Protesta NO Bavaglio. 9 giugno 2010

Si è svolta nella serata di mercoledì 9 giugno, all’interno di Second Life, la manifestazione di protesta contro la legge bavaglio che si sta approvando in questi giorni in Parlamento. Per un’ora tutte le attività delle quasi trenta land italiane, che hanno aderito alla manifestazione, sono state sospese.

La protesta è iniziata con un concerto di Sioux Nikolaidis nella  land “Albert Currlin Society (ACS)” e con una nutrita schiera di quasi 50 avatar che, esibendo bavagli e cartelli “No bavaglio”, hanno alimentato una kermesse, di impegno politico e sociale, che ha mostrato tutta la contrarietà del popolo di Second Life verso una politica oscurantista e coercitiva di tutte le forme di dibattito nella società italiana. Per una coincidenza non programmata, la televisione di stato trasmetteva, nella serata conclusiva di “Anno Zero”, una vibrata requisitoria del noto conduttore televisivo che descriveva lo stato comatoso in cui versa il dibattito politico e sociale sulle reti televisive italiane.

Il mondo della rete è sempre stato oggetto di tentativi di “normalizzazione”, fino ad arrivare a questa legge, che, nata con lo scopo di regolamentare il sistema delle intercettazioni telefoniche, ha gradualmente assunto i connotati di una “legge bavaglio”, in cui è anche confluito, inopinatamente, una norma sulla regolamentazione della pubblicazione (e delle smentite) delle notizie in rete. Una norma gravemente lesiva della libertà di espressione in rete.

La battaglia della sinistra, e di ampi settori dello stesso centrodestra, è servita solo a mitigare gli effetti dell’impostazione iniziale. Per quanto riguarda il comma sulla rete non è stata, fino ad ora, apportata alcuna modifica, ma l’annuncio della questione di fiducia che il Governo porrà in Parlamento non lascia ben sperare sugli esiti finali.

Crediamo che la protesta non debba cessare, poiché la battaglia sarà lunga e difficile, fino al possibile referendum abrogativo già annunciato da Di Pietro.

L’informazione in rete è uno degli ultimi baluardi per la libertà di informazione in Italia, non facciamola sparire.


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