Aula Virtuale, il vantaggio della semplicità

L’AULA E’ DAVVERO NOIOSA? (parte 1)

Una delle accuse che si rivolge più spesso alla formazione in SL è la tendenza a ricostruire ambienti e situazioni che riproducono la tipica lezione scolastica: il relatore/insegnante che parla, slide proiettate alle sue spalle e la gente seduta davanti ad ascoltare. Nulla di male, si intende, ma se una situazione di questo tipo genera tipicamente noia in RL, cosa possiamo aspettarci dalla sua riproposizione in SL?

Eppure proprio questa modalità di presentazione è quella più diffusa, non solo per le lezioni, ma anche per seminari, talk-show, reading letterari e la maggior parte degli eventi pubblici, perché è semplice da realizzare ed è semplice da utilizzare sia per gli insegnanti che per i partecipanti.
E allora, in attesa di dedicarci in maniera più approfondita a modalità più immersive ed interattive di V-Learning (ci arriveremo a breve, non preoccupatevi), oggi voglio rivalutare proprio la riproduzione dell’aula (quasi) tradizionale, dando alcune indicazioni per sfruttarne al meglio le caratteristiche. Suggerimenti che possono essere utili non solo per chi organizza dei corsi, ma anche per le mille occasioni in cui si vogliono ospitare delle persone per presentare loro qualcosa.

Le poltroncine rivolte tutte nello stesso senso danno rilievo al ruolo dell'insegnante/relatore

MA DOVE MI SIEDO?

Un’aula può essere ricreata riproducendo ambienti e arredamenti simili a quelli reali, oppure con spazi e oggetti molto fantasiosi. In ogni caso è importante che, quando un partecipante arriva, capisca subito quale sia l’organizzazione delle spazi: dove può sedersi, dove andrà a posizionarsi il relatore e dove siano eventuali oggetti funzionali all’incontro (monitor, distributori di note, link ad internet ecc.). Se qualcuno dovesse chiedere: “ma dove mi siedo”? Allora significa che gli spazi vanno riprogettati meglio.

QUESTIONE DI PROSSEMICA

Nella disposizione dei partecipanti si deve tenere conto che anche nel metaverso sono importanti le posizioni dei corpi nello spazio ed anche la collocazione del proprio corpo (avatarico, naturalmente) rispetto a quello degli altri. Con un termine: la prossemica (http://it.wikipedia.org/wiki/Prossemica)
Osservate gli avatar di due persone che stanno conversando e noterete che, tranne rare eccezioni, tendono ad assumere le stesse posizioni e le stesse distanze che avrebbero nella vita reale.

aula circolare in Second life

La posizione circolare facilita la relazione e la condivisione fra i partecipanti

Poiché questo aspetto influisce molto sullo stile che si desidera dare agli incontri, un’aula ben progettata deve tenerne conto.

Se si sceglie di disporre gli avatar in file parallele, tutti rivolti verso il relatore, sarà esaltato il ruolo predominante di quest’ultimo, ed è particolarmente adatta quando si tratta di un personaggio particolarmente noto oppure quando si espone un argomento complesso, che richiede una trattazione lineare, quasi senza interruzioni da parte dei partecipanti.
Una disposizione circolare, invece, magari con l’insegnante seduto in mezzo ai corsisti, facilita lo scambio e la partecipazione, perché comunica che si è “tutti sullo stesso livello”.

Si tratta di una disposizione particolarmente adatta quando si vuole stimolare un dibattito e lo scambio di idee, con l’insegnante che si limita a fare da moderatore o da facilitatore del gruppo.

aula nel meleto

Un ambiente agreste e delle casse di legno su cui sedersi, diventano il set ideale progettato da Kaja Lurra per la presentazione di un libro sulle mele

UNO SPAZIO, MILLE SOLUZIONI

Fra questi due estremi ci sono infinite sfumature: immaginate 2 sedie al centro e le persone disposte intorno a cerchio e avrete un set perfetto per un’intervista con un livello alto di interazione con il pubblico, che in questa posizione, quasi “abbraccia” chi sta nel mezzo.
Mettete invece i relatori su un piano rialzato, ancor meglio se dietro ad un tavolo, e noterete che la sensazione di distanza tenderà a scoraggiare domande e interventi da parte del pubblico.
Aggiungete l’influenza del set circostante (un prato? 4 mura bianche? Una spiaggia? Una terrazza di pietra sospesa nel cielo?) e avrete a disposizione decine di soluzioni diverse per dare alle vostre lezioni o ai vostri incontri lo “stile” desiderato.

Aula suggestiva di Arcana Jansma

Un set insolito e molto suggestivo quello progettato da Arcana Jansma, adatto ad eventi speciali.

Naturalmente la posizione degli avatar non è l’unica cosa importante nella progettazione di un’ambiente didattico o destinato ad ospitare eventi pubblici, quindi la prossima volta parleremo degli strumenti d’aula, cioè dei tools che facilitano la comunicazione e la distribuzione di materiali.
Nel frattempo, se avete visto delle aule particolarmente belle, interessanti o, al contrario, brutte o difficili da utilizzare, segnalatecele.

V-Learning: incominciamo con qualche domanda

Avatar seguono la diretta streaming di un evento RL

Nell

Come dico spesso (ebbene sì! Ho anche io le mie fisse) la formazione è un’ attività complessa in cui le variabili sono così tante che molte volte è difficile capire quali incidano di più sul risultato finale.
E Second Life con le tante opportunità che offre contribuisce ad aggiungere tasselli a questo mosaico già così complicato: immersività e interattività sono i concetti più ricorrenti per indicare la “sensazione di presenza” che si sperimenta frequentando il metaverso, eppure non c’è solo questo a rendere questo strumento particolarmente adatto alla formazione. Facciamo qualche esempio.

Un relatore, in un ambiente che riproduce un’arena, davanti ad una trentina di avatar descrive le proprietà benefiche del tè verde, aiutandosi con delle slide colorate e ben fatte. Gli avatar possono intervenire e fare domande sia in voce che in chat e il relatore può rispondere immediatamente dando prova della propria preparazione e competenza. Secondo voi in questo caso qual è il valore aggiunto di SL? Non fatevi ingannare dalla facilità apparente della domanda e se pensate che il valore aggiunto sia poco o nullo allora facciamoCI (questa volta mi ci metto anche io) una seconda domanda: perché questa modalità formativa è la più diffusa? Deve pur esserci una caratteristica di SL che rende questo modo di operare così frequente.

Secondo esempio: un nuovo arrivato in SL si diverte a passare da una land all’altra frequentando mostre, partecipando a feste danzanti e giocando al vampiro. Dopo qualche settimana si rende conto che incontrando e frequentando molti stranieri il suo vocabolario di inglese si è ampliato, così come la sua capacità di scrivere e comprendere. Indubbiamente frequentare Second Life gli ha permesso di apprendere molto. Ed è successo in un modo così divertente e piacevole che quasi non si è accorto che stava imparando cose nuove. Ma in questo caso possiamo davvero parlare di formazione?

Terzo esempio: cercando un video in youtube mi imbatto in un tutorial dedicato alle norme di sicurezza in azienda. Gli attori sono avatar e l’ambientazione chiaramente ricostruita in un ambiente tridimensionale. Il video illustra alcune procedure mostrando le conseguenze di una loro corretta applicazione oppure di una sbagliata. Che ruolo ha Second Life in un “oggetto formativo” di questo tipo?

Quarto esempio: un insegnante sviluppa un corso di botanica ricreando in Second Life le varie specie vegetali di cui vuole trattare. Durante il corso porta gli allievi nel proprio personalissimo giardino, mostra loro le diverse piante, consegna notecard e segnala link web di approfondimento. Cosa c’è di innovativo in tutto questo? Davvero Second Life è l’unico strumento che permette un’esperienza di questo tipo?

Credo che per questo primo articolo le domande siano più che sufficienti. E le risposte non siano scontate. Dal prossimo articolo proveremo a districarci fra i tanti temi che possono nascere cercando di rispondere alle sollecitazioni che vi ho dato, mostrando esempi pratici e segnalando esperienze formative che hanno ottenuto buoni risultati.
L’obiettivo è quello di fornire a docenti e aspiranti tali degli strumenti utili per progettare la formazione usando al meglio Second Life.

Ma se volete iniziare a dare un vostro parere, offrire suggerimenti o segnalare esperienze interessanti, allora lo spazio commenti è tutto a vostra disposizione.

CIAO alla prossima

Imparafacile Runo