Interpretare un personaggio

Una delle difficoltà maggiori di chi comincia a fare gioco di ruolo è quella di inventare e animare un personaggio. Periodicamente qualche land attiva corsi di GdR per introdurre i neofiti al gioco. Personalmente ne ho sempre diffidato: interpretare un personaggio è un’arte che si apprende col tempo, prevalentemente imparando dai migliori.

foto di Neve LavilleIl personaggio di un GdR è un alter ego attraverso il quale interagire con il mondo del gioco e prendere parte alla storia collettiva, come all’interno di un romanzo o di un film. Un buon modo per cominciare è quello di costruirsi un background, e di conseguenza una certa personalità, coerente sia col char (charachter, personaggio, PG) che ci si appresta ad interpretare, sia con l’allineamento dell’eventuale gruppo di appartenenza. Molti considerano il background una specie di bigliettino da visita, un modo come un altro di presentarsi. In realtà non è obbligatorio né indispensabile renderlo pubblico: potrebbe anzi essere più divertente scoprirsi agli altri gradualmente, incuriosirli creando occasioni di scambio. Costruirsi una storia serve innanzitutto a se stessi e a riflettere sul proprio personaggio, allo scopo di garantire la massima coerenza fra il proprio char e le sue azioni, rapportarsi correttamente agli altri, orientarsi negli imprevisti nella storia. Del resto anche noi siamo il risultato del nostro vissuto, e le scelte che compiamo ne sono la logica conseguenza. Lo stesso dovrebbe valere per il nostro PG.

Un buon punto di partenza per costruirsi una storia potrebbe essere quello di rispondere alle domande che seguono.

Quanti anni hai? Da cosa trai nutrimento? Chi sono i tuoi genitori? Sono ancora vivi? Come hai trascorso la tua infanzia? Che tipo di istruzione hai ricevuto? C’è qualcosa, un incontro o un evento, che ha cambiato il tuo destino, influito sulla tua vita? Hai una famiglia tua? Sei una persona/creatura stimata, amata, temuta? Qualcuno rimpiange la tua assenza? Com’è stato il tuo primo impatto col Soprannaturale, eri confuso, spaventato, affascinato? Chi ti ha insegnato quello che sai (poteri, conoscenze, abilità, arte del combattimento)? Cosa ti ha portato qui? Come hai incontrato i tuoi compagni? Quali sono i tuoi scopi? Chi sono i tuoi nemici? Cerchi vendetta? Hai delle ambizioni nella scala gerarchica?

foto di Neve Laville

Per definire la psicologia del proprio personaggio, in genere si consiglia di fare riferimento ai cosiddetti “Allineamenti”. Darsi un allineamento significa dare una certa mentalità al proprio PG, secondo due criteri: i tre fattori di idealismo (Buono, Neutrale e Malvagio) e i tre fattori di comportamento (Legale, Neutrale, Caotico). Combinando questi fattori si ottengono nove tipologie base di allineamento, descritte di seguito. Va da sé che gli allineamenti possibili sono praticamente infiniti. Ognuno gestisce il proprio personaggio in modo autonomo ed originale ed i più esperti riescono ad interpretare sfumature psicologiche molto complesse. Il consiglio migliore che mi sento di dare a questo riguardo è quello di conoscere gli allineamenti, per poterli ignorare totalmente.

1. Legale Buono
Un personaggio legale buono si comporta esattamente come si pensa o ci si aspetta che agisca una persona di indole buona. Unisce un forte sentimento di opposizione nei confronti del male alla disciplina necessaria per combatterlo. Dice sempre la verità (o ciò che crede la verità), mantiene la parola data, aiuta i bisognosi e combatte le ingiustizie. Un personaggio legale buono odia vedere i colpevoli farla franca.

2. Neutrale Buono
Un personaggio neutrale buono fa sempre del suo meglio, nei limiti delle sue possibilità. E’ spesso l’incarnazione del benefattore, rispetta la parola data, mente molto difficilmente, i suoi sforzi sono protesi ad aiutare gli altri, magari lavorando in gruppo. Non è solito tradire, come non è corruttibile dal denaro o dalla gloria.

3. Caotico Buono
Un personaggio caotico buono segue soltanto la propria coscienza, senza preoccuparsi di ciò che gli altri si aspettano da lui. E’ comunque ad essere gentile e ben disposto. Crede nel bene e nella giustizia, ma non ha molto rispetto per le leggi e le regole. Odia quando qualcuno cerca di intimorire gli altri o imporre loro la propria volontà, segue la sua morale che, anche se positiva, potrebbe non coincidere con quella comune.

4. Legale Neutrale
Un personaggio legale neutrale agisce come gli suggeriscono leggi, tradizioni o il suo codice d’onore personale. L’ordine e l’organizzazione sono valori molto importanti per lui. Può credere nell’ordine per se stesso e vivere quindi secondo un codice preciso, oppure credere nell’ordine per tutti e essere dalla parte di un governo forte e ben organizzato.

5. Neutrale Puro
Un personaggio neutrale fa sempre ciò che gli sembra essere la cosa migliore. Tutto sommato considera il bene migliore del male, ma non si sente obbligato a perseguirlo in modo teorico o universale. Alcuni, tuttavia, perseguono la neutralità dal punto di vista filosofico: vedono il bene, il male, la legge e il caos come estremi pericolosi e sostengono la causa della via di mezzo, ritenendola la più equilibrata.

6. Caotico Neutrale
Un personaggio caotico neutrale segue esclusivamente il suo arbitrio. Mette la sua libertà al di sopra di qualsiasi cosa e non lotta per difendere quella degli altri. Respinge l’autorità, odia le costrizioni e si scaglia contro le tradizioni. Un personaggio caotico neutrale tende ad essere imprevedibile, ma non si può dire che le sue azioni siano dettate dal caso.

7. Legale Malvagio
Un individuo legale malvagio prende ciò che vuole seguendo il suo personale codice morale, senza alcun riguardo per chi ferisce nel farlo. Si dimostra legato alle tradizioni e ai concetti di lealtà e di ordine, ma non rispetta la libertà, la dignità o la vita. Gioca secondo le regole, ma senza alcuna pietà o compassione. Si trova a suo agio all’interno di una gerarchia e ambisce a dominare, ma è comunque disposto anche a servire. Giudica gli altri non in base alle loro azioni, ma secondo la razza, la religione, la terra d’origine e la posizione sociale. E’ restio ad infrangere le promesse fatte, una riluttanza causata in parte dalla sua natura e in parte dal fatto che considera questo ordine necessario per proteggersi da quanti gli si oppongono.

8. Neutrale Malvagio
Un individuo neutrale malvagio è disposto a fare di tutto, finché gli è consentito: pensa solo a se stesso. Non versa lacrime per quelli che uccide, non importa se per guadagno, gusto personale o convenienza. Non ha una particolare propensione per l’ordine, né si illude che seguire le leggi, le tradizioni o i codici morali lo rendano migliore o più nobile.

9. Caotico Malvagio
Un personaggio caotico malvagio fa solo ciò che la sua ingordigia, il suo odio e il suo desiderio di distruzione lo spingono a fare. Immorale, facile all’ira, ingiustificatamente violento e imprevedibile, quando cerca di impossessarsi di ciò che può avere, si comporta in modo brutale e senza scrupoli.

foto di Neve Laville

Alcuni scelgono di interpretare personaggi vicini al proprio sentire, altri preferiscono interpretare un ruolo totalmente diverso dal proprio carattere e temperamento: in un modo come nell’altro, tutto quello che un personaggio esprime non deve essere confuso con il modo di essere del giocatore. Un char “cattivo” difficilmente sarà socievole e gentile (a meno che non stia cercando di ottenere qualcosa) ma questo non vuol dire che non lo sia la persona che lo anima. Tutto quello che viene detto e fatto IC (in charachter), mentre si gioca, va considerato come l’impegno da parte di un giocatore di essere credibile nel suo ruolo. Sembra una notazione superflua, ma la tendenza a confondere un giocatore col suo personaggio è piuttosto diffusa e deleteria ed è anzi la principale fonte di tutte le polemiche e le incomprensioni che insorgono.

Altra cosa importante è prendere coscienza dell’ambientazione, e adeguare di conseguenza linguaggio, abbigliamento e modo di comportarsi. Saper ruolare non significa imparare a “dare del voi”: significa acquisire sistemi e codici di comportamento, agire come fossimo i personaggi di un libro di cui siamo gli autori. E’ un’operazione che richiede fantasia, impegno, tempo e pazienza.

One thought on “Interpretare un personaggio

  1. maurizio ha detto:

    lei si che mi interpetra bene , quello che ho letto fino adesso sono io . il mio modo di pensare il mio modo di fare e prorio scitto qui!!! vorrei intepretare il mio grande attore che adesso nn ce piu’ troisi

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