Ribaltiamo Facebook!

Come tutti gli italiani in rete, e la maggior parte di quelli connessi nel mondo (2,2 miliardi di persone) ho anch’io un account Facebook da molti anni, dai suoi inizi. Anzi, come utente di Second Life e Mondi Virtuali affini, ho anche un secondo account dedicato al mio Avatar. In questo secondo caso ho dovuto adattarmi a utilizzare un mio nome “verosimile”, visto che quello dell’avatar non ha avuto la benevolenza dei censori di Facebook, com’è successo a molti altri di voi (e giustamente, secondo le regole attuali di Facebook, ben dichiarate). Per gestire i due account ho fatto una scelta di netta separazione: in quello reale solo i profili reali, i miei amici, le persone della mia vita quotidiana, i gruppi che mi interessano, ecc. Lo stesso ho fatto per l’account Avatar, con tutt’altra popolazione e nessuna connessione tra i due account. Questa premessa era necessaria per una considerazione importante, che voglio condividere con voi, e che ho ricavato dall’osservazione dei due “mondi” paralleli: in entrambi ci sono più o meno le stesse tipologie di argomentazioni, gli episodi personali, le musiche che ci piacciono, le barzellette, i fatti del quotidiano, sempre visti attraverso gli occhi delle persone di quel mondo. Ognuno dei due mondi ragiona dei fatti e delle sensazioni dei protagonisti, tipiche del mondo di appartenenza. In quello reale si discute di episodi di cronaca, di politica, di interessi vari, oltre naturalmente che della musica, dei gattini e delle vacanze. In quello “virtuale” dei fatti e degli episodi di Second Life e di questo sottoinsieme di Facebook che gli avatar si sono ritagliati: la moda, i rapporti sentimentali, le invidie, i tradimenti, e via dicendo. Ognuno dei due è uno spaccato rappresentativo della realtà a cui appartiene. Anche le polemiche, le ripicche, le accuse personali, e via dicendo, sono presenti in entrambi i mondi, in ognuno ovviamente con le argomentazioni che gli appartengono. La situazione va accettata per quello che è, senza stupirsi più di tanto. Ovviamente ognuno è libero di scegliersi la compagnia e i gruppi che più gli interessano, selezionando gli amici e le frequentazioni virtuali.

Ma perché non tentare, ogni tanto, una contaminazione di interessi? Si potrebbe, ad esempio, una volta al mese (o altra periodicità), nel mondo virtuale porre al centro della giornata un tema di discussione preso dalla vita reale: un argomento di attualità, di interesse sociale, una discussione sulla famiglia, sui giovani, ecc. La cosa sarebbe molto interessante, perché, per quella giornata, si porterebbero persone che fanno parte di ambienti completamente diversi a parlare di cose del mondo “reale”, un ancoraggio, una tantum, alla realtà quotidiana. Questo incrocio farebbe scoprire nuove affinità, solleciterebbe contributi che di solito non vengono mai espressi, darebbe fiato a valori condivisi, magari a nuove amicizie. I temi da affrontare potrebbero essere scelti attraverso una graduatoria di interessi, tipo sondaggio, fornita dagli stessi componenti del gruppo, volta per volta e affrontando argomenti che si aggiornerebbero di continuo, seguendo la realtà quotidiana e il dibattito culturale nel paese. Il valore aggiunto del Mondo Virtuale potrebbe poi portare a una serata-evento, in Second Life, e alla luce della discussione avviata e sviluppatasi su Facebook, ci si potrebbe confrontare di “persona” con quanti hanno partecipato al dibattito.

Sarebbe un esperimento a mio parere molto positivo, perché consentirebbe, un giorno al mese, o quando si vuole, di rompere la monotonia del mondo avatariano e di sfruttare le potenzialità di entrambi gli ambienti, quello della rete di Facebook e quello immersivo del Mondo Virtuale. L’onere dell’organizzazione delle attività sarebbe minimo, poiché gli strumenti ci sono già tutti, e potrebbe essere affidata a dei volontari, o a due tre persone di buona volontà, per raccogliere i vari contributi e organizzare il dibattito in Second Life. Sono certo che non mancherebbero gli owner di land disponibili a ospitare queste serate. Che ne pensate?

Rispondi