La parola alle Manager

manager

.

by Francesca Caeran

 

E’ da un pò di tempo che il mio carissimo Capo Redattore AquilaDellaNotte mi chiedeva un articolo sul ruolo dei manager in Secondlife. Ricordo che un giorno, come battuta, gli dissi: ahoo! ma vuoi che io sveli il mistero del mio talento? LOL! Anche se scherzavo, lasciai perdere lo stesso, hehehe … Allora, perchè farlo oggi questo articolo? Bhè, forse perchè ho tempo, o forse perchè desidero soffermarmi sul mio ruolo in Second Life. Sul mio e su quello di tanti altri che, come me, hanno preso un impegno importante: quello di lavorare qui come nella vita reale, stesso coinvolgimento, stessa passione. Ed ecco detta la parola magica: passione. Come in ogni cosa che si fa, se non c’è passione, non c’è nulla. Senza passione si lavora a metà, si aspettano gli ordini da quelli che stanno sopra di te (Owner o cantanti che siano). Senza passione si sopravvive, in tutto e per tutto, senza passione vai avanti sulle punte dei piedi, e non hai quella piccola stella in più negli occhi che ti farà essere diversa dagli altri. Io faccio parte delle super appassionate. Ma quanto mi costa amare questo lavoro, lo so solo io. Ma entriamo un pò più in profondità nel ruolo.

Continue reading  

Aiutiamo Squinternet Lamia

by AquilaDellaNotte Kondor

 

Ho ricevuto una nota da Cajsa Lilliehook, che sta organizzando un evento a favore di Squinternet Larnia, di Donna Flora, che, come alcuni già sanno, è gravemente ammalata. Chiedo a tutti di dare la massima diffusione a questa nota su tutti i gruppi, i blog ed i siti della community Italiana di Second Life. Un’aiuto concreto per la nostra amica.

Chiedo scusa di non salutarvi direttamente. Confesso che sto mandando questa nota a troppe persone. Infatti, sarei felice se vi fosse già arrivata da altre parti, perché l’obiettivo è diffonderla e chiedere il vostro aiuto. Una delle più grandi realizzazioni di Second Life è come i molti gruppi di interesse sviluppano un senso elevato della comunità, una famiglia internazionale di interessi e di entusiasmo. E mai è così presente come quando uno di noi ha bisogno di aiuto. Ed è proprio adesso che Squinternet Lamia, di Donna Flora (http://donnaflora.blogspot.it/) ha bisogno del supporto e dell’incoraggiamento della nostra comunità.

Continue reading  

Le land italiane di Second Life

 

second_life_logo.

by AquilaDellaNotte Kondor

 

Circa un anno fa il nostro Magazine lanciò l’iniziativa di un Censimento di tutte le land italiane di Second Life. Di queste land, gestite da italiani, e punti di riferimento per la comunità virtuale italiana, si raccolsero i dati relativi a:

1 – Nome della land
2 – Tipo Land (G/M/A)
3 – Data di creazione
4 – Slurl
5 – Nome dell’owner (avataar)

6 – Email dell’Owner o del Manager
7 – Manager di riferimento (avatar)
8 – Descrizione sintetica delle attività prevalenti svolte

  Continue reading  

Perchè siamo in Second Life?

lucania_lab_003

.

by AquilaDellaNotte Kondor

 

Questo mese di giugno segna il decimo compleanno di Second Life, il mondo nato dall’intuizione visionaria di Philip Rosedale. Dieci anni sono un periodo lungo, di questi tempi, sono addirittura un’era geologica per il mondo della rete, abituato ad evoluzioni repentine e cambiamenti spesso radicali. Per Second Life non è stato così. Questa piattaforma ha avuto un’evoluzione molto lenta, con pochissimi salti qualitativi nel corso di questi dieci anni. Il voice, le mesh, il Pathfinding … Poca roba, rispetto alle aspettative che si erano create. Siamo ancora in attesa del viewer di Second Life da usare col browser, mentre altri mondi virtuali, come Cloud Party, nascono e crescono. Tuttavia, il mondo della Linden Lab resta ancora oggi, con i limiti e la ferraginosità dei viewers, l’esempio più completo di Mondo Virtuale. Lo è per la tecnologia, dall’alto di un’esperienza decennale, fatta di difficoltà e di miglioramenti progressivi (quanti ricordano i crash frequenti, il lag insuperabile, la precarietà delle connessioni, ecc.), ma lo è soprattutto per la pervicace continuità della community che lo abita. Un milione circa di frequentatori, più o meno assidui, una vivacità costante di attività, di gruppi, di progetti.

Eppure, Second Life, dal mio punto di vista, non rappresenta, a distanza di dieci anni (gli ultimi sei dei quali da me vissuti dall’interno) un progetto di successo, secondo quanto potrebbe, e dovrebbe essere, per dettare un modello evolutivo per i Mondi Virtuali.  Che cos’è che non ha funzionato? In che cosa è lontano da quelli che potrebbero essere, a mio parere, i binari principali dello sviluppo del Metaverso? 

Continue reading  

Escape da Second Life?

by Trisha Abbot

.

escapeSL

.

Sono entrata in SL nell’Agosto del 2009: sono passati quasi 4 anni, ma mi sembra solo ieri… Ricordo il momento esatto in cui sullo schermo è apparso il mio avatar, quello che avevo scelto registrandomi, una ragazzetta mezza punk con i capelli biondi sfumati neri, jeans scuri e canotta a rete. Sono nata a Help Island, atterrando al centro della rotonda, mentre nasceva insieme a me una comitiva di brasiliani 🙂

Sicuramente mi accomuna alla nascita di tanti il senso di smarrimento che subito provai: ed ora cosa faccio? Non ero nemmeno sicura di quale, tra i tanti, fosse Trisha Abbot, finché non ho premuto le freccette, iniziando a camminare. Sì, camminavo… camminavo come un soldatino, ma quel soldatino ero io. Dopo non più di 10 minuti, avevo già deciso di spegnere tutto: mi sembrava così difficile questo gioco, cercavo aiuto ma la non conoscenza della lingua non mi aiutava, ma, al contrario, mi spingeva a fuggire.

Continue reading  

Ho conosciuto Riccardo Rivarola …

Riccardo_001.

Chiunque di voi, appassionati fin dall’infanzia del burattino di Collodi, si fosse venuto a trovare in Second Life poco più di un anno fa, avrebbe di certo seguito le tracce di una persona molto speciale, di un uomo che aveva impegnato il proprio tempo, le proprie energie e le proprie esperienze didattiche, in un progetto tutto dedicato a Pinocchio. Questi di voi si sarebbero di certo imbattuti in Riccardo Rivarola (aka Richy Riba), e nel suo “Pinocchio nella Rete” (http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/10/02/ carissimo-pinocchio/).

Continue reading  

La nuova Regina del fashion in Second Life: Natzuka Miliandrovic

by AquilaDellaNotte Kondor

Natzuka Miliandrovic New Baroque

.

Ricorderete di certo l’intervista che abbiamo fatto a inizio anno, alla nuova Miss Virtual World 2013, Starline Igeria , ebbene, a quanto sembra, Starline ha dovuto abdicare al titolo per impegni in Real Life. Al suo posto, secondo il regolamento dell’organizzazione, è stata quindi eletta la seconda classificata. E, udite udite, ancora una volta, la terza in cinque anni (dopo Mimmi Boa e Anna Sapphire), è un’italiana: Natzuka Miliandrovic. Abbiamo chiesto a Natzuka, appena eletta, di concedere un’intervista, com’è ormai costume per le nuove Miss VW, al nostro Magazine.

Continue reading  

La chiamano Pantera: Momi Hallison

MOMI HALLISON FOTO 2 MOD

.

by Francesca Caeran

.

In tutto il mondo l’Italia è conosciuta anche per i suoi grandi artisti. Lo è nella RL e, ovviamente, essendo Second Life lo specchio virtuale del nostro mondo reale, lo è pure in questo Metaverso. Ed è con piacere che vi presento, anche questo mese, un’altra artista nostrana: la stupenda Momi Hallison!  Lo sapete oramai che mi piace dirvi tutto, e raccontarvi come le idee arrivano nel mio cervellino (hehehhe si, lo vedo che state sorridendo!), fa parte delle cose a cui tengo. Dopo l’articolo pubblicato su Jade Ovis, mi sono arrivati tanti bei complimenti … grazie a tutti muah! (uno in particolare mi ha fatto tanto, tanto piacere: quello di Serena Domenici, di cui sono una  grandissima fan, da quando ho letto un suo articolo, anni fa. Io la reputo una grande scrittrice, nulla a che vedere con la reporter Caeran, lol, ecco perchè mi ha lusingata la cosa 🙂 In mezzo a tutti questi bei complimenti, mi arriva un IM da una grande Signora, che fa parte dello staff di Momi, cioè Miss Lucy May, che mi suggerisce di scrivere su Momi. Grazie Lucy, hai ragione infatti, Momi si merita un articolo, è brava, simpatica, e canta sempre live. Accidenti! Perché mai non l’ho fatto prima?  Perché tutto arriva con il suo tempo, hehhheh. Su, basta chiacchiere … presentiamo Momi.

Continue reading  

Gioco e lavoro: la nuova linfa di Second Life

.b

Snapshot_ArteLibera_001

.

by AquilaDellaNotte Kondor

Questo mese si è festeggiato, nella Second Life italiana, il quinto anno di “Arte Libera”, uno dei gruppi artistici più attivi nel campo dell’arte virtuale. Devo dire che, a mio parere, Arte Libera è tra i gruppi che più si sono distinti, in questi anni, per il livello qualitativo delle sue manifestazioni, ha dato spazio e visibilità a soggetti artistici eccellenti, e riconosciuti a livello internazionale. Ha così contribuito a mettere in evidenza il fatto che i confini dell’arte possono essere allargati anche dentro Second Life.

Continue reading  

La giostra degli Avatar: gli alter

.

03.

Chi di voi, nella Second Life nostrana, non abbia creato almeno un altro avatar, scagli la prima pietra. State pur certi che di pietre non ne arriverebbe neanche una… La quasi totalità delle persone che frequentano Second Life ha almeno un altro Avatar, quando non  due, o tre, o cinque, o dodici! Ho raramente incontrato qualcuno che affermasse di avere quell’unica identità, e, quelle poche volte, non gli ho creduto. Non scandalizziamoci, tanto lo sappiamo, evitiamo di fare i falsi “perbenisti” come direbbe qualcuno. Il punto è un altro. Dando per scontato questo comportamento insito nell’ambiente, chiediamoci per un attimo il motivo di questa abitudine, e soppesiamone, a grandi linee, gli effetti e le conseguenze, nella vita vissuta nel Metaverso. Vi chiedo poi, nei prossimi giorni, di aiutarmi in questa analisi, con i vostri commenti e le vostre testimonianze dirette.

Continue reading  

Jade75 Ovis: l’altra metà della coppia con Altum Neox

.

by Francesca Caeran

JADE perfetta

.

Di solito, quando devo scrivere un articolo, la prima cosa che faccio, dopo aver scelto a chi dedicarlo, è mandare una serie di brevi domande al cantante.  Le sue risposte mi aiuteranno poi a descriverlo bene. Nella stessa occasione, chiedo sempre il suo permesso per poter scrivere con il suo pieno consenso. Mi sembra una cosa doverosa, anche se poi, come tutti sanno, la critica non è mai negativa, ma sono più che altro lodi, le mie.  Qualche settimana fa chiesi a Cesko di consigliarmi sulla scelta di un nuovo cantante a cui dedicare il mio prossimo articolo, lo volevo italiano, e, come al solito, un vero cantante live. Cesko mi rispose senza esitare: bhè, sarebbe anche ora che tu dedicassi un articolo al tuo cantante Fabio78.

Continue reading  

Un tributo ad un genio del Metaverso: Rose Borchovski

Andate a vedere, o a rivedere se l’avete già fatto, l’installazione “The Arrival” di Rose Borchovski al MiC (http://maps.secondlife.com/secondlife/MIC/204/156/40). Vi sembrerà di immergervi in uno di quei quadri di Hieronymus Bosch, il famoso pittore olandese del XV secolo. Ogni dettaglio va osservato con cura, ogni personaggio, ogni oggetto. Ognuna delle componenti dell’installazione è un contributo insostituibile alla visione dell’insieme. Persino gli oggetti più minuti, i fasci di luce, i volti, disegnano uno scenario perfetto da cui non vorreste più allontanarvi. Ogni scena vi porta ad un’altra, ogni dettaglio ad un suo predecessore. Potreste passarci ore, non vi stanchereste mai. Le immagini che ho montato non rendono certo l’idea: dovete camminarci dentro, viverla. Quando si parla di arte nel Metaverso, spesso con troppa superficialità, venite con la mente a questa opera di Rose. Capirete la differenza tra qualcosa che può definirsi arte e i pur fantasiosi manufatti che si vedono in giro per Second Life. Non è corretto fare paragoni. Molti sono gli artisti, i creativi che lavorano nel Metaverso, ognuno con passione e impegno. Ma se qualcuno dovesse chiedermi, in giro per il mondo, o in una galleria d’arte di Roma o Milano, se c’è arte nel Metaverso, gli risponderei mostrandogli queste immagini. Non credo che qualcuno sarebbe in grado di smentirmi … Un tributo a lei, a Rose Borchovski. Buona visione.

 

Le foto le trovate sul mio Flickr:

 

http://www.flickr.com/photos/aquiladellanottekondor/sets/72157633181053794/

 

L’essenza del lavoro nel Mondo Virtuale

Negli ultimi mesi, ogni qualvolta che presentavo un’idea, una iniziativa in Second Life, ogni volta che discutevo con amici o conoscenti, owner o artisti, giornalisti o stilisti, ci si trovava spesso a dibattere intorno al significato di “lavoro” nel Mondo Virtuale. C’era chi negava decisamente di lavorare in Second Life, chi invece presentava il proprio impegno virtuale come puro divertimento, e chi, tracciando una linea netta di separazione tra la vita reale e quella virtuale, sosteneva che ne aveva tanto fin sopra i capelli del proprio “lavoro” reale, che era assurdo per lui pensare di fare qualcosa anche nel Mondo Virtuale. Ho sempre ascoltato con un certo disagio queste argomentazioni, poiché io utilizzo il Metaverso per divertirmi, mentre lavoro, non distinguo le due cose. Mi sono quindi trovato a chiedere a me stesso quale fosse, dal mio punto di vista, il vero significato di “lavoro”.

Continue reading  

Poltergeist

by AquilaDellaNotte Kondor

.

     Solkide Auer @ tKF

Abbiamo visitato in anteprima la mostra di Solkide Auer, “Poltergeist” allestita a Solaris (http://maps.secondlife.com/secondlife/Solaris Island/172/41/1402), a cura della Torno Kohime Foundation a partire dallo scorso 20 marzo. Una meraviglia di colori e di luce, che avvolgono il visitatore e invadono i sensi in un turbinio di sensazioni visive che non possono lasciare indifferenti. Abbiamo approfittato della disponibilità dell’autore per chiedergli di darci, lui direttamente, gli elementi d’interpretazione di quest’opera.

AquilaDellaNotte Kondor: Solkide, dimmi di quest’opera, davvero notevole.

Solkide Auer: di base, è un lavoro che è tipico delle mie creazioni tradizionali, in cui la geometria fa da linea conduttrice.

AquilaDellaNotte Kondor: stavolta è molto complesso…

Solkide Auer: si, ho voluto incentrare il tutto in uno spazio più ristretto, in cui il visitatore viene completamente assorbito dall’opera. Non a caso il titolo e’ Poltergeist.

AquilaDellaNotte Kondor: ci sono delle linee radiali, molto suggestive, e mi sarei quindi aspettato una sfera per questo, invece hai dato una forma allungata…

Solkide Auer: si delineano delle direzioni ben precise, come se fossero un riferimento nella confusione delle altre forme, che comunque non sono proprio confuse, diciamo probabili vie di fuga da queste presenze, che avvolgono il visitatore.

AquilaDellaNotte Kondor: perchè questo titolo? Richiama una presenza ultraterrena.

Solkide Auer: si, in fondo tante storie raccontano che le presenze sono intorno a noi, ma che non le vediamo. Ho voluto provare a immaginarle, e dare loro una forma.

AquilaDellaNotte Kondor: parlami delle altre tue opere che stai preparando.

Solkide Auer: ho avuto  la possibilità di esporre per la LEA per 5 mesi, in una land intera, tutta per me, e sto preparando una  serie di lavori legati al mito dei Pink Floyd, ma comunque ideati dalla mia fantasia. Penso entro maggio di finire.

AquilaDellaNotte Kondor: sarà molto grande allora, non ci anticipi nulla?

Solkide Auer: posso dirti che comunque ci saranno i simboli che hanno rappresentato la storia dei Pink Floyd, prima tra tutti il prisma di Dark Side of the Moon, che sarà il punto di arrivo.

AquilaDellaNotte Kondor: fantastico!

Solkide Auer: è un pò più grande della piramide di Cheope in Egitto (quella vera!) AquilaDellaNotte Kondor: ci avviserai in anteprima, allora.

Solkide Auer: certo, contaci.

AquilaDellaNotte Kondor: ci vediamo presto allora. Grazie per questa chiacchierata.

Solkide Auer: grazie a te, a presto.

E, come al solito, lasciamo alle immagini il compito di darvi un’anticipazione di quello che vedrete visitando l’opera direttamente. Buona visita!

.

Snapshot_Solkide_Solaris_001Snapshot_Solkide_Solaris_005Snapshot_Solkide_Solaris_002Snapshot_Solkide_Solaris_bis_001Snapshot_Solkide_Solaris_003

Vita da Avatar: istruzioni per l’uso

AVATAR3

.

by Mascia Luminos

.

E’ inequivocabile, noi in Second Life siamo pixel, Avatar. Trascorriamo ore ed ore, mesi ed anni, a rimanere “anonimi”, non siamo obbligati a fornire il nome e le generalità, perciò possiamo permetterci di godere della nostra vita spensierata restando dei perfetti sconosciuti, appellandoci alla legge per la quale Second Life è Second Life e RL è RL ergo:  due mondi  ben distinti dunque. In effetti, nessuno può dire niente, questa è la prima regola per chi entra nella “seconda vita” ma poi, quando in questo “Metaverso” ci viviamo a lungo, sarà poi sempre così facile mantenere la privacy? Per rispondere a questo bisogna tornare indietro, a quando eravamo “niubbi”. Innazitutto quando entrai io, per esempio, si “nasceva” in una land di accoglienza, ove erano spiegati a caratteri cubitali tutti i passaggi tecnici per muoversi, agire, volare e teletrasportarsi, così come usare l’inventario cose tecniche quindi ma… c’erano anche i Mentor.  Ecco, proprio loro, “gli angeli” di Second Life, specie quando erano anche riconosciuti e approvati dalla Linden. Essere Mentor era una vera e propria missione, ed io mi imbattei proprio in un Mentor, che aveva modi un po’ sbrigativi, per quanto riguarda le informazioni tecniche, ma fu davvero unico nel darmi le informazioni “di vita”. Pensandoci bene fu un “insegnante di vita virtuale” perché mi fece tutte le raccomandazioni possibili su cosa può accadere in Second Life. Ecco alcune regole: non rivelare la tua identità o, ancor peggio, dove abiti; attenzione sempre a quello che scrivi in IM: ti si potrà ritorcere contro; non fidarti troppo, incontrerai persone che sono il peggio del peggio, mentiranno su tutto; e così via. Di tutte quelle raccomandazioni, che mi parvero esagerate, una mi restò impressa e decisi di ascoltarla, e mettere dei paletti, fra me e coloro che avrei incontrato. Li piantai bene, e nonostante fossi molto dubbiosa sul fatto che in Second Life vi siano ad ogni angolo persone contorte, bugiarde, eccetera, entrare in quel mondo fu subito affascinante… e lo è tuttora, voglio aggiungere.

Second Life mi piace, non c’è che dire, ma … le regole dell’uso, a distanza di tempo, hanno preso il loro valore e la loro giusta dimensione, ed io spesso mi sono ricordata di quel Mentor che fu fra l’altro il mio primo contatto ed, ahimè, ora entra anche pochissimo.

Mi informò anche delle land a luci rosse e di altre dove puoi essere fatta prigioniera o torturata, ed io… che domandavo e non capivo … ma torturata di cosa? Un Avatar? Certo, può accaderti di tutto, ma solo se accetti, però anche io appena entrata accettai un morso e  da non so chi solo perché pensavo che mi stesse inviando un Landmark di negozi freebies. Comunque, sempre per la regola “non è vero ma ci credo” meglio stare lontani dai “pericoli”, fino a quando non si comprendono i meccanismi e certe dinamiche di Second Life. Accade poi che incontri persone che vivono qui da molto più tempo, che sono già state svezzate dalla vita tormentosa di questo ambiente pixellato. Gente già smaliziata, che racconta la propria vita o storia rivelando la propria identità e dove abita, con tanto di telefono cellulare e ti chiedi ”che sia vero che si chiama sig. Rossi ed è separato e vive a Canicattì e fa lo psicologo?” A quel punto non si sa che comportamento tenere, perché, di fronte a cotanta sincerità, il non rivelarsi fa diventare automaticamente te “un falso” ma come? Non dire come ti chiami in RL, o che lavoro fai, o il tuo stato civile, ti rende ‘falso’ in un mondo virtuale? I dubbi si accumulano, e i sensi di colpa ci assillano. I sensi di colpa, sul non volerti svelare più di tanto, in attesa di sviluppi migliori, o di acquisire maggior fiducia. Eppure, io sostengo che questo è un modo per difendersi, che non deve destabilizzare, meglio non dire niente che milioni di bugie… poi, inevitabilmente, entrano i sentimenti, si conosce l’amore. E, per favore, non venitemi a raccontare “ah sai io non mi faccio coinvolgere Second Life rimane la finzione”. Mai parole furono più false, perché anche i più accaniti sostenitori di quella tesi, prima o poi, tolgono i baluardi e si “innamorano”. Si, innamorarsi in Second Life, è questo l’argomento che voglio trattare ma dal punto di vista umano.

All’inizio è sempre un gioco, uno scambio di frasi: inviti a vedere le land o eventi in genere poi inviti al gran ballo, e poi molto altro ancora. All’inizio c’è una stanza buia e un solo lumicino,, e il tempo da dedicare a lei/lui è contato, misurato, a volte sembra quasi un favore che fai a te stesso o alla tua lei. Poi… passano i giorni e, se la tua priorità non è usare le ball per le effusioni amorose, facendo a gara a chi ne usa di più, beh … se la tua priorità della tua vita Second Life non è solo il sesso, allora in quel caso il coivolgimento è sempre un crescendo. In Second Life si ama e si soffre per amore, spesso anche più o come in RL, e non lo dico io, lo dicono tutti quelli che si sono innamorati davvero, e poi lasciati per i motivi più disparati.

La differenza fra l’innamorarsi in Second Life e in RL è enorme. In Second Life ci si incontra, si inizia a parlare, a conoscersi sempre di più, il dialogo diviene il fondamento, si parla, si scherza, si piange, ci si confida senza pretese e senza voler sapere com’è l’altra persona, perché durante la fase della conoscenza si cerca di carpire ogni sfumatura nel modo di conversare, o nello scrivere, non importa l’età, non è importante l’aspetto, perché  si guarda l’Avatar… e poi, attraverso gli occhi dell’Avatar,  si arriva nel cuore. E’ una cosa lenta, molto lenta, e proprio perché tutto avviene lentamente, i sentimenti mettono radici profonde… ci si innamora della persona per come si pone, per come scherza o ride, per quello che dice, per i sogni, per i pensieri o per la voce.

E la voglia di stare insieme diviene forte… fortissima, l’aspetto esteriore reale passa in secondo, terzo, quarto piano, prevalgono le affinità elettive, il sentimento puro. Nella vita reale se due che non si conoscono si incontrano, se non si piacciono manco si mettono a parlare, e nemmeno si sorridono, e passano oltre, senza degnarsi di uno sguardo. Vedete, quelle persone lì che si sono sfiorate in RL, e non si sono guardate, e non hanno iniziato a parlare, se si fossero incontrate su Second Life forse si sarebbero anche potute innamorare … ecco la differenza. Mi è capitato qualche tempo fa di parlare con una persona, che mi raccontò di provare dei sentimenti talmente forti per una persona incontrata su questo mondo virtuale, che non era importante se fosse stata grassa, magra, alta, bassa o addirittura portatrice di qualche handicap, tale era la forza di quel sentimento. Beh, certo, dal dire al fare, sempre il mare è di mezzo… Ma finche si vive uno stato d’animo con quella potenza o forza, tutto pare più bello, anche questa vita. La maggior parte delle persone che muovono gli Avatar, in realtà, cercano una compagna o un compagno per farsi compagnia, per andare a ballare e ascoltare, o condividere la vita di questo mondo fatto di tanta fantasia. I sentimenti, le pulsazioni del cuore spesso vanno a mille, non appena vedi la scritta “online” accanto al nome dell’Avatar che in quel momento desideri. Quando si è innamorati non è l’avatar, ma è LEI… o LUI, è il tuo sogno che entra in linea con te.

Insomma, se fosse per me, che sono una romanticona, potrei evocare ormai la famosa frase “Va dove ti porta il cuore”, ma, responsabilmente, dico: “attenti al vostro cuore”. Second Life è tremendamente bella e, allo stesso modo, insidiosa, e spesso si esce distrutti. E’ risaputo che spesso le pene d’amore fanno allontanare dal PC, a volte in modo definitivo, a volte solo per un certo periodo di tempo, di “decontaminazione”, poi si ritorna o con un altro Avatar, o con lo stesso Avi, ma un po’ più corazzati.

Istruzioni per l’uso, non sono certo io la persona che può insegnare, non esiste un manuale d’uso… Ma posso però raccontare ciò che ho visto, e anche in parte vissuto e sentito, poi ognuno di voi faccia le proprie considerazioni. Come avrete notato, ho parlato poco da Avatar e più da persona, perché, in fondo, gli avatar li muoviamo sempre e comunque solo noi.

Ho letto su un profilo di un Avi francese “Se mi parli della tua RL ti muto immediatamente” anche questo avvertimento, in fondo, è una delle tante “corazze” che tentiamo di indossare, chissà se poi questa persona questo avvertimento lo applicherà… La frase mi è piaciuta, dice tutto, rimane un avviso, una “istruzione per l’uso”.

Imperdonabilmente vostra: Mascia.