I sociologi della rete hanno torto..!

Percorrere le strade della rete è un affare complesso, che espone ad ogni genere di commenti e di notizie, vere o false che siano, belle o brutte, serene o aggressive, offensive o piacevoli. Sono mari agitati, e chi va per certi mari…

La rete, con la sua pervasività, ha dato un pulpito ai santi e ai ladri, ai benefattori e agli odiatori, ai filosofi e ai frustrati, e anche a farabutti di ogni genere. Lo diceva bene Umberto Eco: “Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli“.

Ma non è solo questo, la rete è qualcosa di molto di più. E’ divenuto terreno d’azione di delinquenti, frustrati, odiatori di professione, truffatori, pedofili, hacker del dark web in cerca di prede, spie, ladri di identità, e chi più ne ha più ne metta. Sono mari agitati, e i deboli, spesso soccombono.

Per questo motivo, e per fortuna, le forse dell’ordine fanno un grande lavoro di indagine e di contrasto, ma questo vale per il rispetto della legge, non certo per l’etica e l’educazione civile. Per questo dobbiamo proteggerci da soli, anche con l’aiuto di quanti sono più simili alle nostre sensibilità, e ai nostri valori.

E allora il teorema che non dobbiamo rinchiuderci nella nostra “bolla“, leggendo e dialogando solo con chi la pensa come noi, è sbagliato. I sociologi della rete hanno torto, perchè questo della rete non è un mondo ideale, dove la parità di diritti e di ascolto è legge comune, è invece un mondo difficile, fatto spesso di soprusi e di sopraffazione dei più deboli.

Questo è il motivo per cui ognuno di noi deve invece crearla quella “bolla” protettiva, se si vuole utilizzare la rete per confrontare idee, dialogare, acambiare esperienze. E questo vale, a maggior ragione, per i Mondi Virtuali, dobbiamo crearci i nostri Firewall, per filtrare gli abusi e gli attacchi gratuiti, aprendo le porte a chi vuole invece dialogare, serenamente, con rispetto delle differenze e delle opinioni.

Il rischio di perdere informazioni e modi di vedere di chi non la pensa come noi va compensato, diversificando le fonti di informazione, e cercando in maniera proattiva il confronto con chi lo permette, ma sempre pronti a gestire i nostri firewall di protezione. E per fortuna questo è possibile, con l’esperienza e la capacità critica.

Non è un mare ideale, quello della rete, è un oceano pieno di ogni genere di creature: dai simpatici cavallucci marini agli squali tigre, pronti ad azzannare i malcapitati e gli indifesi. E’ nostro dovere proteggere noi stessi, e le persone a cui vogliamo bene e che stimiamo. A meno di non ritirarci in cima al palo come San Simeone. Ma io, francamente, non mi ci vedo …

Un saluto.