Profili …

In passato davo poca importanza al profilo e ai suoi picks …  Credevo non avesse tutta questa importanza, e non  rivelasse granchè sulla personalità degli avatar. Invece mi sbagliavo!
Man mano che passava il tempo ho però compreso l’importanza del profilo ed i risvolti psicologici che può rivelare. Noi siamo il nostro profilo. Persino, su quello più scarno, o addirittura privo di ogni indicazione, ci sono rivelazioni sulla nostra personalità. Ha ‘voce’ persino quando è vuoto e muto. Col tempo, leggerli è diventato per me un divertente passatempo.
Ho letto profili che mi hanno incantato, scritti bene, con proprietà di linguaggio e con spunti interessanti. Alcuni con citazioni letterarie che hanno contribuito a rispolverare reminiscenze scolastiche chiuse nei cassetti della mia memoria.
Ho letto profili che recavano poesie e dediche molto originali, frutto di anime particolarmente sensibili, corredati da bellissime foto, a fermare momenti magici o di particolare importanza.
Ma ho letto anche cose al limite del ridicolo o addirittura offensive.
Molti si servono del proprio profilo per mandare messaggi, una sorta di pizzini visibili al Metaverso intero, ma comprensibili solo ad alcuni. Altre volte sono stata spettatrice di vere e proprie guerre ingaggiate a suon di picks. Tralasciando l’uso della lingua italiana che in alcuni casi è davvero un optional, quello che più mi colpisce è la ferocia con la quale ci si accanisce contro ex amici, ex fidanzati o amanti. In un’epoca dove tutto è urlato, sputtanato e messo in piazza, SL purtroppo per molti non è l’occasione di una seconda vita, ma la copia conforme, se non peggiore, della prima.
Per non parlare di chi spende citazioni come se fossero proprie, mentre è sufficiente un banale copia e incolla su Google per scoprirne la reale fonte.
Quando si usa il lavoro di altre persone, sarebbe buona educazione, nonché onestà intellettuale, citarne la fonte.
Se devo dirla tutta, trovo alcuni profili davvero spassosi, come ad esempio quelli in cui si dice:
1) Ti amo amore mio, sei la mia vita, con te ho scoperto la felicità e niente e nessuno potrà mai dividerci, con te per sempre e ovunque ( alla compagna virtuale). Nella First Life invece: Sposato in RL marito e padre felice e soddisfatto, nessuna SL potrà distruggere la mia vera vita. (Comprendo, che SL per molti sia vissuto come parentesi da aprire e chiudere nel momento in cui si rientra nella vita reale, ma santo cielo che ce ne frega a noi se lui è un attimino confuso e sente il bisogno di rimarcare più un bisogno che una realtà. Mi stupisce anche la compagna virtuale a dire il vero, ma si sa l’amour alle volte ci rende ciechi! 🙂

2) Sono bella, sono figa, testarda, malinconica, allegra e possessiva, gelosa e sospettosa, amo la libertà e sono infedele. Questo è un profilo che ho letto di recente e vi risparmio l’autotripudio di aggettivi che riempivano i suoi picks. E’ vero che le contraddizioni fanno parte di ognuno di noi, ma la signora qui esagera, anche se ammetto ha un’onestà di fondo nel dire in ‘poche’ parole: Io sono io e voi non siete un cazzo! (cito dal film: Il Marchese del Grillo). Insomma vi avvisa perlomeno.

3) Mi piace la figa e sono un porco, non aspettatevi nulla da me… SL è SL ed RL è RL (più chiaro di così si muore in realtà! 🙂

4)Escort bisex  per momenti indimenticabili offresi. No voice/No cam… a seguire tariffario… Il tutto corredato da foto con poppe in bella vista e altro (per tutti i gusti, attenti in genere sono uomini sotto mentite spoglie).

5) Cerco master o mistress sono molto, molto sub…(della serie sono il vostro tappetino con su scritto salve).

6) Mi chiamo””….”” mi offro come accompagnatore e gigolò, sono insaziabile  e resistente contattami! (Come se si potesse verificare di fatto sia davvero parente stretto di Duracel. In realtà vuole solo farsi la propria SL e non solo con i vostri linden).

7) Servizio escort con voice e cam , modalità di pagamento: Metà subito il resto a ‘coito’ soddisfatto (il più delle volte intascano la metà e spariscono. Della serie: Chi si accontenta gode!)

8) Mi piace farti soffrire, mi piace farti piangere e torturarti, godo se soffri. Sei hai questi requisiti, sei fatta per me! (di certo non potete dire che non vi aveva avvisata prima!)

9) Sono una donna caliente, dolce e aggressiva , amo le persone schiette e sincere che non nascondono nulla. Nella First Life invece: la mia RL sono fatti miei , guai ad oltrepassarla! ( insomma è sincera e non nasconde nulla della sua SL. Le piace vincere facile 🙂 ).

10) Mi piace sognare, vuoi farlo con me? (attenti, spesso i suoi sogni non coincidono con i vostri).

Insomma, piccole contraddizioni più umane che virtuali. Mi strappano un sorriso. Diffidate anche dei profili con foto di bonazze e bonazzi, sono spesso foto rubate. Quelli che mi pongono più interrogativi sono i profili rabbiosi, quelli che trasudano vendetta e mirano a sputtanare qualcuno/a. Se fossi proprietaria della linden avvierei vere procedure atte a bannare o addirittura a risalire alla fonte per far si che niente e nessuno possa sentirsi autorizzato/a a farla franca. Ho letto profili dove si accusava persino il proprio partner di impotenza. Come se esistesse l’impotenza o la frigidità su SL! Eppure ci si arrampica sugli specchi pur di delegittimare qualcuno. Ho letto profili deliranti, supponenti, onnipotenti… che sono indice di personalità che cercano visibilità e riscontri almeno nella vita virtuale.

Ma come ho già scritto all’inizio, ho letto profili di una bellezza disarmante, e ho conosciuto persone davvero speciali, che danno un senso e anche un valore a questo modo di rapportarsi e vivere una SL che per me significa soprattutto  libertà di esprimersi maneggiando con cautela le parole.

by Serena Domenici

L’italiano più americano che abbiamo: Eddie Santillo


Ma quasi quasi, dovrei dire che è stato Eddie a farci conoscere Second Life (è qui dal  Luglio 2007) ma soprattutto, a tanti di noi,  ha fatto conoscere  la buona musica di Second Life. Fino ad oggi, i miei articoli sono stati l’espressione di un mio colpo di fulmine per tale o tale altro cantante, questo articolo invece, sarà l’espressione di un cantante che conosce benissimo la musica  sia in Real Life che in Second Life. Lo so che siete curiosi di leggere il seguito, allora andiamo avanti…

Eddie conosce il fatto suo, e non ha paura di dire alto e chiaro quello che pensa della musica che ogni giorno le land, e i musicisti, ci servono per il dopo cena, o prima della cena, o nel pomeriggio, o anche, come fa lui,  la mattina e la notte.  E anche se sono sicura che tutti hanno sentito parlato di lui, un briciolo di presentazione è sempre utile. Eddie ha 42 anni, vive a Milano, è figlio di genitori entrambi musicisti, scrive, compone ed interpreta i suoi brani in RL da più di 20 anni. Sempre in  RL, ha collaborato con il Zelig Tour, col safari Park, e ha vinto diversi premi che poi lo hanno portato anche a suonare con Rosario Rannisi (ex concorrente del Grande Fratello e vincitore della Fattoria-3. Sentirete sempre Eddie cantare rock, blues, swing, italiano ma anche brani inediti. Insomma, EddieGuitardagger fa parte dei grandi musicisti che Second Life ci propone.  Dovete sapere che quando conobbi Eddie, gli chiesi chi avrebbe buttato giù dalla torre. E lui mi rispose: io non butto giù nessuno, li lascio scannarsi a vicenda (ancora adesso, scrivendo la battuta, mi viene da ridere).  Questo è Eddie, schietto e pungente, ma sempre sincero! Poi parlammo della musica in genere, che si ascolta in Second Life, ed è a quel punto che mi parlò delle famose “marchette “, come si suole indicare certe prestazioni professionali interessate, anche in SL.

E voi direte: “ ’a Francè, ma siamo sicuri che parliamo di musica”? Ebbene si amici, stiamo proprio parlando di musica ed ecco la definizione Eddiesantilliana della parola marchette: trattasi di tutte quelle canzoni che sei costretto a suonare per poter lavorare nei locali RL, ma anche nella maggior parte delle land italiane. Eddie infatti mi ha spiegato, che per poter cantare in tanti locali in RL se non canti i più famosi cover, magari con qualche tua canzone originale, ebbene, non duri. E quando nel 2007 sbarco in SL, capì che qui c’era un’apertura mentale che non esisteva in RL, e che qui non solo avrebbe  potuto far scoprire i suoi inediti ma  c’era anche la possibilità di esprimere al 100% la sua vera natura artistica.

E cosi, iniziò a cantare le sue canzoni originali italiane nelle land straniere, e fu molto apprezzato. E quando gli chiesi ma come mai canti cosi poco nelle land italiane, la sua risposta me l’aspettavo : “io canto sopratutto all’estero perchè mi rifiuto di fare marchette come tutti gli altri “(altra mia risata). Dunque, mi spiegò che le land italiane purtroppo hanno paura di prendere rischi e preferiscono fare cantare gli interpreti di quelle canzoni che tu ascolti continuamente, andando di land in land, e che si sentono pure in radio o in tivù. Sempre gli stessi interpreti, che cantano sempre gli stessi brani (Modà, Vasco, Ligabue, etc …). Gli owner si assicurano così di avere gente in land anche se non faranno mai scoprire cose nuove. E gli interpreti, bè loro lo fanno per seguire la via più facile, rincorrendo un guadagno facile.

Anche se la reporter normalmente non  dovrebbe dare il suo parere (ma io non mi reputo una “vera” reporter 🙂 ), devo dire che a quel punto dissi ad Eddie che non ero d’accordo con il suo pensiero. Io sono convinta che i cantanti di SL, buoni o meno buoni che siano, non rincorrono il guadagno, ma solo il piacere di cantare cose che a loro piace cantare, rincorrendo magari  un semplice applauso. E dal punto di vista delle land e degli Owner, entra in gioco il costo di un artista, la gente che ti porterà questo artista, e se riesce o meno ad animare la land, perchè le persone presenti rimangano contente e possano tornare.

Però un confronto con le land straniere si deve pur fare. Eddie ha ragione quando dice che in Italia si scoprono pochi artisti nuovi. La maggior parte degli ottimi cantanti li ho scoperti in land straniere. Poi, piano piano, sono arrivati anche in Italia, ma dopo molto tempo : Krisie Snowdrop, Ceci Dover, Katia Keres, Gabryel Nyoki, Phil Stner, Mapoo Little, tutti conosciuti all’estero mentre in Italia ancora non avevano messo il piede sopra ad un palco.

Eddie canta più all’estero che in Italia, con i suoi circa 70 concerti al mese, ed è molto popolare nelle land straniere. Quello che è interessante, è che lui può farvi il concerto “à la carte”, cioè come voi lo desiderate. Vi fa un concerto “su misura” per la vostra land, per i vostri gusti e per divertire i vostri ospiti. Basta chiedere, e lui sempre e comunque darà il massimo.

Eddie Santillo è indubbiamente l’italiano più americano che abbiamo… E allora Godiamocelo!

by Francesca Caeran

Un nuovo, ambizioso, progetto: Time travel production.

Un nuovo progetto sta nascendo in Second Life, ad opera dei sempre attivissimi e bravissimi Fiona Saiman, e Sergej Zarf: TIME TRAVEL PRODUCTION. Il progetto realizzerà, man mano che andrà avanti, una serie di Machinima (ancora non è stato definito un numero preciso), che, come mi racconta lo stesso Sergej, avrà il seguente scopo: “l’iniziativa è finalizzata a mettere in luce aree particolarmente belle di Second Life, attraverso un mezzo che ci permetta anche di divertirci facendolo”, e ancora: “La nostra intenzione è di raccontare Second Life, ovvero farla conoscere a chi non la frequenta (o chi la frequenta poco) attraverso delle storie che attraversano, puntata dopo puntata, alcune tra le sim più significative per la cura con cui sono realizzate oppure per la qualità delle informazioni che contengono. Le storie verranno mandate in onda nel palinsesto di Pyramid Café Tv, con dei trailer su Youtube e Vimeo”.  In questa prima fase, abbiamo a già a disposizione un primo trailer visibile su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=nzFC-Dx_7uQ&feature=youtu.be), mentre gli organizzatori raccolgono le candidature per l’interpretazione dei diversi ruoli da interpretare.

 Se volete seguire la fase di organizzazione, o volete parteciparvi, andate alla pagina Facebook del gruppo: http://www.facebook.com/groups/timetravelproduction /?notif_t=group_activity.

 A far da sfondo al progetto, e alle sue narrazioni, la trama di un vero e proprio racconto fantastico, che si andrà sviluppando attraverso le varie puntate. Lascio ancora la parola a Sergej e Fiona: “Un viaggio nel vortice del tempo… Il tema che lega tutte le puntate è la ricerca, una ricerca effettuata dai due protagonisti per riportare alla luce importanti indizi sul passato dell’umanità, emersi a seguito di un’eccezionale scoperta archeologica effettuata da un ente extra-governativo “non ufficiale” (per cui lavorano i due protagonisti). Il periodo di ambientazione è odierno. Sono passati oltre 12.000 anni dalle ultime grandi glaciazioni; le potenze mondiali sono impegnate nel reperire nuove risorse energetiche, grosse crisi umanitarie quali siccità, carestie, terremoti, guerre, inondazioni ed eventi climatici eccezionali flagellano il nostro pianeta. Tutto questo accade sotto la quasi totale noncuranza di quel terzo di popolazione mondiale che vive ancora immerso nel sogno del benessere generato dallo sviluppo economico del secolo scorso.  In questi nostri giorni c’è chi lavora, a volte all’oscuro dei grandi imperi economici e delle potenze nazionali o transnazionali, per cercare una o più soluzioni per preservare un futuro alla razza umana. In una di queste organizzazioni (ve ne sono diverse, alcune anche in lotta tra loro) lavorano i nostri due protagonisti in qualità di agenti operativi sotto copertura. Ufficialmente sono dei ricercatori e studiosi di antichità presso un’importante Università; questo permette loro di muoversi con disinvoltura tra scavi, biblioteche, magazzini, palazzi governativi e quant’altro si rende necessario, con il supporto di tutta la tecnologia messa a disposizione dalla propria agenzia.

 Come vediamo, le premesse per un progetto di successo ci sono tutte: uno scopo, una storia, un piano di realizzazione, e una passione per il Mondo Virtuale che coinvolge sia i promotori che i volontari che si stanno raccogliendo intorno a loro per la realizzazione dei Machinima. Noi di Virtual Worlds Magazine seguiremo il progetto con attenzione, raccontandone l’evoluzione. Nel frattempo, cominciate a seguirne i primi passi, sia su Facebook e su YouTube, che sul web: . In bocca al lupo!

‘Back To Home’, il viaggio verso casa di Nessuno Myoo

Nella singolare ambientazione della sim Alaska, lo scultore Nessuno Myoo espone la sua nuova e originalissima installazione dal titolo ‘Back To Home’, che rimarrà a disposizione del pubblico fino a metà ottobre 2011:

http://slurl.com/secondlife/Sakharov/65/135/62

Il vero protagonista che occupa la scena, nel vero senso del termine, è un galeone spagnolo quasi stellare, d’ispirazione fantastica vagamente steampunk, che ci conduce nella metafora del viaggio, quello che tutti siamo chiamati a compiere, oggi come ieri. ‘Back To Home’ è un vascello in bilico tra sogno e realtà, che mescola particolari antichi e attuali, proprio come si presenta inclinato e ancorato a cime sospese nel vuoto… come in attesa di condurci verso mete immaginarie. Le cime che lo reggono sospeso suggeriscono una misteriosa scrittura musicale, tra luci e ombre; al suo interno vi sono 8 particolari nascosti, alcuni evidenti, altri meno ma in ogni caso non impossibili da trovare, in una caccia al tesoro  tracciata con segni impercettibili sospesi nel tempo e nello spazio.

Ascoltiamo i dettagli dell’opera dalla voce dell’autore:

Loredana Loring:Nessuno, questo splendido galeone spagnolo ci porta immediato il desiderio di navigare: come è nata l’idea di questa nuova e originale installazione?

Nessuno Myoo: – Il suggerimento di usare un’imbarcazione, come possibile soggetto per un mio lavoro, è arrivato dalla proposta di un’amica, Giada Cortes, che all’inizio di questa estate ha organizzato nella sua sim una grande esposizione di arte collettiva, dove il tema principale che faceva da filo conduttore a tutte le opere presentate era appunto ‘la barca’. Appena mi fu proposta la cosa pensai immediatamente di lavorare a un galeone, così ricco di mistero, di bellezza e di romanticismo. Sapevo già che avrei esagerato, sia nelle dimensioni che nel numero dei prim -sono circa 1200-, ma ne fui attratto così fortemente da decidere lo stesso di tuffarmi nell’impresa.-

Loredana Loring:“Vorrei essere vissuto al tempo dei viaggi veri, quando offrivano in tutto il suo splendore, uno spettacolo non ancora infangato, contaminato, maledetto…” scrisse Claude Lévi Strauss: vi è qualche relazione con la tua opera in bilico tra passato e futuro?

Nessuno Myoo: – Direi proprio di si. La metafora del viaggio è di sicuro fra le più utilizzate nel raccontare qualcosa del nostro percorso emotivo. A cui tutti siamo chiamati. Nessuno escluso. In realtà la decisione di trasformare -o trasfigurare- un’icona così classica e ben definita come quella di un galeone in qualcosa d’altro, che tenti di porre un ponte fra passato e futuro, è anche il tentativo, appunto, di offrire un’esperienza di viaggio assolutamente nuova ed inedita…

Loredana Loring:“Back To Home”: il titolo della tua opera indica un ‘ritorno a casa’… ma dove?

Nessuno Myoo: – Sono convinto che tutti noi abbiamo ben chiaro il concetto di ‘casa’. Un concetto spesso legato a delle situazioni impossibili da ristabilire, perché oramai inesistenti, se non nella nostra memoria. Nella mia opera qualche indicazione la offro. C’è ad esempio l’immagine di una famiglia, accanto alla figura accucciata in viaggio. O di un piccolissimo e solitario cuore rosso, imprigionato nella grata posteriore del vascello. Meglio ancora, di una lettera, appoggiata su uno dei barili alla deriva sul ponte… Delle altre non dico nulla, per non togliere il piacere della scoperta a chi vorrà cimentarsi nella ricerca ^^ –

Loredana Loring:Il galeone che hai creato è inclinato e sospeso nel vuoto, ci si sposta in modo instabile, le cime compongono la forma del rigo musicale: indicaci qualche traccia sui messaggi che intendi trasmettere al ‘viaggiatore’… .

Nessuno Myoo: – Innanzi tutto quella che da molti è stata percepita con estrema chiarezza: l’instabilità. Poi, paradossalmente, il senso di immobilità, e di sospensione del tempo e dello spazio. Lavoro molto sul movimento. O sulla assoluta assenza di movimento. Direi che gran parte della mia produzione, se non addirittura tutta -volendo banalizzare- si possa ridurre a questo. Nello specifico dell’opera poi, ho cercato di infondere anche quella che io chiamo -per semplicità- frammentazione dell’individuo. In altre parole, l’incapacità di saper apprezzare l’essere umano nella sua completezza. Nella sua interezza. E’ uno dei temi a cui sono maggiormente legato e che nei miei lavori ritorna in maniera costante da sempre.

Loredana Loring:Quale posizione assegneresti a “Back To Home” nel tuo percorso artistico?

Nessuno Myoo: – E’ un’opera matura. Ricca di dettagli e di  riferimenti che amo. Tutt’altro che semplice da leggere e da apprezzare fino in fondo. Credo esprima molto bene il livello di crescita e di complessità cui sono giunto in questi 4 anni di viaggio. Man mano che procedo in questa mia passione per la scultura digitale, mi accorgo di quanto in realtà sia complicato il lavoro dello scolpire, seguendo le proprie pulsioni, nella speranza -spesso nell’illusione- che queste vengano accolte con la giusta attenzione. La tua domanda mi da anche la possibilità di chiarire un equivoco che ritengo sia necessario venga chiarito: io non sono un artista. Sono uno scultore. Non faccio arte ma sculture. Se qualche volta sono ‘inciampato’ in qualcosa che qualcuno ha definito -bontà sua- ‘arte’, si è trattato solo di un incidente di percorso. Almeno, nelle mie intenzioni così è. Non dico questo per una falsa modestia che non mi appartiene. Dio sa quanta onestà, quanto amore, quanto rispetto e quanta dedizione metto in quello che realizzo all’interno di SL. E che alta opinione ho dei miei ‘manufatti’. Dico questo perché non mi sento in nessun modo equiparabile a chi fa dell’arte il motivo della propria esistenza. Nè tanto meno a chi ne fa sberleffo proponendo -in assoluta malafede- prodotti francamente imbarazzanti…

Loredana Loring:Programmi? Idee nel cassetto? Cosa ci riserva la tua instancabile creatività in questo scorcio di fine 2011?

Nessuno Myoo: Ho un paio di progetti a cui tengo molto, e di cui sento – inevitabilmente – la responsabilità. Il primo prevede una serie di omaggi legati ad un mondo che mi ha ‘cullato e benvoluto’ durante tutta l’ultima parte dell’adoloscenza, fino alla prima giovinezza. E sarà ospitato nella sim italiana del MiC, sotto la cura di Mexi Lane. Il secondo è una collaborazione a 4 mani con Kicca Igaly, che prevede la nostra partecipazione alla prima edizione della ‘LEA FULL SIM ART SERIES & UWA SKY SIM ART SERIES’, curata da Bryn Oh e Jayjay Zifanwe, con una installazione dal titolo ‘The Labyrinth Of Absurdity’. Poi ci sono gli appuntamenti imperdibili, come quello con la Piramide di Lion Igaly, e un paio di esposizioni in gallerie indiane e francesi in cui non ho mai esposto prima… insomma di roba da fare non ne manca proprio 🙂

Per concludere, volate con il bellissimo video di realizzato da LionIgaly sull’installazione, nel quale il viaggio è ancora più reale:

http://www.youtube.com/watch?v=pHpZ4UaikAA … e ricordo a tutti il LM dove visitare la scultura di Nessuno Myoo:  http://slurl.com/secondlife/Sakharov/65/135/62

Un consiglio fondamentale per poterne godere appieno la visione fantastica: settate un’alta qualità grafica della scheda video e muovetevi avvicinandovi con l’avatar alle varie parti del galeone, prima di iniziare ad esplorarlo con la cam 🙂

Buon viaggio e felice… “ritorno a casa” !!!

By Loredana Loring

 

Una Business Card di nuova concezione.

Ho incontrato Cameleon Lethecus quasi per caso, e, come già altre volte in passato, ci siamo incontrati per parlare di sue nuove iniziative. Stavolta quello che mi mostra è qualcosa che può essere anche un’utile strumento di business o di promozione: la “BYB Business Card”. Questa card, una sorta di biglietto da visita tecnologico, è da lui definita il segreto finora meglio custodito di Second Life, ora che ha deciso di divulgare questa sua invenzione e di cederne la proprietà  a chi ne fosse interessato. La Card è la presentazione del proprio business o della propria attività, a qualcuno che incontrate per la prima volta. E’ un oggetto che, indossato, vi dà tutte le informazioni che vi servono sulla specifica attività volete pubblicizzare: una Landmark, la possibilità di inviare un messaggio tramite la chat locale, o la possibilità di vedere l’online status dell’interlocutore, pur senza esserne amico. Cameleon è un entusiasta, riporto quindi volentieri questa informazione, per chiunque fosse interessato alla sua invenzione, prima che lasci definitivamente Second Life.

Una cantante italiana di cui essere orgogliosi: Viviana Houston.

Quest’articolo vi parlerà di una cantante italiana. Si si, mi sembra già di sentirvi dire: ah, era ora neh! 🙂 A parere mio, penso che due “italian live singer ” si distinguono dagli altri, su Second Life.  Entrambi vivono in Sicilia, entrambi cantano in Real Life, entrambi hanno il sole e la simpatia nella voce, ed entrambi  sono molto, ma molto professionali. Sul primo cantante non potrò mai scrivere nulla, vista la lunga amicizia e il conseguente possibile conflitto di interessi. Di lei invece, vi parlerò a lungo adesso, perchè lei vale! Eccome se vale! Signori… Viviana Houston. Le ho chiesto come prima cosa: “Viviana, ma perchè canti cosi poco qui in Second Life?” E lei mi ha subito risposto: “Per diversi motivi, tra cui i numerosi concerti che faccio in Real Life con la mia band, e anche perchè ho altre passioni in Second Life: sono owner di due land dedicate a Michael Jackson, di cui sono una fan sfegatata. Inoltre, ho un negozio di shape e skin di cartoni animati. Come se non bastasse, organizzo anche diversi spettacoli.” E come un grido che esce dal cuore ho dovuto dirle: “ma che peccatooo uffàààààà!

Lei è una siciliana di  24 anni e, la prima volta, l’ho sentita cantare  al Festival Internazionale della Canzone di Incanto, dove ha vinto il primo premio. Ma non è con tre canzoni che si può giudicare il talento di un’artista  e devo dire che, sul momento, ho pensato che lei era molto brava ma non ero sicura che mi potesse piacere del tutto. Sono quindi andata a rivedere l’unico voto che ho avuto l’opportunità di darle (ero presidente della giuria nelle prime serate delle eliminatorie) ed il voto era 9,10/10 . Insomma, già mi piaceva, non c’è dubbio. Poi, una sera, ho preso un tp e mi sono ritrovata alla Nuova Metropoli, dove Viviana stava dando un concerto. Sono rimasta completamente sbalordita dalla potenza della sua voce, e dalla perfezione del suo canto. Un segno che non sbaglia mai, è quando mi viene la pelle d’oca ascoltando una canzone. E, con Viviana, la pelle d’oca l’ho avuta dall’inizio alla fine della serata.

 Ma presentiamo un pò questa nostra connazionale: Viviana Houston canta in Real Life da ben 10 anni, ma ha iniziato a cantare su Second Life aimè soltanto nel 2008. Lei predilige le voci nere. Ecco, adesso se vi dico che lei canta meglio della cantante stessa, voi direte : “esagerataaaa Francescaaa! ” Ok, ok , allora la prossima volta che andrete ad un suo concerto, chiedetele di interpretarvi “If I ain’t Got you ” di Alicia Keys, o ” I Will Always Love You ” della Houston, e poi mi direte se questa voce non è semplicemente sublime Poi, se vi canta il suo Caruso o “Semplice sai” della Jenny B, vediamo se non vi viene da pensare che il suo posto non è qui in Second Life ma sul palco di San Remo. Ed ecco la seconda esclamazione: “esagerataaaaa Francescaaa!”  No amici, non  sto esagerando, lei è unica,  lei è la cantante italiana più brava che io abbia sentito qui sul Metaverso. Lei ti emoziona, ti fa venire la pelle d’oca, ti fa trascorrere un’ora come se fossero 10 minuti. Non vi basteranno 60 minuti con la sua voce, credetemi, ne vorrete di più, e al suo prossimo concerto sarete i primi a correre a sentirla.

Viviana Houston fa parte dei grandi artisti che cantano su Second Life. La sua facilità nel parlare tre lingue (Italiano, Inglese e Francese) le permette di cantare ovunque, sia nelle land Italiane, che in quelle straniere. Se solo lei lo desiderasse, potrebbe, come altri grandi cantanti di Second Life, fare tre o quattro concerti a serata, ma, purtroppo per noi (egoisticamente parlando, hehe),  lei ci dice che la sua Real Life è fantastica  e non ha tanto tempo da dedicare ai numerosi concerti qui nel Metaverso.

 Hai ragione tu, Viviana, la tua carriera e la tua vita in Real Life vanno sicuramente privilegiati, ma ricordati quello che mi hai detto tu: l’emozione che il pubblico qui riesce a trasmetterti, è a volte più forte che in Real Life, perchè chi viene a sentirti ad un concerto, o ci capita per caso, in qualche modo esprime in pieno il suo divertimento e la sua emozione nell’ascoltarti. Allora dai, per favore Viviana, canta ancora e ancora… Non fermarti, perché ascoltarti è un piacere che non vogliamo assolutamente perdere. Ciao!

by Francesca Caeran

SL e RL: sono poi così distanti?

Anche solo venti anni fa nessuno avrebbe mai immaginato che il computer sarebbe diventato un mezzo per comunicare col mondo. In Italia, a differenza del resto del mondo, il PC rimane ancora per molti un mezzo diabolico, pieno di trappole virtuali capaci di sconfinare anche nel mondo reale. Sicuramente l’uso della rete da parte di minorenni o persone ingenue può comportare rischi, anche seri. Ma con i dovuti accorgimenti credo che la rete offra quello che in realtà si cerca. Quindi, libero arbitrio, a proprio rischio e pericolo. In rete si trova anche l’amore, ma nello specifico parlerò del Metaverso come filo conduttore sospeso tra “due mondi” che si camminano a fianco. Può una storia d”amore nata in SL valicare i confini del mondo virtuale e vivere nel mondo concreto e reale? Penso sia possibile, purché si sia fondamentalmente onesti. Onestà nel non mentire sul proprio aspetto fisico e sulla propria condizione … un domani nel mondo reale eventuali menzogne o esagerazioni potrebbero avere un effetto devastante sul nostro partner una volta divenuti di carne ed ossa. Tanto più che ci ‘costruiamo’ avatar esteticamente perfetti, capaci di creare straordinarie aspettative nei nostri interlocutori in un processo di reciproca identificazione della nostra persona con la fisicità dell’avatar. Da qui cocenti delusioni! A volte però non è solo questione di migliorare il proprio aspetto, ma anche il carattere e la personalità vengono mistificati per soddisfare desideri o creare modelli comportamentali ambiti. Sono davvero in pochi coloro i quali riescono a mantenere il giusto distacco dal proprio avatar ed a presentarsi con semplicità e come realmente sono, con i propri pregi e difetti. Ebbene, ho pensato di presentarvi una simpatica galleria di personaggi che, come avatar, tentano, più o meno abilmente, di presentarsi diversamente da quello che sono nella realtà, ci tengo a precisare che chi mente, se mente, non appartiene solo al genere maschile, gli esempi che leggerete si rivolgono ad entrambi i sessi, senza sconti per nessuno:  1) Mi è capitato il tipo che mi parlava in voice con un tono così basso che tentare di capirlo era un’impresa. Alla mia richiesta di alzare il tono della voce mi son sentita dire: ”Scusa, parlo piano perché ho il cane che dorme e non vorrei disturbarlo!” Ho riso per almeno un quarto d’ora 🙂 Pensate, insisteva per vedermi nel mondo reale… Non oso pensare che fine avrebbe fatto fare al suo “cane”! Ma, dico, ci fate così sceme!? Tra l’altro definire la propria ignara compagna un cane, è proprio di cattivo gusto. Quindi “ragazze e ragazzi” se qualcuno vi dice che ha un cane che dorme e non puo’ parlare come si deve, non abbiate tentennamenti, eliminatelo dai contatti subito!  2) Il finto separato…Si presenta come tale, in realtà è sposatissimo in RL. Dovreste accorgervene subito. Sparisce nei fine settimana e di sera difficilmente lo beccate. Chiude all’improvviso la comunicazione e torna come se nulla fosse nella propria finta rl. Ormai poveretto/a non distingue più la realtà dalla finzione. E’ disponibilissimo ad incontrarvi in RL , salvo sparire dopo aver consumato.  3) C’è poi l’uomo che si traveste da donna, e si finge lesbica, ed in questo alcuni sono diventati molto bravi , così bravi che sgamarli diventa sempre piu’ difficile. In genere sbagliano le proporzioni dell’avatar femminile che vanno a crearsi e il modo di porsi, usando spesso  esclamazioni non proprio da gentil sesso. Circolano persino programmini per modificare la voce, ma se possono evitano il voice come la peste adducendo scuse del tipo: Sono sposata, ho le cuffie che non funzionano, preferisco lasciare un alone di mistero … Ah! dimenticavo. Se riuscite a sentirne la voce, vi accorgerete se non siete già cotti che è totalmente diversa da una voce naturale, ma è piuttosto metallica e simile al verso di un tacchino che fuma troppe sigarette.  Se si innamorano di voi (caso rarissimo), pur di incontrarvi in RL si uccideranno come avatar donna e si ripresenteranno a voi con un avatar maschile nuovo di zecca capitato lì per caso.   4) Poi ci sono i pupazzi e le pupazze, che come ti immano chiedeno subito: Quanti anni hai? Sei fidanzata/o o sposato/a? Che lavoro fai e dove vivi. Sono tra quelli piu’ pericolosi, se te li metti addosso, sono peggio delle sanguisughe. Cercano disperatamente fidanzato o fidanzata da impalmare in RL . In realtà non gli frega una cippa di chi sei o cosa pensi. Vogliono solo sistemarsi e togliersi dallo status sociale di zitelli.  5) L’adulatore … Quello che ti dice che sei unica, talmente unica, che usa le stesse identiche frasi per conquistare la pupazza che ti sta accanto, ignorando sia la tua migliore amica 🙂 Questa categoria in realtà non pensa ad una RL , gli basta fare il conquistatore in SL, fuori da S L non avrebbe nessuna chance , nemmeno col lampione di fronte casa.  6) Il collezionista… Uomini, ma anche donne, che vivono il Metaverso e non solo quello come se andassero in macelleria. Cercano solo sesso. Hanno i ferormoni a mille e cercano emozioni forti. In SL come in RL … ma prosperano soprattutto nel virtuale. Se gli piaci si fingono interessati alla tua personalità, pur di averti. Disponibilissimi a incontrarti in RL per una toccata e fuga. Non li conquisterete mai. Sono così cinici che al posto del cuore hanno la foresta amazzonica. Al massimo li potete destabilizzare…  7) Attenti anche alle coppie sposate in RL, che vivono il metaverso o la realtà virtuale sempre in coppia, ma pascolando ognuno per i fatti propri. In realtà sono complici. Compensano la noia coniugale così. Ognuno si fà le proprie storie qui e altrove. Come i collezionisti, sono cinici e disposti ad inventarsi di tutto. Cercano solo evasione e gli va bene così… Raramente perdono realmente la testa. Se non state attenti potreste ritrovarvi in RL a letto in tre 😉  8) Gli Incompresi. Sono coloro che hanno coniugi o fidanzati in rl che li vessano e cercano tanta, tanta comprensione … Mi hanno raccontato alcune persone intervistate, che una volta conosciuti fuori dal Metaverso, si sono rivelati delle iene, salvo scoprire, persino, in alcuni casi fossero single.  9) L’uomo CAM. Ti cerca, ti sta col fiato sul collo, ti riempie di attenzioni, ma ha come scopo ultimo di convincerti ad aprire Messenger o Skype per far sesso. Ama le emozioni forti … Attenti! Potreste vedervi sputtanati su un qualsiasi sito di Video nostrani e casalinghi.  Ma esiste anche l’altra faccia del Metaverso. Non tutti gli avatar in giro sono così, fortunatamente. Ma non si può negare che simili personaggi siano piuttosto numerosi.  Il mondo virtuale è frequentato anche da tante persone per bene che non fingono nei propri sentimenti. Persone che ti parlano chiaro, che amano, soffrono e desiderano come te. Disposte a incontrarti e tentare di costruire. O anime che seppur affini per ragioni contingenti e reali non possono trasferire i propri sogni altrove. Gente che comunque non si nasconde e si presenta per quel che è e può offrire.  Ecco l’onestà di cui parlavo. Ho avuto l’impressione che le persone desiderose di costruire un rapporto oltre SL siano quelle che alla fine hanno più timore. Timore di soffrire o far soffrire. Timore di non piacere o di rimanere delusi … e anche paura. Solo chi cerca evasione e avventure in realtà si butta senza pensarci due volte, perché sa già cosa vuole in realtà. Chi ama o pensa di amare porta con sè la sensibilità propria di chi mette in conto tutto, compreso dover soffrire.

by Serena Domenici

2996 Flags in New York City

Una bandiera per ogni vittima, e le voci dell’11 Settembre, presso il WCT Memorial di New York (http://slurl.com/secondlife/New%20York%20NYC/114/180/24). Per non dimenticare l’intolleranza, l’odio, la volontà di distruggere dei fanatici, tra i peggiori della storia. Una voce, nel sottofondo, ripete i nomi delle vittime della peggiore tragedia che ha colpito l’America dopo la seconda guerra mondiale.

La donna dei libri: volando Amat

Volando Amat è una persona che dei libri ha sempre avuto grande cura e passione, nella sua vita quotidiana sono per lei dei compagni insostituibili. E’ questo il motivo per cui, in Second Life, il suo nome è legato a iniziative editoriali che, prima con la stamperia “Il Faro”, e ora con la sua nuova creatura “Edizioni Volando”, hanno sperimentato e creato dei progetti di “stampa” utilizzando gli strumenti presenti in Second Life.

 L’ho incontrata un pomeriggio, e le ho chiesto, come prima cosa, a che cosa servono i libri in Second Life, e se non sia più comodo e pratico leggerli sul web, in formato e-book. La mia domanda provocatoria è stata accolta, ho la sensazione, con un certo senso di biasimo. Siamo in Second Life, mi ha detto, e le cose che creiamo qui sono parte di questo mondo, come gli edifici, gli alberi e i paesaggi. Creare qualcosa in Second Life, utilizzando gli strumenti di Second Life, è il modo con cui i residenti fanno evolvere questo mondo. Non avrebbe senso dire che è meglio un albero vero, piuttosto che quelli costruiti dai builder nel Mondo Virtuale. Così per i libri: quelli in Second Life vanno creati e utilizzati nel Mondo Virtuale. Logica inoppugnabile.

Volando mi racconta di quando, capitata per caso in una gigantesca biblioteca di una land sudamericana, le sia nata la voglia di portare in Second Life la sua passione per i libri, proponendosi, un giorno, di creare una vera biblioteca con centinaia di libri. I primi passi con “Il Faro”, insieme a Rockerduck Bogdanovich, sono stati molto promettenti, arrivando a produrre qualche decina di libri. Questa prima esperienza si è poi conclusa per motivi indipendenti dal progetto, e Volando, dopo un paio di mesi di riflessione, è passata a progettare la nuova iniziativa delle “Edizioni Volando”, che, entro il mese di settembre, verrà presentata al pubblico.

Passo allora a farmi spiegare come vengono creati questi libri virtuali. In effetti, sono oggetti che, “indossati” dall’avatar, coprono quasi l’intero schermo, consentendo una certa facilità di consultazione e di lettura. Volando mi parla di una “Macchina” che, partendo dalle note originarie, produce come risultato l’oggetto-libro che andiamo poi a sfogliare. Ovviamente, le immagini hanno bisogno di un editing esterno, utilizzando uno strumento di ritocco tipo Photoshop. Devo dire che questa macchina misteriosa mi incuriosisce molto più delle altre cose che ho appreso sull’editoria virtuale, e mi riprometto di riparlarne col “tipografo” delle Edizioni Volando, Loick Beaumont, a cui proporrò di tenere delle lezioni per insegnare anche ad altri le alchimie della “Macchina Infernale”. A questo proposito Volando mi aggiunge che, a scopo didattico, Loick ha già creato, ovviamente in Second Life, un manuale in tre lingue, e che lei è assolutamente favorevole, una sorta di “istinto dell’anima” mi dice, a condividere con gli altri quanto sta imparando e producendo. Non ha alcun senso della proprietà o della concorrenza, ma solo una grande passione, forse in parte ereditata da sua madre (scrittrice nella vita reale), che la spinge portare avanti queste iniziative e a sognare che in futuro i libri verranno prodotti in tutta Second Life da molte iniziative indipendenti.

Mi racconta poi di come occorra una grande pazienza e competenza, come tutte le costruzioni complesse in Second Life, per produrre un volume della dimensione di circa trenta pagine. Un limite questo non tecnico, ma di puro equilibrio tra l’esigenza di produrre un’opera compiuta e la dimensione ridotta che un libro virtuale deve necessariamente avere. Questo per non annoiare il lettore, spesso frettoloso e impaziente, di Second Life. Nel caso di libri di dimensione maggiore, si creano necessariamente più volumi. I libri vengono poi veicolati alla vendita, sia da vendors che da distributori automatici, i quali accetteranno i pagamenti dirottando la percentuale dovuta direttamente all’autore (tramite gli script presenti nel libro). Alla casa editrice, essendo l’impresa assolutamente “no profit”, vanno delle fee per coprire i costi di produzione e di distribuzione. Devo dire che il prezzo di vendita di questi libri, che Volando mi anticipa, a me sembra assolutamente irrisorio, visto il lavoro che c’è dietro per la loro preparazione e la produzione, ma Volando insiste sul carattere culturale dell’iniziativa, sperando almeno di coprire le spese.

Volando non si definisce “Direttrice” della casa editrice, ma “soltanto” la fondatrice, anche se, a detta dei suoi colleghi, è lei la vera anima della stamperia; lascerà quindi ad altri la gestione operativa del progetto. I collaboratori che si è scelto, che l’hanno affiancata per amicizia (ci tiene a sottolineare) sono già pronti per avviare la nuova impresa, mentre per lei questa fa ormai parte della sua vita, e il ripartire con il nuovo progetto la riempie di gioia e di aspettative.

La saluto quindi dandole appuntamento alla serata di presentazione, che avrà sia lo scopo di far conoscere a tutti questa nuova iniziativa, che quello di illustrare questa modalità di fruizione dell’editoria virtuale.

Arrivederci Volando Amat, e in bocca al lupo.

by AquilaDellaNotte Kondor

English version

Volando Amat is a person who has always had books of great care and passion in her life for her companions are irreplaceable. And ‘this is the reason why, in Second Life, his name is linked to publishing initiatives that, first printing with “Il Faro”, and now with his new creation “Volando Editions” have experienced and created projects “print” using the tools in Second Life.

I met her one afternoon and asked, first, what are the books in Second Life, and whether it is more convenient and practical to read on the web, e-book format. My provocative question was received, I have a feeling, a sense of blame. We’re in Second Life, he said, and the things that we create here are part of this world, such as buildings, trees and landscapes. Create something in Second Life, using the tools of Second Life, is the way in which residents make evolve this world. It would not make sense to say that a real tree is better, rather than those built by the builder in the Virtual World. So for the books: the ones in Second Life are created and used in the Virtual World. Logic unassailable.

Volando tells me when, by chance ended up in a giant library of a South American land, the desire was born in Second Life to bring his passion for books, presenting one day to create a real library with hundreds of books. The first steps in “The Lighthouse”, along with Rockerduck Bogdanovich, were very promising, now produces a few dozen books. This first experiment was then terminated for reasons independent from the project, volando, after a couple of months of reflection, went on to design the new initiative of “Volando Editions”, which, by the end of September, will be presented to the public.

Pass me then to explain how you create these virtual books. In fact, objects that are “worn” by the avatar, covering almost the entire screen, allowing a certain ease of reference and reading. I flew about a “machine” which, starting from the original notes as a result produces the object, then go book-browsing. Obviously, the images need an external editing, using an editing tool like Photoshop. I must say that this mysterious machine intrigues me much more than other things I learned about publishing virtual, and I plan to talk about that with the “printer” of Volando Editions, Loick Beaumont, who propose to hold lessons for teaching others the alchemy of the “Infernal Machine”. In this regard I volando adds that, for educational purposes, Loick has already created, of course, Second Life, a manual in three languages, and that she strongly supports, a sort of “instinct of the soul,” he says, to share with As others are learning and producing. There is no sense of ownership and competition, but only a passion, perhaps in part inherited from his mother (a writer in real life), which prompts her to advance these initiatives and to dream of that future books will be produced throughout the Second Life many independent initiatives.

He tells me then how we need a lot of patience and skill, like all complex structures in Second Life, to produce a volume the size of about thirty pages. One limitation that is not technical, but of pure balance between the need to produce a finished work, and the small size that have to have a virtual book. This not to bore the reader, often hasty and impatient, Second Life. In the case of larger books, you necessarily create more volumes. The books are then conveyed to the sale, either by vendors that vending machines, which accept payments diverting the percentage due directly to the author (via the scripts in the book). The publishing house, being very firm “no profit” of the fees go to cover the costs of production and distribution. I must say that the selling price of these books, which I anticipate flying, to me seems absolutely ridiculous, given the work behind for their preparation and production, but insists on flying a cultural initiative, hoping at least to cover expenses.

Volando is not defined “Director” of the publishing house, but “only” the founder, even though, according to her colleagues, she is the real soul of the printing, then leave to others the operational management of the project. Employees who have chosen that year joined for friendship (we like to stress) are ready to start the new company, while her this is now part of his life, and share with the new project fills joy and expectations.

I greet you and then giving her an appointment at the presentation evening, which will be designed to let everyone know about this new initiative, to illustrate how to use this virtual publishing.

 Goodbye volando Amat, and good luck.

AquilaDellaNotte by Kondor

Una coppia unica di artisti: Satin & Erin

Lui Satin Galli, un’americano con la voce più sexy che ci sia, lei Erin68 Frog: un’armonia ed una dolcezza vocale favolosa. Insieme sono una bellissima coppia in RL e sono, artisticamente, eccezionali.

 Vi racconto un aneddoto relativo ad un episodio successo circa un anno e mezzo fa. All’epoca ero la manager della Dubai Jazz  My Way e mi occupavo anche di promuovere i vestiti che Milla Rasmuson (Owner della Dubai Jazz) creava. Eravamo sul Titanic (prima che affondasse ovviamente hehehe, si vabbè ma lui affonda e subito dopo torna a  galla, infatti è sempre lì). Milla stava rezzando i suoi vestiti e ad un tratto si ferma e mi dice: di chi è questa voce incredibile? Voglio che venga a cantare all’inaugurazione della land. Qualcuno infatti stava cantando … Bè era una voce che conoscevo molto bene perchè facevo parte di queste fans che seguivano Satin Galli di concerto in concerto.  Allora, come descrivere la voce di Satin?  Avete presente la cioccolata calda presa in un pomeriggio di dicembre? Ecco, la voce di Satin è paragonabile a quello. Una voce che ti avvolge di benessere, che ti riscalda il cuore, che ti dà una voglia tremenda di ballare un lento tra le braccia del tuo amore. Ok, vedo che avete capito 🙂 Satin è italo-americano, concepito in Italia, ma nato a NY in America, parla molto bene l’italiano e canta pure nella nostra romantica lingua, con un accento americano bello e tremendamente sexy.

 La sua compagna, Erin68 Frog, è pure la sua compagna nella vita reale e spesso e volentieri duettano insieme nei numerosi concerti che fanno in giro per Second Life. La voce di Erin è anch’essa  bella, dolce e profonda.  Ognuno dei due, preso singolarmente vi farà passare un bellissimo momento, ma se scegliete l’opzione  in duetto allora via per una serata a cinque stelle assicurata.  Poi ci tengo a sottolineare la gentilezza di questa coppia perchè su Second Life  non è  affatto scontato trovare artisti cosi famosi e, allo stesso tempo, cosi squisiti.  Dunque, lo so che siete curiosi e che desiderate sapere verso che tipo di concerto vi porteranno … Con Satin ed Erin potete fare un ritorno  nel passato. Un giorno ho sentito Satin  cantare “Tornerò” degli Santo California. Che bello riascoltare questa vecchia canzone e poi come la canta lui ….ummm. Ma anchè Angels, di Robbie Williams fà effetto eh!! Insomma, lui puo cantare con una facilità strabiliante Elvis Presley, i Beatles, Dean Martin o Michael Bublè, e tanti tanti altri artisti “à voix”come si dice in francese. Anche il repertorio di Erin lascia a bocca aperta, lei passa da Lady Gaga a Bette Midler,  dagli  Abba a  Norah Jones o Gloria Estefan. E se vi piace la musica country, Erin ha un repertorio incredibile per accendere la vostra sim di allegria e tanto divertimento. Hanno vinto un mare di premi e vi assicuro che sono tutti meritatissimi. Onestamente, se non conoscete ancora questa coppia di cantanti è un vero peccato. Ovunque cantano, sono seguiti da tantissima folla internazionale. Anzi, se volete far conoscere la vostra sim, non c’è modo migliore che invitare loro a cantare da te.  Su Second Life ci sono cantanti … e cantanti… Loro sono dei Grandi Cantanti!

Ecco il loro curriculum:

Their ENERGY will entice you, their VOICES will keep you coming back for more!  Satin Galli and Erin68 Frog are two of SL’s best live vocalists!  This real life couple puts 100% of themselves into each show performed.   Individually, they’ll amaze you with their voices and style … together, they shine!  Both having performed most of their lives on stage they bring to SL style, grace, and fun!   Winners of many awards within the live music community, Satin and Erin have proven themselves in Second Life as top vocalists.  Unique to Second Life, as a real life couple, Satin and Erin perform live duets covering songs such as With You I’m Born Again, Feels Like Home, I Got You Babe and many, many others!  Fun spirited banter between one another and the audience, their amazing vocals, and a mix of duets and solos makes this teams live show one not to miss!  Performing a vast variety of music styles and genres, from those pull at the heart string ballads, to rockin’ some of the best rock tunes from the olden days to current, you’re senses will come alive.. bringing back memories, emotions, and love.  At every venue,  every show is unique to itself.  Whether performing solo or together as a duet team, you’ll leave every show smiling.    IM Erin68 Frog or Satin Galli to join their group or to set up a show at your club or venue, your wedding, or a private party!

by Francesca Caeran

Lisa Brune: una voce pura come il cristallo.

Salve lettori del Virtual Worlds Magazine. Mi presento a voi con i miei due anni di vita pixellata in Second Life e con l’esperienza manageriale di cantanti, Sim ed Eventi. Io non mi reputo un’esperta in termini di  tecnica musicale però una cosa penso di saper fare, e cioè capire cosa piacerà e cosa non piacerà agli avatar del Metaverso. Ecco perchè vi farò scoprire o riscoprire cantanti e musicisti che ho avuto il piacere di sentire cantare o suonare gironzolando per Secondlife.
Spero che questa cosa aiuterà gli Owner nella scelta degli artisti che verranno animare le loro sim e vi darà  a tutti voi la curiosità di andare a farvi un idea personale del mio giudizio :-). Anzi, non esitate mai a farmi conoscere il vostro parere, mi piace il dibattito  e vi leggerò con piacere (Bacheca Facebook Francesca Caeran).

LISA BRUNE : una voce pura come il cristallo –  Il prossimo fenomeno musicale nelle nostre land, da scoprire…

Lisa ha 32 anni ed è una francesina un pò timida e riservata. La sua timidezza nasce dal fatto che non canta da molto tempo in Second Life, e come spiega lei, ha paura di sbagliare e di non piacere alle persone che vengono ad ascoltarla. Bene, cerchiamo di rassicurarla subito: Lisa, è impossibile pensare che tu canti male! E questo è detto hehehe. Lei canta da circa 10 anni in RL ma è nel 2007, dopo aver sentito la TV francese parlare di Second Life, che entrò nel Metaverso.  Ed è soltanto nel Febbraio 2011 che iniziò a cantare in Second Life, riscontrando un successo ogni giorno  più grande. L’ho scoperta una sera arrivando ad Astral Dreams. Non avevo ancora rezzato, non vedevo assolutamente nulla e clicco sul play. Waowww, una voce di una purezza straordinaria, da brividi! Stava cantando in inglese un brano degli Alter Bridge “Broken Wings”. In un inglese perfetto, mica da non capirci nulla, eh!  Ecco, ho pensato, un altra live singer americana ad hoc. No, era Francese la bambina, e anche  molto legata alla nostra Italia visto che è sposata con un Italiano che le fa anche da Manager : J4ck Nichols (si si proprio con il 4 al posto della A). Ho ascoltato le sue interpretazioni, un pò in inglese e un pò in francese. Lei predilige il rock ed il soft-rock. Il rock dolce, mica quello da fare acrobazie e doppi salti mortali. Canta rigorosamente in live e dice che vuole cantare canzoni che la fanno vibrare, che le danno emozioni, cosi riesce a trasmetterle alla gente. E devo dire che ci riesce benissimo.  Se avete l’occasione di ascoltare, tra l’altro, le sue interpretazioni dei Zero7, Nancy Sinitra o Chris Isaak beh capirete il mio entusiasmo. L’unica cosa che potrei rimproverarle è che i generi musicali sono spesso gli stessi, le melodie scelte si assomigliano parecchio e questo, alla fine, potrebbe annoiare se i fans la seguono di land in land. Durante l’intervista Lisa mi ha detto che ha in progetto di cantare anche in italiano, e potrebbe essere attratta dalle canzoni della Mannoia, della Nannini o di Mina, per citare solo loro. Quel che è certo, ragazzi miei, è che con questa voce lei potrebbe cantare praticamente di tutto e lasciarci incantati sempre e comunque.

Ecco la sua Bio :

LISA SUR FACEBOOK/LISA ON FACEBOOK:

 http://www.youtube.com/watch?v=VcM0Xh2KYDA

BIOGRAPHY:

FR / Lisa Brune chante en amatrice depuis presque 10 ans et écrit ses propres chansons. Elle a également fait quelques représentations réelles en public. Sur SL elle a décidé de partager son plaisir de la musique en interprêtant des morceaux rock, soft-rock et triphop célèbres (Zero7, Sia, Saliva, Coldplay, Radiohead, Kansas, Joan Osborne, Chris Isaak, K’sChoice, Portishead….) teintés par sa voix suave.

EN/   Lisa Brune sings as ” amateur” for almost 10 years and writes her own songs. She also did some actual public performances. On SL, she has decided to share his love of music by performing music by famous rock, soft-rock and triphop (Zero7, Sia, Saliva, Coldplay, Radiohead, Kansas, Joan Osborne, Chris Isaak, K’sChoice, Portishead tinted ….) by her sweet voice.

FR/ Lisa chante…pour le plaisir et propose de chanter pour vous. Rock, musique alternative et influences trip hop… N’hésitez pas à contacter J4ck Nichols or Lisa Brune pour réserver un concert 😉 – MERCI & REGALEZ-VOUS AVEC LA MUSIQUE LIVE!

EN/  Lisa sings … for pleasure and purposes to sing for you. Rock, alternative and trip hop influences… Feel free to contact J4ck Nichols or Lisa Brune to book her for a concert 😉

THANK YOU & ENJOY LIVE MUSIC !

by Francesca Caeran

Il segreto degli Avatar

Qualcuno fa fatica a capire la differenza tra un Mondo Virtuale ed una semplice piattaforma di chat, e, a volte, perfino gli stessi utilizzatori, abituati da tempo all’ambiente immersivo che frequentano, utilizzano in misura molto ridotta le potenzialità di un Mondo Virtuale. Molto si è detto, e volumi interi sono stati scritti sull’ ”immersività” ma, a mio parere, la differenza non è nella grafica, nelle architetture fantastiche, nella fantasia degli architetti, ma nelle modalità di interpretazione delle nostre esperienze. In tutto questo, la vera innovazione, il  vero e proprio salto di paradigma, è costituito dalla figura dell’Avatar.

 Andiamo con ordine. Voglio qui utilizzare, per rendere attuale e concreto il nostro ragionamento, degli esempi tratti dal mondo dello reale dello spettacolo.

 Il film linkato di seguito è “S1M0NE”, di Andrew Niccol, del 2002, con Al Pacino (http://www.youtube.com/watch?v=ejfyp043zBI&feature=share). E’ la storia di un personaggio immaginario, creato al computer da un regista fallito, che ne fa un’attrice di grande successo, nascondendo a tutti la vera natura del personaggio. In fondo, S1m0ne è lui stesso, che interpreta, con l’ausilio di un Avatar “perfetto”, quello che ha sempre desiderato che fosse un’attrice reale. Deluso e snobbato dalle grandi star, e approfittando di un’occasione unica fornitagli da un inventore, si crea la star ideale. L’Avatar è la rappresentazione di se stesso, o meglio, rappresenta quello che lui immagina sia la perfezione di un’attrice. E’ un successo straordinario. Ma l’Avatar non ha ancora cittadinanza. E’ presentato al pubblico come una persona reale, e nessuno, tranne il suo autore, conosce la verità.

 Facciamo un salto in avanti, ai giorni nostri. Non è più un film, ma la realtà. La Crypton Future Media di Hokkaido, Giappone, utilizzando un software della Yamaha denominato Vocaloid, crea una cantante virtuale, un ologramma, un Avatar, di nome Hatsune Miku:

http://www.youtube.com/watch?v=i_RVLOsUW6U

La cantante virtuale sta riscuotendo in questi mesi un grande successo in Giappone, e lo scorso 2 luglio si è esibita a Los Angeles, davanti ad un pubblico ristretto ma entusiasta. Tutto lascia prevedere un successo straordinario a livello planetario. La novità sta nel fatto che tutti sanno, stavolta, che si tratta di un’Avatar, non c’è più bisogno di camuffamenti. Un’Avatar che si è conquistato direttamente uno spazio nel mondo dello spettacolo. Per le persone che vanno ai suoi concerti e ascoltano i suoi vocalizzi perfetti, non fa nessuna differenza che la cantante sia persona reale o virtuale, la cosa che importa sono gli effetti, i “contenuti”.

 Siamo in un’era di passaggio, della realtà appena “aumentata”: frammenti di virtuale che si cominciano a inserire nella realtà quotidiana, e non più solo nei film.

 Gli Avatar, ovviamente, sono la rappresentazione dell’intelligenza che li guida, della persona (o delle persone, nel caso di Hatsune) che gli sta dietro. Un’immagine creata come noi la vogliamo, di quello che noi vogliamo comunicare, che cerchiamo di trasmettere agli altri attraverso questa nostra rappresentazione. L’Avatar trova il modo di esprimersi, di vivere esperienze, in un ambiente a sua volta virtuale, il Mondo Sintetico, che offre un ambiente anch’esso creato al computer, per accogliere queste nuove espressioni comunicative.

 L’ambiente sintetico offre addirittura paesaggi e luoghi fantastici, in cui ogni azione è possibile, amplificando il numero e le tipologie delle esperienze che si possono vivere. Il gioco, la fantasia, il lavoro, l’amore, la vita sociale, le esperienze educative, formano un sovrapporsi di livelli esperienziali, tutti “reali” e legittimi, che spesso non si incrociano o si sfiorano soltanto. Creare un ambiente fantastico (come la cantante o l’attrice perfette degli esempi precedenti), facilità l’emergere della fantasia, e dei comportamenti non altrimenti riproducibili nella realtà quotidiana, e offrono veramente una sfida sulla qualità dei contenuti. Se riusciamo a riprodurre un ambiente sociale di tipo universitario, di spettacolo o di gioco, ideale, possiamo dedicarci alla qualità della comunicazione, a quello che vogliamo creare e trasmettere. Possiamo sperimentare forme nuove di realizzazione, nuovi livelli di esperienza e di comportamenti, e forse nuovi mestieri ed attività lavorative.

 D’altra parte, dobbiamo anche essere coscienti che ambienti di tal genere, “luoghi” di frequentazione reale, in cui persone si incontrano e si conoscono, scambiano esperienze ed affettività, non hanno gli stessi livelli di protezione sociale che abbiamo sviluppato, nei millenni di storia, nel mondo reale. La gestione di questi Mondi è ancora anarchica, senza regole, e persone prive di scrupoli possono facilmente aver ragione di ingenui o impreparati a vivere questo tipo di esperienze. E’ sicuramente auspicabile uno sviluppo, anche in termini sociali, di tali ambienti virtuali, lo sviluppo di “codici di comportamento” e, perfino, di una specifica funzione di sorveglianza sugli abusi. Ma questo è ancora ben lontano dall’accadere. Siamo attualmente ad un livello di sviluppo di tipo “tribale”. Le singole comunità cominciano ad organizzarsi, ma la strada sarà lunga e contrastata, e richiederà probabilmente tempi lunghissimi.

 Possiamo definire tali esperienze, allo stadio attuale di sviluppo, “simulazioni”. Un’anticipazione di un qualcosa che in futuro potremo sfruttare al meglio, col progredire delle tecnologie, e con la risoluzioni di molti dei problemi primari dell’umanità. Per il momento, accontentiamoci di questi prototipi, per quanto rudimentali ed inefficienti.

 La realtà aumentata è appena cominciata…

Anno 2033: Second World, un viaggio nel futuro…

Da quando sono un resident di Second World, dall’ormai lontano 2025, da quando cioè abbiamo startato la Grid, ho dovuto imparare a gestire al meglio i numerosi impegni che mi vedono coinvolto, col prezioso aiuto di un software per la selezione e l’organizzazione dei meeting e degli eventi a cui partecipo. Quando entro in Second World trovo ad accogliermi il mio segretario virtuale per il briefing giornaliero delle attività in corso: una sala di controllo mi monitorizza le attività che seguo costantemente e mi mostra lo stato dei progetti in corso. Nessuno mi contatta senza essere passato per il filtro del mio software/segretario. Entro subito nel primo slot di impegni della serata, con un meeting all’Associated Press, in un gruppo di studio in cui si sta discutendo una ricerca condotta sugli albori del giornalismo virtuale. La ricerca espone i dati su come la diffusione delle notizie sulle attività inworld, e sulle esperienze che si andavano sperimentando, sia stato un elemento di grande stimolo alla loro evoluzione. Dai prototipi di Mondo Virtuale (alla Second Life, per intenderci), fino ad arrivare a questa Grid di Second Word, che ha ormai convogliato tutti i resident dei diversi Mondi Virtuali preesistenti, creando standard, criteri organizzativi e di sicurezza, che sono necessari a svolgere tutte le attività a cui i resident partecipano. La discussione in corso nel gruppo di studio, che ha l’obiettivo di rivedere il codice deontologico a cui aderiscono tutti gli attuali organi di informazione virtuale, va avanti animata. Siamo già arrivati a consolidare il 15° articolo del codice, ne mancano ancora 12, ma ce la faremo.

Al termine di questo primo briefing, passo a salutare alcuni amici in un ranch vicino a Virtual Tombstone, in cui un Country Singer intrattiene gli ospiti con la sua musica anni ’70 del secolo scorso. Un momento di puro relax, che mi lascia un attimo di pausa, e di tranquille chiacchiere con gli amici Americani. Mi chiedono della sezione di Grid dedicata all’Italia, in cui si stanno sperimentando nuove tecniche di immersione temporale nell’antica Roma, a partire dal patrimonio esistente nei Musei della nazione. Siamo ancora alla fase iniziale, ma i lavori procedono rapidamente, gli ambienti sono stati creati e i manager sono al lavoro per creare la comunità e i gruppi di comunicazione.

 Mi arriva una chiamata dal software segretario: mi cercano per un problema di lavoro legato all’ultimo progetto che abbiamo rilasciato, lo scorso mese, in versione beta. Ci sono due milioni di testers al lavoro per perfezionarlo. E’ una richiesta urgente di intervento, saluto quindi gli amici e faccio un salto col Teleport. Qui incontro i colleghi del laboratorio alle prese con l’instabilità di quella zona di Grid in cui abbiamo costruito il simulatore spaziale. Il nuovo simulatore di viaggi spaziali fa le bizze. Non rispetta i tempi di “viaggio” stabiliti per le connessioni extra galassia e c’è bisogno di ulteriori testers per completare il debug della versione beta, che sembra avere seri problemi. C’è da diramare un nuovo avviso di reclutamento per altri 200 mila beta testers. Dobbiamo stringere i tempi, il software definitivo deve assolutamente essere rilasciato per fine anno.


Il simulatore dei viaggi spaziali è la più grande innovazione mai sperimentata. Il Mondo Virtuale ha ormai fornito una soluzione stabile alla voglia di viaggiare nello spazio. Una volta rassegnati sul limite invalicabile della velocità della luce (Einstein docet), abbiamo capito che per viaggiare nello spazio è inutile tirarsi dietro il corpo fisico, e che il viaggio nella Realtà Aumentata è di gran lunga più sicuro e redditizio. Tuttavia, le connessioni sulla Grid Extra Mondo possono avvenire solo attraverso le stringhe di singolarità scoperte nel buco nero di Proxima, a 1,5 anni luce dal sistema solare. Attraversando quel buco nero, esplorato con l’ausilio delle centinaia di sonde che vi abbiamo inviate, e perse, abbiamo creato dei Poli di “arrivo” in vari punti della galassia, man mano che l’esplorazione è andata avanti, e nuovi Poli si aggiungono di continuo, allargando il nostro raggio d’azione per l’esplorazione e i contatti nello spazio. Ovviamente abbiamo sempre uno starting time per arrivare al buco nero, che dista 1,5 anni luce dalla terra. Ma un delay di un anno e mezzo è veramente il minimo, per poter fare questa esperienza formidabile, e le nostre navi, per quanto lente, ci hanno consentito di portare fin lì le connessioni a cui collegarci dalla Terra. Rimane ancora come problema, purtroppo insuperabile, vista la velocità della luce e la teoria della relatività ristretta, il tempo necessario allo start up per stabilire la prima connessione. Poi si va …

 La scoperta successiva è stata che altre civiltà sono arrivate, alcune molto prima di noi, a sperimentare questi “viaggi”, abbiamo quindi allacciato relazioni Extra Mondo che ci stanno consentendo di migliorare rapidamente il nostro livello di sfruttamento di questa tecnologia. Gli impatti sono stati enormi, in termini di evoluzione sociale e scientifica, ma, come dicevo, siamo un po’ alle prime armi, con l’attuale software di connessione Extra Mondo. Dovremo lavorare ancora molto intensamente al nuovo tipo di software a struttura biologica, collegato sensorialmente alle nostre terminazioni nervose, per azzerare i nostri tempi di reazione, che sono fondamentali in questo tipo di viaggi. Dopodichè il teleport Extra Mondo diverrà molto più efficiente. Siamo appena all’inizio di un lungo viaggio…

Lascio i ragazzi, sempre impegnati a lavorare sul software tuttora in prova, ma è l’unico che abbiamo al momento, e ci vorrà purtroppo ancora un bel po’ per aver ragione dei bachi relativi ai tempi di trasmissione e teletrasporto.

 Salto rapidamente alla grid Indiana, per incontrare un regista di VirtualVideo (ricordate l’antico Machinima?) che sta realizzando filmati educativi sull’America primordiale. Ormai le immagini vengono completamente sviluppate qui in Grid, e nessuno usa più attori fisici, che dovrebbero recitare, fingere, riprovare, fino a rendere il risultato accettabile per il regista. Ci si concentra invece suoi contenuti. Sviluppare filmati virtuali consente di ottimizzare tempi e risultati, con una resa infinitamente migliore. La differenza fondamentale, rispetto al cinema di una volta, è che noi stessi, con il nostro avatar, siamo chiamati a far parte del filmato, ogni volta che lo vediamo, o, per meglio dire, che lo viviamo. Questo video sull’America primordiale ha qualche difficoltà nella partecipazione, poichè il visitatore è costretto a sorvolare le zone che si visitano, infatti non sempre è possibile atterrare in quei posti piuttosto a rischio, in un ambiente in cui l’uomo ancora non aveva fatto la sua comparsa. Ma vi assicuro che essere immersi in un VirtualVideo ambientato nel Medioevo, magari nel ‘300, pone problemi non minori di sicurezza, sia per gli incontri con i tagliagole locali, sempre pronti a violenze o stupri, che per le condizioni miserrime della vita a quei tempi. Preferisco mille volte essere nella Firenze medioevale a tirare quattro calci ad un pallone di pezza, insieme a quei rudimentali calciatori del ‘400.  Ascolto con attenzione le esigenze che mi pone il regista sulla progettazione di nuovi ambienti virtuali, da creare ex novo per il prossimo VirtualFilm.  Ci sono ancora molti problemi progettuali da risolvere col team di architetti, e come al solito, il tempo non è mai abbastanza, per tutto il lavoro che c’è da fare.

Ogni zona di Grid che viene buildata, per esigenze di svago, di lavoro o culturale, nella VirtualReality, è un pezzo di mondo in più, che si aggiunge a questa infinita Grid, tuttora in continua espansione esponenziale. L’estensione della Grid attuale, dopo i primi 8 anni di vita, è pari ormai a quasi l’intero sistema solare. Tuttavia, i nostri computer quantici non hanno alcuna difficoltà a gestirla. Non hanno ormai limiti, né di potenza, né di gestione delle informazioni, e si tratta solo di organizzare e gestire la complessità derivante. Un puro problema ingegneristico. Per fortuna, i nuovi software ci aiutano anche in questo lavoro. Quello che rimane tuttora insuperata, è la fantasia e l’inventiva della mente umana, a cui non si può assolutamente rinunciare, per proseguire nella spinta evolutiva. Nessun software è ancora in grado di riprodurre le mappe mentali umane, comprese le incertezze e gli errori. Le macchine perfette non hanno fantasia. Questa deriva anche, molto spesso, dagli errori e dal caso. Ogni creativo porta il suo contributo a questo mondo, e gli specialisti di VirtualArchitecture sono ormai i veri artefici di questo grande sviluppo, sono dei veri e propri VIP, ricercatissimi e impegnatissimi. Il compito di noi progettisti e Project Managers è quello di convogliarne gli sforzi ed organizzare il lavoro di gestione e di rilascio delle nuove modellazioni, oltre naturalmente che a lavorare per creare le condizioni di gestione a regime.

Raggiungo il quartiere commerciale di VirtualLondon. Ho bisogno di un restyling dell’Avatar. A proposito, l’Avatar non ha più niente a che vedere con i poveri modellini sviluppati nei primi prototipi di inizio secolo. L’avatar attuale è un Io reale, solo che ha l’aspetto che vogliamo dargli e che più ci aggrada. La gente qui è abituata a vedere cambi di shape e skin, così come si fa con i vestiti, tanto il nostro codice identificativo mantiene visibile la nostra identità, a garanzia del riconoscimento, anche legale, della nostra persona fisica. Abbiamo una identità certificata, con cui effettuiamo tutte le nostre transazioni, e teniamo i rapporti intra mondo. I controlli sono rigidissimi. Ma questi controlli servono solo per l’identificazione legale. Il nostro aspetto esteriore, del nostro avatar intendo, non è affatto influente, tocca a noi deciderlo. Ovviamente, il nostro corpo fisico ha il controllo costante dell’Avatar, ma mentre il corpo fisico è nella poltrona anatomica, immerso nella Realtà Aumentata, il nostro Avatar naviga nel Cyberspazio e lavora per noi, studia, si diverte, discute. Ma gli Avatar sono sempre noi stessi, senza alcun dubbio o dissociazione possibile (per ora?).

Unico limite imposto, sono gli intervalli di rilascio nel mondo fisico, che sono prefissati e controllati dal nostro software di navigazione. Non possiamo consentire che i tempi di vita virtuale superino quelli reali e fisici, per ovvi motivi sociali, e per salvaguardare la salute del nostro corpo fisico. Il controllo è effettuato su base settimanale, e sulla media dei sette giorni. Se passo 20 ore di seguito immerso nella Realtà Aumentata, devo poi recuperare tempo reale per stare nella media del 50% a settimana. Da questo vincolo non c’è deroga, il Ministero della Salute ha posto vincoli rigidissimi, fortunatamente. Ma questo limite di salvaguardia serve soprattutto a tutela dei cyber dipendenti. Alle persone con un buon equilibrio psichico e sociale, la Realtà Aumentata fornisce uno strumento formidabile, per complementare la propria vita reale ed il proprio lavoro. Quindi ci si organizza per bilanciare i tempi fisici e virtuali, suddividendo attività lavorative e di svago tra i due livelli, senza che nessuno dei due ne abbia a soffrire. E’ un grande vantaggio l’espansione della nostra realtà, fino all’utilizzo ampio di modelli e ambienti nuovi, mai visti o sfruttati prima.

Finisco la giornata in un meeting del “Consiglio di Gestione” della zona Italiana. Ci sono i soliti problemi coi Greafer, sempre più aggressivi e scaltri. La Sicurezza non riesce a stare dietro alle mille diavolerie che sfornano ogni giorno, per divertirsi, arrecare danno e rompere le scatole al prossimo. Tocca quindi finanziare lo sviluppo del nuovo livello di sicurezza, per adeguare il software e ingaggiare  più agenti operativi in Grid. Storia già vista …

Ma per oggi basta così, stacco e vado a dormire. Domani la realtà fisica richiederà non meno impegno. Sono in ferie ma abbiamo programmato un’escursione al lago, quello fisico stavolta, non virtuale, e una c’è una brace di cinghiale che ci attende… Buona Vita Aumentata a tutti.

L’arte di Patrick Moya in Costa Azzurra

Nell’ambito della manifestazione “L’arte contemporanea in Costa Azzurra” l’artista francese Patrick Moya ha allestito, presso il centro d’arte la Malmaison di Cannes, una mostra denominata “La Civilisation Moya”. Patrick ha interamente dipinto le pareti del centro d’arte con pitture rappresentanti uno spaccato veramente impressionante della sua arte (http://www.youtube.com/watch?v=Z825-R4QorU&feature=player_embedded). Sul suo sito potete trovare sia la ricostruzione di tutto il lavoro fatto dall’artista per preparare la mostra, con un diario dei lavori giorno per giorno (http://www.moyapatrick.com/malmaison.htm), sia il collegamento in streaming con i locali della mostra in cui Patrick ed i visitatori si muovono tra le diverse sale dell’allestimento.

Ebbene, ho raggiunto l’artista che illustrava la mostra ai visitatori, entrando in Second Life, nell’identica installazione allestita da Patrick presso la sua land (http://slurl.com/secondlife/Moya Museum/196/119/25). Mentre ammiravo dall’esterno la ricostruzione della Malmaison, Patrick mi è venuto incontro, e mentre commentava in streaming su web la mostra dall’installazione reale a Cannes, mi ha guidato in Second Life attraverso le diverse sale dell’esposizione (http://www.youtube.com/watch?v=mg8xGtyMHqE&feature=related). Non provo neanche a descrivervi le immagini della sua arte rappresentata sulle pareti dell’allestimento, che in Second Life sono ben visibili, ma invito tutti i lettori a farci un salto per vivere questa esperienza davvero unica. Vi aggiungo solo un piccolo anticipo delle immagini che vedrete, pubblicando alcune foto che, con il permesso di Patrick, ho catturato durante la visita.

Conosco Patrick Moya dal 2008, l’ho incontrato a Firenze nell’ambito della manifestazione “Rinascimento Virtuale” allestita in quell’anno indimenticabile presso la fortezza da Basso, e ricordo con molto piacere questo signore che, con infinita pazienza e gentilezza, ci spiegava le sue realizzazioni. Conservo ancora un minuscolo libricino da lui realizzato con bellissime immagini.  Grazie ancora, Patrick Moya.