Burning Life 2009

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8 novembre 2009: BURNING LIFE: un’avventura nel deseto

di SOLKIDE AUER e SHELLINA WINKLER

 

Il Burning Life è un festival dedicato all’arte, alla creatività e alla comunità. La sua prima edizione risale al “lontano” 2003 quando Second Life era ancora agli albori e i Linden si rifecero, per il loro festival virtuale, al Burning Man che e’ una manifestazione che si svolge dagli anni 90 nel deserto del Nevada in cui si concentrano per poche settimane creativi ed artisti di ogni genere.
Ciò che avviene nella reale manifestazione e’ una cosa a dir poco spettacolare, in quanto, in questo deserto si crea una intera città composta quasi interamente da tende e roulotte, ma organizzata con strade, ospedali, servizi di polizia e perfino un aeroporto riconosciuto dalla federazione americana; insomma una popolazione che dà vita, per poche settimane, ad un evento magnifico.
La maggior parte degli eventi nascono al momento e si ha modo di vedere espressioni in qualsiasi forma di arte e divertimento che coinvolgono gli abitanti di questa irreale cittadina. Tutto e’ temporaneo, effimero, senza pretese di durata perché alla fine della manifestazione tutto verrà bruciato, in particolare il “Burning Man”, un grande uomo fatto in legno simbolo della manifestazione brucerà illuminando la notte del deserto americano. In pochi giorni il deserto riprenderà il sopravvento. Da qui lo spunto alla Linden di ricreare una medesima situazione nel nostro mondo virtuale mettendo a disposizione 24 lands tutte unite in cui ogni avatar che ne ha voglia può esprimere la sua creatività ricreando in appositi spazi cio’ che la sua fantasia detta.
Per accedere al Burning Life ci sono due modi: il primo consiste nel fare regolare richiesta in cui si presenta il progetto di ciò che si vuole costruire e una commissione vaglia le varie domande assegnando poi i plots, ossia le varie piccole zone delimitate per ogni avatar, a coloro che ritengono adatti allo spirito del Burning, poi esiste un secondo modo per accedervi, più avventuroso e forse più divertente: la Land Rush; una folle corsa ad accaparrarsi un pezzo di terra con il classico metodo del “chi prima arriva prima alloggia”, le land a porzioni vengono chiuse all’accesso e poi riaperte a determinati orari e chi vuole il plot deve tipparsi e correre ad aggiudicarsi l’agognato pezzettino di terra.
Infine, quest’anno per la prima volta è stato realizzato l’Art Department ovvero 12 zone, piu grandi delle normali zone, date ad avatars che si sono distinti nel corso del tempo nel campo dell’arte di Second Life.
L’Art Department si trova esattamente al centro della grande piana desertica e si distende dalla tenda centrale, dove si riuniscono le principali manifestazioni che si susseguono nel corso dei giorni, fino al luogo dove sorge il Burning Man fedelmente ricostruito e che anch’esso brucerà l’ultimo giorno della manifestazione.

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Esiste anche una zona dedicata a chi non e’ stato accettato, generalmente per motivi di sovrannumero di domande, in cui la costruzione e’ libera ed aperta a tutti e quindi lì ognuno puo’ mettere giù delle proprie creazioni.
Quando viene aperta la manifestazione agli occhi del visitatore si apre uno spettacolo meraviglioso di forme e colori e idee materializzate in pixels, di concetti di tutti i generi e spiegarli a volte è impossibile data la grande varietà di cose create. Miglia e miglia di costruzioni che a volerle vedere per bene tutte non bastano 4 giorni di visita, cosa che comunque viene effettuata con estrema allegria da parte di tutti coloro che vengono.

Per noi questa e’ stata la terza edizione del Burning Life a cui abbiamo partecipato con grande emozione . Il primo anno, nel 2007, ci accontentammo di pochi metri nella zona free in cui mettemmo un po’ di nostre opere, l’anno successivo, per l’edizione 2008, presentammo regolare domanda che venne accolta e ci diedero a ognuno un plot in cui presentammo dei nostri lavori dedicati a M. C. Escher, maestro dell’impossibile (Solkide Auer), e un viaggio attraverso ambientazioni immersive molto suggestive (Shellina Winkler), entrambe riscossero un buon successo di pubblico e critica.
Quest’anno ci hanno voluti nell’Art Department e la cosa per noi e’ stata incredibile perchè eravamo stati direttamente catapultati tra i grandi dell’arte di Second Life affiancandoci ad artisti del calibro di Bryn Oh, Ub Yifu, Selavy Oh, Madcow Cosmos per citarne qualcuno e anche felici perché avevamo anche altri due colleghi italiani ossia Nessuno Myoo e Kicca Igaly, insomma 4 italiani su un complessivo di 16 artisti, sono serviti a fare capire che noi abbiamo molto da esprimere nell’arte mondiale anche digitale. Tanti altri italiani sono stati presenti nelle terre del Burning nei plots regolari ad esprimere la loro creatività e questa cosa è da ritenersi estremamente positiva, perche’ vuol dire che si stanno aprendo nuove vie per poter dire qualcosa nell’arte digitale, non solo dei mondi virtuali, e gli italiani ci sono dentro.

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