emotivamente è un fatto evidente, che questo poi possa provocare in noi una reazione, positiva o di fastidio che sia, è una conseguenza anch’essa chiara. Ma che un’opera d’arte possa stimolare in noi una reazione emotiva intensa, possa donarci attimi di felicità, dipende dalla nostra sensibilità verso il messaggio e, ovviamente, dalla qualità e dalla capacità comunicativa del messaggio. Questo io penso. E queste riflessioni vanno fatte, se vogliamo misurarci col messaggio di un artista, qualunque esso sia. E oggi, per quanto il termine “artista” sia abusato, è molto più facile che nel passato cimentarsi nella creazione di un messaggio. L’arte virtuale è qualcosa che mette nelle mani di chiunque il pennello, o lo scalpello, che una volta solo in pochi avevano la perizia di poter usare.

 

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Ma non basta avere un pennello o uno scalpello. Occorre avere l’idea, che si vuole comunicare. Riuscire a immaginare nella nostra mente qualcosa che si desidera trasmettere ad altri. Lo vogliamo trasmettere per riceverne una gratificazione, o per consentire al nostro messaggio di vivere oltre noi stessi, nello spazio e nel tempo. E’ una meravigliosa possibilità dell’intelletto umano.

Questo pensavo ieri mentre guardavo quell’uomo tracciare i suoi segni su una tela: quell’uomo era Patrick Moya, che in questo modo, con i suoi segni e i suoi colori, ci trasmetteva il suo messaggio. Chiediamoci, ognuno di noi, che cosa ci arrivi di questo messaggio, cosa riusciamo a recepire. E, se questo messaggio ci trasmette davvero qualcosa, allora io credo che questo possa essere il più grande ringraziamento che possiamo fare ad un artista come Patrick.

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E’ superfluo ricordare chi sia Patrick Moya. Un artista in grado di usare tutte le espressioni artistiche per comunicarci la sua arte: pittura, scultura, disegno e rappresentazione virtuale, si intrecciano e comunicano tra loro, attraversando i diversi mezzi, in una sintesi artistica unica e riconoscibile. L’uso che di Second Lifa fa questo artista, ormai da anni, è un esempio, e una strada aperta per altri artisti. Un ponte tra quanti sono già nel Metaverso, e quanti ancora non hanno imparato a sfruttarlo.

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La mostra in corso a Caserta, presso due sedi distinte, il Museo di Arte Contemporanea e la galleria Arterrima, ci dà la possibilità di ammirare da vicino le sue creazioni. E per me è stata un’occasione unica, per incontrarlo ancora una volta, dopo diversi anni da quel 2008 in cui lo conobbi, a Firenze, in occasione di “Rinascimento Virtuale”. Spero non passino altri anni prima di rivederlo, e spero di fare un salto a Nizza, dove vive, per rivederlo prossimamente. Nel frattempo, possiamo incontrarlo presso la sua isola in Second Life. Un luogo che è sempre aperto e accessibile, a quanti hanno occhi per vedere, e sensibilità per recepire il messaggio contenuto nelle sue creazioni. Quella che molti di noi chiamano “arte”.

P.S.: Una semplice curiosità, che mi ha colpito leggendo la sua biografia, è che Patrick è nato a Troyes, un luogo che probabilmente dirà poco alla maggior parte di voi, ma che fu la patria di Chrétien de Troyes (1135-1190), il cantore della saga di “Lancillotto e i cavalieri della tavola rotonda”, un cantore visionario, di ideali e di avventure trascendenti da quel periodo, attraverso lo spazio e il tempo…

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