Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR)

Nella serata di ieri, 5 giugno 2023, la Apple ha finalmente presentato il suo visore per la realtà aumentata, “Vision Pro” (https://www.youtube.com/watch?v=TX9qSaGXFyg&t=33s). Un prodotto eccezionale, che cambierà il modo in cui è possibile accedere alla propria vita onlife, dando la possibilità di utilizzare le applicazioni che già usiamo, sia su smartphone, che su Mac o su iPad, e allargando ad una ulteriore dimensione l’ecosistema della Apple. Non a caso, la presentazione è stata fatta all’annuale WorldWide Developers Conference (WWDC 2023), l’evento chiave in cui sempre, in passato, sono stati presentati i rivoluzionari prodotti della “Mela Morsicata”. Il prodotto promette meraviglie già da adesso, e aprirà probabilmente la strada ad un uso più vasto della Realtà Aumentata, qualcosa che Google aveva solo fatto intravedere con i fantomatici Google Glasses, molto rapidamente tramontati per inadeguatezza tecnologica e mancanza di una visione per il futuro. Il Vision-Pro di Apple monterà il più potente processore della Apple, l’M2, ormai installato su tutte le piattaforme della Apple, sostituendo completamente i vecchi processori Intel, e un coprocessore R1, per l’elaborazione sensoriale.

E’ facile fare i raffronti tra la fantomatica presentazione di Zuckerberg dell’ottobre 2021 e il keynote della Apple di ieri sera. Mentre quella di Meta era una fantasmagorica presentazione di cose che non esistevano ancora, come ologrammi, applicazioni di VR in fase sperimentale, Avatar senza gambe, ecc., quella di Apple è stata la presentazione di un lavoro iniziato due anni fa, raccogliendo centinaia di brevetti, e lavorando in silezio e riservatezza nei laboratori, concretizzatosi infine in un prodotto di mercato disponibile dal prossimo anno. Unico neo, ovviamente come sempre, il prezzo.

La cosa più rilevante, ai fini delle chiacchiere sul “Metaverso” degli ultimi due anni, è il fatto che mai una volta questo termine è stato pronunciato ieri, e questo perchè il “Metaverso” non esiste, se non nelle fantasie di uno scrittore di fantascienza di 30 anni fa. Esistono naturalmente molte piattaforme di gestione di Mondi Virtuali, che finalmente si stanno evolvendo, avendo a disposizione la tecnologia, le competenze e la rete a banda ultralarga. Ma ieri si è parlato di altro, si è parlato di Realtà Aumentata, e non di Realtà Virtuale. Resta quindi importante anche l’annuncio di Meta della prossima uscita del Meta Quest 3, a prezzi decisamente più contenuti (https://www.youtube.com/watch?v=5AKl_cEB26c), ma che fa un altro mestiere, rispetto al Vision-Pro di Apple.

E’ facile prevedere che Apple in futuro vorrà estendere ulteriormente le funzionalità del suo visore, verso la Realtà Virtuale, e le componenti che sta predisponendo, anche in termini di software, lo lasciano presagire, ma intanto ha dato un taglio netto alla commistione propagandata negli ultimi mesi tra tecnologie e applicazioni diverse, che al momento non si integrano, con buona pace dei Metaversologi che ancora hanno in testa la fuffa mediatica di Meta. Tra l’altro, il progetto di Meta sembra passarsela abbastanza male, visti i tagli e i disinvestimenti che si stanno effettuando. Non è da una singola azienda che verrà l’interoperabilità tra i Mondi Virtuali, e questo sarà un bene, ma probabilmente le soluzioni verranno da piccole aziende, che stanno sperimentando progetti e protocolli.

Quando nacque internet fu per iniziativa del DARPA, l’agenzia di ricerca della Difesa americana, ad inizio anni ’60 del secolo scorso. Da lì in poi, man mano, il puzzle iniziò a comporsi, dando vita alla rete di proporzioni mondiali che conosciamo oggi, con protocolli utilizzati da tutti, e con i vari pezzi che si incastrano, formando quello che noi oggi conosciamo come “Rete”.

Succederà probabilmente così anche per i Mondi Virtuali, con varie piattaforme che inizieranno a cooperare tra loro, fino ad arrivare a formare qualcosa che assomiglierà, finalmente, al Metaverso (senza virgolette) ipotizzato da Stephenson nel 1992. Sarà un Metaverso decentralizzato, interoperabile, democratico, e non soggetto al controllo di nessuno.

E in tutto questo la tecnologia della Blockchain , libera dall’immagine di speculazione dovuta a spericolate operazioni di cryptovalute, fornirà le basi solide per una finanza decentralizzata (DeFi) e per la protezione e lo scambio di prodotti originali, nati dalle mille e mille idee che circoleranno nel Metaverso, e protette da Smart Contract che ne attesteranno la proprietà. E’ un futuro che comincia a delinearsi, a prova di monopoli e di speculatori, e che migliorerà le vite di tutti noi. Un saluto.

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