Fare video, tutorial o machinima con prodotti semplici e gratuiti…

Molti fanno video nei mondi virtuali (anche chiamati “machinima”), usando dei prodotti a pagamento, ad esempio Camtasia che costa diverse centinaia di Euro. E’ però possibile fare video con prodotti totalmente gratuiti, e in queste poche righe vi presento per chi non lo conosce questo interessante programma opensource che si chiama “camstudio” per windows e che trovate a questo indirizzo http://camstudio.org/ quando scaricate fate attenzione a scaricare il link Download CamStudio – Desktop Screen Recorder e non il bottone verde soprastante che tende purtroppo ad installarvi cose non volute.

Quando l’avete installato dovete fondamentalmente impostare 3 cose: la regione di registrazione (una porzione del video, una finestra o tutto il video), le opzioni suono e le opzioni video.

Nelle opzioni suono dovete fare attenzione a specificare di utilizzare il vostro microfono (ci sono due cose da impostare: rec da microfono E impostate il vostro device effettivo non fidatevi dell’automatismo), o in alternativa potete registrare ciò che si sente dalle vostre casse (non tutte e due insieme come fa camtasia, ma per il 90% dei vostri filmati dovrebbe andare bene). Ci sono dei trucchi che consentono di mettere in collegamento il vostro microfono con ciò che ascoltate (http://grabilla.com/03c1c-e09d5dc2-1112-498f-8fe7-59998605a6ad.png).

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Fotografie e Video in SecondLife/OpenSim: alcuni concetti e i migliori viewer

Per chi fa fotografie o video nei mondi virtuali è importante sapere che non tutti i viewer sono uguali, ed alcuni consentono di avere risultati nettamente migliori di altri. (Ne ho già parlato qui: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/07/02/evoluzione-grafica-dei-nuovi-viewer-ombre-profondita-di-campo-dof-visione-stereoscopica-nuove-possibilita-per-i-machinimisti-e-per-i-fotografi/)

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Un nuovo, ambizioso, progetto: Time travel production.

Un nuovo progetto sta nascendo in Second Life, ad opera dei sempre attivissimi e bravissimi Fiona Saiman, e Sergej Zarf: TIME TRAVEL PRODUCTION. Il progetto realizzerà, man mano che andrà avanti, una serie di Machinima (ancora non è stato definito un numero preciso), che, come mi racconta lo stesso Sergej, avrà il seguente scopo: “l’iniziativa è finalizzata a mettere in luce aree particolarmente belle di Second Life, attraverso un mezzo che ci permetta anche di divertirci facendolo”, e ancora: “La nostra intenzione è di raccontare Second Life, ovvero farla conoscere a chi non la frequenta (o chi la frequenta poco) attraverso delle storie che attraversano, puntata dopo puntata, alcune tra le sim più significative per la cura con cui sono realizzate oppure per la qualità delle informazioni che contengono. Le storie verranno mandate in onda nel palinsesto di Pyramid Café Tv, con dei trailer su Youtube e Vimeo”.  In questa prima fase, abbiamo a già a disposizione un primo trailer visibile su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=nzFC-Dx_7uQ&feature=youtu.be), mentre gli organizzatori raccolgono le candidature per l’interpretazione dei diversi ruoli da interpretare.

 Se volete seguire la fase di organizzazione, o volete parteciparvi, andate alla pagina Facebook del gruppo: http://www.facebook.com/groups/timetravelproduction /?notif_t=group_activity.

 A far da sfondo al progetto, e alle sue narrazioni, la trama di un vero e proprio racconto fantastico, che si andrà sviluppando attraverso le varie puntate. Lascio ancora la parola a Sergej e Fiona: “Un viaggio nel vortice del tempo… Il tema che lega tutte le puntate è la ricerca, una ricerca effettuata dai due protagonisti per riportare alla luce importanti indizi sul passato dell’umanità, emersi a seguito di un’eccezionale scoperta archeologica effettuata da un ente extra-governativo “non ufficiale” (per cui lavorano i due protagonisti). Il periodo di ambientazione è odierno. Sono passati oltre 12.000 anni dalle ultime grandi glaciazioni; le potenze mondiali sono impegnate nel reperire nuove risorse energetiche, grosse crisi umanitarie quali siccità, carestie, terremoti, guerre, inondazioni ed eventi climatici eccezionali flagellano il nostro pianeta. Tutto questo accade sotto la quasi totale noncuranza di quel terzo di popolazione mondiale che vive ancora immerso nel sogno del benessere generato dallo sviluppo economico del secolo scorso.  In questi nostri giorni c’è chi lavora, a volte all’oscuro dei grandi imperi economici e delle potenze nazionali o transnazionali, per cercare una o più soluzioni per preservare un futuro alla razza umana. In una di queste organizzazioni (ve ne sono diverse, alcune anche in lotta tra loro) lavorano i nostri due protagonisti in qualità di agenti operativi sotto copertura. Ufficialmente sono dei ricercatori e studiosi di antichità presso un’importante Università; questo permette loro di muoversi con disinvoltura tra scavi, biblioteche, magazzini, palazzi governativi e quant’altro si rende necessario, con il supporto di tutta la tecnologia messa a disposizione dalla propria agenzia.

 Come vediamo, le premesse per un progetto di successo ci sono tutte: uno scopo, una storia, un piano di realizzazione, e una passione per il Mondo Virtuale che coinvolge sia i promotori che i volontari che si stanno raccogliendo intorno a loro per la realizzazione dei Machinima. Noi di Virtual Worlds Magazine seguiremo il progetto con attenzione, raccontandone l’evoluzione. Nel frattempo, cominciate a seguirne i primi passi, sia su Facebook e su YouTube, che sul web: . In bocca al lupo!

V-Learning: incominciamo con qualche domanda

Avatar seguono la diretta streaming di un evento RL

Nell

Come dico spesso (ebbene sì! Ho anche io le mie fisse) la formazione è un’ attività complessa in cui le variabili sono così tante che molte volte è difficile capire quali incidano di più sul risultato finale.
E Second Life con le tante opportunità che offre contribuisce ad aggiungere tasselli a questo mosaico già così complicato: immersività e interattività sono i concetti più ricorrenti per indicare la “sensazione di presenza” che si sperimenta frequentando il metaverso, eppure non c’è solo questo a rendere questo strumento particolarmente adatto alla formazione. Facciamo qualche esempio.

Un relatore, in un ambiente che riproduce un’arena, davanti ad una trentina di avatar descrive le proprietà benefiche del tè verde, aiutandosi con delle slide colorate e ben fatte. Gli avatar possono intervenire e fare domande sia in voce che in chat e il relatore può rispondere immediatamente dando prova della propria preparazione e competenza. Secondo voi in questo caso qual è il valore aggiunto di SL? Non fatevi ingannare dalla facilità apparente della domanda e se pensate che il valore aggiunto sia poco o nullo allora facciamoCI (questa volta mi ci metto anche io) una seconda domanda: perché questa modalità formativa è la più diffusa? Deve pur esserci una caratteristica di SL che rende questo modo di operare così frequente.

Secondo esempio: un nuovo arrivato in SL si diverte a passare da una land all’altra frequentando mostre, partecipando a feste danzanti e giocando al vampiro. Dopo qualche settimana si rende conto che incontrando e frequentando molti stranieri il suo vocabolario di inglese si è ampliato, così come la sua capacità di scrivere e comprendere. Indubbiamente frequentare Second Life gli ha permesso di apprendere molto. Ed è successo in un modo così divertente e piacevole che quasi non si è accorto che stava imparando cose nuove. Ma in questo caso possiamo davvero parlare di formazione?

Terzo esempio: cercando un video in youtube mi imbatto in un tutorial dedicato alle norme di sicurezza in azienda. Gli attori sono avatar e l’ambientazione chiaramente ricostruita in un ambiente tridimensionale. Il video illustra alcune procedure mostrando le conseguenze di una loro corretta applicazione oppure di una sbagliata. Che ruolo ha Second Life in un “oggetto formativo” di questo tipo?

Quarto esempio: un insegnante sviluppa un corso di botanica ricreando in Second Life le varie specie vegetali di cui vuole trattare. Durante il corso porta gli allievi nel proprio personalissimo giardino, mostra loro le diverse piante, consegna notecard e segnala link web di approfondimento. Cosa c’è di innovativo in tutto questo? Davvero Second Life è l’unico strumento che permette un’esperienza di questo tipo?

Credo che per questo primo articolo le domande siano più che sufficienti. E le risposte non siano scontate. Dal prossimo articolo proveremo a districarci fra i tanti temi che possono nascere cercando di rispondere alle sollecitazioni che vi ho dato, mostrando esempi pratici e segnalando esperienze formative che hanno ottenuto buoni risultati.
L’obiettivo è quello di fornire a docenti e aspiranti tali degli strumenti utili per progettare la formazione usando al meglio Second Life.

Ma se volete iniziare a dare un vostro parere, offrire suggerimenti o segnalare esperienze interessanti, allora lo spazio commenti è tutto a vostra disposizione.

CIAO alla prossima

Imparafacile Runo

Il Machinima secondo me – 1

Il Machinima secondo alcuni vecchi Soloni è poco più che rubacchiare idee a gente che le sa sviluppare, per i bassi scopi degli autori minori. Si prende un videogioco, o un sistema tridimensionale in rete, di quelli che vanno di moda adesso, si cattura il video, e si prova a raccontare una storia, la propria, quella di un altro, non importa. L’importante è che con questo che all’apparenza sembra un modo semplicistico di operare, ma che invece è uno strumento di avanguardia per le tecniche audiovisive, anche chi non ha i mezzi possa cimentarsi con la sottile arte del racconto per immagini, con qualche accorgimento, qualche nozione tecnica di regia, una certa dose di pazienza e tanta voglia di sperimentare.

Se per una vita intera avete sognato di essere un (o una) regista, ovvero qualcuno in grado di raccontare una storia con quella che Pasolini chiamava ‘la lingua scritta della realtà’, se non siete mai stati tra quei pochi ‘fortunati’ che hanno la possibilità di spendere ingenti quantità di denaro per dare voce e corpo ai propri sogni, se per una vita avete assistito inermi a filmini da quattro soldi pensando di poter fare molto meglio, sappiate che il vostro turno sta per arrivare. Le grandissime evoluzioni nel campo tecnologico e informatico vi danno oggi la possibilità di organizzare un vero e proprio film a costo zero, o quasi zero, grazie alla realtà virtuale e alla simulazione a tre dimensioni.

Noi che non abbiamo grandi case di produzione alle spalle, nè tantomeno ingenti denari, possiamo ugualmente esprimerci in questo modo nuovo e diverso, e da oggi tenteremo un viaggio psicotecnico lungo le strade di questa materia estremamente interessante e innovativa. Chi è pronto si armi di A: un videogame o un mondo virtuale a sua scelta. B: un software di cattura video, ad esempio Fraps  (http://www.fraps.com) per Windows oppure IshowU (http://store.shinywhitebox.com/home/home.html) per MacOS. Immagino di dare per scontato il requisito fondamentale per tutto questo: che abbiate qualcosa da dire.

Il percorso del Machinima è praticamente identico a quello del cinema d’animazione tradizionale, che a sua volta non ha nulla da invidiare al cinema vero e proprio. Scrittura del soggetto, sceneggiatura, set, montaggio, postproduzione, doppiaggio, musica,  mix effetti sonori, finalizzazione. Tutto il processo, nei casi migliori, dovrebbe essere già interamente indicato nella sceneggiatura. Sapere a priori tutto quello che si vuole inserire nel film velocizza enormemente il lavoro di montaggio e di post produzione, ad esempio. Ma cerchiamo di conservare un ordine e partiamo dall’inizio. Probabilmente molti di voi hanno familiarità con i formati digitali dei file video. Teoricamente ce ne sarebbero migliaia, ma per brevità ricorderemo solo i quattro più famosi:

QuickTime (.mov) utilizzato da tutte le piattaforme Apple

Video for Windows (.avi – .wmv) lo standard su macchine Microsoft based

Flash (.swf  – .flv) Compressi per la rete

Mpeg (.m2v – .mpg) Compressi per l’industria (DVD)

Ci siamo già annoiati, vero? Beh, allora è il caso di di guardarci un bel Machinima. E’ il lavoro fatto dalla Ill Clan per il rebranding di Second Life per la Linden Lab.

Infine, per ripassare un po’ questi primi concetti e per familiarizzare con uno dei più famosi software di postproduzione 3D, eccovi il nostro primo tutorial con un rapido sguardo di insieme di Adobe AfterEffects.