L’aggressività in rete

Ci sono molti comportamenti aggressivi che vengono perpetrati in rete che bisogna combattere a tutti i costi, come il cyberbullismo, ad esempio. Questi casi vanno denunciati alle forze dell’ordine, che hanno nuclei specializzati, molto bravi, per seguire questo genere di reati. Sono comportamenti da non sottovalutare, in particolare quando colpiscono dei minori, come leggiamo dalle cronache. Occorre aiutare i nostri figli a conoscere questi rischi, per difendersi e chiedere aiuto in caso di bisogno. Ricordiamoci sempre che la rete non è un territorio franco, le leggi dello stato e i regolamenti internazionali valgono anche su internet.

Ci sono poi comportamenti più subdoli, che creano un clima negativo attorno alle vittime prescelte, che a volte sfociano in reati e a volta creano solo un clima pesante, che compromette l’agibilità e l’accesso alla rete delle persone. Molti abbandonano Facebook, o anche i Mondi Virtuali, per il clima di intolleranza, i gossip, le aggressioni personali da parte di individui o anche di bande di farabutti.

Ci sono anche comportamenti individuali più “leggeri”, diciamo, di quelli che si creano attorno un’aura di vittimismo, denunciando comportamenti fraudolenti di certuni (quasi sempre non si sa chi) a loro danno. Solitamento è l’ex di turno, sempre fedifrago, mentitore e baro! Solitamente, secondo le statistiche, sono di più le donne ad essere dotate dotate di queste fantasie con cui cercano di mettersi in evidenza. Comportamento puerile, ma che fa danno solo se diretto contro qualcuno in particolare.

Comportamenti aggressivi di gruppo sono poi quelli che si originano dalle “tribù”, gruppi di individui, clan, bande, tenute insieme da un qualche interesse, dalla voglia di bullizzare qualcuno, anche solo diffondendo notizie false o inventandosi storie di sana pianta. Nulla di nuovo sotto il sole, individuare un nemico (a volte immaginario, come succede spesso in politica) è tipicamente un modo per fare gruppo, per creare dei legami, per coalizzarsi contro qualcuno o qualcosa: la tribù rivale, i “nemici”, l’odiato avversario.

Spesso la vittima è un personaggio invidiato (un politico di successo, un leader, uno scrittore) e per questo motivo perseguitato, tanto per darsi una qualche importanza, non avendo altro da valorizzare di se stessi. L’aggravante del fenomeno, nel caso della “banda”, è che in rete si crea una forma di solidarietà, o di complicità se vogliamo, verso l’diatore che denuncia la balla. Arrivano gli amici, i parenti, i sodali, che spesso commentano e rafforzano la balla, diventata così di gruppo.

Comportamenti per lo più maschili sono invece quelli, ad esempio, del “bullo di quartiere”, che minaccia a destra e a manca di far crashare, bannare ecc. A volte questi comportamenti arrivano alle richieste di “pizzo”, con varie modalità. Ma qui si sfocia nel penale, e rientriamo nel caso delle denunce per reato. Altri esempi sono quelli del “boss di quartiere” che detiene, e fa valere, una qualche forma di potere, o di ownership. Squallidi personaggi.

Sono tutti comportamenti negativi, di varia entità e gravità, ma che rendono la rete, e quindi anche un Mondo Virtuale, un posto non facile da vivere per degli sprovveduti, o anche per coloro che, in buona fede, cadono in queste vicende perchè poco attenti a certe dinamiche.

La prima forma di protezione è esserne consapevoli naturalmente, e adottare una serie di difese che con l’esperienza ognuno impara a gestire. La prudenza, innanzitutto: non dare mai informazioni personali, o anche foto, o altri elementi di tracciabilità. Non alimentare mai l’acqua in cui certi viscidi personaggi nuotano, insomma.

Ma la cosa più importante da fare è quella di non farsi condizionare, e vivere le proprie interazioni in rete con prudenza, ma senza stare al gioco di chi su queste cose ci campa, non avendo altro da fare o nessuna vita sociale da difendere. Prudenza, ma anche menefreghismo e spensieratezza, sapendo che chi va per questi mari, questi pesci sempre troverà …

Un saluto a tutti. 🦅

I sociologi della rete hanno torto..!

Percorrere le strade della rete è un affare complesso, che espone ad ogni genere di commenti e di notizie, vere o false che siano, belle o brutte, serene o aggressive, offensive o piacevoli. Sono mari agitati, e chi va per certi mari…

La rete, con la sua pervasività, ha dato un pulpito ai santi e ai ladri, ai benefattori e agli odiatori, ai filosofi e ai frustrati, e anche a farabutti di ogni genere. Lo diceva bene Umberto Eco: “Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli“.

Ma non è solo questo, la rete è qualcosa di molto di più. E’ divenuto terreno d’azione di delinquenti, frustrati, odiatori di professione, truffatori, pedofili, hacker del dark web in cerca di prede, spie, ladri di identità, e chi più ne ha più ne metta. Sono mari agitati, e i deboli, spesso soccombono.

Per questo motivo, e per fortuna, le forse dell’ordine fanno un grande lavoro di indagine e di contrasto, ma questo vale per il rispetto della legge, non certo per l’etica e l’educazione civile. Per questo dobbiamo proteggerci da soli, anche con l’aiuto di quanti sono più simili alle nostre sensibilità, e ai nostri valori.

E allora il teorema che non dobbiamo rinchiuderci nella nostra “bolla“, leggendo e dialogando solo con chi la pensa come noi, è sbagliato. I sociologi della rete hanno torto, perchè questo della rete non è un mondo ideale, dove la parità di diritti e di ascolto è legge comune, è invece un mondo difficile, fatto spesso di soprusi e di sopraffazione dei più deboli.

Questo è il motivo per cui ognuno di noi deve invece crearla quella “bolla” protettiva, se si vuole utilizzare la rete per confrontare idee, dialogare, acambiare esperienze. E questo vale, a maggior ragione, per i Mondi Virtuali, dobbiamo crearci i nostri Firewall, per filtrare gli abusi e gli attacchi gratuiti, aprendo le porte a chi vuole invece dialogare, serenamente, con rispetto delle differenze e delle opinioni.

Il rischio di perdere informazioni e modi di vedere di chi non la pensa come noi va compensato, diversificando le fonti di informazione, e cercando in maniera proattiva il confronto con chi lo permette, ma sempre pronti a gestire i nostri firewall di protezione. E per fortuna questo è possibile, con l’esperienza e la capacità critica.

Non è un mare ideale, quello della rete, è un oceano pieno di ogni genere di creature: dai simpatici cavallucci marini agli squali tigre, pronti ad azzannare i malcapitati e gli indifesi. E’ nostro dovere proteggere noi stessi, e le persone a cui vogliamo bene e che stimiamo. A meno di non ritirarci in cima al palo come San Simeone. Ma io, francamente, non mi ci vedo …

Un saluto.