Alta sartoria “virtuale” in SecondLife

L’avevo promesso un tutorial sul cosiddetto “rigging” degli avatar con Blender entro fine agosto e sono leggermente in ritardo… Ma dovete perdonarmi: soltanto da poche ore sono stati risolti (pare) i problemi che impedivano il caricamento dei modelli creati con l’ultima versione di Blender.

Il “rigging”

Ma intanto vediamo di spiegare cosa significhi fare il “rigging” di un avatar o di un abito. Dall’inglese, rigging è una parola complessa che significa molte cose, fra cui il “sartiame”, l’insieme dei cordami che legano le vele agli alberi di una nave:

Sartiame: Immagine di pubblico dominio by-sa http://www.flickr.com/photos/jamesjin/

Quindi con questo termine intendiamo il complesso meccanismo di “fili” un po’ come nelle marionette che consentono all’avatar di muoversi e piegarsi seguendo le articolazioni e giunture di un corpo umano (joint). Gli abiti fatti con i prim attuali non hanno infatti coscienza dei muscoli e delle ossa che dovrebbero farli muovere (unica eccezione la gonna di default dell’avatar) e quindi quando l’avatar si muove gli abiti seguono una fisica distorta.

L’esempio più ovvio che viene in mente è la cravatta che “entra” dentro il petto dell’avatar. Oppure i capelli che entrano dentro il cranio 🙁

Chi ha provato a fare animazioni per SecondLife usando il formato BVH ( http://en.wikipedia.org/wiki/Biovision_Hierarchy) dovrebbe avere un’idea di come funzionano le giunture in un avatar di SL (per un tutorial sull’uso di QAvimator vedete ad esempio questo video):

Quasi come un sarto

Immagine di pubblico dominio by-nc-sa http://www.flickr.com/photos/auntiep/

La cosa curiosa è che costruire un abito diventa molto simile al mestiere del sarto, la procedura è curiosa:

  • Si prende una sorta di manichino (un avatar di partenza)
  • Si costruisce l’abito aderente
  • Si associa l’abito allo “scheletro”
  • Si definisce bene come l’abito si “piega” al muoversi della parte di corpo corrispondente

Ma qual è’ la novità introdotta solo in Agosto con le meravigliose mesh? (cfr: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/07/23/secondlife-luglio-2011-linvasione-delle-meshes/, e magari seguendo queste slide http://alisl.org/penguin/slide.php?file=content-it.txt&page=1 ). Per chi parla inglese c’è un’ottima serie di video tutorial qui: http://community.secondlife.com/t5/Mesh/Second-Life-Rigged-Clothing-Tutorial-Series-Blender/m-p/1027925#M4848 ma è ancora un pochino complicato (e vale solo per le versioni vecchie di Blender).

La guida per confezionare un abito (le basi)

Ecco allora che vi propongo una piccola guida per riuscire a fare una sorta di “tunica” con queste nuove tecnologie.

Ingredienti:

  • Procuratevi Blender 2.59 (dal sito blender.org)
  • Procuratevi questo script  space_view3d_copy_bone_weight_enhanced.py da  http://blog.machinimatrix.org/bone-weight-copy-for-blender-2-59/ ricordatevi di installarlo da User Preferences -> Addon Install addon
  • Procuratevi un “manichino” di avatar già “massaggiato” in modo da essere compatibile con SL. Al momento l’ideale è http://blog.machinimatrix.org/avatar-workbench/ altrimenti per avere manichini alternativi (da taroccare però seguendo le istruzioni del Rigged Clothing Tutorial) definito prima, potete scaricare l’avatar di riferimento http://dominodesigns.info/downloads/blender/avatar.blend  oppure usare il programma (gratuito per avere l’avatar di default, costa circa 2000L$ per poter importare il VOSTRO avatar e fare sartoria ad hoc http://wiz-bg.blogspot.com/ anche da qui si scarica uno script python da installarsi come addon). Se usate questo secondo sistema ricordatevi di fare la pulizia dei gruppi di vertici lasciando solo quelli che iniziano con m e di creare i due gruppi altrimenti assenti mFootLeft mFootRight).

Questa guida userà avatar workbench per render il tutto più veloce:

Ricetta:

  • 101. Lanciate Blender 2.59 ed installate il plugin space_view3d_copy_bone_weight_enhanced.py
  • 102. Importate il file blender workbench dal sito machinimatrix http://streaming.the-machinimatrix.com/pub/downloads/jass/avatar-workbench.blend

Dopo avere importato avatar workbench dal sito machinimatrix

Create una “tunica” usando (per semplicità espositiva, io non sono un sarto e vi faccio vedere le poche cose di creatività di cui sono capace) un semplice cilindro).

103. Andate sul layer 2 e selezionate testa, parte bassa e alta del corpo e fate CTRL-J per unificarle. Fate shift e selezionate il layer 10 per vedere lo scheletro

104. Create un cilindro e sovrapponetelo alla figura (aumentate di molto il numero di edgeloop orizzontali del cilindro in edit con CTRL-R)  in modo da avere il cilindro che incapsula esattamente l’avatar.

La "tunica" che incapsula l'avatar

105. Da object mode imparentate l’abito con lo scheletro (le linee nere) con seleziona cilindro, shift-seleziona scheletro,  ctrl-P  e indica with automatic weight per il momento (piegature automatiche).

Imparentiamo l'abito con lo scheletro

106. Poi dovete selezionare il cilindro (di nuovo) e poi con shift anche  l’avatar originale e quindi selezionare l’operazione di copia dei pesi delle ossa (script che vi ho fatto scaricare dal sito machinimatrix):

Copia dei pesi delle ossa.. Impiega qualche minuto, abbiate pazienza

Cliccando su “copy Bone weights” ci impiega un sacco di tempo anche 5-10 minuti se avete scelto come nell’esempio il livello di interpolazione 4. Per fare delle semplici prove, basta che mettiate 1. Il livello di interpolazione controlla quanto fedelmente associate le mesh del vostro vestito alle mesh dell’avatar base. Più è alto e più è fedele. A questo punto seguirebbero una serie di operazioni da superesperti, ma per beneficio di tutorial, passiamo subito all’export del nostro abito futuristico su SL.

PS. Nel mio esempio ho dovuto mettere il livello di interpolazione a 1 altrimenti non finiva più 🙁 Probabilmente il cilindro è troppo staccato dal corpo e non viene gestito correttamente. Provando con vestiti più attillati dovrebbe funzionare meglio.

107. Con la pazienza dei santi avendo aspettato i vostri 10 minuti (speranzosamente meno) che lo script faccia il miracolo della creazione delle “giunture” giuste. Alla fine potete provare ad esportare selezionando la vostra “tunica” e poi export collada (ricordatevi di esportare ONLY SELECTION) altrimenti vi esporta tutto quello che avete e non andrebbe bene niente…

108. Ok, adesso dovete importare il vostro modello su SL (o su aditi se volete solo provare), usando il viewer 3.0, che se proprio non vi piace potete moddarlo come da me spiegato in questo articolo: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/09/01/un-viewer-3-piu-accettabile-istruzioni-per-abbellirlo-con-le-skin-starlight/

109. Quando caricate l’immagine, oltre a cliccare sul tasto di verifica del prezzo, accertatevi di cliccare sul tab

NB: se non vi compare la possibilità di cliccare su SkinWeights e JointPositions allora avete fatto qualche passaggio sbagliato e il rigging non è riuscito 🙁

110. Ecco la tunica indossata. Notate come la tunica segua i movimenti del corpo. Il risultato in questo caso non è eccezionale (io non sono un sarto), ma vi aiuta sicuramente a capire un pochino il processo con cui si fanno i vestiti con questa nuova modalità. P.es. si può fare una cravatta che segua il profilo del torace e non affondi quando ci muoviamo.

Attenzione

1. Se avete dei problemi per cui la vostra shape proprio bisticcia con l’abito (culi di fuori o altro), capirete il perchè il 99% dei venditori di abiti mesh distribuiscono anche un layer alpha che cancella la vostra shape in modo da evitare antiestetismi fastidiosi e imbarazzanti. 🙂

2. Ovviamente questo è solo l’inizio per fare veramente degli abiti occorre fare molte altre cose fra cui:

  • Texturizzazione (che non è detto che sia banale)
  • Piegatura e controllo dei pesi
  • Creazione dei vari livelli di LOD (visibilità da lontano).
Spero che in questo modo di avere soddisfatto la vostra curiosità su come si fanno rigged clothes.
Salahzar Stenvaag

OpenSim Nuove istruzioni per “esperti”: come configurare una grid (0.7.1.1)…

Abbiamo pubblicato ad inizio anno alcune guide per consentire a persone anche relativamente digiune di programmazione di configurare/installare 1/4 sim ed eventualmente collegarle al mondo esterno o ad altre grid. Queste guide erano caratterizzate dall’essere abbastanza veloci e consentire la creazione di una regione in pochi minuti.

Perchè creare una grid invece di Sim Isolate?

Per coloro di voi un pochino più coraggiosi, spieghiamo ora come installare una intera Grid, cosa che può essere necessaria ed utile se volete utilizzare OpenSim in una struttura commerciale o in una scuola o istituto, o in una Università dove sia necessario configurare più di 1-4 regioni. E dove magari è necessario evitare che intrusi possano entrare, oppure ancora se voleste proprio dare vita ad una struttura di hosting di sim indipendenti (pare che sia uno sport abbastanza diffuso negli ultimi tempi, anche se a me sembra che non ne valga la pena 🙂 ).

Uno dei motivi seri per cui si costruisce una grid anzichè un insieme di sim standalone è il fatto di poter suddividere il carico su più computer distinti. Se ad esempio voleste creare una struttura con 50 sim, sarebbe un po’ un suicidio crearle e caricarle su un’unica macchina, molto meglio suddividere il carico su un gruppo di computer che cooperano in modo da avere ad esempio una macchina “Robust” che mantiene l’infrastruttura della grid (Inventory, Identity, ecc), e distribuire le sim ad esempio mettendone due per macchina. (D’altronde la stessa Linden Lab di solito ospita su una macchina fisica UNA SOLA sim, ad eccezione delle HomeStead che vengono ospitate non più di 4 per macchina fisica). Rispetto ad una architettura HG (Hypergrid) abbiamo anche il vantaggio che possiamo tenere sotto controllo l’identità di chi si registra ed usa le nostre sim, e di poter appoggiare un sito web per la gestione delle identità.

La grid di solito riesce anche a garantire quei servizi professionali che oramai sono essenziali in un mondo virtuale che voglia poter essere utilizzato seriamente, come ad esempio il servizio di gestione dei gruppi, un modulo “Money” per gestire acquisti interni, e soprattutto il modulo “Voce”.

Struttura di questi Tutorial.

Per rendere meno ostico l’argomento separeremo i vari argomenti in diversi articoli, di cui questo è il primo:

  • Prima parte: la grid base (questo articolo)
  • Seconda parte: installiamo interfaccia web e i gruppi/profili
  • Terza parte: installiamo il voice (freeswitch)
Queste operazioni non sono banalissime (ma neanche impossibili), se si seguono le guide “giuste”. Quindi seguitemi con calma ed attenzione.

Ingredienti di base Hardware:

Se vogliamo usare la grid al nostro interno abbiamo bisogno di una macchina Linux (le istruzioni sono state certificate per Ubuntu 11.04).
Se non vogliamo comprare e gestire uno o più computer fisici  l’ideale è di “affittare” un server dedicato che oltretutto risolve in modo limpido i problemi di FireWall e di Routing. Esistono dei provider che consentono di affittare un server dedicato virtuale per circa 10 € al mese (Io ho provato http://www.sisvps.com/ bronze plane che fornisce 512 Megabyte di ram) oppure sui 25 € al mese presso http://www.ovh.it/vps/. Se avete qualche finanziamento potete prendere anche soluzioni con server dedicati “veri” che però costano decisamente di più, ma garantiscono maggiore sicurezza e velocità (ad esempio http://www.kimsufi.it/). In ogni caso il parametro più delicato è sicuramente la quantità di RAM, ricordate che con meno di 512 Megabytes non riuscite a fare nulla! Quindi non prendete l’entry level con 256 M su cui oramai non gira nemmeno un piccolo server php con database mysql (!).

Installiamo il S.O. e gli strumenti prerequisiti (MYSQL, APACHE, MONO)

Il mio suggerimento è di usare come Sistema Operativo Ubuntu 11.04, dove è facile installare i vari pacchetti.
Ecco la sequenza da adottare con ubuntu. (se per caso siete già utente root non c’è bisogno di dare il sudo).
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
sudo apt-get install mono-complete
sudo apt-get install mysql-server
sudo apt-get install phpmyadmin

Le prime due servono per avere il repository dei programmi di apt-get allineato, la 3a installa mono che è il motore che ci serve. Le altre due installano il gestore del database e l’interfaccia web (comprensiva di php, apache).

Durante l’installazione di mysql-server vi viene chiesta la “pwd” di root del database. Ricordatevi di trascriverla da qualche parte.

Durante l’installazione di phpmyadmin vi viene chiesto di installare apache2 (mettete con la barra spaziatrice il baffo sulla prima opzione e poi tab invio per confermare), poi vi viene chiesta la pwd di root che avete dato a mysql-server e infine una nuova pwd di amministrazione di phpmyadmin (io metto admin/admin). Per le altre eventuali richieste accettate il default.

Quando avete terminato andate sul vostro server con phpmyadmin (http://<vostroip>/phpmyadmin), specificate root e pwd di root già definite. Andate su privileges e create un utente opensim accessibile localmente con pwd opensim (o altra) e specificate di creare un database con lo stesso nome dove l’utente ha tutti i privilegi.

Installazione e configurazione di Robust

A questo punto quello che vi rimane da fare è di scaricare la versione binaria di OpenSim da qui: http://opensimulator.org/wiki/Download, attualmente la 0.7.1.1, la scaricate con wget o dal browser e la scompattate.

Poi dovete andare nella cartella bin da un terminale e copiate Robust.ini.example in Robust.ini e cambiate le impostazioni del db ed eventualmente la presentazione della vostra grid.

[DatabaseService]
    StorageProvider = "OpenSim.Data.MySQL.dll"
    ConnectionString = "Data Source=localhost;Database=opensim;User ID=opensim;Password=opensim;Old Guids=true;"
[GridInfoService]
    ; These settings are used to return information on a get_grid_info call.
    ; Client launcher scripts and third-party clients make use of this to
    ; autoconfigure the client and to provide a nice user experience. If you
    ; want to facilitate that, you should configure the settings here according
    ; to your grid or standalone setup.
    ;
    ; See http://opensimulator.org/wiki/GridInfo

    ; login uri: for grid this is the login server URI
    login = 

    ; long grid name: the long name of your grid
    gridname = "the lost continent of hippo"

    ; short grid name: the short name of your grid
    gridnick = "hippogrid"

    ; login page: optional: if it exists it will be used to tell the client to use
    ;                       this as splash page
    ;welcome = http://127.0.0.1/welcome

    ; helper uri: optional: if it exists if will be used to tell the client to use
    ;                       this for all economy related things
    ;economy = 

    ; web page of grid: optional: page providing further information about your grid
    ;about = http://127.0.0.1/about/

    ; account creation: optional: page providing further information about obtaining
    ;                             a user account on your grid
    ;register = http://127.0.0.1/register

    ; help: optional: page providing further assistance for users of your grid
    ;help = http://127.0.0.1/help

    ; password help: optional: page providing password assistance for users of your grid
    ;password = http://127.0.0.1/password

A questo punto basta che lanciate “mono Robust.exe” e verifichiate che non ci siano errori…

Ricordatevi di creare un utente con “create user” e registratevi i suoi dati che serviranno quando aggiungerete la PRIMA SIM.

Lanciamo la nostra prima sim associata alla grid

Da un altro terminale andate sempre nella cartella bin e modificate il file OpenSim.ini e cambiate l’architettura:

[Architecture]

    ; Include-Architecture = "config-include/Standalone.ini"
    ; Include-Architecture = "config-include/StandaloneHypergrid.ini"
    Include-Architecture = "config-include/Grid.ini"
    ; Include-Architecture = "config-include/GridHypergrid.ini"
    ; Include-Architecture = "config-include/SimianGrid.ini"
    ; Include-Architecture = "config-include/HyperSimianGrid.ini"

Deve rimanere senza il ; solo il pezzo che indica Grid.ini.

Dopo di che andate su config-include/GridCommon.ini (ricopiatelo da GridCommon.ini.example se manca) cambiando tutti i riferimenti dove leggete :8003 in modo che si legga chiaramente l’IP di dove avete messo Robust. Attenzione che vi sono tanti di questi quindi cercate 8003 senza dimenticarvene nessuno.

[AssetService]

    DefaultAssetLoader = "OpenSim.Framework.AssetLoader.Filesystem.dll"
    AssetLoaderArgs = "assets/AssetSets.xml"

    ;
    ; change this to your grid-wide asset server
    ;
    AssetServerURI = "http://78.47.22.111:8003"

A questo punto basta che lanciate questa prima sim con “mono OpenSim.exe”. La prima volta che la lanciate vi chiede un insieme di domande a cui dovrete rispondere. Le uniche cose importanti sono:

  • Il nome della regione che create
  • L’IP esterno della regione che dovrà coincidere con quello dove sta la sim
  • L’estate manager user che deve coincidere per la prima sim con quello fornito a robust
Una volta salito, bast che vi colleghiate con Imprudence creando una nuova grid con la seguente loginuri: http://<<gridIP>>:8002/
L’intero processo una volta che lo sapete fare partendo da Linux vergine richiede non più di mezz’ora andando anche tranquilli….
Arrivederci al prossimo tutorial Parte II in cui vedremo come configurare l’interfaccia web e i gruppi. Se avete dei problemi contattatemi qui nei commenti, inworld come Salahzar Stenvaag o via email salahzar@gmail.com…
Disclaimer: Questo articolo è ovviamente una introduzione funzionante. Maggiori informazioni si trovano nel sito ufficiale di opensim in inglese (http://opensimulator.org/wiki/Configuration e pagine connesse).
Buona fortuna 🙂

Uno Status Symbol per riconoscersi dai niubbi: l’AO. Pose e animazioni personalizzate… Ma sappiamo cosa sono?

Una animazione più naturale delle "braccia incrociate"

…. parlando di Niubbi e Papere

Un esempio di AO disponibile sul marketplace a 350L$

Una delle principali cose che consentono di distinguere un niubbo da un oldie di secondlife pare proprio che sia l’uso dell’AO. Infatti non appena entrati in SL la camminata è un po’ da “paperi” e l’animazione dell’avatar fermo è stereotipata.

Ricordo che quando, da niubbo, ho visto una avatar ragazza che da ferma assumeva pose “naturali” ero rimasto ad occhi spalancati, e la prima cosa che le avevo chiesto era: come fai? E lei mi rispose automaticamente “animation override”. All’epoca questa risposta mi sconvolse, perchè non sapevo cosa fossero questi mostri. Ma adesso li mastico tutti i giorni a colazione e per gli amici si chiamano “AO”. Molti avatar per “sniubbarsi” si comprano un AO, che magari è capace di costare anche 1000 o 2000 L$, in modo da assumere pose originali e non condivise con “il volgo”. Esistono degli AO gratuiti, ad esempio sempre dal market place https://marketplace.secondlife.com/p/MRS-FREE-DANDY-male-AO/2190801 oppure degli “scheletri di AO” gratis ma privi di animazioni, come ad esempio https://marketplace.secondlife.com/p/ZHAO-II-MB2-BOX-the-latest-from-the-Open-Source-ZHAO-Project/256352. Ho letto di molti che hanno acquistato un AO trovandoselo “privo di animazioni” o comunque non sapendo come usarle un AO. E’ una frustrazione notevole, per cui vale la pena parlarne un momento.

Ma cosa sono questi AO e come si usano?

Per dirla in poche parole, un AO è un “catalogo” di animazioni (pose, camminate, etc), che vengono associate a quello che fa l’avatar in quel momento.

Un avatar fermo in piedi si dice che è “standing”, gli AO forniscono un bel po’ di animazioni realistiche di quello che farebbe un avatar quando è fermo: si liscia i capelli, si mette le mani conserte, le tiene distese, ecc.

Un avatar seduto “sitting”, può accavallare le gambe, agitarsi in modo nervoso, guardare annoiato la farfalla vicina, sbadigliare ecc.

Un avatar che cammina può camminare da uomo virile oppure da donnina equivoca.

Insomma usando il giusto AO si può sottolineare in modo interessante e pregnante la propria personalità. Il che è uno di quei famosi valori aggiunti che possono essere resi dai mondi virtuali e che li distinguono dalle banali grige chat.

Il cuore di un AO è quindi un elenco di animazioni (spesso costose, non modificabili, non copiabili e non trasferibili) e soprattutto una NOTECARD che contiene l’elenco delle animazioni associate ad ogni stato (standing = in piedi, walking = camminando, running = correndo , flying = volando).

Gli AO poi sono di solito gestiti attraverso un HUD, cioè una plancia di comandi da dove si può controllare quali animazioni si vogliono usare e in quale momento e visto che ci siamo l’AO può controllare anche se ci vogliamo sedere per terra o altre amenità.

Se andate in una terra di roleplaying o di simulazione spesso viene fornito un HUD con un AO in modo che abbiate un “contegno appropriato”. Mi è successo ad esempio entrando in terre “militari” dove potevo muovermi e comportarmi come “soldato”…

Modificare le animazioni di un AO (o riempire un AO vuoto)

Se scegliete di usare lo ZHAO gratuito o comunque volete costruirvi delle animazioni personalizzate magari pescando e miscelando altri AO, ecco che dovete imparare

Qui: http://www.secondlifeitalia.com/community/viewtopic.php?f=14&t=28559&p=274104#p274104 scritta da Vale-AQ moderatore-trice del forum di SecondLife Italia c’è un utile riassunto per utilizzare gli AO gratuiti che ricopiamo per comodità

Lo Zhao e’ un HUD, cioe’, un oggetto che invece di attaccarsi al corpo, si attacca allo schermo.
Dentro questo oggetto ci devi mettere le tue animazioni, e poi gli devi dire come leggerle.
Allora, fai cosi’:
1) vai in un posto dove tu possa rezzare
2) rezza a terra il tuo zhao (occhio, e’ piccolino, quindi rezzalo dove il pavimento e’ neutro e pulito)
3) edita lo zhao a terra, (tasto destro mouse EDIT), e quando ti si apre la finestra di edit, vai nell’ultima tab a destra, “content”)
4) apri la tua inventory, e trascina, una per una, le animazioni che vuoi utilizzare nello zhao
5) riprendi lo zhao in inventory (attenzione, lo zhao e’ copy, quindi adesso avrai due zhao dentro la inventory, e indossalo come hud.
6) quando lo vedi come hud, tasto destro ancora, e rifai EDIT.
7) vai al tab content, e localizza la notecard chiamata Default, che c’e’ dentro, doppio click, e aprila.
8) troverai una lista fatta pressappoco cosi’:
[ standing ]
[ walking ]

eccetera. (occhio che c’e’ uno SPAZIO fra le parentesi quadre e l’azione, se non lo rispetti, avrai un messaggio di errore)
9) aggiungi, dopo l’azione “standing” le tue animazioni RISPETTANDO ESATTAMENTE il nome, maiuscole incluse, e separandole con punto e virgola ;
10) aggiungi anche tutte le animazioni che vuoi per le altre azioni (tipo un bel power walking all’azione walking, e un bel fly all’azione corrispondente. Comunque, il succo di tutto e’ l’azione “standing”, cioe’ cosa fai quando stai fermo)
11) finito di aggiungere i nomi delle animazioni (mi raccomando come sono scritte, mettiti calmo e senza fretta), salva la notecard, ed esci da edit.
12) sullo zhao, localizza il bottone “Load”, (scusa, non ricordo quale e’, adesso). Premilo, e ti si aprira’ la classica finestrella blu col menu’ “load”, scegli il nome della notecard Default (ad essere raffinati, avresti potuto avere tre notecard, con tre corrispondenti profili e animazioni, e caricare quella che volevi al momento..)
13) se tutto e’ andato bene, dopo un po lo zhao ti comunichera’ che ha caricato tutto, e tu te ne accorgerai perche’ comincerai ad assumere le pose che hai messo dentro l’AO.
:D

Se qualche cosa e’ andata storta (classico e’ aver scritto male i nomi, basta una maiuscola o un – invece di _), lo zhao ti dira’ che c’e’ un errore, per esempio, non trova un’animazione. Rivai al punto 6 e ripeti con piu’ attenzione.
Occhio che se manca lo spazio fra la parentesi quadra e il nome dell’animazione, lo zhao ti da un errore non facilmente comprensibile (ora non ricordo quale e’, ma non si capisce subito), controlla la notecard passo passo, magari fa una bella cosa, salvatene una copia vuota in inventory, e usa quella come template.
Occhio anche al fatto che per inserire le animazioni sullo zhao devi per forza toglierlo e rezzarlo a terra, per editare la notecard, non serve, anche se indossato lo puoi fare.
Occhio anche infine che lo zhao con animazioni magari no tranfer, ti diventa anch’esso no transfer, ma te ne rimane una copia vuota sempre nell’inventory. Io parcheggio le copie vuote dello zhao in una directory, e la copia operativa in un’altra, con una sottodirectory contenente le animazioni che sono dentro l’ao, ma io sono un po’ maniaca… :8:
Puoi anche dire allo zhao quanti secondi usare ogni animazione, io ti consiglio una ogni 30 secondi, ma e’ questione di gusti!

Ehi, facci sapere!

Ma quelli commerciali sono più facili 🙂

Come avete visto, usare un AO gratis magari vuoto può essere un pochino complicato, ecco perchè i niubbi comprano ZHAO o AO già caricati con animazioni.

AO, Lag ed estensioni di Firestorm

Usare un AO richiede di solito uno script che rimane in attesa e ogni X secondi verifica cosa fa l’avatar. Quando l’avatar cambia stato, allora lo script modifica l’animazione associata. Questo timer può condurre all’aumento del lag, in quanto in una sim con 70-80 avatar tutti rigorosamente dotati di AO, vi saranno un sacco di timer che continuamente generano un appesantimento delle risorse della sim. In pratica un AO genera LAG.

Phoenix prima e successivamente Firestorm consentono di avere un AO gestito dal viewer, riducendo quindi l’impatto sulla sim e migliorando l’usabilita.

Come si fa ad usare questa caratteristica di firestorm? Occorre usare il tasto in basso dove c’è scritto in grande AO cliccando sulla freccina si apre una maschera che consente di “importare” le animazioni di uno ZHAO e/o di modificarle. La tecnica è la seguente:

  1. Spostate la notecard e le animazioni di un AO che già possedete in una cartella dell’inventory (si può fare rezzando lo ZHAO per terra e poi facendo Open e copiando il contenuto nell’inventory). Attenzione alle animazioni NOCOPY che verranno rimosse dal vostro ZHAO. Usate per questi esperimenti una copia del vostro AO preferito.
  2. Cliccate sul tastone di Firestorm e scegliete l’opzione di modifica (una sorta di chiave inglese tipo il simbolo dei cartelli “lavorativi”). A quel punto dovreste essere in grado di trascinare dall’inventory sulla finestra di AO di firestorm la notecard che descrive le animazioni.
  3. Potete personalizzare l’AO andando sulla tipologia di animazioni (standing, walking etc) e trascinando le animazioni singole dal vostro inventory.
  4. E’ possibile avere caricato N AO e poter passare da un AO all’altro facilmente.
Ecco un video che illustra le basi dell’AO by Valentina…

Get Educated in Second Life – La formazione in Second Life

VERSIONE ITALIANA

La formazione in ambiente virtuale è uno dei maggiori punti di forza di Second Life, in cui la maggior parte della formazione è gratuita e accessibile ai relatori italiani. Vogliamo qui dare degli utili consigli sulla formazione in Second Life (SL), a partire dalle opzioni sulla lingua, e arrivando alla formazione che è più aderente alle esigenze dei relatori italiani, dal primo fino all’ultimo.

Diversi tool traduttori di testo sono disponibili gratuitamente in Second Life. Se si utilizza il Visualizzatore 2 o Phoenix, ad esempio, si dispone di un semplice traduttore sul P-Ctrl scheda Preferenze > Chat di testo. Alcuni traduttori sono molto potenti, gestendo più lingue in una sola volta, come il traduttore disponibile presso Ferd Caledon Oxbridge Università (http://slurl.com/secondlife/Caledon%20Oxbridge/76/140/29/).

Si possono trovare tutti gli eventi di education in SL utilizzando il (Ctrl-F) di ricerca in-world, scheda Eventi, disponibile in tutti i viewer di SL. Una tipica giornata di SL comprende diverse dozzine di corsi, per lo più gratuiti. Controllare il “Cover Charge” su ogni classe nelle liste di ricerca per scoprire le varie lezioni.

La formazione dell’inglese come seconda lingua (ESL) è disponibile in tutta Second Life, e include istruttori indipendenti, LanguageLab.com, CyprisChat.org, e Drive – Through English come Lingua Franca (ELF). I corsi di lingua in ambiente virtuale presentano scenari di vita reale, come, per esempio, il caso di una emergenza incendio, se sei un infermiere o un medico a LanguageLab.com. Altre opzioni possibili sono quelle di usare sessioni in un’aula tradizionale, e Drive-Through ELF è dedicato a classi di studenti italiani. Vedi le URL in coda all’articolo.

La Caledon Oxbridge University insegna gratuitamente, con classi per le traduzioni di testo, che introducono i nuovi utenti di SL, come ad esempio presentazioni dell’inventario, lo scripting, la costruzione SL, le texture, la sicurezza e l’economia in SL. La Caledon Oxbridge University è facilmente accessibile agli studenti non di lingua inglese, poichè predispone Notecards in più lingue. Troverete il traduttore gratuito Ferd proprio appena fuori della principale aula di lezione, SLURL sopra. Caledon ha allestito anche molti omaggi per gli avatar newbies, anche di epoca Vittoriana (19 ° secolo).

Caledon è anche il centro della cultura steampunk in SL, un mix di moda Vittoriana con tecnologie assurdamente avanzate. Steampunk è ciò che il blogger Daring Librarian chiama “Jules Verne incontra HG Wells”, entrambi grandi scrittori di fantascienza in epoca Vittoriana. Caledon, e le regioni aderenti, sono comunità molto attive, e potete trovare gli eventi e i corsi sul web, cercando la pagina di “Oxbridge Class”

 

Con tutti gli eventi organizzati in note traducibili, New Citizens Inc (NCI), è una vivace comunità di apprendimento, che gestisce l’insegnamento in 50 classi a settimana,  per tutti gli argomenti su Second Life, tra cui: scripting, fashion design, edilizia, commercio, sicurezza, e molto altro. NCI ospita feste divertenti, eventi sociali, spettacoli fantastici, e organizza concorsi di building molto emozionanti.

Io insegno corsi alla NCI alle ore 6.30 SL time, Sabato e Domenica mattina, di fotografia, giornalismo, marketing e organizzazione eventi. Vedi gli orari di classe NSC (http://slurl.com/secondlife/Kuula/70/166/35).

L’Help Island (HPI) è una comunità piccola ma molto accogliente, che fa da gateway, ed è un luogo dove iniziare la vita in SL. HPI insegna con voice misto a chat di testo, in classi su come diventare un disc jockey e sulle competenze di base di SL. Quando si visita la HPI, basta toccare la bandiera nazionale per ricevere una introduzione nella propria lingua. Visita HPI al http://slurl.com/secondlife/Help%20People%20Island/128/128/12.

Una scuola di design che gestisce le classi con entrambi i metodi di auto-guida e LIVE con testo traducibile è la SOMA, School of Design, specializzata nell’insegnamento della texture editor di immagini: Photoshop, Corel Draw, e il programma free Gimp. I programmi di Image Editing sono utilizzati da fotografi SL, artisti, costruttori, e stilisti di moda. SOMA distribuisce una Heads Up Display (HUD) con il proprio materiale didattico, in lingua inglese, e insegna live con classi di chat testuale. Visita SOMA, Scuola di Design, presso http://slurl.com/secondlife/Boudoir%20Isle/222/195/42.

Happy Hippo Builder’s School (HHBS) è una divertente scuola di insegnamento in SL, dal livello base fino a quello avanzato, per scripting, grafica e fotografia. Le classi sono un misto di testo e voice in inglese.

Visita Happy Hippo a: http://slurl.com/secondlife/Kinetix/168/149/22.

Birreria Builder è una scuola superiore incentrata sulle tecniche di costruzione in SL, come scripting, animazioni e sculpties che sono oggetti 3D ottenuti dall’upload di modelli 2D. E’ una comunità molto gioviale e amante del divertimento, e le classi sono sia in voice, in inglese, che con chat testuale, e mi sono divertita molto seguendo le conversazioni sul gruppo Builder’s Brewery con l’Instant Messages. Visita Builder’s Brewery a http://slurl.com/secondlife/Builders%20Brewery/110/146/23/.

Rockcliffe University è una scuola post-laurea in Second Life con un nuovo Dottorato di Ricerca in Virtual Collaborative Worlds. Le classi e gli eventi di Rockcliffe sono in voice inglese e in chat. Una delle loro aree di interesse è la formazione degli insegnanti reali sui mondi virtuali, sugli strumenti on-line, e su argomenti come il Project Management, il diritto, e le imprese virtuali. Rockcliffe gestisce classi di World of Warcraft e classi di eventi interessanti, come ad esempio una conferenza annuale degli insegnanti virtuali e discussioni di filosofia. Il calendario delle attività ed eventi di Rockcliffe è a .

Riferimenti:

Cypris Chat ESL istruzioni

Drive-Through ELF http://www.drive-through-esl.info/

Aiutare le persone in Help People Island italiano

Lingua Labs ESL istruzioni

 

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ENGLISH VERSION

Live Education is one of Second Life’s greatest strengths. Most SL training is free and accessible to Italian speakers. Find out useful tips about Second Life (SL) education, starting with language options, then training that is most accommodating to Italian speakers, first to last.

Several text-language translators are free in Second Life. If you use Viewer 2 or Phoenix, you have a simple translator on the Ctrl P Preferences > Text Chat tab. Some translators are very powerful, doing multiple languages at once, such as Ferd’s Translator at Caledon Oxbridge University http://slurl.com/secondlife/Caledon%20Oxbridge/76/140/29/

 

You can find all SL education using the (Ctrl-F) in-world search, Events tab, and the Education pull down in all SL Viewers. Typical SL days include several dozen courses, mostly free. Check the “Cover Charge” on each class in Search listings to discover any tuition.

 

English as a Second Language (ESL) training is available all over Second Life, including independent instructors, LanguageLab.com, CyprisChat.org, and Drive-Through English as Lingua Franca (ELF). Virtual language instruction puts you in real life scenarios, for example, during a fire emergency, if you are a nurse or doctor at LanguageLab.com. Other options use traditional classroom sessions, and Drive-Through ELF has classes devoted to Italian learners. See the URLs at story’s end.

 

Caledon Oxbridge University teaches free translatable text classes that introduce new users to SL, such as introductions to inventory, scripting, SL building, textures, SL safety, and the SL economy.  Caledon Oxbridge University is accommodating to non-English-speaking learners, as they have notecards in multiple languages. You will find Ferd’s free translator right outside their main lecture hall, SLURL above. Caledon has great freebies for brand new avatars, including Victorian-era (19th century) fashions. Caledon is the center of steampunk culture in SL, a blend of Victorian fashion with absurdly advanced technologies. Steampunk is what blogger Daring Librarian calls “Jules Verne meets HG Wells,”  both great Victorian science fiction novelists. Caledon and affiliated regions are very active communities, find events and classes on the web by searching this page for “Oxbridge Class”

 

With all events in translatable text, New Citizens Inc (NCI), is a vibrant learning community, teaching 50 classes per week about all things Second Life, including scripting, fashion design, building, commerce, security, and much more. NCI hosts fun parties, social events, terrific show & tells, and exciting builder competitions. I teach classes at NCI at 6:30am SL time Saturday and Sunday mornings about Photography, Journalism, Marketing, and Event Organizing. See NCI class schedules at http://slurl.com/secondlife/Kuula/70/166/35.

 

Help People Island (HPI) is a small but very friendly community gateway, a place to start life in SL. HPI teaches in mixed voice and text chat, classes like how to be a Disc Jockey and basic SL skills. When you visit, touch your national flag to receive an introduction in your language. Visit HPI at http://slurl.com/secondlife/Help%20People%20Island/128/128/12.

 

A design school that does both self-guided and live classes in translatable text, SOMA School of Design specializes in teaching image texture editors: Photoshop, CorelDraw, and free Gimp. Image editors are used by SL photographers, artists, builders, and fashion designers. SOMA distributes a Heads Up Display (HUD) with their courseware in English, and teaches live text-chat classes too.

Visit SOMA School of Design at http://slurl.com/secondlife/Boudoir%20Isle/222/195/42.

 

Happy Hippo Builder’s School (HHBS) is a fun SL school teaching basic to advanced-level building, scripting, graphics, and photography. Classes are a mixture of text and English voice. Visit Happy Hippo at: http://slurl.com/secondlife/Kinetix/168/149/22.

 

Builder’s Brewery is an advanced school focused on SL building techniques, such as scripting, animations, and sculpties which are 3D objects shaped by uploaded 2D patterns. A very jovial, fun-loving community, classes are both English voice and text chat; and I had fun in conversations on Builder’s Brewery group Instant Messages. Visit Builder’s Brewery at http://slurl.com/secondlife/Builders%20Brewery/110/146/23/.

 

Rockcliffe University is a post-graduate school in Second Life including a new Doctorate of Philosophy in Virtual Collaborative Worlds. Rockcliffe’s classes and events are in English voice chat. One of their focus areas is training real life teachers about virtual worlds, online tools, and topics such as project management, law, and virtual business. Rockcliffe delivers World of Warcraft classes and interesting events, such as an annual virtual teachers’ conference and philosophy discussions.

 

Rockcliffe’s very acive events calendar is at .

Resources

Cypris Chat ESL Instruction

Drive-Through ELF http://www.drive-through-esl.info/

Help People Island home page in Italian

Language Labs ESL Instruction

by Any1 Gynoid

Socializziamo la nostra OpenSim: istruzioni per aprire le frontiere ed inserirsi nella community osgrid

Ricevo queste interessanti istruzioni dall’avatar Enrica Bonetto.  Ecco una esperienza “live” di una persona non esperta che è riuscita a fare quasi da sola una installazione completa di una sim DENTRO la community di OsGrid.

Ricordiamo che nei miei articoli precedenti su OpenSim insegnavo come costruire delle SIM isolate (standalone) in un contesto chiuso. Qui si spiega come collegare una sim di questo tipo ad una comunità consolidata come OsGrid (le istruzioni sono probabilmente applicabili con poche modifiche anche ad altre grid come Craft).

Tenete conto che il successo di una operazione del genere è legata fondamentalmente al router (l’apparecchietto con le lucette luminose attaccate alla presa telefonica) e al provided che state utilizzando. Modem/Router differenti e provider differenti potrebbero non funzionare 🙁 Infatti era questa la remora che avevo nel presentare istruzioni simili. Ma se avete quel modem e quel provider siete fortunati funziona tutto senno contattate Enrica per capire cosa avete sbagliato 😉 …

CREAZIONE ISOLA OPENSIM SUL MIO PC E COLLEGATA IN OSGRID

STEP BY STEP

1.   Mi iscrivo a OsGrid

Sul sito http://www.osgrid.org/ ho creato un account cliccando su join now       )  scegliendo un avatar first e last name , una password e indicando un indirizzo e-mail.

Esempio di una scuola che si è collegata a osgrid (Brera Academy virtual lab)

2.    Scarico i files.

Dalla sezione Download ( OSgrid ) ho prelevato il file zip della current release e i tre example ini files presenti nella stessa pagina ( OpenSim.ini – GridCommon:ini- FlotsamCache.ini ) Con internet explorer se li si preleva con click dx > salva oggetto con nome vengono salvati con estensione .text e non .ini > basterà cambiare l’estensione in .ini.

Per scaricare la versione dei programmi per la nostra sim

Per scaricare gli esempi dei file di configurazione

3.    Li sposto e rinomino sul mio PC.

Questi files , il file zip e i files initext li ho salvati in una cartella della directory principale del mio pc  ( nel mio è G:). Ho scompattato il file zip , cambiato l’estensione dei 3 files in .ini e li ho sostituiti ai corrispondenti files ini presenti nella cartella bin e nella cartella binconfig-include dopo aver rinominato in oldxxxxx i tre files ini originali.

4.    Scarico il viewer.

Sullo stesso sito ho scaricato il viewer Imprudence ( nel mio caso per windows)

5.   Mi iscrivo a DynDNS.

Dal sito DynDNS  scegliendo in free domain name il collegamento e successivamente : create free hostname ho indicato nella casella accanto a hostname il nome scelto per il mio host e nella casella a discesa una delle scelte possibili ( conviene annotare la propria scelta) , ho lasciato tutto il resto invariato e ho cliccato add to cart. La procedura poi ti guida nella creazione di un proprio account. Seguirla e completarla.

6.   Configuro dyndns e scarico l’updater.

Sempre sul sito dyndns ho attivato il link Support e nella pagina raggiunta ho fatto il download del programma DynDNS Updater (4.1.6). e successivamente installato nel mio pc. Nella tray icon deve comparire l’icona dell’updater ( sarà molto utile in seguito).

7.   Il router

Vengo ora alla parte difficile : il router e le connessioni.  Quanto scrivo ora è valido per il mio router e la mia impostazione della rete. Non posso garantire per altre configurazioni. Il mio sistema operativo è windows home xp con service pack 3. Il mio router è invece : alice gate w2+

8. Configurazione del router

start > tutti i programmi > alice > stato apparato > si apre la pagina internet che porta alla configurazione del router. Il mio router è impostato in modalità bridged+routed ossia connessione automatica da modemrouter attiva. Affianco di questa casella si noterà un indirizzo IP pubblico : prendetene solo nota. Io ho configurato il servizio virtual server cliccando su “configura” sotto la voce collegamento LAN e successivamente ho attivato il pulsante “ aggiungi “ in basso a dx. Nella finestra che si apriva ho aperto una per una le seguenti porte sia udp che tcp 9000,9001,8002,8003.. Finita la procedura ho confermato e dopo che sono state accettate le modifiche ho chiuso questa pagina.

9.   Il firewall di Windows

Ho aperto le stesse porte sul firewall di windows agendo dal tab eccezioni e clickando aggiungi porte . Anche qui una per una e sia per la porta tcp che udp e inoltre cliccando su aggiungi programma e poi sfoglia sino a trovare opensim.exe nella cartella bin precedentemente installata.

10.    Verifiche delle connessioni

start >connetti > mostra tutte le connessioni :
nel mio pc c’è una connessione a banda larga chiamata Alice ADSL ( se non ricordo male creatasi dal cd di installazione ma che può anche essere disabilitata.
In sostanza è una connessione remota utilizzabile da internet in caso non funzioni la connessione lan).
Io l’ho abilitata e connessa e i parametri rilevanti di tale connessione sono :

click dx >proprietà>rete>protocollo internet (TCPIP)>proprietà>generale >
scegli: ottieni automaticamente un indirizzo ip e ottieni indirizzo server DNS:
poi in avanzate >WINS > abilita NetBIOS su TCP/IP .

Lasciare invariato il resto.
Nella finestra Avanzate controllate le impostazioni del firewall non dovrebbero esserci problemi
> nella finestra avanzate del firevwall deve esserci la spunta sulla connessione. Condivisione connessione internet l’ho lasciata senza segni di spunta. L’altra connessione fondamentale nel mio sistema è la connessione alla rete locale (LAN) nella sezione LAN o internet ad alta velocità ( se disattivate questa non riuscite a collegarvi in internet , diciamo che è la connessione del router) .
I miei settagli sono i seguenti :
click dx> proprietà> generale> protocollo internet(TCP/IP) >proprietà>
anche qui ottieni automaticamente indirizzo ip e ottieni indirizzo server DNS ; > avanzate > DHCP abilitato > WINS > abilita NetBIOS su TCP/IP> OK.
HO messo anche una configurazione alternativa ( finestra accanto a quella generale delle proprietà della connessione) :
pallinatura su “Configurato dall’utente” Indirizzo IP  x.x.x 2 mentre il gateway predefinito è x.x.x.1 e la sub net mask è del tipo 255.255.255.0 .
il gateway predefinito e la subnet mask la trovate così : start >esegui> cmd> nella finestra dos scrivete  : ipconfig e guardate quelle della connessione alla rete locale lan : il gateway copiate esattamente i numeri così come per la subnetmask mentre per l’indirizzo ip copiate quello del gateway ecambiate solo l’ultima cifra (nel mio caso ho aumentato di un numero : da 1 a 2 ).
Poi nei server DNS preferito e alternativo ho messo dei numeri di server di alice che potete trovare in internet con google. Infine nelle finestra avanzate della proprietà connesione alla rete locale Lan anche qui nessuna spunta su condivisione connessione internet. Inoltre nessuna delle mie connessioni è col brinding.

11.   Configurate Imprudence per accedere alla sim

Se avete installato Imprudence andate al collegamento sul desktop >click dx> proprietà> finestra collegamento> destinazione>aggiungete alla fine della stringa  -loginuri il vostro dyndns che avete creato:8002

12.    Scegliete le coordinate per mettere la grid

Tornate in osgrid qui , meglio se con firefox perché con internet explorer ( almeno a me ) non si riesce a caricare la mappa, riducete il livello di dettaglio a zero fino a vedere quadratini blu e verdi. Passando sopra il mouse sulle aree blu che sono aree disponibili vedrete apparire le coordinate per posizionare la vostra isola in osgrid . Scegliete la posizione e annotatevi i due numeri.

13.   Configuro finalmente la mia sim

Nella cartella opensim osgrid che avevo dezippato vado a cercare nella sottocartella bin il file opensim. exe ( il mio sistema è a 32 bit , per questi settaggi guardate anche qui ) e con doppio click lancio il programma. Si apre la finestra dos , scorrono molte righe che ad un certo punto si arresteranno e bisognerà rispondere inserendo questi dati :

New region name []: TestLandia <hit enter> // scegliere il nome della vs isola
Region UUID [0980d6bc-2586-423d-ab26-d5428e5cd83a]: <hit enter>// dare solo invio accettando l’uuid che c’è ( se c’è)
Region Location [1000,1000]: <hit enter>// qui mettete le coordinate che avete preso dalla mappa , separate dalla virgola
Internal IP address [0.0.0.0]: <hit enter>// dare solo invioInternal port [9000]: <hit enter>// anche qui invio
Allow alternate ports [False]: <hit enter>// invio

External host name [SYSTEMIP]: 12.34.56.78 <hit enter>// qui inserite il vostro dyndns al posto dell’indirizzo ip
Your region is not part of an estate.
Do you wish to join an existing estate? [no]: <hit enter> // lasciate no di default dando solo invio
New estate name [My Estate]: TestLandia Corp. <hit enter>// lasciate il default dando solo invio
Estate owner first name [Test]: Joe <hit enter>// qui inserite il nome che avete scelto per l’account di osgrid
Estate owner last name [User]: Smith <hit enter>// qui il cognome corrispondente.

Se tutto è andato come doveva , la vostra isola è ora in osgrid  e dovrebbe essere raggiungibile sia da voi che dagli altri. Dovete controllare che l’indirizzo ip che restituisce il vostro dyndns updater concordi con l’indirizzo ip che potete vedere da internet andando su un apposito sito. Attenzione concorderà se entrambe le connessioni ( la connessione lan e alice adsl) sono lanciate , viceversa non funzionerà seuna delle due è spenta in particolare la connessione adsl alice a banda larga.Per avere una isola che non sia la ciambella rotonda di default cercate in internet dei files oar e copiateli nella cartella bin  . Quando lanciate la finestra dos di opensim.exe al prompt scrivete : load oar  il nomedelvostrooar.oar e poi dopo che l’isola si è caricata scrivete : save oar nomevostrooar.oar.  Quando uscite da osgrid uscite prima dal clientimprudence e poi chiudete la finestra dos usando la x senza scrivere shutdown così la vostra isola resterà nella grid altrimenti rischiate che la posizione venga occupata da altri che vedono vuota l’area e possono prendere le vostre coordinate.Dovrebbe essere tutto.

Enrica Bonetto

11:07AM: I start downloading opensim, 11:45AM: I have a working Multiuser Educational Virtual Space

Stellar Date  86415.25, “30 Minutes Virtual EDUKIT” 😉

Installing opensim must not be a complex thing such as sending a rocket to the Moon or driving a SpaceShip

Today I tried to delve into an issue I really wanted to share after having published around 1 month ago how to install Opensim in 2 minutes [http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/01/08/costruirsi-4-sim-opensim-in-due-minuti-sul-proprio-pc-gratis/]. The goal is to show that a simple person, even missing particular computer knowledge and without designing a Moon rocket, she can make up a Multiuser Cooperative Virtual Environment (or whatever you want to call it) using less time than she can ask information to official companies (like Linden Lab, IBM or others) and spending much less, i.e. ZERO $!!!!

When you are finished with these instructions you will find yourselves in a sim just ready to allow people in your school, classroom or office to register an avatar and to enter in a world where it is possible to organize virtual events. Due to the simplicity of this cheat-sheet there are some usage limitation it is worth to stress:

  • The environment doesn’t allow for a huge concurrent logged in avatars, so you should think to use it with 10 and probably up to 20 users. It depends much on the actual memory available to your server, CPU speed and network performance. A similar experiment made two years ago in an Italian school with obsolete hardware couldn’t let in more than 3-4 users.
  • Avatar appearance is that of female Ruth so people will need to work a bit to better their look (creating their shape, skin etc).
  • Advanced functionalities such as Group Handling or Offline IM are not available. For those you must wait next post.
  • Voice is not working (but yet the chat usage is much notable)
  • It is still an “alpha” OpenSim, so please don’t expect it to be exactly the same as SL, be prepared to relaunch it from now and then 🙂
  • It is not a full grid so don’t expect to build on it 40 connected sims. For that you need a real effective grid (see my further posts)
  • Even if this installation is designed to connect with other grids and to use Hypergrid teleports, the related knowhow is not covered by this post and will need some further learning.
  • What you are currently installing is a “standalone” sim not to be confused with other types of installations which are to be covered in future posts that can be connected to bigger grids like OsGrid or Craft.

This represents to me the finishing touch to a big dream I had some years ago: to provide a “(Knowledge) Kit” to teachers or anybody willing to build in their school, office, association, a 3D cooperative environment,  without being dependent on an external service provider or “Computer Experts”. Another big advantage of such solution is that being built to work in a Local Network it is separated from internet and so usable in those contexts such as Educational K12 where minors are involved and where teachers have a specific juridical responsibilities. Keep in mind that these instructions work on a small LAN with Windows computers  (XP SP3, Vista or Windows 7). You can do the same with Linux or Mac but you need to change something.

I’m calling this system Virtual “Edukit”: you just need to download TWO files from Internet (simOnAStick package and VCE oar) and with just a minimal simple manual modifications of a couple of files, you will be able to take off your SpaceShip !!!!!

Here is the log of my experience:

  1. 11:07AM I start downloading famous simonastick (135M)

    You can download it from here: http://simonastick.com/download/simonastick_1sim.zip (It’s also possible to download the 4-sim version),
  2. 11:10AM Unzip the file in a known folder  mysim
  3. 11:13AM I test it. Firstly launch  mysimmowes.exe,
  4. Then from the subfolder mysimdiva-r13981bin launch OpenSim.exe or OpenSim.32BitLaunch.exe (windows 7 or 64 bit)
  5. At last launch from the subfolder  mysimImprudence connecting to  loginuri   with user usb me and password 123 (These operations have been already described in my first article). Now, I go to the console (that black one from the 2nd command)  and write  shutdown to close up the virtual world.
  6. 11:20AM To enable access from another machine I must modify following two files mysimdiva-r13981binRegionsRegionConfig.ini

    and mysimdiva-r13981binconfig-includeMyWorld.ini

  7. In both cases I need to find out using an editor the string  127.0.0.1 and replace it with the known IP of the machine where I’m installing  (do not touch any other character!). To get the machine  IP the simplest way is to use a DOS window and to write in it the  ipconfig command. For instance in my local network in VMWARE the correct IP address would be  192.168.201.130
  8. 11:27AM. Relaunch OpenSim.exe. Now the sim should be accessible from the LAN where your PC is connected. (Note: it is possible that you need to configure firewall to let pass through packets on the port 9000 or alternatively switch off your firewall).
  9. 11:28AM. Now I go to another machine in the local network where a SecondlIfe client is installed (or you can use the same USB stick described before with the Imprudence folder) and can try to connect using the user  usb me pwd 123 to the  loginuri of original  IP, i.e. . If everything goes well you should succeed 🙂 Otherwise you either have firewall problems, or the IP is wrong, or the configuration files had been wrongly edited in previous steps.
  10. 11:30AM. If now I launched the account manager on a browser  I can configure additional accounts like “foo bar” (it should be quite intuitive) and can try to connect from a third machine.
  11. 11:36AM. Since this world is a bit boring I’m trying to liven it downloading a premade “oar” built for meetings and educators. I chose to download this freely available sim: http://openvce.net/resources/downloads/opensim-openvce.oar
    I got this from a catalog of prebuilt sims you might find useful: http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds just put the file in the initial server machine under the folder mysim/diva-r13981bin and type from the console following command: load oar opensim-openvce.oar
  12. Now you should have the full sim ready!!!!!!
  13. Other places where you can find prebuilt oars:
    http://www.hypergridbusiness.com/2009/11/four-sources-for-pre-made-virtual-worlds/
    http://myopensim.com/index.php?page=Assets&action=Category&categoryid=8&catname=OAR%20Files

    http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds

Disclaimer:

It can be possible that even following this guide you will not succeed in setting up a working  OpenSim in a lan in exactly half an hour, maybe it can take you various hours, or some problems connected with your computer, graphic card, firewall might make it useless on your in your environment. Before committing yourself and promising success to others, it is advisable to scout the environment and to verify it can work  (you just need a limited time insite). However to be optimistic, if you have modern computers, up-to-date graphic cards everything should work smoothly. Remember that even very “powerful” laptop are not really powerful when it comes to “server” tasks like OpenSim needs.

To know more you can contact me using the email salahzar [at] gmail [dot] com, or contact International opensim community like osgrid.org which should be very keen on helping educators and noprofit communities willing to use these tools.

Salahzar Stenvaag

Ore 11.07: Inizio a scaricare opensim, ore 11.45: Ho uno spazio virtuale educativo multiutente funzionante!

Data stellare 86415.25, SimOnAStick EDUKIT 😉

Installare opensim non deve essere una cosa complessa come mandare un razzo sulla luna

Stamane ho provato ad approfondire un discorso che mi stava molto a cuore dopo avere pubblicato un mese fa l’installazione di opensim in 2 minuti con l’articolo [http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/01/08/costruirsi-4-sim-opensim-in-due-minuti-sul-proprio-pc-gratis/]. L’obiettivo è di dimostrare che senza dover progettare e lanciare un razzo sulla luna una persona priva di particolari competenze informatiche può realizzare un ambiente virtuale cooperativo multiutente in un tempo decisamente inferiore al tempo con cui si potrebbe richiedere informazioni di questo tipo a strutture preposte (come la Linden, IBM o altri), e sicuramente avendo speso meno e cioè 0 € !!!!

Al termine di questa installazione vi troverete con una sim già pronta per consentire alle persone della vostra scuola, della vostra classe o del vostro ufficio di registrarsi un avatar e di entrare in modo da poter fare degli incontri virtuali. Va da se che la semplicità dell’installazione è tale che presenta anche qualche limitazione d’uso che va sottolineata:

  • L’ambiente non regge una quantità altissima di avatar, ma se pensate di usarlo con meno di  10 utenti (e probabilmente anche fino a 20),  dovrebbe funzionare. Dipende molto dalla memoria disponibile al vostro server, dalla velocità della CPU e dalla velocità di rete. Un esperimento simile fatto due anni fa presso una scuola con computer vecchi e lenti non riusciva a far entrare più di 3-4 utenti.
  • L’apparenza degli avatar è quella di Ruth e quindi ci andrà un po’ perchè la gente si possa migliorare il look
  • Non sono disponibili funzionalità avanzate come gestione dei gruppi e IM offline per quello attendete un mio successivo articolo
  • La voce non funziona (ma già fare le cose in chat è notevole)
  • E’ sempre OpenSim quindi non aspettatevi che funzioni uguale a SL e inoltre aspettatevi di doverla rilanciare di tanto in tanto 🙂
  • Non è una grid intera quindi non aspettatevi di costruire qui sopra 40 sim collegate. Per quello occorrerà costruire una grid vera e propria (vedi mio successivo articolo)
  • La sim è in realtà già predisposta per collegarsi ad altre grid e per usare HyperGrid, ma il knowhow per farlo non è coperto da questo articolo e necessita uno sforzo aggiuntivo.
  • La sim che state installando viene detta in gergo “standalone” da non confondersi con le installazioni che copriremo più avanti di sim collegate a network come craft o osgrid.

Questo rappresenta per me il coronamento di un grande sogno che avevo da anni:  fornire un cosiddetto “kit” (cognitivo) agli insegnanti o a coloro che vogliano realizzarsi presso la propria scuola, ufficio, ente, un sistema cooperativo 3D senza dipendere da fornitori di servizio esterni e senza dipendere da “esperti” informatici. Un altro notevole vantaggio di una soluzione del genere è che essendo costruita per funzionare su una rete locale è segregata da Internet e quindi utilizzabile in sicurezza in realtà educative con minorenni dove occorre fare molta attenzione onde evitare responsabilità giuridiche. Ricordate che queste istruzioni funzionano su una piccola rete locale con computer Windows (XP SP3, Vista o Windows 7). Si può fare anche utilizzando Linux o mac, ma adeguando opportunamente le istruzioni.

Io chiamo questo sistema “Edukit” virtuale: scaricando infatti soltanto DUE file da Internet (la simOnAStick e l’oar di VCE) e con pochi interventi manuali mirati, si riesce a far decollare l’Astronave !!!!!

Ecco in sintesi il diario dell’esperienza:

  1. ore 11.07 inizio a scaricare il famoso simonastick (135M)

    descritto nell’articolo precedente da qui: http://simonastick.com/download/simonastick_1sim.zip (potete anche scaricare la versione a 4 sim),
  2. ore 11.10 Unzippo il file in una cartella nota mysim
  3. ore 11.13 Lo provo, lanciando prima mysimmowes.exe,
    poi dalla sotto cartella mysimdiva-r13981bin lancio OpenSim.exe
    e infine lancio dalla sottocartella mysimImprudence collegandomi alla loginuri   con l’utente usb me e password 123 (operazioni già descritte nel mio primo articolo).Vado sulla console (quella del secondo comando) e scrivo shutdown per chiudere il mondo virtuale.
  4. ore 11.20 Per abilitare l’accesso dall’esterno modifico i seguenti due file mysimdiva-r13981binRegionsRegionConfig.ini

    mysimdiva-r13981binconfig-includeMyWorld.ini in ambedue i file sostituite usando un editor la stringa 127.0.0.1 con l’IP interno della macchina su cui sto installando (attenzione a non toccare nessun altro carattere!). Per avere l’indirizzo IP il modo più semplice è quello di scrivere da una finestra DOS il comando ipconfig. Ad esempio da me che sono su una rete locale di VMWARE il mio indirizzo risulta 192.168.201.130

  5. ore 11.27. Rilancio OpenSim.exe. A questo punto la sim dovrebbe essere accessibile dalla LAN a cui è collegato il vostro PC. (NB: è possibile che dobbiate configurare il firewall per far passare le chiamate sulla porta 9000 oppure spegnere il firewall eventualmente attivo).
  6. ore 11.28. Vado su un’altra macchina della lan dove sia installato un client secondlife esempio Imprudence (oppure portatevi dietro la penna usb di sopra con il client Imprudence) e provate collegarvi con l’utente usb me alla loginuri del vostro IP ad esempio . Se tutto va bene dovreste entrare 🙂 Altrimenti o avete dei problemi di firewall, oppure avete il codice IP sbagliato oppure avete modificato male i due file di configurazione di cui al punto 5.
  7. ore 11.30. Lancio il gestore degli utenti con e configuro un nuovo utente esempio “pinco pallino” (è abbastanza intuitivo dalla videata) e provo ad entrare da una terza macchina.
  8. ore 11.36. Visto che il mondo è un po’ noioso mi scarico un oar già pronto per finalità di meeting ed educational. Io mi sono scaricato questo oar: http://openvce.net/resources/downloads/opensim-openvce.oar
    ottenuto da questo elenco di sim prefabbricate che può tornarvi utile: http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds mettetelo nel server iniziale sotto mysim/diva-r13981bin e dalla console date questo comando: load oar opensim-openvce.oar
  9. A questo punto dovrebbe avervi caricato la sim intera!!!!!!
  10. Altri posti da cui scaricare oar prefabbricati:
    http://www.hypergridbusiness.com/2009/11/four-sources-for-pre-made-virtual-worlds/
    http://myopensim.com/index.php?page=Assets&action=Category&categoryid=8&catname=OAR%20Files

    http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds

Disclaimer:

Non è detto che anche seguendo questa guida ce la facciate a mettere in piedi una OpenSim in lan in esattamente mezz’ora, magari potete impiegare qualche ora, oppure qualche problema legato al tipo di computer, di scheda grafica di firewall ecc potrebbe rendere il tutto inutilizzabile nella vostra specifica situazione. Prima di cantare vittoria fate una verifica (vedete che basta poco). Io sono ottimista che con computer moderni, schede grafiche recenti il tutto potrebbe funzionare. Ricordate inoltre che i portatili hanno caratteristiche non eccezionali.

Per saperne di più contattatemi via email salahzar [chiocciola] gmail [punto] com, o contattate la community italiana di craft (http://www.craft-world.org/) che è molto vivace e può volentieri aiutare gli educatori e le community noprofit che intendono utilizzare questi strumenti.

 

Salahzar Stenvaag

Pubblicare un libro nei mondi virtuali (SL): la soluzione OpenSource.

Una caratteristica importante ed essenziale dei mondi virtuali è la “condivisione” di un ambiente dove varie persone possono consultare e discutere su una informazione che appare contemporaneamente a tutti. Questo può essere una interessante esperienza “spaziale” ed una nuova esperienza di lettura.

L’esperienza “immersiva” di un foglio virtuale

Immaginate di essere in questi mondi “virtuali” e di creare un “librone” alto come un palazzo che è possibile sfogliare insieme pagina per pagina, vedendone le pagine, leggendole e commentandole, magari con un accompagnamento multimediale. Questo è possibile con un sistema di “editoria” digitale presente su SecondLife che ha generato negli anni passati varie iniziative, case editoriali si sono sviluppate presentando alcuni titoli sviluppati specialmente all’interno e per il consumo in SecondLife.

sempre libri

Non è mia intenzione elencare le varie land, gruppi e persone che fanno editoria in SecondLife, ma bensì aiutare chi voglia pubblicare dei contenuti in SL a capire quali “tecniche” e quanto costi in termini di preparazione, soldini e tempo questa attività.

Ci sono alcuni prodotti professionali (a pagamento) che consentono di “stampare” dei libri e di vendere copie come se fossimo nel mondo reale. Il costo di questi sistemi è attorno a circa 1000 L$, ma la buona notizia è che ci sono anche delle soluzioni OpenSource che sono più che accettabili e consentono di produrre e distribuire libri rispettando i vincoli della licenza GNU che ricordiamo obbliga a non far pagare per la distribuzione del software di questi oggetti. (cfr ad esempio il prodotto costruito nel 2005 da Issarlk Charnoir che trovate qui: https://marketplace.secondlife.com/p/OpenSource-eBook-script/1782804).

Uno script opensource per pubblicare libri

Personalmente penso che si possano distribuire libri in formato Creative Commons, ma ricordiamo che il vincolo della gratuità GPL è limitato al software e non al contenuto di ingegno che può essere liberamente venduto. Perfino lo stesso software sotto licenza GPL può essere venduto senza violare la licenza (a condizione però di mantenere aperto il software venduto). Cfr: http://en.wikipedia.org/wiki/Free_software#Selling_free_software, in particolare il pezzo

“It should be noted that when you distribute the software you must provide the source code as well and must allow others to distribute it. This makes it hard to have a business based on selling software. “

“E’ importante osservare che quando distribuite il software DOVETE fornire il codice sorgente e dovete consentire a chiunque di ridistribuirlo. Questo rende difficile fondare un business vendendo software GPL”, ma le pagine del vostro libro non sono ovviamente “software” 🙂

per chi proprio volesse vendere il risultato del suo ingegno per guadagnarsi la pagnotta nulla vieta in principio di distribuire a pagamento un pacchetto con il software aperto e con le pagine nocopy/nomodify/notrasfer se proprio lo desiderano, proteggendo quindi il proprio ingegno. Anche se è da sottolineare che in linea di principio qualche malintenzionato su secondlife può rubare le texture con prodotti illegali, violando i Termini di Servizio impostati dalla Linden.

Ma a parte i termini legali, come si può fare a costruire un libro virtuale?

Trasformazione in pagine jpg/gif

Il primo passo consiste nel prendere il proprio libro ed “impaginarlo” su N immagini jpg o gif. Se il vostro documento è in powerpoint o in microsoft word è abbastanza facile perchè esiste un apposito export jpg. Se non ce l’aveste a disposizione potreste prendervi una “stampante virtuale” che genera immagini jpg. Guardate anche qui:http://www.wikihow.com/Change-a-Word-Document-to-Jpeg-Format per un modo “ovvio” per generare immagini jpg. Oppure per stampare in blocco potete utilizzare pdfcreator opensource http://www.pdfforge.org/pdfcreator, che però ha alcuni problemi di “qualità” o se volete qualcosa di professionale  (purtroppo a pagamento) il migliore che ho trovato è Zan Printer ).

Se potete convertite le immagini in modo che siano di buona qualità ma in un formato “leggero” che non pesi troppo. Una immagine nell’ordine dei 50-200K byte è accettabile, immagini di 8 Megabytes sono molto pesanti.

Rename & Upload delle immagini su secondlife.

Purtroppo ogni immagine deve essere uploadata a parte e costa 10L$, che è un costo irrisorio, ma se state pubblicando un libro di 800 pagine comincia a diventare una spesa dell’ordine delle decine di €, oltre ovviamente al tempo che impiegate a scaricare ogni immagine. Ricordatevi di chiamare ogni pagina con un nome che illustri la posizione ad esempio 00-titolo, 01-pagina 1 ecc, in modo che risulti poi visualizzata nell’ordine giusto.

Un accorgimento che avevo sviluppato negli ultimi anni consisteva in un adattamento dei normali script in modo da accogliere multi-texture fatte con zan printer o con pdf-creator raccogliendo 4 pagine per immagine. In questo modo si riesce a risparmiare circa il 75% delle spese di upload della texture.

Non appena riesco cercherò di fornire il sorgente di uno script che consente di utilizzare le multitexture con questi script.

Lettura privata dei libri e riviste

Nonostante quanto detto ad inizio articolo vi sono persone che preferiscono leggersi il proprio libro in modo privato, questo si ottiene “indossando” una versione del libro (opportunamente ridotta) in modo che appaia come HUD cioè sia visibile solo ai singoli avatar. Per la cronaca un HUD è una specie di informazine sempre visibile che sullo schermo. E’ spesso considerata un mezzo alternativo per sfogliare giornali e riviste.

Relazione con gli strumenti di proiezione diapositive e corsi

Ai più attenti non sarà sfuggita la coincidenza che questi “libri” virtuali hanno più di un collegamento con i “proiettori” di diapositive usate spesso nelle lezioni e negli incontri in SecondLife. Gli script all’opera sono molto simili. Spesso però alle diapositive vengono accompagnati dei “puntatori” o dei riferimenti “evidenziazioni” che consentono al presentatore di mostrare la zona della pagina che si sta discutendo.

Usare i nuovi Shared Media?

Con l’avvento del nuovo viewer 2.0 a febbraio 2010 sembrava che non ci fosse quasi + bisogno di utilizzare trucchetti per presentare libri su SecondLife (i libri potevano essere consultati in modo elegante e sofisticato puntando a pagine in flash sul web). Purtroppo la mancata adozione del viewer 2.0 (moltissimi preferiscono ancora la “vecchia” interfaccia offerta dai viewer alternativi (Phoenix in testa)) e la diffidenza di altri verso l’accesso via web sta rendendo questa strada al momento non ancora praticabile. Forse nel 2011 quando uscirà il nuovo Phoenix con il support Shared Media (previsto fra circa 4 mesi), comincerà veramente a diffondersi questo modo alternativo (e molto più semplice) di fruizione editoriale.

Un esempio di immagine multipla 2×2 che può essere proiettata a pezzi

“Case editrici” in SecondLife

Come accennato all’inizio pare che alcuni avatar italiani si siano sforzati di creare una “editoria” digitale tutta interna in SecondLife, producendo e “stampando” libri. Nel 2008 Volver aveva iniziato a distribuire alcuni libri ma al momento risulta inattiva, mentre “Il Faro” pare l’unica realtà interna a SL che produce, stampa e vende libri. http://portocervo-sl.blogspot.com/2008/11/presentazione-della-antica-stamperia-il.html. Esistono anche diversi magazine e riviste, ma ne tratteremo in altro articolo 😉

Presentazione della Antica Stamperia “il Faro”

Salahzar Stenvaag

Parole in Second Life

Più Libri Più Liberi – IX Fiera nazionale della piccola e media editoria – Le parole prendono vita in Second Life

Come è ormai noto, si è appena conclusa la IX Fiera della piccola e media editoria, tenutasi a Roma, al Palazzo dei congressi. Molto è già stato detto su questa manifestazione e sul suo successo, in costante ascesa negli anni e soprattutto in controtendenza rispetto alla crisi generale che affligge molti settori.
Grande attenzione è stata dedicata alle nuove tecnologie e alle avanguardie digitali, con una serie di eventi curati da Marina Bellini (aka Mexi Lane) che si sono svolti presso il Digital Cafè. In particolare, nel pomeriggio di lunedì 6, Giovanni Dalla Bona (aka Imparafacile Runo) ha presentato “Le parole prendono vita in Second Life”, dimostrazione di come Second Life sia un mezzo efficace per la promozione culturale. In diretta nel sito della Rai e su Second Life, dall’Isola Imparafacile e dal MiC (Musei in Comune di Roma) e in streaming sul web, sono stati presentati 4 libri, molto diversi tra loro, ciascuno in una location appositamente creata, su misura e in tema rispetto all’argomento del libro.
Così Elena Tamborrino (aka Helenita Arriaga) ha presentato il libro “La cucina mediterranea moderna” conversando piacevolmente con l’autrice Giuliana Lomazzi (aka Teide Alphaville), sedendo insieme a lei a al pubblico attorno a una tavola imbandita, in un cortile campagnolo creato e addobbato a festa per l’occasione.
Gli spettatori presenti all’evento si sono poi trasferiti all’auditorium dell’isola Imparafacile, dove è stato presentato il romanzo di Raffaello Bovo “Nessuna terra al mondo”, immerso in una serie di immagini riferite alla storia narrata nel libro, di cui ha diffusamente parlato l’autore.
Di seguito Giovanni Dalla Bona ha chiamato il pubblico a partecipare all’esperienza successiva, in un altra ambientazione dell’isola Imparafacile, all’interno di un’opera dell’artista Merlino Mayo. Si tratta di un’opera d’arte che riproduce un modello di testa umana attraversata da due treni della metropolitana e alla cui sommità è stato allestito l’Auditorium della sede dell’Accademia di Belle Arti di Brera, di cui già si è scritto su VWM. In questa prestigiosa location è avvenuto l’incontro con Cristian Contini (aka Grocon Emoto) che, a partire dalla copertina del libro “Brera Academy Virtual Lab” (citando lo stesso Contini: “Forse il primo libro italiano con una copertina augmented reality”), ha parlato di Realtà Aumentata, uno strumento di implementazione della realtà attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie, in particolare la visualizzazione di foto e video scaturite a partire da un marker inquadrato da una webcam.
L’ultima presentazione si è svolta in un ambiente progettato e realizzato interamente da Livio Mondini (aka Livio Korobase) che, prendendo spunto dal catalogo della mostra dell’artista Ida Gerosa “Il tempio dell’uomo”, in corso presso la Sala Santa Rita a Roma, ha ricreato l’esposizione virtuale delle opere d’arte, rendendole interattive e immersive, per permettere al pubblico di “partecipare” a ciascuna di esse, in un’atmosfera che aiuta la concentrazione e permette di apprezzare appieno forme e colori, trasformando così un catalogo d’arte in una installazione artistica in Second Life.
L’intero evento è stato seguito dal pubblico virtuale e reale con grande interesse e si inserisce perfettamente nel quadro delle attività del gruppo Imparafacile, impegnato da tempo nella promozione artistica e culturale in Second Life con ottimi risultati. L’intento è quello di proporre iniziative a vari livelli ma sempre di alta qualità, diversificando l’offerta che va dalla letteratura, all’arte, alla scienza per il raggiungimento e il coinvolgimento di un vasto pubblico.

Maryhola McMillan

 


BOOKCROSSING

di Helenita Arriaga

Il Bookcrossing è, secondo la definizione del Concise Oxford English Dictionary « the practice of leaving a book in a public place to be picked up and read by others, who then do likewise. », ossia la pratica di rilasciare libri dovunque una persona preferisca, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri. L’idea iniziale di proporre un luogo virtuale in cui parlare di libri, mi è venuta qualche anno fa, all’interno di un forum di insegnanti sulla piattaforma di Indire (ora Agenzia Scuola) che frequentavo assiduamente per obbligo di formazione in servizio, come neoassunta nella scuola. Si trattava di un luogo non accessibile a tutti, frequentato da un gruppo abbastanza ristretto di persone, accomunate dalla stessa professione, ma molto eterogenee tra loro. Bookcrossing era il nome che assegnai ad un thread di discussione, con lo scopo di ‘abbandonare’ titoli di libri, affidandoli alla curiosità dei colleghi. Credo che SL possa rappresentare l’evoluzione di quell’esperimento, arricchita dalla tridimensionalità e dalla possibilità di aggiungere elementi nuovi quali la modularità tematica e la sistematicità degli incontri in presenza, con l’interazione sincrona dei partecipanti.

Il motivo per cui noi di Imparafacile crediamo possibile la realizzazione di una simile iniziativa, risiede nella convinzione che sia utile un luogo di confronto in cui si possano incontrare i lettori che apparentemente sembrerebbero una razza ad alto rischio estinzione. Tuttavia, a nostro parere, rappresentano ancora una buona fetta degli utenti della cultura, che è fatta oggi più che mai di immagini e di informazione che viaggia a velocità di bit, ma che non disdegna la ‘lentezza’ della lettura solitaria e non. Le occasioni di confronto, concretizzate in incontri in presenza nell’Isola Imparafacile ma anche altrove -ovunque vogliano ospitarci-, si configurano come semplici possibilità di scambiarsi, alla pari, delle opinioni sulle letture fatte, non al fine di condizionarsi vicendevolmente, né di orientarsi nella lettura, ma solo come opportunità di conoscenza. Il nostro pubblico ideale non esiste. Ci rivolgiamo ai lettori cosiddetti ‘forti’ e a quelli meno forti, ma interessati e magari destinati a diventare anche loro ‘forti’. Unico requisito indispensabile, la curiosità verso le novità editoriali, ma anche verso i classici di sempre, quelli da cui non si può prescindere, e il desiderio di sapere cosa si legge e perché.

Partecipare al Bookcrossing di Imparafacile è molto semplice: si fisseranno volta per volta temi e/o autori; nel corso del mese si raccoglieranno le adesioni per gli interventi del pubblico, che avrà modo di parlare del suo libro preferito durante l’appuntamento successivo a quello in cui si sarà fissato l’argomento. Basterà prenotarsi presso Helenita Arriaga o Imparafacile Runo, tramite IM o notecard, indicando il libro di cui si intende parlare e i motivi per cui quel libro è piaciuto. Nel corso dell’intervento, durante la serata per cui ci si è prenotati, sarà possibile anche dire perché si considera un titolo da consigliare. Durante gli incontri, chi presenta il libro avrà l’opportunità di leggerne in breve brano (o farlo leggere ad altri). L’intervento non necessariamente deve avvenire in voice, per quanto sia preferibile. Nel caso in cui si scelga di non utilizzare il voice, i partecipanti dovranno predisporre in anticipo il loro breve intervento scritto, in modo da copiarlo nella chat pubblica.

Appuntamento dunque a martedì 16 novembre alle 22, presso l’isola Imparafacile per il primo degli incontri, che si sperano numerosi, in compagnia delle nostre letture preferite.

 

AULA VIRTUALE, IL VANTAGGIO DELLA SEMPLICITÀ (seconda parte)

Il kit base per il docente virtuale

La lezione è pronta, il docente è preparato, l’argomento interessante e la gente è attenta.
Con queste 4 componenti ci sono già ottimi presupposti per ottenere un buon risultato.
Restano da decidere gli strumenti da utilizzare per stimolare e facilitare l’attenzione e l’interazione (che, lo ricordiamo, sono i punti forti della formazione in SL).
Ecco allora alcuni oggetti, che io chiamerei “gli indispensabili”, che ho scelto di elencare in base soprattutto all’utilità e alla semplicità d’utilizzo.

Il monitor (ma cercatelo con il nome viewer, che in sl se ne trovano di più)

Come in Real Life il monitor, con cui mostrare diapositive o immagini, è fra i primi strumenti a cui si deve provvedere.
Si sa che un’immagine vale di più di mille parole (se è scelta bene, aggiungo io…) e quindi le famose diapositive/slide di power point restano ancora un ausilio importante per ogni relatore.

Il più semplice dei monitor: pochi pulsanti per spostarsi fra le slide


I monitor migliori sono proprio i più semplici, come quello della foto, che si utilizza in poche mosse: si inseriscono le immagini nella scheda “contenuto” dell’oggetto e poi si mostrano cliccando sui comandi “avanti” “indietro”, come in ogni altro comunissimo visualizzatore di immagini.
Ma non fatevi ingannare dalla banalità dell’oggetto, perché, se ben usato, offre davvero molti vantaggi:
1) è semplice da usare e non richiede competenze tecniche né per il relatore, né per i partecipanti
2) se ne trovano moltissimi di gratuiti, sia in SL, che nel famoso marketplace https://www.xstreetsl.com/
3) funzionano con tutti i client, non hanno bisogno dei media prim e neanche di una connessione particolarmente potente
4) se il monitor è full perms potete regalarlo completo di diapositive direttamente ai partecipanti come materiale didattico

Mexi Lane mostra un video da Youtube, durante un evento al MIC


Dopo aver imparato ad usare al meglio i monitor più semplici potete sbizzarrirvi con strumenti più evoluti e sofisticati (ma anche complessi) che permettono con un unico oggetto di visualizzare immagini, mostrare video prendendoli dai più noti social network dedicati (youtube, livestream, ecc.), ascoltare radio in streaming ecc.
Girando per le diverse land mi pare che in questo periodo i più gettonati siano:
> Damani MediaViewer: che potete acquistare anche qui: https://marketplace.secondlife.com/p/Damani-MediaViewer-youtube-working-Dailymotion-XXX-ShoutCast-Videos-Music-Movies-Go/42726
> NHC MEDIA: che potete acquistare anche qui : https://marketplace.secondlife.com/p/NHC-MEDIA-Megavideo-Justin-Youtube-RedTube-Dailymotion-Ustream-Livestream-Radio/513331

E’ sufficiente dare un’occhiata alla loro descrizione per capire quali siano le potenzialità di questi strumenti. Sicuramente per poter essere utilizzati al meglio richiedono un po’ di tempo per la lettura delle istruzioni e la predisposizione di tutto ciò che serve, ma un tempo che poi viene ripagato dalle tantissime possibilità offerte.

I distributori di materiale didattico

Un’aula ben progettata deve mettere a disposizione del docente degli oggetti che gli permettano di fornire ai partecipanti il materiale didattico predisposto a sostegno della lezione.
Non dovrebbero mai mancare:
> un distributore di notecard (o biglietti, come si chiamano con la versione italiana del Viewer 2). Lo segnalo per primo perché le notecard, grazie alla loro flessibilità, posso contenere testi, ma possono anche incorporare qualsiasi altro tipo di oggetto presente nel vostro inventario: landmark utili, immagini e locandine, oggetti da rezzare ecc.
> un oggetto che attivi un link su web, perché l’integrazione fra Second Life e internet può davvero dare risultati straordinari in termini di efficacia. Basti pensare all’utilità di un forum in cui gli allievi possano fare domande o aiutarsi a vicenda in momenti diversi da quelli della lezione. Inoltre su web abbiamo a disposizione le tante possibilità offerte dal web 2.0 e dai social network: la possibilità di caricare la registrazione delle lezioni, mettere a disposizione materiali di ogni tipo nei social network dedicati (www.scribd.com per i documenti; www.slideshare.net per le dipositive, solo per citarne due fra i più conosciuti)
> un media prim, che visualizzi pagine web. Metto alla fine questa possibilità perché le sue potenzialità sono ancora tutte da scoprire. Ricordo che i media prim permettono di visualizzare direttamente nella facciata di un oggetto delle pagine web. Usando questa possibilità in combinazione con strumenti web di condivisione del desktop (ad esempio: www.teamviewer.com oppure www.dimdim.com) posso mostrare agli altri quello che io faccio nel mio computer. Una risorsa davvero interessante, soprattutto per chi insegna temi legati all’informatica, ma che presenta anche qualche limite, come la necessità di usare il Viewer 2, la necessità per il docente di saper usare anche le piattaforme web per la condivisione del desktop e il molto lag che questi prim creano in second life.

Prenotino: basta un clic per prenotarsi ad intervenire

Per chiudere questa rassegna di strumenti utili a chiunque voglia provare a tenere una lezione o a gestire un evento pubblico in Second Life cito il (magico) prenotino, un oggetto che permette alle persone presenti di prenotarsi per fare delle domande. Tanto semplice quanto utile, nel caso si voglia mettere ordine in un gruppo di persone piuttosto attivo e partecipe.
Ecco come funziona: quando qualcuno clicca sull’oggetto, il suo nome compare sopra l’oggetto stesso. Finito l’intervento la persona che si era prenotata può cancellare il proprio nome ricliccando sull’oggetto. Inoltre il proprietario dell’oggetto ha la possibilità in ogni momento di cancellare chiunque o di ripulire tutta la lista. Purtroppo non l’ho ancora visto in vendita in nessun posto. Il mio è un regalo di Magicflute Oh (gruppo Pyramid), poi riadattato dall’amico Alby Uggla, ma se me lo chiedete sarò contento di regalarvelo full perms.

Come dicevo nel titolo: il vantaggio della semplicità. Prendete confidenza con questi oggetti e dedicate un po’ di tempo a predisporre i materiali per sfruttarli al meglio. Ogni evento diventerà una passeggiata.

CIAO e buon divertimento a tutti.

Impa

Biblioteca segreta: le parole dell’erotismo

Serata all’insegna dell’erotismo quella del 28 ottobre scorso all’isola Imparafacile. Nata da un’idea di Helenita Arriaga, “BIBLIOTECA SEGRETA: LE PAROLE DELL’EROTISMO” si presentava come una serata difficile, in cui mescolare ingredienti diversi: letteratura, cinema e musica, secondo un format ormai collaudato negli eventi culturali della land. L’approccio poteva rivelarsi rischioso: l’argomento è quanto di più ‘scivoloso’ possa immaginarsi, quindi ogni scelta è stata più volte pensata e discussa, proprio per evitare cadute di stile.

Il punto di partenza è stato un volume curato da Giovanni Casalegno per Einaudi, “Nella tua carne”, uscito nel 2009: si tratta di un’antologia di racconti erotici (il curatore li chiama “gioielli indiscreti”), alcuni dei quali scritti da autori noti, o notissimi, per altro genere di scrittura (ad esempio D’Annunzio, Maupassant, Balzac), altri scritti da autori dichiaratamente dediti a scrittura di genere (De Sade o Sacher-Masoch). Dove per genere è anche difficile intendersi, dato il confine labilissimo tra letteratura erotica e pornografia. C’è chi pensa che la differenza stia nella presenza di un coinvolgimento sentimentale dei protagonisti: dove c’è, allora siamo di fronte a erotismo, altrimenti è pornografia. La distinzione forse più comune sta nel grado di esplicitezza: dove c’è ammiccamento c’è erotismo, dove c’è il primo piano, siamo alla pornografia. Ma da questo punto di partenza ci si è ben presto allontanati per rivolgersi a letture più specificamente erotiche e quindi ad una produzione editoriale di genere, che ha un mercato abbastanza consolidato. Tuttavia non si è tralasciato di considerare altro; infatti le letture scelte sono tratte da romanzi o racconti dichiaratamente erotici, ma anche no, segno chiaro che l’erotismo permea la letteratura pur senza essere ricercato. Così le voci di Maryhola McMillan, Lora Lowenstark, Viola Tatham e Daxim Fall si sono alternate alla lettura di brani tratti da “Seta” di Alessandro Baricco, “ Ogni mio desiderio. Autobiografia erotica” di Stella Black, “Per lettera” di Iselin C. Hermann, “I love porn. Racconti zozzi scritti da gente pulita” di autori vari, “Best erotica 2006. Il meglio della narrativa erotica dell’anno”, ancora di autori vari.

Insieme ai brani letterari, si sono succeduti sullo schermo della Virtual Room spezzoni di film come “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci, “Histoire d’O” di Just Jaeckin e “Lezioni di piano” di Jane Campion, nonché i video delle canzoni “Ancora ancora ancora” di Mina, “Je t’aime moi non plus” di Serge Gainsbourg e Jane Birkin e “Etienne” di Guesch Patti.

La serata ha registrato un notevole afflusso di pubblico: gli avatar che sono passati sono stati 63 e si è mantenuta una presenza che non è scesa al di sotto delle 45 unità. Un buon successo, se consideriamo la concomitanza, nella stessa serata, di altri eventi notevoli in SL.

di Helenita Arriaga

OpenSim e mondi virtuali per insegnamento nelle scuole superiori (un esempio tutto Italiano)

Il dibattito sullo spostamento delle attività didattiche fuori dall’ala protettiva della Linden (Second Life) è abbastanza recente, a seguito delle recenti decisioni della Linden di alzare notevolmente i costi rimuovendo gli sconti offerti ad educatori e realtà noprofit. Tuttavia già da diversi anni ci sono molte realtà educational che lavorano utilizzando lo strumento “OpenSim” (http://opensimulator.org).

Il motivo per cui in passato si pensava di utilizzare OpenSim anzichè Second Life (SL) era riassumibile nei seguenti punti:

  • in SL “standard” non potevano entrare i minori di anni 18. Anche se esisteva la TeenGrid in questa potevano entrare solo appunto i teen da 13/17 anni. D’altra parte l’ingresso di avatar adulti e lo scambio di oggetti fra le due grid era abbastanza complesso e difficile da gestire.
  • il costo dell’acquisto e della gestione di una sim, anche con gli sconti del 50% una sim costa 700 $ per l’acquisto più un pagamento di 147.5 $ come tier mensile (aggiungeteci l’IVA e credo che siamo su un costo annuale di 2124$ (pari a circa 1600 €). Queste cifre dovranno essere raddoppiate dal 1 Gennaio 2011.
  • il controllo del contenuto e dell’accesso. La delega della gestione hardware e della gestione delle policy alla Linden se da un lato semplifica molto riducendo i problemi, d’altro canto impedisce un controllo effettivo di chi abbia accesso ai dati (problemi di privacy, e di proprietà intellettuale). Ricordiamo che tutto il contenuto immesso in SL, nonostante le apparenze diventa di fatto di proprietà della Linden e memorizzato su server non controllati.

D’altronde vi erano alcuni e diversi problemi nello scegliere una architettura OpenSim:

  • Complessità della gestione dell’infrastruttura tecnica (Mantenere un server OpenSim può essere un problema non indifferente necessitando di tecnici, amministratori di sistema) e sicuramente non alla portata di una scuola superiore per quanto organizzata adeguatamente.
  • Instabilità e mancanza (o implementazione parziale) di feature importanti come ad esempio l’uso della voce, la possibilità reale di essere in molti avatar su una sim (in SL si riesce normalmente ad arrivare senza particolari problemi a 40 avatar, su OpenSim a volte ci sono problemi anche solo con 10 persone collegate).
  • Lo scripting di OpenSim è abbastanza diverso da quello di SL, per cui attività banali che si possono fare su SL possono risultare più grezze o non funzionare per nulla su OpenSim.

Nonostante i difetti preannunciati alcuni insegnanti pionieri si sono voluti cimentare e hanno recentemente svolto degli esperimenti didattici in OpenSim. Ecco il video della loro esperienza. Presentata con ottimo successo all’iniziativa

3 giorni per la scuola‘ http://www.3giorniperlascuola.it/3g2009/index.php
Città della Scienza
Napoli 13 14 15 ottobre 2010

Vedete anche sul blog:  http://matematicando3d.blogspot.com/

E qui di seguito il depliant della loro presentazione.

DIDATTICA DELLA MATEMATICA NEI MONDI 3D
Il progetto prevede una sperimentazione di insegnamento della matematica nei mondi virtuali, ambienti tridimensionali, fruibili grazie a SLW (second life world) una opensim gestita dall’ANSAS. I docenti interessati a tale sperimentazione (insegnanti di matematica e non solo, provenienti da varie città)si cimentano da circa un anno, nella progettazione di attività per una didattica della matematica innovativa e interattiva che utilizza una nuova metodologia di insegnamento: la metodologia immersiva. Gli alunni imparano giocando, utilizzando software simili a videogiochi, frequentano laboratori e luoghi di apprendimento, si cimentano nella risoluzione di quiz logici, in costruzioni geometriche non sempre riproducibili nella realtà, approfondiscono le loro conoscenze scoprendo curiosità e applicazioni non sempre riportate nei testi scolastici. Tutto ciò accedendo alla opensim attraverso il computer e partecipando alla pratica operativa nelle vesti di avatar.. Il progetto didattico è ancora in via di sperimentazione. L’intento del gruppo di lavoro è quello di verificare la potenzialità educativa della didattica nei mondi virtuali sperimentandola prima nelle proprie scuole. L’esperienza potrà essere riprodotta da tutti i docenti che riterranno i mondi virtuali, utili per una forma di insegnamento alternativo. I mondi 3D sono ambienti stimolanti per una partecipazione attiva e divertente per gli studenti e non solo. Costruire strumenti didattici è proficuo e stimolante anche per i docenti che attraverso un’interazione in rete tra  scuole diverse ampliano le loro conoscenze. L’ideazione, l’organizzazione e la realizzazione in mondi virtuali di ambienti e laboratori di pratica  operativa logico-matematica sono alla base del nostro progetto di gruppo che si propone di superare l’individualismo valorizzando il contributo di ciascuno, di confrontarsi per migliorare la motivazione all’insegnamento, condividendo un obiettivo comune, costruendo insieme, lavorando in simbiosi, superando anche difficoltà tecniche, quali formazioni professionali diverse, individuazione iniziale di ruoli dei membri, obiettivi differenti.
I relatore: matematica piacevole in 3D, quiz, illusioni e altro.
II relatore: geometria in 3D, laboratorio di costruzioni.
DOCENTI PARTECIPANTI: Giannetti Luisa (Napoli) e Messere Maria (Bari) relatrici, Bozzuto Roberto (Foggia) supporto tecnico, Giurgola Giliola (Torino).

Ci sono un sacco di altre esperienze simili, e sicuramente varrebbe la pena scambiarsi le proprie esperienze.

Comunità di apprendimento in ambienti virtuali tridimensionali

Contributo di Marinu Gausman (aka Maria Guida), per lo spazio Imparafacile
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Lentamente anche nelle forme di istruzione più formali si fa strada la concezione che l’idea di insegnamento inteso come semplice trasmissione di informazioni è inadeguata e che l’apprendimento va visto come trasformazione che deriva dall’acquisizione di nuovi saperi costruiti in modo collaborativo attraverso un processo negoziale.

LE COMUNITA’ DI APPRENDIMENTO
Le comunità di apprendimento vanno in questa direzione. Esse hanno avuto negli ultimi anni un grande sviluppo spontaneo nella rete e uno dei motivi del loro successo va ricercato nel fatto che esse sono basate su relazioni paritarie, in cui l’unico tipo di autorevolezza deriva dalla reputazione e dalla competenza, e che tale struttura consente il riconoscimento dei bisogni formativi di ciascuno.

Nel mio lavoro di docente e di e-tutor trovo molto convincente il modello didattico della comunità di apprendimento: per questo ho creato una comunità di apprendimento di fotografi in Second Life, per osservare il valore aggiunto, in termini di senso di presenza, che i mondi virtuali possono dare all’esperienza ormai consolidata delle comunità di apprendimento in rete.

Second Life dà infatti agli utenti l’opportunità di incontrarsi in uno spazio comune, interagire tra loro e costruire il loro percorso formativo anche sulla base delle relazioni così definite. Per questo talvolta si parla di “emotional bandwidth” [Guida, 2008] cioè di banda emozionale.

La scelta della fotografia è spiegata dal fatto che l’esperienza della comunità rappresenta per me la naturale evoluzione di precedenti modalità di insegnamento in Second Life: una prima esperienza fatta con un corso di impianto piuttosto tradizionale e una seconda in cui ho sfruttato più a fondo le peculiarità dell’ambiente virtuale come ad esempio la possibilità, inesistente nel mondo biologico, di muoversi rapidamente nello spazio e nel tempo.

Insegnare fotografia, un hobby per me nel mondo fisico, qui si è dunque trasformata in un’occasione di studio delle potenzialità didattiche e formative dell’ambiente e sulle modalità di interagire e relazionarsi delle persone coinvolte.

L’ESPERIENZA DELLA CAMERA CHIARA

La comunità di apprendimento di fotografi in Second Life si chiamava “La Camera Chiara” , omaggio esplicito all’omonimo libro di Roland Barthes, [La chambre claire, Paris 1980] in cui la fotografia, è pensata come «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo».

La Camera Chiara ha suscitato un grande interesse e questo può essere spiegato, in parte, dalla nostra necessità di essere membri di gruppi composti da soggetti simili a noi, nel mio caso fotografi, persone che condividono un insieme di interessi, valori e credenze.
Questa comunità ha posto attenzione allo sviluppo di una cultura dell’apprendimento in cui la conoscenza e le abilità sono distribuite fra i membri. Individualmente, ciascuno ha contribuito alle attività del gruppo, permettendo al gruppo di realizzare di più di quello che i membri avrebbero potuto fare da soli, con il vantaggio che tutti hanno acquisito una più profonda comprensione sia del contenuto che dei processi. I problemi discussi hanno portato a soluzioni condivise [Schon, 1983].

Il gruppo de La Camera Chiara ha funzionato sia come comunità di apprendimento con un interesse nella condivisione e compartecipazione del processo collaborativo di apprendimento in un contesto sociale, sia come comunità di pratica [Wenger, 1998] in cui i membri sono stati attivamente impegnati a comprendere ciò che significa essere fotografi in Second Life attraverso un processo essenzialmente esperienziale e sociale, con la consapevolezza che la comunità rappresentava un mezzo sia per conoscere sia per esprimere se stessi.

LE ATTIVITA’ DEL GRUPPO

Nel concreto le attività del gruppo, che si è riunito per sei mesi ogni mercoledì, sono state molto varie ma sempre orientate a condividere problemi tecnici, esperienze, trucchi, metodologie.
Talvolta si affrontava un problema tutti assieme e ciascuno offriva la sua esperienza e la sua soluzione; talvolta si faceva una lezione tematica in cui i membri rivestivano a turno il ruolo di esperto e docente; talvolta si decideva un tema o un luogo e si andava a scattare tutti assieme.

Durante la settimana le foto venivano postate in un apposito gruppo di Flickr per condividerle e discuterne le caratteristiche tecniche e/o artistiche nel relativo forum.
A volte si sceglieva una particolare situazione da studiare, ad esempio come far foto a un matrimonio, sfruttando la possibilità di Second Life di ricreare completamente e facilmente il set, dalla chiesa, al paesaggio, agli abiti degli sposi, alle pose fotografiche.
Capitava talvolta di partecipare individualmente a dei concorsi fotografici e, se uno dei membri vinceva, il successo di uno veniva percepito come successo di tutti.

L’IMPORTANZA DELLA PRESENZA

Le attività che i membri hanno dimostrato di prediligere sono senz’altro quelle in presenza, in cui essi interagivano simultaneamente con l’uso della voce o con la chat testuale, probabilmente perché l’interazione personale gioca un ruolo significativo nell’apprendimento e nella definizione del sé mentre la partecipazione al forum, inizialmente intensa, diminuiva sempre più col passare del tempo e si limitava al postare link utili o indicazioni di luoghi.

L’esperienza conferma che la presenza simultanea in un ambiente virtuale dà un valore aggiunto alle comunità di apprendimento poiché consente di superare i limiti ben noti dell’interazione comunitaria in rete, caratterizzata da lunghi tempi di attesa e da mancanza di fattori extralinguistici di regolazione che portano a lentezza e/o scarsa efficienza nell’assunzione di decisioni e a discussioni interminabili nei forum.

E’ evidente che la collaborazione quasi mai è un dato di partenza. La collaborazione va costruita in termini di modalità, ruoli, lessico. Questo è stato uno dei punti di difficoltà e di sfida de La Camera Chiara come di qualunque altra comunità.

CONCLUSIONI

La Camera Chiara è stata vissuta come un “viaggio” nell’apprendimento, un viaggio che richiede la collaborazione, l’esplorazione, la dimensione aperta: non ci sono risultati di apprendimento specifici e predeterminati.
Se avete un argomento che vi appassiona provate a creare una comunità di pratica in un mondo virtuale: è un’esperienza che non vi deluderà.
Se poi vorrete condividere con me le vostre esperienze e riflessioni ne sarò felice.
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Note:


La Camera Chiara http://www.flickr.com/groups/lacamerachiara/

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Bibliografia
Brown A.L., & Campione J. C., Communities of learning and thinking: Or a context by any other
name, in Ligorio B., “Community of learners” in TD, Tecnologie didattiche, n. 4, 1994
Guida, M. “ Emotional bandwidth: un apprendimento ben situato” in “IR – Innovazione e ricerca” webzine dell’ANSAS (ex Indire) Ottobre 2008
Schon, D. A. The Reflective Practitioner: how professionals think in action. New York, Basic Books 1983.
Wenger, E. Communities of practice: learning, meaning and identity. Cambridge, Cambridge University Press. 1998.