Intervista a G. Boccia Artieri

 

artieri

3 ottobre 2009: Dal virtuale attuale ad un futuro senza limiti….

di AquilaDellaNotte Kondor

Intervistiamo questo mese Giovanni Boccia Artieri, uno dei maggiori esperti italiani di Mondi Virtuali, docente di new media all’Università “Carlo Bo” di Urbino. Gli chiediamo di aiutarci a capire se le attuali esperienze sui mondi virtuali possono essere l’inizio di una nuova era.

AquilaDellaNotte Kondor: Giovanni, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei cominciare con una domanda preliminare. Che cos’è un mondo sintetico, dal punto di vista sociologico? Che cos’è Second Life?

Giovanni Boccia Artieri: SL è un mondo di interazioni fra corpi costruito dagli utenti. L’accento lo metterei sulla corporeità dell’esperienza perché ci troviamo di fronte ad una variante della comunicazione mediata che consente sincronia contestuale “fisica” della comunicazione e una sua nuova territorializzazione, SL dà corpo alla comunicazione mediata, e non è un fatto secondario secondo me.

AquilaDellaNotte Kondor: vuoi dire che l’avatar fa la differenza rispetto ad altre modalità di interazione in rete?

Giovanni Boccia Artieri: a mio parere l’avatar di SL sì, c’è una componente biocognitiva chiamata in causa che è molto forte, si ristruttura una relazione fra corpo-fuori e corpo-dentro, nell’interazine con altri corpi-avatar.

AquilaDellaNotte Kondor: e cosa può mai rappresentare una figurina di pixel per avere tanta importanza? è questo un punto chiave Giovanni. Vuoi forse dire che anche tu, come me e come altri, ritieni che si inneschi una sorta di “autoidentificazione” tra noi e il nostro Avatar?

Giovanni Boccia Artieri: sai meglio di me che il processo di costruzione dell’avatar è un percorso di personalizzazione dell’esperienza di vita in SL e che su questa “figura” attacchiamo emozioni e sentimenti forti. Basti pensare alle diverse forme di auto-celebrazione dell’estetica e del vissuto del proprio avatar, celebrate in molte operazioni artistiche. E’ un processo complesso, in relazione al nostro avatar esiste un rapporto circolare: ci osserviamo osservare il mondo in SL, le nostre performance ci attraggono e questo permette di sviluppare meccanismi di riflessività emotiva e conoscitiva interessanti.

AquilaDellaNotte Kondor: è questa quindi la vera novità. Forse questo rappresenta un primo passo verso la formazione di una realtà virtuale più “reale”, non trovi?

Giovanni Boccia Artieri: personalmente, al di là di forme patologiche o di giochi di ruolo dichiarati, nei mondi online si “gioca” e si mette in gioco” la propria identità. E’ reale, sono reali i sentimenti e i processi cognitivi che si sviluppano in world, non trovi?

AquilaDellaNotte Kondor: certamente, condivido. Tuttavia…..

Giovanni Boccia Artieri: per dirla in modo forbito, indipendentemente dal livello di consapevolezza circa il tipo di realtà che viviamo, sia essa quella “reale” oppure quella chiamata da alcuni “virtuale”, ogni realtà vissuta pregiudica allo stesso modo le dimensioni emozionali della nostra esistenza psichica. Per questo motivo la realtà di SL va considerata seriamente: perché è capace di alimentare la nostra sfera biopsichica e di diventare un fattore sistemico nella realizzazione culturale delle nostre vite, perché acquisiamo così la capacità di generare delle vere trasformazioni culturali.

AquilaDellaNotte Kondor: tuttavia, dicevo, siamo ancora ad una forma primordiale di “immersività” basata soprattutto su aspetti psicologici, la virtualità è appena alle prime armi. In parole povere… l’interfaccia e il modello di interazione sono ancora da sviluppare…

Giovanni Boccia Artieri: ovviamente rispetto alle promesse immersive della Realtà Virtuale, dove la fisicità era “informata” dalla e nella macchina, siamo ai primordi, ma l’esperienza culturale che stiamo facendo attraverso un mezzo tutto sommato semplice di immersione è fondamentale. C’è anche una componente di intrattenimento in sl, siamo intrattenuti dal nostro avatar e dalla possibilità di sperimentare quelle vite immaginate che da spettatori mediali abbiamo imparato a frequentare siamo madame Bovary! Dipende dalle competenze nel costruirsi in quanto avatar. Dire che si sperimenti con la dimensione del gioco è interessante proprio se pensiamo a quante land siano di gdr.

AquilaDellaNotte Kondor: Le interazioni sociali che si creano, sono vere, o in qualche modo “irreali” ? E’ una forma di gruppo vera e propria o è viziata dalla simulazione? Insomma, è vera o finta?

Giovanni Boccia Artieri: Guarda, riflettere sulla comunità è la cosa più importante per sl. La comunità e il senso di comunità si fondano sull’appartenenza ad un progetto/luogo, sulla quotidianizzazione della relazione e sulla dinamica performativa di eventi come occasioni aggreganti. La condivisione di interessi da parte dei membri di una comunità è infatti la condizione necessaria per la sua costituzione ma non sufficiente a creare e sostenere un forte senso di comunità. Il senso di comunità si sviluppa invece attraverso diversi processi sociali : le forme di espressione (il parlare della propria comunità), l’identità (il senso di identità di gruppo condivisa), la relazione (le relazioni ed interazioni con gli altri membri della comunità) e le norme (le regole e le convenzioni del vivere insieme).

AquilaDellaNotte Kondor: secondo te Giovanni…..possiamo ritenere che l’evoluzione di una comunità in RL o SL segua sempre alcune linee evolutive , per così dire, “standard”?

Giovanni Boccia Artieri: in SL dipende dalle regole di sviluppo di ogni comunità, dalla gestione delle forme di relazione attraverso la mediazione della comunicazione e dalla progettazione dell’ambiente. Mi sembra che oggi il punto focale sia relativo alla progettazione degli ambienti “per” l’interazione della comunità in sl.

AquilaDellaNotte Kondor: parlo anche dei rapporti umani, in cui contano soprattutto le personalità proprie degli individui, che sono dietro l’avatar.

Giovanni Boccia Artieri: si, lo so… ma credo che le ambientazioni e le loro regole siano centrali, La personalità dell’avatar dipende molto dalle competenze interne al gruppo e al mondo. Competenze proprio “fisiche” di saper interagire con l’ambiente, performare con il proprio avatar, ecc. Una vera differenza che mi sembra di rilevare nelle comunità in SL è che la struttura molto spessa è tribale di stampo classico, con una gerarchia interna (spesso implicita).

AquilaDellaNotte Kondor: insomma, la “seconda vita” o chance, non esiste? anche se c’è gente che si “sposa” o crea nuove iniziative? parlo di relazioni personali o addirittura affettive

Giovanni Boccia Artieri: esistono delle esperienze diverse che puoi fare, chances da giocare ma che poi trovano una relazione con la “prima” vita. Abitare i due mondi deve trovare forme di compatibilizzazione. Non a caso si parla del diritto dell’avatar, ecc. Il fatto che ci si sposi, si creino legami… non necessariamente fa parte di un’altra vita ma di un altro modo di fare esperienza di vita, non so se riesco a spiegarmi.

AquilaDellaNotte Kondor: quindi, è solo un’estensione della nostra RL con altri mezzi, non una seconda vita vera e propria. Insomma, siamo sempre noi….

Giovanni Boccia Artieri: Ci troviamo di fronte ad un’umanità che sta imparando ad abitare i media (SL, ad esempio) e a sviluppare la sua vita anche attraverso questi ambienti che consentono di fare esperienze autentiche, il che non toglie il fatto che ci sia chi si nasconde, lo usa in modo distorto ecc.

AquilaDellaNotte Kondor: Secondo alcuni siamo all’alba di una nuova forma di sviluppo della socialità umana, siamo appena all’inizio. Forse potremo in futuro viaggiare tra le stelle col nostro avatar, senza spostare i nostri poveri corpi. Che ne pensi, sono fantasie?

Giovanni Boccia Artieri: Quella della “uscita” dal mondo è una fantasia antropologica che abbiamo imparato ad usare con la fantasia, dapprima. Avere familiarità con un secondo corpo può essere utile. Sicuramente a continuare a sognarci.

AquilaDellaNotte Kondor: Allora continueremo a sviluppare i nostri sogni, perchè, in fondo questo ci aiuta anche nella vita di ogni giorno. Non è per questo che abbiamo creato le divinità e i paradisi?

Giovanni Boccia Artieri: sì, poi siamo passati a diventare déi di piccoli mondi. In fondo quello di SL è il sogno del demiurgo, l’owner è come un dio.

Terminiamo l’intervista a Giovanni Boccia Artieri con un piede nella realtà di oggi, i primi passi nei Mondi Virtuali, ma con la mente ad un futuro che può portarci molto, ma molto, lontano.

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