Il mondo di GOR

gor by Niovali Serrao

Tempo fa Lady Arife riportava queste righe: “Gor è un continente della fantascienza. Molti possono desiderare che non esista, ma c’é. Non è difficile da trovare, davvero. Cerca semplicemente un mondo che sta a 1000 gradi al nord del pensiero unico, 1000 gradi a est dell’ortodossia, 1000 gradi a ovest del conformismo ideologico, un continente lontano, dalle placide acque della mediocrità prevedibile, un mondo diverso, uno vero, uno come nessun altro, uno al di là dell’orizzonte del mondo familiare, uno che emerge da lontani, tumultuosi e indomiti mari, un mondo attento alle profonde correnti che ascolta i bisbigli segreti, che porta stelle nei suoi capelli. Le mappe di cartografi ideologicamente servili possono scegliere di non mostrare il mondo di Gor, ma è là, un continente meraviglioso e proibito. Alcuni di voi lo conoscono, e ci sono stati.” (da John Norman, Dicembre 2000). Ma cos’è in fin dei conti GOR?:

GOR è… una serie di romanzi di fantascienza, scritti da John Norman.

GOR è… una parola che significa “Pietra di Casa” (Home Stone).

GOR è… una Contro-Terra, nascosta sull’altro lato del nostro Sole.

GOR è… un mondo primitivo per molti aspetti, ma in possesso di alcune tecnologie ancora più avanzate di quelle da noi conosciute sulla Terra.

GOR è… un mondo governato dai misteriosi Re-Sacerdoti, gli Dei di Gor (Preest King).

GOR è… un mondo che cerca di vivere in armonia con la natura.

GOR è… un mondo di onore e ferocia, di Caste e di schiavi, di Guerrieri e Contadini.

GOR è… tante cose così diverse.

(da Ubar Luther e traduzione di Alys Brim, ottobre 2013)

Più recentemente:

GOR è un pianeta fantasy descritto nei romanzi di John Normann, ad oggi 33, nei quali per lo più vengono descritte le avventure di Tarl Cabot. GOR orbita esattamente all’opposto della terra, da ciò il nome di controterra (counter-hearth) ed è pertanto invisibile dalla terra essendo il sole frapposto tra i due pianeti, ed ha una gravità inferiore a quella terrestre essendo più piccolo. GOR è una società maschilista dove l’uomo svolge la parte dominante e la donna è spesso sottomessa ed in Gor esiste ed è parte sostanziale della società l’istituto della schiavitù. (da Sir Luca White, gennaio 2016).

Goreano, nell’uso comune del termine, identifica qualsiasi caratteristica appartenente al ciclo di racconti di fantascienza di John Norman. In questi racconti, la parola Goreano si riferisce all’immaginaria contro-terra, ai suoi abitanti e ai loro costumi sociali, il termine può far riferimento inoltre alla peculiare lingua franca che consente la comunicazione fra le varie zone abitate di Gor. Quando applicata ad individui reali, al di fuori dei racconti, la parola Goreano identifica coloro che aderiscono al modo di pensare esposto negli scritti di Norman, e in particolare a coloro che vivono secondo uno stile di vita alternativo basato sulla sua filosofia.

Mentre la più nota differenza dello stile di vita goreano rispetto alla norma, e anche la più usualmente pensata, consiste nel fatto che esso permette e promuove, la dominazione e sottomissione nelle relazioni sessuali, posso sostenere che essere goreani non significa necessariamente praticare sesso basato sulla sottomissione, ma piuttosto recepire la filosofia Goreana nel suo insieme (sicché è possibile non adottare lo stile di vita proprio del BDSM nelle relazioni sessuali, e tuttavia essere ugualmente Goreani). Parte di questo sistema di pensiero è strettamente collegato con la visione storica della schiavitù nell’antica Grecia o nell’antica Roma, e le relazioni fra uomini e donne tipiche di quei periodi possono prendere o meno l’aspetto di relazioni fra Padrone (Master) e schiavi/e (slave o kajire/kajirus).

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Forse pochi sanno che la parola Gor deriva da un’Isola terrestre: Gorée un piccolo affioramento roccioso situato a 3,5 km. al largo della capitale del Senegal, un piccolo gioiello di architettura e storia. L’isola davvero piccola, 900 mt. di lunghezza per 300 mt. di larghezza è di origine vulcanica, il basalto (Gorée è un vulcano inattivo), con la quale nei secoli della tratta degli schiavi, sono stati costruiti gli edifici che ancora oggi su possono ammirare sull’Isola. E’ un’isola storica inserita dal 1978 nella lista dei siti patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. E’ un luogo della memoria, una memoria triste che tocca tutti gli esserei umani, bianchi, neri e di qualunque nazionalità, infatti l’Isola è stata per più di tre secoli uno degli ultimi porti in terra africana della tratta degli schiavi, come Saint Louis e Elmina in Ghana. (da fonti scritte di Jan gmc Carter).

Il mondo goreano non si può descrivere in poche righe essendo complesso e sofisticato e questi non sono altro che tentativi di dare un’idea generale e stringata per rispondere alla domanda che spesso viene posta da chi non lo conosce: cos’è Gor?

In Second Life, ultimamente, sono state create varie SIM nelle quali si ruola goreano, adattandone per quanto possibile usi, costumi e modo di fare role-play. Molte straniere poche italiane a dire il vero. Ma ultimamente l’esperimento della Regione dello Schendi con tre città indipendenti fra di loro: Port Keibel, Korat e ShipRock, sta dando ottimi risultati di gradimento da parte dei giocatori di ruolo.

Per chi volesse continuare a saperne qualcosa di più: Gor è un mondo prettamente maschilista dove l’uomo svolge una parte dominante e dove la donna è spesso sottomessa. L’Istituto della schiavitù è uno dei tre concetti importanti in questo mondo che sono principalmente la Home Stone o Pietra di Casa, le Caste e appunto gli schiavi. Non è fuori luogo la convinzione che su Gor la donna raggiunge l’apice della sua femminilità se è sottomessa come schiava e se è guidata da un uomo che la domina, ma che soprattutto la protegge.

A questo proposito, vi riporto questo scritto:

“Tutta la tua vita,” egli disse, “sarà ora pervasa dalla sessualità, dalla tua femminilità. La tua vita sarà ora una vita sessuale, una vita in cui la femminilità, per la prima volta, sarà di innegabile e capitale importanza. Sarà una vita in cui essa sarà intensamente centrale.”

“Sì, Master” ella disse.

“Sarà una vita di totale femminilità, e dedizione, e servizio, e amore.”

“Sì, Master,” ella disse.

“Il più piccolo compito della tua vita, come pulirai il cuoio del tuo master, come preparerai i suoi abiti, come cucinerai e cucirai, come farai acquisti, come pulirai e laverai, perfino il compito più minuscolo e servile, tutte queste cose diventeranno sessuali, tutte diventeranno espressione della tua femminilità, appropriate e gioiose manifestazioni del tuo amore e del tuo servizio, senza valore, ma impotentemente ed offerti , solamente quelli di una schiava insignificante.”

“Capisco,” ella disse.

“La vita di una schiava femmina” egli disse, “è una vita completamente dedicata all’amore. Non è il frutto di un compromesso. Non è una di quelle vite che sono un po’ questo e un pò quello. È un modo di vivere totale, una vita completa. La schiava femmina ambisce a dare tutto, altruisticamente, sapendo che ella, poiché è una mera schiava, un animale senza diritti posseduto dal suo master, un animale che può essere comprato e venduto al suo minimo capriccio, non può pretendere niente, perché ella non merita niente, e non ha il dritto neanche alla minima attenzione e considerazione. Non sono possibili contrattazioni con lei, né patti”

“Sì, Master” sussurrò la ragazza.

“Ed è per simili donne” egli disse, “che gli uomini sono pronti a morire.”

Non sono parole mie, solo pensieri tratti in traduzione da ciò che Norman scrive nei suoi libri ma che rispecchiano appieno il mio modo di vedere un rapporto fra Master e Kajira. Una donna sottomessa, e quindi schiava, raggiunge l’apice della sua femminilità e della sua gioia quando schiava, e non è assolutamente una figura negativa o disonorevole, tutt’altro.

Le caste rappresentano la struttura sociale delle varie città, cosiddette civilizzate, di Gor (esistono anche culture che non riconoscono le caste). Troviamo caste di ogni tipo suddivise fra Alte Caste e Basse Caste con una miriade di sottocaste, ognuna di loro ha dei colori che generalmente la contraddistinguono, hanno generalmente dei capi casta e dei consigli di casta. Ma parleremo in seguito e con maggior dettaglio dei loro ordini.

Ma ciò che contraddistingue il pensiero goreano e che ne muove quasi ogni pensiero è la Pietra di Casa o Home Stone che è il simbolo della città stessa, la rappresenta nel bene e nel male, nei confronti del quale ogni buon goreano giura fedeltà e ne rispetta il senso di appartenenza, la onora e la difende.

Ma ne riparleremo volentieri in seguito, entrando nel dettaglio ed in modo più esaustivo fra gli schiavi, fra i liberi e le loro Caste di appartenenza, nelle varie culture di Home Stone, considerando che il senso dell’onore su Gor è unanime, ma ogni città ha le sue leggi che terminano in modo ben determinato con la fine dei propri confini. Al di fuori di quei confini il mondo è selvaggio e quello che più conta è di solito la forza e la potenza delle proprie armi.

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