Stalking … e dintorni

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by AquilaDellaNotte Kondor

 

Prendo spunto da un articolo della mia amica Serena Domenici sul suo blog (blog), rispondendo in qualche modo anche a un invito, per dire la mia sul fenomeno in questione. Intanto, condivido molte delle osservazioni di Serena, ma soprattutto una, ribadita anche da Sniper Siemens nel suo commento: non dare mai informazioni personali a persone che non siano tuoi amici diretti e da te conosciuti con certezza. Si tratta di una norma elementare, la prima che insegniamo anche ai giovani che si avvicinano a Facebook e a quant’altro in rete. Non ci troviamo in un ambiente in cui i diritti sono paritari. Purtroppo il diritto dei violenti e degli stolti è molto più forte del nostro, poiché questa gente si serve solitamente di mezzi che a noi ripugnerebbero, quindi i più deboli sono gli onesti, le persone perbene. Quindi nessuna debolezza o indulgenza, nel farsi trascinare e dare informazioni personali a sconosciuti. Se lo fate, ve la siete cercata! Se invece conoscete la persona in questione, o create con lei un rapporto che poi viene alimentato in RL, allora la questione cambia, e qui il terreno è noto, per quanto altrettanto accidentato, come sappiamo dalla cronaca. Ma è la vita…

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La parola alle Manager

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by Francesca Caeran

 

E’ da un pò di tempo che il mio carissimo Capo Redattore AquilaDellaNotte mi chiedeva un articolo sul ruolo dei manager in Secondlife. Ricordo che un giorno, come battuta, gli dissi: ahoo! ma vuoi che io sveli il mistero del mio talento? LOL! Anche se scherzavo, lasciai perdere lo stesso, hehehe … Allora, perchè farlo oggi questo articolo? Bhè, forse perchè ho tempo, o forse perchè desidero soffermarmi sul mio ruolo in Second Life. Sul mio e su quello di tanti altri che, come me, hanno preso un impegno importante: quello di lavorare qui come nella vita reale, stesso coinvolgimento, stessa passione. Ed ecco detta la parola magica: passione. Come in ogni cosa che si fa, se non c’è passione, non c’è nulla. Senza passione si lavora a metà, si aspettano gli ordini da quelli che stanno sopra di te (Owner o cantanti che siano). Senza passione si sopravvive, in tutto e per tutto, senza passione vai avanti sulle punte dei piedi, e non hai quella piccola stella in più negli occhi che ti farà essere diversa dagli altri. Io faccio parte delle super appassionate. Ma quanto mi costa amare questo lavoro, lo so solo io. Ma entriamo un pò più in profondità nel ruolo.

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Aiutiamo Squinternet Lamia

by AquilaDellaNotte Kondor

 

Ho ricevuto una nota da Cajsa Lilliehook, che sta organizzando un evento a favore di Squinternet Larnia, di Donna Flora, che, come alcuni già sanno, è gravemente ammalata. Chiedo a tutti di dare la massima diffusione a questa nota su tutti i gruppi, i blog ed i siti della community Italiana di Second Life. Un’aiuto concreto per la nostra amica.

Chiedo scusa di non salutarvi direttamente. Confesso che sto mandando questa nota a troppe persone. Infatti, sarei felice se vi fosse già arrivata da altre parti, perché l’obiettivo è diffonderla e chiedere il vostro aiuto. Una delle più grandi realizzazioni di Second Life è come i molti gruppi di interesse sviluppano un senso elevato della comunità, una famiglia internazionale di interessi e di entusiasmo. E mai è così presente come quando uno di noi ha bisogno di aiuto. Ed è proprio adesso che Squinternet Lamia, di Donna Flora (http://donnaflora.blogspot.it/) ha bisogno del supporto e dell’incoraggiamento della nostra comunità.

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Le land italiane di Second Life

 

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by AquilaDellaNotte Kondor

 

Circa un anno fa il nostro Magazine lanciò l’iniziativa di un Censimento di tutte le land italiane di Second Life. Di queste land, gestite da italiani, e punti di riferimento per la comunità virtuale italiana, si raccolsero i dati relativi a:

1 – Nome della land
2 – Tipo Land (G/M/A)
3 – Data di creazione
4 – Slurl
5 – Nome dell’owner (avataar)

6 – Email dell’Owner o del Manager
7 – Manager di riferimento (avatar)
8 – Descrizione sintetica delle attività prevalenti svolte

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Perchè siamo in Second Life?

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by AquilaDellaNotte Kondor

 

Questo mese di giugno segna il decimo compleanno di Second Life, il mondo nato dall’intuizione visionaria di Philip Rosedale. Dieci anni sono un periodo lungo, di questi tempi, sono addirittura un’era geologica per il mondo della rete, abituato ad evoluzioni repentine e cambiamenti spesso radicali. Per Second Life non è stato così. Questa piattaforma ha avuto un’evoluzione molto lenta, con pochissimi salti qualitativi nel corso di questi dieci anni. Il voice, le mesh, il Pathfinding … Poca roba, rispetto alle aspettative che si erano create. Siamo ancora in attesa del viewer di Second Life da usare col browser, mentre altri mondi virtuali, come Cloud Party, nascono e crescono. Tuttavia, il mondo della Linden Lab resta ancora oggi, con i limiti e la ferraginosità dei viewers, l’esempio più completo di Mondo Virtuale. Lo è per la tecnologia, dall’alto di un’esperienza decennale, fatta di difficoltà e di miglioramenti progressivi (quanti ricordano i crash frequenti, il lag insuperabile, la precarietà delle connessioni, ecc.), ma lo è soprattutto per la pervicace continuità della community che lo abita. Un milione circa di frequentatori, più o meno assidui, una vivacità costante di attività, di gruppi, di progetti.

Eppure, Second Life, dal mio punto di vista, non rappresenta, a distanza di dieci anni (gli ultimi sei dei quali da me vissuti dall’interno) un progetto di successo, secondo quanto potrebbe, e dovrebbe essere, per dettare un modello evolutivo per i Mondi Virtuali.  Che cos’è che non ha funzionato? In che cosa è lontano da quelli che potrebbero essere, a mio parere, i binari principali dello sviluppo del Metaverso? 

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Escape da Second Life?

by Trisha Abbot

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Sono entrata in SL nell’Agosto del 2009: sono passati quasi 4 anni, ma mi sembra solo ieri… Ricordo il momento esatto in cui sullo schermo è apparso il mio avatar, quello che avevo scelto registrandomi, una ragazzetta mezza punk con i capelli biondi sfumati neri, jeans scuri e canotta a rete. Sono nata a Help Island, atterrando al centro della rotonda, mentre nasceva insieme a me una comitiva di brasiliani 🙂

Sicuramente mi accomuna alla nascita di tanti il senso di smarrimento che subito provai: ed ora cosa faccio? Non ero nemmeno sicura di quale, tra i tanti, fosse Trisha Abbot, finché non ho premuto le freccette, iniziando a camminare. Sì, camminavo… camminavo come un soldatino, ma quel soldatino ero io. Dopo non più di 10 minuti, avevo già deciso di spegnere tutto: mi sembrava così difficile questo gioco, cercavo aiuto ma la non conoscenza della lingua non mi aiutava, ma, al contrario, mi spingeva a fuggire.

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Ho conosciuto Riccardo Rivarola …

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Chiunque di voi, appassionati fin dall’infanzia del burattino di Collodi, si fosse venuto a trovare in Second Life poco più di un anno fa, avrebbe di certo seguito le tracce di una persona molto speciale, di un uomo che aveva impegnato il proprio tempo, le proprie energie e le proprie esperienze didattiche, in un progetto tutto dedicato a Pinocchio. Questi di voi si sarebbero di certo imbattuti in Riccardo Rivarola (aka Richy Riba), e nel suo “Pinocchio nella Rete” (http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/10/02/ carissimo-pinocchio/).

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La nuova Regina del fashion in Second Life: Natzuka Miliandrovic

by AquilaDellaNotte Kondor

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Ricorderete di certo l’intervista che abbiamo fatto a inizio anno, alla nuova Miss Virtual World 2013, Starline Igeria , ebbene, a quanto sembra, Starline ha dovuto abdicare al titolo per impegni in Real Life. Al suo posto, secondo il regolamento dell’organizzazione, è stata quindi eletta la seconda classificata. E, udite udite, ancora una volta, la terza in cinque anni (dopo Mimmi Boa e Anna Sapphire), è un’italiana: Natzuka Miliandrovic. Abbiamo chiesto a Natzuka, appena eletta, di concedere un’intervista, com’è ormai costume per le nuove Miss VW, al nostro Magazine.

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La chiamano Pantera: Momi Hallison

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by Francesca Caeran

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In tutto il mondo l’Italia è conosciuta anche per i suoi grandi artisti. Lo è nella RL e, ovviamente, essendo Second Life lo specchio virtuale del nostro mondo reale, lo è pure in questo Metaverso. Ed è con piacere che vi presento, anche questo mese, un’altra artista nostrana: la stupenda Momi Hallison!  Lo sapete oramai che mi piace dirvi tutto, e raccontarvi come le idee arrivano nel mio cervellino (hehehhe si, lo vedo che state sorridendo!), fa parte delle cose a cui tengo. Dopo l’articolo pubblicato su Jade Ovis, mi sono arrivati tanti bei complimenti … grazie a tutti muah! (uno in particolare mi ha fatto tanto, tanto piacere: quello di Serena Domenici, di cui sono una  grandissima fan, da quando ho letto un suo articolo, anni fa. Io la reputo una grande scrittrice, nulla a che vedere con la reporter Caeran, lol, ecco perchè mi ha lusingata la cosa 🙂 In mezzo a tutti questi bei complimenti, mi arriva un IM da una grande Signora, che fa parte dello staff di Momi, cioè Miss Lucy May, che mi suggerisce di scrivere su Momi. Grazie Lucy, hai ragione infatti, Momi si merita un articolo, è brava, simpatica, e canta sempre live. Accidenti! Perché mai non l’ho fatto prima?  Perché tutto arriva con il suo tempo, hehhheh. Su, basta chiacchiere … presentiamo Momi.

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Gioco e lavoro: la nuova linfa di Second Life

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by AquilaDellaNotte Kondor

Questo mese si è festeggiato, nella Second Life italiana, il quinto anno di “Arte Libera”, uno dei gruppi artistici più attivi nel campo dell’arte virtuale. Devo dire che, a mio parere, Arte Libera è tra i gruppi che più si sono distinti, in questi anni, per il livello qualitativo delle sue manifestazioni, ha dato spazio e visibilità a soggetti artistici eccellenti, e riconosciuti a livello internazionale. Ha così contribuito a mettere in evidenza il fatto che i confini dell’arte possono essere allargati anche dentro Second Life.

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La giostra degli Avatar: gli alter

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Chi di voi, nella Second Life nostrana, non abbia creato almeno un altro avatar, scagli la prima pietra. State pur certi che di pietre non ne arriverebbe neanche una… La quasi totalità delle persone che frequentano Second Life ha almeno un altro Avatar, quando non  due, o tre, o cinque, o dodici! Ho raramente incontrato qualcuno che affermasse di avere quell’unica identità, e, quelle poche volte, non gli ho creduto. Non scandalizziamoci, tanto lo sappiamo, evitiamo di fare i falsi “perbenisti” come direbbe qualcuno. Il punto è un altro. Dando per scontato questo comportamento insito nell’ambiente, chiediamoci per un attimo il motivo di questa abitudine, e soppesiamone, a grandi linee, gli effetti e le conseguenze, nella vita vissuta nel Metaverso. Vi chiedo poi, nei prossimi giorni, di aiutarmi in questa analisi, con i vostri commenti e le vostre testimonianze dirette.

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Jade75 Ovis: l’altra metà della coppia con Altum Neox

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by Francesca Caeran

JADE perfetta

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Di solito, quando devo scrivere un articolo, la prima cosa che faccio, dopo aver scelto a chi dedicarlo, è mandare una serie di brevi domande al cantante.  Le sue risposte mi aiuteranno poi a descriverlo bene. Nella stessa occasione, chiedo sempre il suo permesso per poter scrivere con il suo pieno consenso. Mi sembra una cosa doverosa, anche se poi, come tutti sanno, la critica non è mai negativa, ma sono più che altro lodi, le mie.  Qualche settimana fa chiesi a Cesko di consigliarmi sulla scelta di un nuovo cantante a cui dedicare il mio prossimo articolo, lo volevo italiano, e, come al solito, un vero cantante live. Cesko mi rispose senza esitare: bhè, sarebbe anche ora che tu dedicassi un articolo al tuo cantante Fabio78.

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Un tributo ad un genio del Metaverso: Rose Borchovski

Andate a vedere, o a rivedere se l’avete già fatto, l’installazione “The Arrival” di Rose Borchovski al MiC (http://maps.secondlife.com/secondlife/MIC/204/156/40). Vi sembrerà di immergervi in uno di quei quadri di Hieronymus Bosch, il famoso pittore olandese del XV secolo. Ogni dettaglio va osservato con cura, ogni personaggio, ogni oggetto. Ognuna delle componenti dell’installazione è un contributo insostituibile alla visione dell’insieme. Persino gli oggetti più minuti, i fasci di luce, i volti, disegnano uno scenario perfetto da cui non vorreste più allontanarvi. Ogni scena vi porta ad un’altra, ogni dettaglio ad un suo predecessore. Potreste passarci ore, non vi stanchereste mai. Le immagini che ho montato non rendono certo l’idea: dovete camminarci dentro, viverla. Quando si parla di arte nel Metaverso, spesso con troppa superficialità, venite con la mente a questa opera di Rose. Capirete la differenza tra qualcosa che può definirsi arte e i pur fantasiosi manufatti che si vedono in giro per Second Life. Non è corretto fare paragoni. Molti sono gli artisti, i creativi che lavorano nel Metaverso, ognuno con passione e impegno. Ma se qualcuno dovesse chiedermi, in giro per il mondo, o in una galleria d’arte di Roma o Milano, se c’è arte nel Metaverso, gli risponderei mostrandogli queste immagini. Non credo che qualcuno sarebbe in grado di smentirmi … Un tributo a lei, a Rose Borchovski. Buona visione.

 

Le foto le trovate sul mio Flickr:

 

http://www.flickr.com/photos/aquiladellanottekondor/sets/72157633181053794/

 

L’essenza del lavoro nel Mondo Virtuale

Negli ultimi mesi, ogni qualvolta che presentavo un’idea, una iniziativa in Second Life, ogni volta che discutevo con amici o conoscenti, owner o artisti, giornalisti o stilisti, ci si trovava spesso a dibattere intorno al significato di “lavoro” nel Mondo Virtuale. C’era chi negava decisamente di lavorare in Second Life, chi invece presentava il proprio impegno virtuale come puro divertimento, e chi, tracciando una linea netta di separazione tra la vita reale e quella virtuale, sosteneva che ne aveva tanto fin sopra i capelli del proprio “lavoro” reale, che era assurdo per lui pensare di fare qualcosa anche nel Mondo Virtuale. Ho sempre ascoltato con un certo disagio queste argomentazioni, poiché io utilizzo il Metaverso per divertirmi, mentre lavoro, non distinguo le due cose. Mi sono quindi trovato a chiedere a me stesso quale fosse, dal mio punto di vista, il vero significato di “lavoro”.

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Poltergeist

by AquilaDellaNotte Kondor

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     Solkide Auer @ tKF

Abbiamo visitato in anteprima la mostra di Solkide Auer, “Poltergeist” allestita a Solaris (http://maps.secondlife.com/secondlife/Solaris Island/172/41/1402), a cura della Torno Kohime Foundation a partire dallo scorso 20 marzo. Una meraviglia di colori e di luce, che avvolgono il visitatore e invadono i sensi in un turbinio di sensazioni visive che non possono lasciare indifferenti. Abbiamo approfittato della disponibilità dell’autore per chiedergli di darci, lui direttamente, gli elementi d’interpretazione di quest’opera.

AquilaDellaNotte Kondor: Solkide, dimmi di quest’opera, davvero notevole.

Solkide Auer: di base, è un lavoro che è tipico delle mie creazioni tradizionali, in cui la geometria fa da linea conduttrice.

AquilaDellaNotte Kondor: stavolta è molto complesso…

Solkide Auer: si, ho voluto incentrare il tutto in uno spazio più ristretto, in cui il visitatore viene completamente assorbito dall’opera. Non a caso il titolo e’ Poltergeist.

AquilaDellaNotte Kondor: ci sono delle linee radiali, molto suggestive, e mi sarei quindi aspettato una sfera per questo, invece hai dato una forma allungata…

Solkide Auer: si delineano delle direzioni ben precise, come se fossero un riferimento nella confusione delle altre forme, che comunque non sono proprio confuse, diciamo probabili vie di fuga da queste presenze, che avvolgono il visitatore.

AquilaDellaNotte Kondor: perchè questo titolo? Richiama una presenza ultraterrena.

Solkide Auer: si, in fondo tante storie raccontano che le presenze sono intorno a noi, ma che non le vediamo. Ho voluto provare a immaginarle, e dare loro una forma.

AquilaDellaNotte Kondor: parlami delle altre tue opere che stai preparando.

Solkide Auer: ho avuto  la possibilità di esporre per la LEA per 5 mesi, in una land intera, tutta per me, e sto preparando una  serie di lavori legati al mito dei Pink Floyd, ma comunque ideati dalla mia fantasia. Penso entro maggio di finire.

AquilaDellaNotte Kondor: sarà molto grande allora, non ci anticipi nulla?

Solkide Auer: posso dirti che comunque ci saranno i simboli che hanno rappresentato la storia dei Pink Floyd, prima tra tutti il prisma di Dark Side of the Moon, che sarà il punto di arrivo.

AquilaDellaNotte Kondor: fantastico!

Solkide Auer: è un pò più grande della piramide di Cheope in Egitto (quella vera!) AquilaDellaNotte Kondor: ci avviserai in anteprima, allora.

Solkide Auer: certo, contaci.

AquilaDellaNotte Kondor: ci vediamo presto allora. Grazie per questa chiacchierata.

Solkide Auer: grazie a te, a presto.

E, come al solito, lasciamo alle immagini il compito di darvi un’anticipazione di quello che vedrete visitando l’opera direttamente. Buona visita!

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