Collaborazioni inaspettate

La manifestazione SL7B ha aperto i battenti! La celebrazione è iniziata lunedì 21 giugno, alle 10:00 SLT  con l’intervento del fondatore di Linden Lab , Philip Rosedale (aka Philip Linden ), il quale è intervenuto nuovamente mercoledi 23 giugno con un secondo intervento, sostituendo il CEO Mark Kingdon (aka M Linden ), assente a causa di un emergenza .

Il contenuto degli interventi potete trovarli qui http://wiki.secondlife.com/wiki/SL7B/Philip-speech . L’evento si è svolto in 21 sims, e ha impegnato con oltre 700 collaboratori e oltre 300 artisti. Il tema di quest’anno è “Collaborazioni inaspettate”, la collaborazione creativa tra utenti di Second Life . L’arte e la creatività emergono fortemente, riaffermando radici solide per lo svilippo di questo metaverso. Artisti come fotografi, scultori in 3D,  musicisti dal vivo e DJ, fino a comprendere il machinima , hanno trovato terreno fertile per dare spazio al proprio talento. Un esempio dei tanti, che hanno partecipato a questo importante evento, è rappresentato da due artisti italiani che ho incontrato in questa grande fiera di SL7B : Kicca Igaly e Nessuno Myoo. La loro interpretazione del tema di quest’anno di SL7B, “Le collaborazioni inaspettate”, rappresenta due residenti di SL che, vivendo in posti diversi del mondo reale, si incontrano, si conoscono, interagiscono, fino ad instaurare un rapporto quotidiano di amicizia e collaborazione professionale, che consente loro di realizzare progetti di interesse comune.

La struttura è composta da tre parti: le due laterali mostrano i due ambienti domestici in cui i protagonisti vivono, attraverso l’uso della rete, la possibilità di accedere alla loro seconda vita. La terza, quella centrale, non è altro che la dimensione immersiva (prodotta dalla Linden ) dove i due realizzano i loro sogni costruendo oggetti ed esprimendo così la loro creatività.

Il classico tool di costruzione, che tutti noi conosciamo, è il trait d’union grazie al quale chi guarda l’opera recepisce il messaggio in maniera più veloce e diretta. Obiettivo centrato direi!La manifestazione si concluderà il 27 giugno prossimo, le sims rimarranno comunque  aperte fino al 3 luglio per poter consentire la visita ad un concentrato di creatività e collaborazione tra residenti.

Per info riguardo all’evento visita il sito http://sl7b.wordpress.com oppure Scopri la Second Life Destination Guide http://secondlife.com/destinations/birthday.

By Flurry Fargis



22/6 Happening Fotografico – Scoperte ed emozioni visive degli artisti di SL

23 Fotografi di Second Life esporranno 3 loro fotografie durante un Happening Fotografico organizzato da ChrisTower Dae e dalla 2LifePhotos (associazione di fotografi di SL).

La manifestazione avrà luogo ad Itland Entertainment, nello spazio dove sorge la sede della associazione dei fotografi di SL, che vuole con l’occasione, riprendere la propria attività.

Le fotografie saranno visibili fino a Domenica 27 Giugno.

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23 Second Life photographers will each be showing three of their photographs in an event organized by Christower Dae and 2LifePhotos, (an SL group for photographers).

The show is on Tuesday 22 June 2010 at 10.30pm at Itland Entertainment. It will be held at the home base of the 2lifePhotos, to mark the relaunch of the group.

The photographs will be exhibited until Sunday 27 June.
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Alla serata parteciperanno diversi artisti del panorama di Second Life che daranno un riconoscimento alle foto artisticamente più nteressanti, offrendo una loro opera.

Gli artisti che daranno un loro riconoscimento :

Solkide Auer
Shellina Winkler
Aloisio Congrejo
Nessuno Myoo
Kicca Igaly
Zhora Maynard
Lion Igaly
Maryva Mayo (offre una sua opera a tutti i partecipanti)
ChrisTower Dae

Le Fotografie esposte saranno valutate da un gruppo di persone che sono parte attiva in SL. Questo gruppo sarà composto, oltre che dagli artisti sopracitati, anche da esponenti che si muovono intorno alla sfera dell’arte digitale.

Marinu Gausman
Roxelo Babenco
Simba Schumann
Lorys Lane
Mexi Lane
Alice Mastroianni
Thirza Ember
………
………
………

Questo riconoscimento non vuole creare classifiche, ne tantomeno creare vincitori e vinti, ma fare solo un tributo all’arte della fotografia, vista e “giudicata” dagli occhi di artisti che si esprimono in altre discipline

I fotografi che esporranno (in ordine casuale) :

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The following photographers will be participating
(in no particular order):
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La Baroque
Pallina60 Loon
Fiona Saiman
Cristian Rexie
Nimoe Constantine
Nakoto Exonar
Sabbi Babii
Domino Bristol
Calix Demina
Antony Rayna
Elle Ellsmere
Paola Mills
Kei Kojishi
Prajina Setan
Opensource Obscure
Antropo Mortlock
Cancer Bonetto
Tani Thor
Alii Vella
Millamilla Noel
Neve Laville
Nexuno Thespian
Redmoon Balut

Alcuni di questi fotografi sono esordienti, altri emergenti, altri già affermati. Ma era giusto condividere le loro fotografie senza distinzione.

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Some of the participants are beginners, some rising stars, some famous names.,but all their work deserves equal credit and attention.
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Susa bannata dalla Linden cap. 2

Grande manifestazione di solidarietà ieri sera a Two Fish per Rose Borchovski da parte di un nutrito gruppo di amanti dell’arte del Metaverso. La notizia dell’esclusione di “The kiss” dalle manifestazioni per l’anniversario della Linden è apparsa in questi due giorni in tutti i blog e le riviste che si occupano del Metaverso e messaggi di affetto e supporto sono continuati ad arrivare all’artista anche oggi da parte di artisti, appassionati, galleristi e non solo.

Josina Burgess e Velasquez Bonetto, artisti e owners della galleria CARP /Diabolus hanno inviato oggi una notice in cui sottolineano anche’essi l’assurdità della censura di Susa, ricordando come il nudo sia sempre stato accettato dall’arte greca e romana fino a Modigliani, sottolineando quanto nudo sia presente persino nel Vaticano… fino a spingersi a chiedere polemicamente che tutti i lavori artistici “indecenti” siano bannati dai musei americani e restituiti all’Europa. Il gruppo Art Gallery Owners (che raccoglie più di 900 iscritti, tutti owner di gallerie d’arte), che si riuniva ieri per fare il punto sull’arte in Second Life, ha discusso a lungo sulla vicenda, lamentando l’impossibilità di portare avanti l’espressione artistica in un clima di censura.

Di fronte a tanto supporto la stessa Rose ha sentito la necessità di tornare a fare sentire la sua voce, per ringraziare quanti le sono stati vicini e nello stesso tempo condividere con tutti alcune osservazioni e riflessioni cui è giunta a seguito della vicenda. Rose racconta come abbia fornito alla Linden tutte le informazioni possibili sull’istallazione che stava presentando e, nonostante questo, si sia ritrovata ieri nella cartella dei Lost and found, l’istallazione con un IM formale e lapidario. “Ho realizzato in quel momento qual’è la politica della Linden – racconta Rose nella nota che pubblichiamo di seguito interamente in inglese. – Io sono solo un cliente e non ho diritti. Qualsiasi cosa faccia in Second Life è monitorata e se non dovesse essere approvata posso essere buttata totalmente fuori senza ricevere spiegazione alcuna”. Questo secondo Rose deve farci riflettere. Non è più una cosa che riguarda solo lei o Susa ma ci riguarda tutti, tanto più che qualsiasi cosa noi creiamo nel Metaverso generalmente è fatta solo per passione e non per lucro. Credo che più o meno tutti stiamo meditando molto su questa vicenda. Second Life è arrivata al suo settimo anniversario e di certo 7 anni fa non immaginava che sarebbe diventata un mondo così popolato e articolato. In questi giorni SaveMe Oh, altra artista del Metaverso (vedi articolo del 24 aprile di questa rubrica), sta portando avanti con la solita ironia che la caratterizza, una campagna intitolata “Vote SaveMe Oh for President”. Certo non osiamo immaginare cosa accadrebbe con Second Life nelle mani dell’artista più folle del Metaverso… Ma forse la strada tracciata da SaveMe va presa in considerazione. In un mondo virtuale che cresce attraverso l’inventiva, la voglia di fare, il sostegno economico, ecc. di chi lo abita, non avrebbe senso che a dettare le regole non fosse semplicemente la Linden, ma venissimo in qualche modo coinvolti tutti?

Continuiamo ad attendere un’eventuale replica da parte della Linden, speriamo di potervi aggiornare al più presto.

ROSE SPAM

Hello , I feel I’m obliged to make a reply after all the dust I have raised:

When I did set up The Kiss it did not even cross my mind that I was violating any rules of the LL celebration. My Susa is a caricature , a cartoon, she is naked like Donald duck is naked, she has no genitals, and a flat chest . She is not real , I do not even try to make her look real, she is a little creature telling a story. The story is about the dark inner life of us all.

The rejection of my Susa Bubble story from the second life celebration has caused a lot of discussion; it brought people together but also polarized their opinions. I also notice a big difference in culture between the continents.

The biggest shock to me is that I suddenly realised what Linden Lab is standing for. Different parties lectured me that I’m just a client and that I have NO rights. Everything I do in Second life is monitored and when it is not approved off, I can be ejected totally without any reason given. A warning was given.

A moderator of the Second life group burning life explained to me, that there is NO freedom of speech in this group or any other group owned by LL and I was rejected from the chat.

I raised my voice because I love making my art in Second life. I love the animation; the imperfection of it and the fact the world is build by so many different cultures from all over the world. I do not financial gain from it, but the joy to create and to develop my story is giving me an enormous thrill and I’m proud to be part of the SL.

I raised my voice yesterday because I was upset and surprised being excluded from the SL7B. I feel I was part of that community and that my art deserved a spot at the celebration, to be celebrated as well.

I raised my voice because of the way it was handled. When I came online I found my installation in my lost and found folder with a formal message in IM from a Linden. A moderator of the SL7B GROUP saw the installation on my sim before it was put down at SL7B. Several Moderators helped me while I was setting up the installation. I had sent all the information about my Susa Bubble Story by forehand to Linden: video, LM of my sim and notecard with info. I admit, I was absolutely naïf about my Susas being naked, I do not see them as being naked anymore but as vulnerable and lost. I’m not insensitive about other peoples feelings, the SL7B was not opened yet for an audience, they could have asked me to come down and explain the problem before deleting me.

I raised my voice because the installation I did put down at SL7B was not about nudity; you see some naked upper bodies with flat chests. I would like to stress that it is a complete installation: a mixture of space, image, sound and text.

I raised my voice, not to be personally seen or drawn attention to my art in SL but to be heard in a much broader context. I suddenly realize my avatar and all it stands for, can be deleted totally by one push on the button of a Linden. I hope people realize that in the end this is not about Rose and her Susa Bubble story, they become insignificant, it has a much wider context. This is touching us all.

Thank you Rose)) I wish you an enjoyable and rich Second Life

Susa bannata dalla Linden

Una notice piena di sconcerto è stata spedita oggi dall’artista olandese Rose Borchovski. La linden le ha infatti rimandato indietro uno dei lavori dell’istallazione che aveva presentato per le cerimonie ufficiali organizzate nel Metaverso in occasione del 7mo compleanno di Second Life. Si tratta di “The kiss”, una delle foto dell’ultimo capitolo di Rose sulla Storia di Susa Bubble che da tempo l’artista mette in scena con grande successo in varie sim del Metaverso.

La motivazione comunicatale dalla Linden è stata che il regolamento delle land “General maturing raiting” non consente di esporre immagini di nudo, neppure a carattere artistico. Sembrerebbe dunque una pedissequa applicazione delle norme linden.

Pubblichiamo qui sotto la lettera di Rose Borchovski e, a seguire, quella di Peter Greenaway, noto regista inglese, amico e collaboratore di Rose in alcuni lavori teatrali real life dell’artista olandese, autore di film di grande valore artistico quali “Giochi nell’acqua”, “I racconti del cuscino”, “Rembrandt’s J’accuse”, “The Marriage”.

La rappresentante della Linden, da noi interpellata, non ha voluto dare ulteriori spiegazioni.

ROSE SPAM: Susa banned from celebration

Hello Secondlife art Lovers:

My Susa Bubble Installation : The Kiss has been returned to me from the SL7B sims where Linden is celebrating Secondlife. I quote “The images on your build are in violation of our general rating, to be clear: Nudity is not allowed at art events with a general maturity rating.”

I would like to point out and educate Linden Lab that most of classic and contemporary art is based upon nudity. Not because of Sex, but because of the beauty and the vulnerability of the human body, the human body we all share and look at in the bathroom mirror in the early morning.

The story of Susa is a sweet but savage story, told in image and text, sound and installation. It is about our dark inside, but also shows how vulnerable and lonely we all can be. My art shows a naked body, but it is not about nudity or sex.

Art being shown at a public art event of Linden means pretty pictures that bring aesthetic pleasure void of all critical thinking. Culture must be “safe” / sterile, no matter how free of content that makes it. As implemented by LL, “Community Standards” means content so content less that no viewer has even a remote chance of being caused to think about anything, to question any of their values or assumptions. Safe in SL means safe from thought.

When I protested against it in the group chat I was shut out .I was told not to discuss it in SL7B Group Chat “because this isn’t the place” — because NO place is the place to discuss it — because we don’t even want to think or let others think about the ideas we don’t want to think about

The worst part of censorship is not that which is censored, but the climate of self-censorship it imposes on all artists. Art is about having a voice. Art is about thinking differently and about thinking from fresh perspectives. When artists are not allowed to have a voice, culture is not allowed to progress.

When I hide my susas nakedness, I have stopped telling her story.

Nothing is more resistant to authoritarian control than a naked body. Control & conformity require uniforms. Nudity is too wild and uncontrolled. When you know my Susa Bubble story you can see it isn’t really even about “nudity” but that just suggests how powerful the forces for thinking-avoidance-at-all-costs are. Better to censor the world than risk allowing in a question that could topple the status quo. Authority does not like questions. Authority does not like creativity. Authority does not like art. Authority does not like nudity.

I did not bring my installation to the celebration to publicize myself, I make in art in SL because I want to share my Susa story and touch people

Greetings Rose Borchovski

SECOND LIFE NUDITY CENSORSHIP by Peter Greenaway

Dear Courtney Linden,

As a reaction to the rejection of Rose Borchovski ‘s art installation : The Kiss at the Celebration Sim, I would like you to read this.  It seems to me incredible that you are enforcing censorship concerning nudity in public forums on Second Life.

Traditions of nudity in Western Art have for centuries been legitimate, honourable and creditable. The cyperspaces of Second Life – and Second Life has so far proved itself to be among the very best of such events – are among todays’ cutting edge of visual languages – continuing an enviable tradition of new technologies in the visual arts now that the orthodox cinematic arts are proving themselves moribund and archaic, and enforcing new efforts to avoid artistic elitism and the encouragement of egalitarianism in artistic expression Any artist worth his or her salt, always must engage in contemporary technologies – it has been the very reputable tradition of the most worthwhile artists that has benefitted us all. Visual artists have always taught us to look. The man-made world owes them everything.

Just because you have eyes does not mean you can see. And the political and social emancipation of the naked and the nude by artists has been essential for humanist civilisation – it has given you and me great liberalities of thinking and self-respect.

Whatever else you think you may be doing with Second Life, you have created a very sophisticated tool that combines traditions of painting with cinema and the graphic arts in present tense terms that permits visual expression of language like never before. Do not underestimate what you have created – but to remain creditable you simply cannot enforce reactionary hypocritical standards that have been so discredited over the last five hundred years.

Like any self-respecting artist of course I am against gratuitous exploitation that demeans and insults intelligence and sensibilities but by your blanket censorship you are now doing both those things – insulting artistic intelligence and demeaning sensibility.

I suspect you are responding to pressure, to some form of mind-police, certainly to some form of political correctness that is related to money and the slow swing to the political right that is happening all over the world related to civilisation’s fear of financial insecurity. Don’t go that way. You are endangering a tool that is greater than you.

When the cultural histories of the early 21st century are written from hindsight, you will undoubtedly find the possibilities and successes of Second Life being eminently lauded and praised. Too many art forms in the 20th century have been stunted and deformed and deflected into ineffectuality and banality by small mindedness. If you really insist in so-called protection of innocence (and I really wonder what that really is – is it a synonym in fact for ignorance and intolerance?) then do so on a careful case by case basis with intelligence and foresight. This will be troublesome for you to do, if you want to do it well. But it will be very well worth your while,

Yours, hoping you will see sense, and not be influenced by short-term gain.

Peter Greenaway, film-maker.

Protesta NO Bavaglio. 9 giugno 2010

Si è svolta nella serata di mercoledì 9 giugno, all’interno di Second Life, la manifestazione di protesta contro la legge bavaglio che si sta approvando in questi giorni in Parlamento. Per un’ora tutte le attività delle quasi trenta land italiane, che hanno aderito alla manifestazione, sono state sospese.

La protesta è iniziata con un concerto di Sioux Nikolaidis nella  land “Albert Currlin Society (ACS)” e con una nutrita schiera di quasi 50 avatar che, esibendo bavagli e cartelli “No bavaglio”, hanno alimentato una kermesse, di impegno politico e sociale, che ha mostrato tutta la contrarietà del popolo di Second Life verso una politica oscurantista e coercitiva di tutte le forme di dibattito nella società italiana. Per una coincidenza non programmata, la televisione di stato trasmetteva, nella serata conclusiva di “Anno Zero”, una vibrata requisitoria del noto conduttore televisivo che descriveva lo stato comatoso in cui versa il dibattito politico e sociale sulle reti televisive italiane.

Il mondo della rete è sempre stato oggetto di tentativi di “normalizzazione”, fino ad arrivare a questa legge, che, nata con lo scopo di regolamentare il sistema delle intercettazioni telefoniche, ha gradualmente assunto i connotati di una “legge bavaglio”, in cui è anche confluito, inopinatamente, una norma sulla regolamentazione della pubblicazione (e delle smentite) delle notizie in rete. Una norma gravemente lesiva della libertà di espressione in rete.

La battaglia della sinistra, e di ampi settori dello stesso centrodestra, è servita solo a mitigare gli effetti dell’impostazione iniziale. Per quanto riguarda il comma sulla rete non è stata, fino ad ora, apportata alcuna modifica, ma l’annuncio della questione di fiducia che il Governo porrà in Parlamento non lascia ben sperare sugli esiti finali.

Crediamo che la protesta non debba cessare, poiché la battaglia sarà lunga e difficile, fino al possibile referendum abrogativo già annunciato da Di Pietro.

L’informazione in rete è uno degli ultimi baluardi per la libertà di informazione in Italia, non facciamola sparire.


NO TRAFFIC WEBCAM – Marco Cadioli aka Marco Manray

photoes by Flurry Fargis

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En français plus bas

NO-TRAFFIC WEBCAM
Marco Cadioli aka Marco Manray

Opening june 18th 2010 – 12h30 pm slt

Exibition  june 18th > july 18th 2010

slurl : http://slurl.com/secondlife/Ecologia%20Island/131/172/25

No-Traffic Webcam
A series of photographs shooted through webcams found online.
Traffic webcam that are placed somewhere with the purpose of monitoring the traffic, but there is no one. No-traffic webcam.

Colour Field Webcam
Every few minutes, the system analyses images coming from selected webcams and convert them into pure colours. The more frequents colours are randomly disposed on a grid to obtain a real time “color field painting”, a dynamic artwork that varies depending on time and atmospheric condition, seasons and day light.
(Thanks to Paolo Savoldi for the provided scripting)

Marco Cadioli (aka Marco Manray) –  2010

website : http://www.marcomanray.com/

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I met for the first time the work of Marco Cadioli aka Marco Manray accidentally, while I was visiting the exhibition of Comet Morigi in second Life’s gallery “Overfoto” in 2008. Walking in spaces around the gallery, I entered a workshop where were photos taken in the virtual universe Hipihi, wich is the Chinese copy of  Second Life. At this time, I all ready had investigated Hipihi, or roamed I should say, because the métaverse wasn’t really built and frequented, added to problems of compatibility of my computer which made the avatars look like black silhouettes without heads. Marco Manray made beautiful prints of it, reminding the notebooks of the first travelers, those who went through the world, a long time before the age of digital technology. But what stayed of this first meeting for me, is this strange impression, to look at a virtual universe through the prism of another one, being myself behind a screen .The impression to be caught by the emptiness, a dizziness provoked not by a lack of senses but by a multiplicity of interpretations which can be opposite.

Because what makes the strength and this uptake capacity of his work, is the beauty of its images, which we do not know any more, if it comes to strengthen a fascination or a criticism of these universes in pixels, of these avatars running nowhere, of these landscapes, or these deserted streets.

Marco Manray proposed, for No-Traffic Webcam, a new axis in his work, an observation of the reality from Internet. Images coming from security cameras of roads all around the world.Again, I feel this dizziness of the space which Marco pushes until the abstraction with his “Color Field Webcam”, in reference to the pictorial movement in the 50s and 60s, in the United States and in Canada, of which Mark Rothko and Barnett Newman are some representatives.

But beyond a reflection on the benefits or harms of our technological society, isn’t it rather, a more spiritual research that Marco Manray is doing, as it is suggested by the title of one of these previous exhibitions, borrowed from Leibniz ? ” Why is there something, rather than anything ? ” Will our numeric tools, be able to answer this question ?

This exhibition was possible due to Zazu Susa, photographer in Second Life and resident in “Aire Ville Spatiale”. She is the one who suggested me to invit Marco Manray. I am even more enthusiastic. The City is a project that everyone build and make live.

It is thus “accidentally” that this exhibition is happening at this moment. It joins perfectly in the continuity of the global sense, and the reflection of this project, which will continue with the next collective exhibition entitled “Synchronicity”.

Marc Blieux aka Marc Moana

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Marco Manray is an avatar, an avi on sl for Second Life user; aka Marco Cardioli in rl, real life.

One of those artist who give us relevant artwork on virtual worlds; but more, about the web, pixels world which lay down to us and transform our daily life.

No traffic is a showpiece in mirror, as a draughtsman who looks at his drawing in reflection so as to test the accuracy of the feature.

The aplenty of surveillance camera is the beginning.
Not those who scare us every day, “big brother is watching us“!
Those who are monitoring places worldwide, those that I can load on my pc and watch as window on unknown places.
It’s non place, view here from another non place, simulation 3D: Second Life.

Marco linked those images to different pictures in movement, in the vein of the American school painting called “color fields”. The changing colors are coming from live images resulting from surveillance camera. He twists those images so as to retain only the chromatic scale, the poetic of colors. From the emptiness toward the broad. No dogma, but open questions.

We never recognise the artwork of Marco Manray / Cardioli at the pictural result, but at the real look that ask question on virtuality.
He took us with a photo coverage on the Chinese second life, this other double of life, this exotic world in the west point of view of this third and strange dual world.
He as declined with accumulations of clones from basic male avatar of Second Life, a research on identity.
He as taken pictures of Second life landscape, lunar and endlessly… Berlin, from a virtual 3D copy to an other one: Goggle…
His approach brings into question our reality, advance or reduce?

I bring a cup of tea to my mouth, smell the aroma. With my fingers and my skin, I feel the warmth. I Damp my lips and drink this sweet liquid that moisturize me. It’s real!
For along?

ZaZu Susa, avatar on Second Life

website :
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Twitter : http://twitter.com/AIREVS
Manege Tyler _Fallout76_Aire Mille Flux

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NO-TRAFFIC WEBCAM
Marco Cadioli aka Marco Manray

Vernissage le 18 juin à 21h30

Exposition du 18 juin au 18 juillet 2010

slurl : http://slurl.com/secondlife/Ecologia%20Island/131/172/25

No-Traffic Webcam
A series of photographs shooted through webcams found online.
Traffic webcam that are placed somewhere with the purpose of monitoring the traffic, but there is no one. No-traffic webcam.

Colour Field Webcam
Every few minutes, the system analyses images coming from selected webcams and convert them into pure colours. The more frequents colours are randomly disposed on a grid to obtain a real time “color field painting”, a dynamic artwork that varies depending on time and atmospheric condition, seasons and day light.
(Thanks to Paolo Savoldi for the provided scripting)

Marco Cadioli (aka Marco Manray) –  2010

website : http://www.marcomanray.com/

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J’ai rencontré pour la première fois le travail de Marco Cadioli aka Marco Manray par hasard alors que je visitais l’exposition de Comet Morigi dans la galerie Overfoto de Second Life en 2008. Me promenant dans les espaces autour de la galerie je suis entré dans un atelier où était disposé des photographies prises dans l’univers virtuel Hipihi, la copie chinoise de Second Life. J’avais moi même exploré Hipihi à ce moment là, ou plutôt erré car le métaverse était peu construit et fréquenté, ajouté à des problèmes de compatibilité de mon ordinateur qui me faisaient apparaître les avatars comme des silhouettes noires sans têtes. Marco Manray en a fait de belles estampes rappelant les carnets des premiers voyageurs, ceux qui parcouraient le monde bien avant l’ère du numérique. Mais ce qui m’est resté de cette première rencontre c’est cette étrange impression, de regarder un univers virtuel à travers le prisme d’un autre, étant moi même derrière un écran. L’impression d’être happé par le vide, un vertige provoqué non pas par une absence de sens mais par une multiplicité d’interprétations qui peuvent être contraires.

Car ce qui fait la force et cette capacité de captation de son travail, c’est la beauté de ses images dont on ne sait plus si elle vient renforcer une fascination ou une critique de ces univers en pixels, de ces avatars courant vers nulle part, de ces paysages ou ces rues désertées (1).

Marco Manray a proposé, pour No-Traffic Webcam, un nouvel axe dans son travail, une observation du réel depuis l’internet. Des images issues des caméras de surveillance de routes à travers le monde.

Une nouvelle fois, je ressens ce vertige du vide que Marco pousse jusqu’à l’abstraction avec ses Colour Field Webcam, en référence au mouvement pictural des années 50/60  aux États-Unis et au Canada, dont Mark Rothko et Barnett Newman en sont des représentants.

Mais au delà d’une réflexion sur les bienfaits ou les méfaits de notre société technologique, n’est-ce pas plutôt une recherche plus spirituel que mêne Marco Manray comme nous le suggère le titre d’une de ces précédentes expositions empruntées à Leibniz, ? « Pourquoi y a-t-il quelque chose, plutôt que rien ? » Nos outils numériques arriveront ils à répondre cette question?

Cette exposition a été possible grâce à Zazu Susa, photographe dans Second Life et résidente dans AIRE Ville Spatiale. C’est elle qui m’a proposé d’inviter Marco Manray. J’en suis doublement enthousiaste. La Ville est un projet que chacun peut construire et faire vivre.

C’est donc « par hasard » que cette exposition a lieu à ce moment là. Elle s’inscrit parfaitement dans la continuité du sens et de réflexion global de ce projet qui continuera avec la prochaine exposition collective intitulée Synchronicity.

Marc Blieux aka Marc Moana

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Marco Manray est un avatar, un avi pour les utilisateurs de sl, Second Life aka Marco Cardioli dans rl, le réel. Un des rares artistes qui nous offre un travail artistique pertinent sur les mondes virtuels ; mais au-delà, sur la toile, le monde de pixel qui s’impose à nous et se lie à nos vies.

No traffic est une œuvre en miroir, comme le dessinateur qui regarde le reflet de son dessin pour voir la justesse du trait. Le départ est la profusion de ces caméras de surveillance. Pas celles qui nous inquiète au quotidien, « big brother is watching us » !  Celles qui filment ces lieux de par le monde, celles que je peux charger sur mon pc et consulter comme des fenêtres sur des lieux que je ne connais pas. Des non lieux, ici, vues d’un autre non lieu, une simulation 3D : Second Life.

Ces images, Marco les a assujetties à des tableaux en mouvement, dans l’esprit de l’école américaine de peinture « color fields ». Les couleurs changeantes viennent d’images en direct, de vidéo surveillance. Il les détourne pour en retenir le champs chromatique ou poétique. Du vide, il nous donne un plein, sans dogmes, un questionnement ouvert.

Le travail de Marco Manray / Cardioli ne se reconnaît pas au résultat pictural, mais au regard réel qui questionne le virtuel.
Il nous a emmené sur le second life chinois avec un reportage photo sur cet autre double, ce monde autre vu par un œil occidental.
Il a décliné avec des accumulations de clones de l’avatar de bases de Second Life, une recherche sur l’identité. Il a photographié des paysages infinis et lunaires de Second Life… Berlin d’un double virtuel 3D à un autre Goggle…
Sa démarche est une mise en question de notre réalité augmentée, diminuée ?

Je porte à mes lèvres cette tasse de thé, respire le parfum, sent la chaleur avec mes doigts et ma peau, puis humecte et bois ce doux liquide qui m’hydrate. C’est réel !
Pour combien de temps ?

ZaZu Susa, avatar sur Second Life.

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Le forbici di Igor

Molto suggestiva la mostra inaugurata ieri sera a UTSA ArtSpace (http://slurl.com/secondlife/UTSA%20Roadrunner%20II/125/152/1997) da Igor Ballyhoo. Si tratta di una sorta di “inno alle forbici”, in una visione assolutamente positiva di questo strumento che nell’immaginario comune ha generalmente una valenza inquietante.

Per l’artista, come spiega lui stesso in una nota, le forbici sono il mezzo che taglia il cordone ombellicale inaugurando la vita, nei sogni significano spesso la necessità di tagliare o eliminare il non essenziale dalla nostra esistenza, cosa che accade quando la nostra psiche interviene per sopprimere emozioni, sentimenti, traumi che facciamo fatica a gestire, mentre linguisticamente la forbice indica la necessità di parlare in maniera chiara e diretta.

E così Igor ci ha immerso in una vera e propria foresta di forbici gigantesche, che ascendono verso l’alto anelando alla luce. La mostra non è del tutto inedita, un’istallazione più piccola sullo stesso tema è stata inaugurata già da qualche mese in una collettiva intitolata “Enter…” a New Carleon. Ma, presentata isolata da altri contesti, in una skybox all’interno della quale non si vedono che forbici, ci immerge in un’atmosfera ancora più straniante.

“A New Carleon sono 70 per 10 metri di grandi forbici” ci ha spiegato Igor. “Allora mi è venuto in mente di riproporre questa istallazione come l’avevo pensata. Qui siamo in un ambiente di 127 per 25 metri pieno di forbici gigantesche” e in effetti anche l’ascesa verso l’alto è molto più evidente e pregnante, così che la foresta (ben radicata sulla terra), che tende verso la luce rimanda anche all’altro significato che suggerisce Igor delle forbici come unione e cammino in simbiosi di materiale e spirituale… Insomma una mostra che vale la pena di andare a vedere, nonché un ennesima conferma per questo artista che appare fra i più interessanti del Metaverso.

Scien&Art award edizione 2010 – Phisic

Riportiamo, su informativa di Marjorie Fargis, i risultati del contest di Scien&Art:

PREMIAZIONE 13/06/2010 – 17.00 (iTALIAN TIME) – 08.00 PDT/SLT
PRESSO CSW ISLAND di MarkWD Helendale e Aliza Karu

Scien&Art è un progetto di Talete Flanagan (Second Physics) e Marjorie Fargis (SL Art) realizzato in collaborazione con Experience Italy (Mexi Lane), UWA (Jayjay Zifanwe), Open Science (Noke Yakuza), Alpine Executive Center (Sunset Quinnell), CSW ISLAND (MarkWD Helendale) e USMP (Maximo Eames). Il progetto è nato dall’idea di unire due grandi discipline: arte e scienza.

L’intenzione è quella di accompagnare gli artisti ad esprimere attraverso la loro creatività dei concetti scientifici e di aiutare gli scienziati a comunicare in modo creativo. Questa prima edizione del concorso è stata dedicata alla Fisica e si dividerà in 6 categorie: Atomo, Big Bang, Raggi Cosmici, Elettricità, Nanotecnologie e Stringhe.

La Giuria Scientifica è composta da:

Talete Flanagan (chair)
Patio Plasma
Sunset  Quinell
Girdano Burnestein
Caledonian Hero
Albert Upsilon aka Mauro Francaviglia (president of SEGRAM ) as RL member

La Giuria Scien ha selezionato  tra tutti i partecipanti al concorso  i vincitori “Scien” di ogni categoria:

Jess Oranos – ELETTRICITA’……………… vincitore del premio di 1.000 L$
Abstract Baroque – STRINGHE ………….. vincitore del premio di 1.000 L$
Merlino Mayo – RAGGI COSMICI……….. vincitore del premio di 1.000 L$
pol jarvinen – ATOMO ………………………. vincitore del premio di 1.000 L$
Dixit Writer – BIG BANG……………………. vincitore del premio di 1.000 L$
FreeWee Ling – NANOTECNOLOGIE…. vincitore del premio di 1.000 L$

La Giuria Artistica è composta da:

Marjorie Fargis – SL Art co-owner (a writer in RL)
Mexi Lane – Experience Italy (art expert in RL)
JayJay Zifanwe – UWA (UWA Manager RL)
Aneli Abeyante – Artists Gallery
Noke Yuitza – Open Science owner (Open Science curator RL)
Adam Grau – Ad Opera owner (artist in RL)

La Giuria Artistica ha selezionato  tra tutti i partecipanti al concorso  i 6 vincitori “Art” di ogni categoria:

pol jarvinen – ATOMO………………………………………..category winner
Kolor Fall – NANOTECNOLOGIE ……………………….category winner prize 1.000 L$
Merlino Mayo – RAGGI COSMICI ………………………category winner
Jess Oranos – ELETTRICITA’ …………………………….category winner
Mila Thatam Rodroguez Imago – STRINGHE ……. category winner prize 1.000 L$
MOsMax Hax – BIG BANG ………………………………. category winner prize 1.000 L$

Le Giurie Artistica e Scientifica hanno deciso il migliore degli artisti finalisti dell’altra giuria ed hanno deciso che il premio Scien&Art Ed. 1 2010  – Fisica – è assegnato a: Merlino Mayo (Italia) premiato da Mexi Lane

COSMIC RAYS
Merlino Mayo

Riesce ad adattare il suo prototipo umanoide anche in questo contesto, creandogli un involucro nel quale l'”uomo di pietra” fluttua nello spazio, colpito da raggi cosmici roventi.
La genialità sta nell’essenza, nell’essenziale e nella semplicità con cui Merlino Mayo riesce a centrare l’argomento del contest, utilizzando un elemento ricorrente nelle sue opere. Da vero artista “reale” contemporaneo.

Abstract Baroque (UK) (Mexi Lane) regala un’opera di grande tecnica e molto vicina ad una lettura essenzialmente scientifica. Esteticamente molto attraente. Bella a vedersi, BELLISSIMA anche nei dettagli.

Ad entrambi i vincitori viene assegnato un premio di 20.000 L$. Entrambi i vincitori sono automaticamente iscritti al Grand Prize of the UWA 3D Art & Design Challenge che sarà annunciato a Settembre 2010.

Il pubblico ha votato l’opera preferita tra tutti i partecipanti al concorso. Il vincitore Pubblico del contest Scien&Art Ed.1 2010 – Fisica – è: Democrito Sands. Al vincitore del Pubblico viene assegnato un premio di 6.000 L$

Democrito Sands decide di dividere il premio con il secondo qualificato. Quindi Ex equo con Lea Supermarine

I primi 5 votati dal pubblico sono:

Democrito Sands
Lea Supermarine
Maryva Mayo
Zephyru Zapedzki
Pol Jarvinen

Questa prima edizione del Premio Scien&Art è stata per noi una sfida. Una sfida al tempo, una sfida alle difficoltà, una sfida per la complessità degli argomenti trattati e per le relazioni internazionali che si sono instaurate. Ringraziamo quindi tutti coloro che ci hanno aiutati in questo lavoro e li invitiamo sul palco per salutare e dare appuntamento alla Seconda Edizione del Premio Scien&Art che è in programma per ottobre 2010.

Editoriale del 2 giugno 2010

Sono dieci gli articoli che compongono questo terzo numero di Virtual Worlds Magazine. Alcune novità importanti sono gli articoli di Aliza Karu, su Miss Italia SL, di Trilli Lacombe, sulla mostra a Sardigna, illustrata dalle foto di Flurry Fargis, e di Viola Tatham, che inaugura l’angolo della poesia.

Continua la rassegna di Adelchi Rossini, che ci dà le chiavi di lettura del Machinima, di Salhazar Stenvaag che ci illumina con le sue finestre  aperte verso l’evoluzione tecnologica, di Simba Schumann per l’arte, di Helenita Arriaga sul “lato oscuro” della rete e, al suo primo articolo, Asian Lednev che ci introduce in un mondo di idee e di immagini quali solo in un mondo virtuale è possibile costruire, ed esportare poi, nella vita reale. I miei contributi affrontano il tema della libertà di espressione in rete, che riguarda tutte le piattaforme web nel loro insieme (ma che, per diversi motivi, pervade anche gli universi virtuali), e un secondo contributo sul progetto “Scienza on the Road” uno dei grandi successi della stagione 2010 in SL.

AquilaDellaNotte Kondor

Dalla carta ai pixel: il viaggio delle emozioni

Giovedì 3 giugno alle 22.00 Helenita Arriaga presenta “Dalla carta ai pixel: il viaggio delle emozioni

Si tratta del quinto ed ultimo incontro del ciclo “Conversazioni sul futuro di Internet”, che vogliamo dedicare a com’è cambiata la comunicazione delle emozioni con l’avvento delle nuove tecnologie. Durante la serata spazieremo tra cinema, musica e letteratura, tra lettere ed e-mail, tra prose piane e distese e i ritmi sincopati dei messaggi istantanei.
Ad accompagnarci in questo viaggio, le voci di Kicca Igaly, Kaji Jewell e Imparafacile Runo.

Conduce: Helenita Arriaga

Quando: giovedì 3 giugno alle ore 22.00
Dove in SL: Isola Imparafacile, SLURL: http://slurl.com/secondlife/imparafacile/187/187/57/
Diretta streaming su WEB:

Per info: Helenita Arriaga, Imparafacile Runo

Scienza on the road verso la terza edizione.

Si è svolta questa sera a Merkabaland, la land di Aquila Faulds e LaraGrace Rau, la serata conclusiva, della seconda annata, di “Scienza on the Road”. Questa importante iniziativa, esempio di uno dei progetti meglio riusciti nella SL italiana, ha contribuito a dimostrare che è possibile avviare, in SL, dei progetti culturali di ampio respiro, attirando un traffico di Avatar paragonabile a quello dei grandi concerti o delle iniziative artistiche meglio riuscite.

La competenza, la disponibilità e la passione dei docenti, guidati da Talete Flanagan, e supportato, di volta in volta, oltre che dalla bravissima Giovanna Delphin, anche da una nutrita schiera di collaboratori, tra cui Democrito Sands e Marjorie Fargis, ha ottenuto un grande risultato, di divulgazione scientifica e di impegno culturale in SL.

Una delle caratteristiche principali di tale progetto è il fatto che è stato reso “itinerante” dai suoi animatori. In tal modo si è contribuito a sviluppare, come pochi altri finora, una collaborazione molto intensa, non tanto tra le land, ma tra un progetto di successo e diverse land. E’ la dimostrazione che intorno ad idee forti, e di alto valore culturale, è possibile aggregare un numeroso pubblico e ottenere risultati concreti.

Una conferma in più anche del fatto che la collaborazione paga, in un ambiente in cui gli sforzi degli appassionati sono spesso concentrati nelle ore serali e nei ritagli di tempo lasciati liberi dal lavoro e dalla famiglia. La collaborazione tra molti protagonisti, la creazione di “team” integrati, come quello che stiamo sviluppando gradualmente per questo magazine, è sicuramente una chiave per ottenere risultati di rilievo in SL. Quelli che sono restii ad accettare tale modello di sviluppo, o perfino di business, sono anche quelli che pensano di poter essere i “leader” del nuovo mondo, senza rendersi conto, così, di perdere uno dei fondamentali effetti dell’utilizzo dei Mondi Virtuali, la collaborazione e lo sviluppo di comunità intorno a un progetto comune.

Auguriamo a “Scienza on the Road” di continuare la sua opera di divulgazione, contribuendo all’evoluzione, in Italia, delle modalità di utilizzo di SL.

Il link del blog, gestito da Marjorie Fargis, è il seguente: http://scienzaontheroad.blogspot.com/ .

In bocca al lupo per la nuova edizione, già in programma.

Giovanna Cerise: un’italiana sempre più internazionale

Uno degli aspetti più stimolanti dei mondi virtuali è senz’altro la possibilità di confrontarci con facilità e immediatezza con persone di tutto il mondo e nell’arte è una soddisfazione vedere come, sempre più spesso, oltre ad essere numerosi gli artisti stranieri che espongono in gallerie italiane, moltissimi artisti italiani sono considerati interessanti dalle principali realtà espositive internazionali.

Basta fare un giro per Pirats, New Carleon, Diabolus (per citare solo alcune delle più note locations espositive internazionali) e ci si rende conto immediatamente che nomi quali Solkide Auer, Shellina Winkler, Maryva Mayo, Zhora Meynard, Aloisio Congrejo, Gleman Jun, e altri sono ormai nel novero degli artisti “importanti” del Metaverso.

In piena ascesa in questo momento è Giovanna Cerise, artista più “giovane” dei su citati come data anagrafica della sua seconda vita (è entrata in sl nel dicembre 2008 e ha iniziato a “giocare con l’arte” nel marzo del 2009), semplice e modesta di carattere. Giovanna nell’arco di poco più di un anno ha collezionato una serie di mostre in gallerie internazionali prestigiose (Pirats, Art Maniacs, Omega, Studio 33, Shamen Galleries, Vertex, Pyramid, Diadem, Erato of Carleon, Benfica Lisboa, ecc).

L’ho incontrata per la prima volta al Diadem di Lion Igaly del luglio 2009, dove sembrava quasi intimidita nel vedersi a fianco di nomi tanto affermati. Da allora è cresciuta come artista, le sue sculture sono sempre più raffinate ed evocative e, senza che abbia fatto nulla per farsi notare, Giovanna è stata invece “scoperta”, tanto da ritrovarsi negli ultimi mesi impegnata nell’allestimento di una serie di mostre in giro per il Metaverso.

Giovanna in rl è un’insegnante ed è entrata in sl con l’idea di valutare eventuali applicazioni didattiche del mezzo, tuttavia sin dall’inizio si è sentita attratta dalle possibilità creative che questo mondo le offriva e con entusiasmo quasi infantile ha iniziato a plasmare prims e giocare con textures alla ricerca di qualcosa che riuscisse a esprimere le sue emozioni. “All’inizio è stata pura curiosità – racconta Giovanna. – Voglia di provare a capire come si poteva arrivare a fare le opere splendide che vedevo e così, prim dopo prim, ho iniziato a costruire le prime cose e, man mano che andavo avanti, ho capito che mi piaceva molto farle”. L’entusiasmo è arrivato quando, superate le prime difficoltà tecniche, si è resa conto che quei prims riuscivano ad esprimere le sue emozioni: “in quel momento ho capito che una nuova strada si era aperta per me ed è iniziata una sfida coinvolgente aperta sempre a nuove possibilità comunicative e in continua evoluzione”.

Le piace infatti sperimentare continuamente, non fermarsi mai in un’unica direzione, ma il filo comune delle sue creazioni è proprio l’espressione dei suoi stati d’animo, e, perché no, il suo sguardo emotivo sul Metaverso, e così si passa dalle prime opere più semplici e armoniose, dai colori solari e apollinei, alle creazioni più recenti, più scure a volte, più sfumate, più complesse, specchio della sua crescita personale e virtuale. Del resto chi non è nuovo in Second Life sa bene che, come nella vita reale, anche in questo mondo si cresce e allo stupore quasi infantile con cui lo esploriamo nei nostri primi mesi di vita piano piano si sostituiscono momenti di crescita per certi versi comuni a tutti.

Dal mese di marzo, poi, Giovanna ha anche aperto una propria galleria ad Itland, la Art’s Vision Gallery, nella quale non si è limitata ad esporre le proprie opere, ma ha organizzato esposizioni di colleghi come Kicca Igaly, Maryva Mayo e Daco Monday, convinta dell’importanza del confronto con gli altri per crescere. “All’inizio quando ho deciso di prendere una galleria, non avevo pensato a questa possibilità, ma poi mi è piaciuta l’idea di poter aver ospite qualche amico artista. E’ un modo per incontrarsi, per scambiarsi opinioni e anche per arricchirsi artisticamente”.

In questo momento è possibile ammirare le opere di quest’artista in diverse locations: Piramide, Vertex,  Shamen Galleries, Sun Escapes Arts Center, Baia do Golphino Azul. Ma Giovanna la si trova facilmente andando in giro per mostre e isole dedicate all’arte, vista la sua passione per questo mondo e le sue infinite possibilità espressive. “Penso che l’arte in Second Life sia una bellissima realtà – conclude, – una fucina continua di creatività, di sperimentazione, di confronto, di voglia di mettersi in gioco, di possibilità di espressione, di entusiasmo”. Come non condividere?

I Giganti di Monte Prama a Sardigna

by Trilli Lacombe

L’isola Sardigna si prepara a festeggiare alla grande i suoi tre anni in SL, ospitando a breve 3 grande eventi. Si comincia giovedi 27 maggio con Carla Denule, giovane cantante sarda, per proseguire il 1 giugno quando sarà ospite il grande poeta Michele Pio Ledda, autore dei testi sardi più famosi e il 3 giugno si esibirà nella land la cantante di Alghero Franca Masu.

Sardigna nasce in SL per la volontà dei due fratelli Marco e Mario Pireddu, che hanno egregiamente trasportato nel mondo virtuale tutto l’amore, la passione e la dedizione verso la loro terra. Sardigna è uno spazio privilegiato per la diffusione e la conoscenza della cultura millenaria sarda e il suo patrimonio identitario, una specie di “patria” virtuale per i sardi di SL e per tutti quelli che amano quest’isola speciale, magica e dalla cultura antichissima.

Il senso profondo del progetto Sardigna in Second Life è infatti quello di esaltare non solo la capacità del virtuale di farsi luogo di deposito ed esposizione del passato di una cultura, ma anche di divenire occasione per percorsi emotivi e conoscitivi originali, offrendo al visitatore – nel presente – l’esperienza di un futuro possibile che ancora non è accessibile nella dimensione “reale” rappresentando il passato della regione nella maniera più affascinante.

Il “turista virtuale” è accolto dagli owner, Barisone Sirbu aka Marco Pireddu e Ambrose Birke aka Mario Pireddu e portato a visitare la land seduto su un tappeto sardo di Isili o su una gigantesca, strepitosa pardula – il tipico dolcetto locale trasformato in tappeto volante.

Il valore della land sta soprattutto nell’aver ricreato alcuni dei luoghi più singolari ed importanti della Sardegna, arricchendola costantemente con sempre nuove ricostruzioni. Qui si possono vedere il pozzo sacro di Santa Cristina, che si trova nella Sardegna centro occidentale, ed è una delle più importanti aree sacre di età nuragica. Era un perfetto calendario astronomico e funzionava da osservatorio. Negli equinozi di primavera e autunno il sole illumina la scalinata e la fonte d’acqua. Questo effetto è stato reso perfettamente nella ricostruzione virtuale: si scende la scala al buio e giunti allo specchio d’acqua un raggio di luce filtra e ricrea l’effetto luminoso.

Molto interessante è l’altare preistorico di Monte d’Accodi, nei pressi di Sassari, che ricorda una grandiosa piramide a gradoni simile alle ziqqurath mediorientali, sulla cui sommità gli antichi abitanti eressero un tempio dedicato alla divinità ancestrale. Il nuraghe di Santu Antine, costruito durante l’Età del Bronzo, probabilmente nel corso del XVI° secolo a.C, è uno dei più maestosi di tutta la Sardegna ed è simile a un castello fortificato.

Punto di forza della land è il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini: vicino alla Giara, su un’altura che visivamente penetra in profondità l’est del medio Campidano, i Nuragici edificarono in più riprese un’imponente reggia-fortezza di basalto che è la più importante testimonianza monumentale della civiltà dei Nuraghi. Per la sua grandiosità la reggia-fortezza Su Nuraxi di Barumini è dal 1997       un       patrimonio       mondiale       UNESCO (http://whc.unesco.org/en/list/833). La reggia è stata ricostruita secondo le più recenti e affidabili ricostruzioni, e nella dimensione del virtuale torna ora a rivivere il suo antico splendore.

Da questa settimana il complesso di Barumini è stato momentaneamente tolto per far posto a un evento davvero eccezionale: la mostra dei Giganti del Monte Prama. Queste sculture di epoca nuragica sono state rinvenute nel 1974 nei pressi di Cabras. Gli scavi hanno portato alla luce 5172 frammenti appartenenti a 15 teste e 22 busti di statue gigantesche che superano i due metri di altezza, raffiguranti arcieri, guerrieri e pugili. La tipologia e il numero dei frammenti, così come il loro stato di conservazione, fanno di questo ritrovamento uno degli eventi culturali più importanti di fine millennio.

Questi monumenti sono la testimonianza di una civiltà che non ha uguali in tutto il bacino del Mediterraneo occidentale. Sono le più antiche statue a tutto tondo, antecedenti ai Kouroi greci e portano preziose informazioni sull’arte e la cultura sarda. Probabilmente risalgono al VII° secolo a.C. ma ci sono ipotesi che le fanno datare alla fine del primo millennio a.C.

Caratteristica comune alle statue è la resa del volto e in particolare degli occhi, formati da due cerchi concentrici, talmente perfetti da far pensare all’uso di un compasso, unitamente ad una fronte molto prominente che scende su un naso stilizzato e molto pronunciato. Nello stile si riconosce fortemente l’influenza dedalica dal marcato geometrismo. C’è un chiaro legame tra la decorazione fittile, i bronzetti coevi e queste statue gigantesche.

Ma chi sono questi giganti? Si potrebbe collegarli agli antichissimi popoli del mare, i Shardana, pirati mercenari che furono anche al servizio di Ramses II, poiché portano lo stesso modello di spada e sono similmente rappresentati in una stele fittile conservata al

Museo Egizio del Cairo. Bello pensare che questi antichissimi guerrieri rivivano oggi, se pur virtualmente, nella land di Sardigna. Chiunque può ammirarli nella loro perfetta ricostruzione e ottenere con un semplice click tutte le informazioni finora disponibili, in 5 lingue compreso il sardo, come in un agevole museo archeologico. Second Life può dunque essere un mezzo perfetto per mettere a disposizione di una vastissima platea internazionale informazioni preziose.

Noi che viviamo la Poesia

by Viola Tatham

Da questo numero il nostro giornale si arricchirà di una nuova pagina, dedicata alla poesia in Second Life. Autori, poesie, iniziative interessanti, tutto ciò che rappresenta l’arte poetica in Second Life e, forse, anche qualche piccola divagazione dal tema.

Si inizia, come sempre, pieni di aspettative e di entusiasmo, con tante idee da realizzare, ma anche con i consueti timori di non raggiungere l’obiettivo principale, quello di creare interesse nei lettori e, magari, far amare la poesia a qualcuno che non l’hai mai considerata.

Negli ultimi tempi ho notato, con grande piacere, un discreto aumento di eventi dedicati alla poesia, anche nelle lands italiane, prima poco interessate a questa materia e alla cultura in genere. Quando, con il mio gruppo, pensammo di proporre un modo diverso di usare il voice, appena inserito in SL, organizzando serate di lettura poesie,  fu una land libanese ad accoglierci e la partecipazione alle serate in  italiano era molto inferiore rispetto a quella in altre lingue. Ora, dopo quasi tre anni, sono felice di non aver ceduto allo sconforto, che mi spingeva ad abbandonare quell’idea non abbastanza condivisa.

Dal prossimo mese, inizieremo con il conoscere meglio qualcuno dei poeti che si aggirano per Second Life, forse alla ricerca di un’ispirazione per nuovi versi. Spesso sono timidi e schivi, anche in questa seconda vita. Si  sentono fuori posto, in mezzo alla confusione delle disco, e appaiono davvero assorti quando li vedi camminare in land semideserte, o seduti in riva al mare, come se un’immaginaria brezza marina potesse cullarli in un sogno.

Sognatori che riempiono pagine bianche con i propri pensieri, i sentimenti e gli stati d’animo, facendosi trasportare dalla fantasia, e quale posto migliore per sognare, di una Seconda Vita, dove tutto è possibile? Volare, camminare sotto il mare, o godere di un tramonto, mentre fuori dalla finestra di casa infuria un temporale?

“Noi, che il caffè della mattina

ce lo porta la malinconia

per togliere il torpore

delle notti insonni.

Noi, tra gli anni migliori

vissuti solo di illusioni

tra crocevia di contraddizioni

restiamo appesi ai ganci della vita

o funamboli tra fili di cotone

ma voliamo ad un palmo dalla luna

e sogniamo solo con il sole.

Noi, che abbiamo lacrime per tutti

ed un’offesa ci ferisce a morte

non abbiamo mai creduto nella sorte

perchè comprende anche la fortuna.

Noi, che viviamo la poesia

come una febbre, come una malattia,

in esilio volontario tra la gente…

Noi, se ci incontriamo non servono parole

c’è una scintilla che accende la simbiosi

e va oltre l’affetto e l’amicizia

in uno scambio di battiti del cuore

ed una volta accesa, più non muore.”

(Noi che viviamo la poesia, Viola Tatham)


La poesia è il mio principale interesse, che ho trasferito in SL, facendo venire a galla la parte migliore di me, quella che ancora sogna, si perde dietro un bel panorama, anche se di pixels, e si emoziona leggendo  parole, parole vere, intime, musicali…che si chiamano poesie.

Ma cos’è davvero la poesia? E’ una finzione, come recitava Pessoa o la “limpida meraviglia di un delirante fermento”, nella definizione di Ungaretti? Forse è solo un modo di comunicare, spesso più a sè stessi che al prossimo, di scoprire altri sè stessi, usando le sensazioni come veicolo e l’anima come punti di partenza e di arrivo. E’ davvero difficile dare una definizione certa. Se per poesia intendiamo qualsiasi manifestazione che provochi emozioni, anche un quadro, una musica, un cielo stellato sarebbero poesia, la bellezza in genere sarebbe poesia…

[…]La poesia

ma cos’è mai la poesia?

Più d’una risposta incerta

è stata già data in proposito.

Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo

come alla salvezza di un corrimano.

(“Ad alcuni piace la poesia” – W.Szymborska)

Io, come la poetessa polacca Wislawa Szymborska, non so bene cosa sia, e non mi interessa saperlo, preferisco goderne il respiro e il ritmo, quando diventano tutt’uno con i battiti del cuore. E se volete farvi trascinare come me dalle emozioni, se, per qualche minuto,  volete accantonare i problemi quotidiani e volare con la fantasia,  ci ritroveremo tra un mese qui, in quest’angolo di poesia .