Aspettando Sansar

Qualche giorno fa ho postato una frase provocatoria su Facebook, rivolta a quanti sono in attesa messianica del prossimo progetto Sansar della Linden Lab. Nella frase ponevo la domanda retorica: “”Una volta che sarete su Sansar, che cosa farete? Le stesse cose che fate su Second Life?”. Volevo capire il tipo di aspettative legate a quest’attesa, per certi versi paralizzante. Mi hanno risposto, in modo ovviamente concreto, soprattutto i builder. Le loro risposte sono state chiare, mirate soprattutto alle aspettative tecnologiche, in maniera perfettamente sensata ed attesa. Gli aspetti tecnologici saranno infatti la vera grande innovazione, e sarà questo il grande salto verso la Realtà Virtuale di terza generazione (dopo i primi esperimenti, coi sensori e il software primordiale, e le esperienze dell’immersività 3D attuale). Ma alla mia domanda provocatoria non ha risposto, significativamente, nessuno di quelli che erano invece i veri destinatari della domanda. Quelli che nel Metaverso si sono impegnati a creare contenuti, progetti, gruppi sociali.

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La tesi sottintesa alla mia domanda era che, ovviamente, non basta la tecnologia a produrre idee e proposte concrete, che diano del valore e dei contenuti a quanti frequentano i Mondi Virtuali. Il rischio è quello di perpetuare nei nuovi Mondi Virtuali i vizi e le limitazioni che hanno tarpato le ali a molti dei progetti interessanti proposti, e falliti, in Second Life. Intendiamoci, molti progetti sono stati portati avanti negli anni, alcuni con successo e con un impegno personale ammirevole da parte di molti protagonisti, ma il salto di qualità, spesso tentato, non è mai stato possibile. L’idea di creare una realtà italiana integrata, per prepararsi ad affrontare le sfide future, è fallita a più riprese. Anche chi vi scrive ha provato a mettere insieme i pezzi slegati delle comunità italiane in una struttura condivisa e coordinata, che potesse presentarsi sulla scena futura come il meglio di quanto prodotto dall’esperienza virtuale italiana in più di dieci anni di esperienza. Quel progetto è fallito, non certo per le miserie e le gelosie individuali degli improvvisati compagni di strada, alcuni dei quali dotati di sincera volontà e di motivazione nel riuscire in questa impresa ambiziosa (su altri è opportuno stendere un velo di silenzio), ma per la mancanza di volontà e di condivisione da parte di quelli, la grande maggioranza, che invece sono stati alla finestra aspettandone il fallimento. E’ umano cercare di conservare il poco che si ha, protagonisti in uno spazio sempre più ristretto e poco popolato, invece di mettersi in gioco per creare, insieme ad altri, qualcosa di più grande e significativo. E’ umano, ma anche l’uomo di Neanderthal era umano, e si è estinto. Non credo ci sia più spazio per fare qualcosa del genere nell’attuale situazione. E quando si svilupperà l’ambiente sociale in Sansar occorrerà stare attenti a non trascinarsi dietro la zavorra dei vecchi atteggiamenti, ma ad accogliere nuovi protagonisti per realizzare qualcosa di diverso, che metta a frutto l’esperienza pregressa, ma che utilizzi un approccio più costruttivo, e sgombro da preconcetti.

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L’attesa per il nuovo Mondo Virtuale non è solo dei residenti di Second Life, che hanno aspettative velleitarie, e temo ingiustificate, verso il nuovo ambiente. Molte Aziende nel panorama internazionale stanno investendo in modo sempre più massiccio nella Realtà Virtuale, e assisteremo ad uno sbarco graduale di nuovi protagonisti, con risorse e mezzi. Verrà replicata, con tutte le prudenze del caso stavolta, la fase di creatività degli anni 2007 e 2008. E a quel punto i gruppi progettuali verranno dall’esterno, con metodologie ed approcci industriali. Quando nel 2008 considerammo conclusa la fase di sperimentazione da parte delle Aziende, dopo pochi mesi di approfondimento delle potenzialità e dei limiti di Second Life, rimanemmo però in attesa dell’evoluzione tecnologica delle piattaforme, che per molti anni si è purtroppo quasi bloccata. Tutti quelli tra noi che valutammo, con occhio rivolto al business reale, la situazione di allora, fummo concordi nel ritenere non affidabile e poco conveniente un investimento su tale realtà immatura e instabile. Le condizioni oggi stanno per cambiare, ma il solo parametro che renderà possibile un massiccio investimento nei nuovi Mondi Virtuali sarà la popolazione che vi entrerà, e i progetti che potranno nascere per promuovere nuove esperienze e un effettivo valore aggiunto. Nel gioco, nell’education, nella socialità.

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Second Life, come ho molto spesso ricordato, è stato un “prototipo”, e potremmo essere ora all’alba di un salto di qualità decisivo. I tecnici, i bulder, gli sviluppatori, faranno la loro parte, ma il gioco sarà condotto da altri, da quelli che ci metteranno i soldi e le energie, e dai gruppi di lavoro che vorranno insediare nei nuovi Mondi Virtuali. E sarà triste, a quel punto, pensare alle occasioni sprecate, nel portare l’esperienza degli anni di Second Life in questo nuovo Mondo, ma a volte la storia procede a “salti” e non in continuità, e gli attuali residenti e protagonisti di Second Life, che si stanno preparando al nuovo salto di piattaforma con grandi aspettative, saranno probabilmente solo spettatori di questa evoluzione, invece che protagonisti. Dovranno faticare per ricrearsi i loro spazi, i loro gruppi, ma saranno altri a condurre il ballo, a gestire le nuove piattaforme e i nuovi progetti. E sarà un bel giorno, quello in cui questo pezzetto di Metaverso primordiale si rimetterà in marcia, dando nuove opportunità e nuove esperienze a quanti vorranno rimettersi in gioco.

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