Molte discussioni sono in corso sull’utilizzo dell’AI per la creazione di contenuti, ed è un dibattito legittimo e molto utile, perchè aiuta a capire la rivoluzione che stiamo vivendo e le trasformazioni in corso. E questo non solo nell’arte e nella fotografia, perchè l’utilizzo dell’AI tramite chat, come GPT, Gemini, Claude, Copilot, è ormai alla portata di chiunque, e sta condizionando molti settori della società: le aziende e le pubbliche amministrazioni, la scuola, l’editoria, e i giornali.
E’ ormai quasi impossibile distinguere una foto vera da una generata dalle AI, e lo stesso vale per un testo, un articolo, o persino un libro. Nella scuola poi si sta discutendo su quale sia il modo migliore per usare questi strumenti, perchè vietarli è impossibile, oltre che controproducente. I “compiti a casa” ormai sono fatti dagli alunni usando l’AI, e questo impone alla didattica di spostarsi verso modelli diversi, basati su verifiche orali, e integrando, come molti insegnanti stanno facendo, i modelli LLM nei programmi didattici.

Le aziende stanno sperimentando, lentamente, ma ancora l’AI non è entrata nei processi produttivi, e questo anche per un problema di competenze. E grandi dibattiti, e contrasti, stanno poi avendo luogo tra l’approccio regolatorio, adottato dalla Unione Europea, e quello più liberista, che è il modello prevalente americano. E l’Unione Europea stessa sta introducendo delle modifiche all’AI Act per facilitarne l’applicazione (Decreto Omnibus), rendendone più graduale l’applicazione.
Stiamo assistendo quindi ad una di quelle rivoluzioni che avvengono a intervalli di secoli nella nostra storia, ma forse questa è la rivoluzione più pervasiva, dopo quella della stampa. Lo è perchè implica riflessioni profonde sull’utilizzo di questi strumenti, vengono analizzati gli effetti sulla cultura, sul nostro modo di pensare. E pone anche dei dubbi etici, sui diritti umani, e persino sui pericoli esistenziali per la razza umana.
Se non abbiamo chiaro quello che sta succedendo, non riusciremo a capire il motivo di tanto interesse, e anche di tante preoccupazioni, sull’Intelligenza Artificiale. Il mio parere è che l’approccio regolatorio dell’Europa sia la strada giusta, ma mettere in pratica le regole, senza rallentare lo sviluppo, è un’impresa da far tremare le vene ai polsi. Perchè altri, nel frattempo, corrono, con poche o senza regole del tutto. E il ritardo che abbiamo accumulato rispetto a USA e Cina sarà molto difficile da colmare in tempi ragionevoli.
La chiave dell’approccio etico e consapevole è la conoscenza. Se non capiamo, non potremo usare, e se non lo faremo, resteremo indietro. E questo vale a tutti i livelli, anche nella nostra vita quotidiana. E vale persino nei Mondi Virtuali, dove sembra che l’invasione dei bot di AI sia stata per il momento arginata. Almeno in SL, dove il progetto ufficiale Linden Lab per gli AI Characters è stato sospeso il 1 settembre dell’anno scorso, dopo ampi e accesissimi dibattiti.

Una nota a margine, a proposito delle immagini create con l’AI.
L’AI Act impone, con l’art. 50, l’obbligo di rendere riconoscibili i contenuti creati con l’uso di AI. Questo obbligo entra in vigore a partire dal 2 agosto 2026. Quindi l’invito che faccio a tutti i creatori di contenuti è quello di adeguarsi. Ad esempio applicando un semplice logo alle immagini generate o modificate, come nelle immagini che inserisco di solito nei post o negli articoli.
Un saluto a tutti. 🦅
