La parola “Comunità”

aprile 18th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

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by AquilaDellaNotte Kondor

La comunità italiana di Second Life non si è mai distinta per integrazione, affiatamento e capacità di lavorare uniti intorno ad obiettivi riconosciuti come “comuni”. E’ tuttavia anche vero che, quando ci sono amici in difficoltà, o si è chiamati a dimostrare la propria solidarietà, la comunità italiana ha sempre risposto all’appello, con dignità e con orgoglio. E’ un limite, o una caratteristica se volete, di noi italiani: solo quando ci troviamo di fronte a delle difficoltà siamo capaci di dare il meglio di noi stessi. Immaginate che paese sarebbe l’Italia se avessimo metodo di lavoro e capacità organizzative simili a quelle degli americani. Non ci sarebbe un paese al mondo in grado di competere. Ma a quel punto, forse, non saremmo più italiani, saremmo un’altra cosa…

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Quando ho letto la nota di Mexi Lane su Facebook, sulla possibilità che la land MIC – Imagin@rium possa essere costretta a chiudere, per l’aumento delle fee dovute al sempre più sfavorevole cambio del dollaro, ho ripercorso in sequenza, nel mio ricordo, tutte le iniziative, le manifestazioni, i progetti, nati dall’impegno quotidiano di Mexi, e aventi come riferimento quella land che ora rischia di scomparire. E’ semplicemente impensabile poter perdere un punto di riferimento così importante, nel panorama italiano di Second Life. Per questo motivo è necessario partecipare in massa al concerto che terrà Viviana Houston lunedì al MIC, per aiutare a raccogliere dei fondi per poter mantenere attiva la land, almeno un altro mese, in attesa che la situazione evolva positivamente.

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Certo è una soluzione tampone, ma nel frattempo Mexi verificherà le varie possibilità che si possono considerare. Si tratta quindi di guadagnare un po’ di tempo. Sono certo che la comunità italiana risponderà compatta a questo appello: da quelli che hanno partecipato agli innumerevoli eventi organizzati da Mexi, a quelli che leggono il suo blog, da quelli che l’hanno conosciuta in RL, nelle molteplici iniziative che è stata capace di organizzare, a quelli che magari ne hanno solo sentito parlare, anche su questo Magazine.

E’ un appello alla partecipazione, alla solidarietà, e anche all’orgoglio di una comunità. Sono certo che il risultato supererà le attese. E terrà ancora attiva MIC – Imagin@rium, per un altro mese. Un caro saluto a tutti.

Il nome dell’ Avatar

aprile 12th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

by AquilaDellaNotte Kondor

 

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Andando in giro per il Metaverso, capita di incontrare ogni genere di individui, rappresentati ovviamente dai propri “Avatar”. Riflettiamo per un attimo su quale impatto emotivo proviamo nell’identificare una persona mai vista prima dal proprio Avatar. L’aspetto “fisico” ovviamente, ma, prima ancora, e in maniera più emblematica, il nome di quell’Avatar. L’aspetto fisico, l’apparenza, è importante, per tutta una serie di motivi, che è superfluo andare a ricordare ora, ma l’identità dell’Avatar, la sua caratteristica principale, il suo “marchio sociale” è rappresentato dal nome che quella persona ha scelto di dare al proprio Avatar. Prima di fare delle considerazioni sulle tipologie di nomi, dobbiamo rilevare che la situazione attuale, purtroppo, è molto peggiorata nell’utilizzo dei nomi di Avatar, rispetto al priodo iniziale di Second Life. Questo per due motivi: il primo dovuto a una precisa scelta da parte della Linden Lab, in secondo luogo, per il costume sociale di darsi i nomi più improbabili, visto che è possibile scegliere ora un nome qualsiasi, variando la propria denominazione nel profilo, e quindi il proprio “nome” pubblico. La scelta della Linden Lab a cui facevo riferimento, oltre a quella appena detta di poter modificare il nome nel profilo, è stata quella di denominare “Resident” tutti i nuovi iscritti a Second Life, a partire dagli ultimi anni. Fortunatamente, ai vecchi iscritti è stato consentito di mantenere il nome scelto all’atto dell’iscrizione, e questo non per un atto di riguardo nei loro confronti, ma solo per evitare molteplici “rename” nei vari database della Linden, il che avrebbe comportato dispendio di tempo e un notevole lavoro, oltre che impatti nella gestione amministrativa degli utenti. Credo che la scelta di chiamare tutti “Resident” sia dettata da motivi tecnici, poiché risulta in tal modo più semplice la gestione di una sola variabile piuttosto che di due, nell’archiviazione e nell’indicizzazione di tali informazioni. Scelta a mio parere miope, dal punto di vista del marketing “sociale”, all’interno del Metaverso. Ma questa miopia nel Marketing non mi stupisce più ormai. Troppi sono stati gli errori commessi, a mio parere, dalla Linden Lab negli anni passati, errori di prospettiva strategica (a cui si sta lentamente ponendo rimedio, sotto la gestione di Ebbe Altberg) e una serie di errori nella gestione delle communities (voglio ricordare anche, tra gli altri, il tema ancora caldo dei diritti intellettuali sulle opere create in world).

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Ma torniamo all’aspetto “sociale” nella scelta del nome. Il nome dell’ Avatar rappresenta, in maniera evidente, il nostro identificativo all’interno del Metaverso. Chiamarci “Cesare”, o “Alessandro”, piuttosto che “Pincopallo”, non è la stessa cosa dal punto di vista dell’effetto emotivo. Indica un certo tipo di scelta, una indicazione di pensiero, una certa preferenza. La volontà di farsi conoscere e identificare, nella società virtuale, con quel nome. E’ intuibile la differenza, nell’ambito di una comunità, tra il salutare un tizio, o una tizia, con un “Ciao xxxvattelapescaxxx!” oppure “Ciao Cesare!”. Che tipo di identificazione possiamo associare ad un “xxxvattelapescaxxx”? Possiamo presumere, quindi, che quella persona non si identifichi affatto con quel nome (a meno che non ci si trovi di fronte a una persona con seri problemi di identità personale), quanto piuttosto non dia alcuna importanza a un tale nome, vivendo la propria permanenza nel Metaverso come un semplice “gioco”, e non come un modo per partecipare, e contribuire, alla crescita sociale e all’evoluzione di questo mondo.

In un gioco, ovviamente, tutto è legittimo: ci si chiami “Pincopallo”, si abbiano dozzine di Avatar e di “vite” diverse, si interpreti un personaggio maschile, femminile, o animale, non ha alcuna importanza, sempre di gioco si tratta, come tanti altri giochi che conosciamo, dentro e fuori la Rete. Quindi, per tale categoria di Avatar, non c’è alcun ragionamento sociale da considerare, si tratta di giocatori, di Role Players. Mostri, Draghi, Assassini, Vampiri, e chi più ne ha più ne metta. Niente che coinvolga socialmente più di tanto, solo un gioco. Interessante è invece guardare alle scelte fatte da chi nel Metaverso ci vive, e alla cui evoluzione sociale contribuisce.

Anche qui la fantasia galoppa, ovviamente, e le scelte sono le più diverse. Ma per questa categoria di individui, la scelta del nome è un atto consapevole, meditato. Si tratta di gente che vive nel Metaverso quasi quotidianamente, e che magari ha un’attività artistica o commerciale, e interagisce in maniera fattiva e permanente con il resto della popolazione. Per tali personaggi il nome rappresenta un “Brand”, un proprio marchio di fabbrica. E’ il modo in cui si vuole essere riconosciuti, magari ponendo un logo sulle proprie opere e manufatti, firmando le proprie foto o gli articoli su un blog, in modo che siano riconoscibili, e riconducibili alla sua persona come una produzione originale, con un proprio “copyright”. L’importanza di farsi conoscere, di farsi identificare da un “Brand”, è facilmente intuibile, man mano che la notorietà, e l’ impatto di quell’Avatar nel Metaverso, cresce negli anni.

In conclusione, abbiamo suddiviso le scelte fatte dagli Avatar, sul proprio nome, in due grandi categorie: quella per cui il nome scelto ha un’importanza rilevante, e quella per cui invece il nome rappresenta solo una etichetta qualsiasi, un flag, all’interno di un gioco come tanti altri. Nessun giudizio di merito, ovviamente, ognuno vive la propria identità virtuale come gli pare, ma consentiteci almeno di “riconoscere”, anche dal nome, l’approccio, e lo stile, di quelli con cui abbiamo la ventura di imbatterci nei meandri del Nuovo Mondo.

Il festival della solidarietà per l’ALS

aprile 7th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

by AquilaDellaNotte Kondor

 

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L’Harvey Memorial Ensemble ALS Awareness è stata una manifestazione a scopo benefico, nata da un’idea di Kristine Blackadder, e poi di Elettra Beardmore e Sniper Siemens, organizzata dal gruppo Solo Donna, in collaborazione con la land Ametista. La manifestazione si è tenuta in memoria di Harvey22 Albatros, scomparso nell’ottobre del 2014, affetto da SLASclerosi Laterale Amiotrofica, o, in inglese, ALS – Amyotrophic Lateral Sclerosis.

La manifestazione si è tenuta a partire dal 22 febbraio, giorno dell’inaugurazione, e fino al 1 marzo, nella land Ametista in Second Life, messa a disposizione, per l’occasione, dagli owner Reiki Celtico, Asmodeus1x e Luna Oskar.

Molti sono stati i gruppi, circa trenta, che hanno aderito alla manifestazione, partecipando con propri DJ, artisti e cantanti, e molti sono stati anche gli artisti che hanno aderito a titolo individuale. L’adesione ed il supporto dei gruppi ha fatto da traino e da cassa di risonanza, alla manifestazione, richiamando una folla, quasi sempre costante, di oltre 50 avatar. Gli orari dell’evento sono stati dalle 16 del pomeriggio fino a notte inoltrata, per tutta la settimana.

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The Next Generation

marzo 22nd, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

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by AquilaDellaNotte Kondor

L’associazione “Virtual Worlds Best Practice in Education”, attiva fin dal 2007, ha organizzato anche quest’anno l’annuale conferenza, partita lo scorso Mercoledì 18 e terminata ieri, che è stata di grande interesse, per il numero di partecipanti e per gli argomenti affrontati. Vi rimando al sito di questa organizzazione, benemerita, per acquisire materiale sulla sua organizzazione e sulle conferenze tenute in questi anni. Lo scopo dell’organizzazione è quello di diffondere le “Best Practices” sui progetti di formazione, negli ambienti immersivi in 3D.

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Il MdM in Craft World

marzo 8th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

by AquilaDellaNotte Kondor

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La giornata di ieri ha segnato una tappa fondamentale nell’evoluzione dei Mondi Virtuali, con un evento senza precedenti: l’inaugurazione del Museo del Metaverso nella Grid Opensim di Craft World.

I protagonisti di questo progetto sono stati tanti, e gli artisti che espongono, nella nuova sede del MdM in Craft, sono più di 40, e sono alcuni tra i nomi più conosciuti del Metaverso. Ma l’anima di questo evento è stata costituita da tre persone, che voglio qui citare esplicitamente. Innanzitutto Roxelo Babenco, che da anni porta avanti questa esperienza artistica, in Second Life e sul web, anche se c’è stata una interruzione negli ultimi anni. Il suo entusiasmo, il suo impegno, la sua visione di questo progetto, la rendono una protagonista indiscussa nel panorama dell’arte virtuale a livello internazionale.

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La storia di Second Life

febbraio 8th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

by AquilaDellaNotte Kondor

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Quando accade che qualcuno, guardandosi alle spalle, senta l’esigenza di condividere una storia, un pezzo di strada avventurosamente percorso, ebbene, quel momento di riflessione coinvolge, per forza di cose, anche coloro che quella storia l’hanno a loro volta percorsa, insieme a chi la racconta.

E’ quello che è successo ieri sera, e che continuerà a svolgersi per i prossimi giorni, e fino al 31 maggio, a quanti hanno percorso il sentiero tortuoso, realizzato da Sniper Siemens attraversando la storia di Second Life, nella land LEA17 . Il percorso si sviluppa attraverso cartelli esplicativi, pietre miliari e immagini dei momenti più significativi di questa avventura. Un grande lavoro, che ci sta regalando questa protagonista della comunità virtuale, non solo italiana, di Second Life.

Rezzable

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Viaggio tra passato e futuro

gennaio 26th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

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By Serena Domenici

Si dice che l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, non sono di certo un’assassina ma sicuramente una nostalgica.

Al di là di ogni dietrologia, scrivere per Virtual Worlds Magazine mi piaceva molto. Sono stati tempi furenti e passionali. Forse non erano neanche i tempi adatti per discutere di certi argomenti. Io ci mettevo la faccia e la passione, e i miei modi certamente irruenti non trasmissibili nell’immediato a tutta l’utenza italiana.

Ma ho scritto belle cose, ho scritto della società italiana all’interno del Metaverso, come solo in pochissimi fanno, senza filtri. E se non usi filtri il “gioco” si fa duro.

L’avvento di Facebook nella vita esselliana ha pareggiato i conti, almeno per me. Tutto ciò che io avevo affrontato, rivoltando il Metaverso, me lo sono poi ritrovato su larga scala su quelle pagine: passioni, litigi, gelosie, invidie, ripicche, bontà, conforto, amicizia, rivalità. Tutte le emozioni, nel bene e nel male, di ciò che rappresentiamo nel  Metaverso.

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La lunga coda di Second Life

gennaio 18th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

By AquilaDellaNotte Kondor

 

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Non si parla d’altro, ultimamente, che delle meraviglie tecnologiche in arrivo, per i residenti dei Mondi Virtuali. Da Oculus all’Intelligenza Artificiale, dal mondo della modellazione 3D a nuove aziende, che nascono per seguire le nuove tendenze. Sembra che il Metaverso sia entrato in una sorta di attesa messianica del “nuovo che verrà”. Noi stessi, su questo Magazine, ne abbiamo dato conto nei mesi scorsi, e siamo certi che l’evoluzione tecnologica sarà sostanziale, e fornirà nuovi mezzi e strumenti all’attuale evoluzione dei Mondi Virtuali, e porterà ad aumentare la qualità della vita di quanti nel Metaverso risiedono attualmente. Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che gli strumenti tecnologici sono solo dei “mezzi” per migliorare la comunicazione e l’interazione con altre persone, e non un fine. Dai segnali di fumo, alla corrispondenza, al telefono, a Internet, ai Mondi Virtuali, gli strumenti sono andati evolvendosi, e hanno migliorato di molte potenze di 10 l’efficacia e l’interattività della comunicazione. Ma ricordiamoci della “parabola” dell’Aborigero, di Guzzantiana memoria (sempre significativa, e a cui vi rimando, per farvi due risate). Ammesso che in un microsecondo noi si riesca a comunicare con qualcuno dall’altra parte del mondo, e che questo qualcuno sia disponibile ad ascoltarci, che cosa abbiamo da dirgli?

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Je suis Charlie

gennaio 11th, 2015 AquilaDellaNotte Kondor

 

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Anche in Second Life manifestazione di solidarietà con il popolo Francese. Dopo l’oceanica manifestazione in Real Life con un milione e mezzo di persone solo a Parigi, e altri milioni per le strade di tutta la Francia. Siamo tutti Charlie, la libertà appartiene a tutti. Anche nel Metaverso, il mondo libero per eccellenza.

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