L’utilizzo di prodotti di intelligenza artificiale generativa nella creazione di immagini si è ormai diffuso notevolmente. Specialmente da quando Meta ha inserito questi prodotti in Facebook, dando modo a tutti di utilizzarli senza costi aggiuntivi.
Le foto che venivano riprese nei Mondi Virtuali, come Second Life, venivano in precedenza elaborate utilizzando prodotti di editing, come Gimp o Photoshop, con elaborazioni migliorative, ma che non toccavano l’essenza delle immagini e dei soggetti. Con l’uso di AI generativa le immagini possono essere generate completamente dall’AI, sia partendo da un’immagine di base che completamente da zero.
Si è quindi aperta una discussione molto interessante tra gli appassionati, i creatori, i blogger, sulla questione della originalità e della proprietà intellettuale di queste immagini. E non si tratta affatto di una discussione irrilevante o superficiale, poichè tocca un aspetto fondamentale sull’utilizzo dell’AI, con discussioni in corso tra esperti, giuristi, creatori di contenuti, editori, accademici. Perchè la questione non riguarda solo le immagini, ma anche gli scritti, le notizie, i video.
Articoli, post, o addirittura interi libri possono oggi essere generati con l’AI. Il problema quindi è di assoluta rilevanza, e non riguarda solo questioni estetiche o creative, ma impatta su questioni giuridiche di base e sull’affidabilità dei risultati, come la proprietà intellettuale, la correttezza delle sentenze emesse dai tribunali, la valutazione dei curriculum in fase di assunzione, le diagnosi mediche, la preparazione degli studenti, la originalità degli scrittori. E’ ormai una questione che riguarda l’intera società, in tutti i settori.
Sono questioni all’ordine del giorno su tutti i tavoli, ma torniamo al tema da cui siamo partiti. Di chi sono le immagini create dall’AI? Per noi appassionati creatori di immagini riprese nei Mondi Virtuali si tratta di elaborare una immagine ripresa, ad esempio in Second Life, e successivamente rigenerata con AI.

Nel caso l’immagine sia generata da zero, completamente dall’AI, il prodotto finale è un prodotto “artificiale”, per così dire, su cui naturalmente l’autore può enormemente influire, guidando la generazione con dei prompt in cui vengono date le istruzioni, e con notevoli iterazioni successive, per ottenere il risultato voluto. In questo caso l’abilità dell’autore è sia di tipo tecnico, nel predisporre e far evolvere i prompt utilizzati, sia naturalmente il gusto personale, ma quest’ultimo non è discutibile, o c’è o non c’è, e i risultati si vedono.
Oggi non esiste un metro comunemente accettato per stimare i contributi dati dall’Autore e dall’AI, ma proviamo a crearci un metro di valutazione, a titolo puramente esplicativo. Nel caso precedente possiamo stimare che i contributi dell’AI e dell’Autore sono rispettivamente al 90% contro il 10%.
Se invece si parte da una foto ripresa in Second Life, il contributo dell’autore aumenta, ma anche in questo caso molto dipende dal prompt che sviluppiamo, e, naturalmente, anche dal tipo di prodotto di AI Generativa che usiamo per rigenerare le immagini. Midjourney, ad esempio, produce immagini di elevata qualità e creatività, mentre Copilot e Gemini sono più vincolati al prompt, e GPT unisce un pò le varie caratteristiche. I prodotti di Meta, per quanto efficaci, non sono a mio parere al livello professionale di questi ultimi. Ma questi giudizi sono destinati a lasciare il tempo che trovano, poichè le evoluzioni avvengono ormai ogni giorno.

Quindi, partendo dall’immagine ripresa in Second Life e rigenerata dall’AI, si possono utilizzare diverse graduazioni di generazione: dal lasciare intatte le fattezze del soggetto, fino a rielaborarlo completamente, dandogli aspetti realistici e pose completamente diverse.
Il primo livello è quello in cui si chiede all’AI di migliorare l’immagine, senza modificare nè il soggetto nè il contesto. E’ un utilizzo in cui il contributo dell’AI è simile all’editing tradizionale fatto con Photoshop, anche se più versatile (oggi anche Photoshop ha integrato funzioni di AI generativa, come tanti altri prodotti). Direi che i contributi sono 90% Autore e 10% AI.
La graduazione di rigenerazione può aumentare ancora, nel cambiare lo sfondo ad esempio, o modificare la posa del soggetto, e qui il contributo dell’AI aumenta decisamente, ad esempio 60% Autore e 40% AI.
E così via, potremmo dotarci di un metro di valutazione. Ma il concetto è che si tratta di un lavoro fatto in collaborazione tra Autore ed AI, con livelli diversi di distribuzione dei compiti. La ricerca accademica e nelle aziende si muove in questa direzione.
Per noi appassionati, invece conta il giudizio estetico e la valutazione del contributo dell’autore, ma è evidente che ormai nulla sarà più come prima. L’automobile ha ormai sostituito completamente la carrozza a cavalli …
Un saluto
